lunedì 26 giugno 2023

Sapere che ci sei

 tempo fa mi sentivo sola, solissima, perchè chi avevo fisicamente vicino sembrava a mille miglia impercorribili di distanza. Stavo male: avevo bisogno di raccontare le mie ansie, le mie frustrazioni e non potevo farlo.
Le cose sono tracollate, degenerate, con un effetto, fortunatamente, "araba fenice", ed ora so che le miglia sono diventate la distanza di un abbraccio.
Ora quindi posso scegliere se non raccontare per lasciare in pace temporaneamente il miglior abbraccio della mia vita, o se raccontare sapendo di trovare un buon ascolto.
Ho scelto di rimandare il racconto: non cadrà il mondo sicuramente oggi.

sabato 24 giugno 2023

76.7

 Questi sono i miei kg letti sulla bilancia poco fa. Cosa significano? di fatto poco o nulla. Vanno preso in considerazione di molti fattori, tra cui l'altezza, l'età, lo stile di vita che si ha. Io sono la tipica persona che del peso non se ne è mai curata più di tanto, sebbene nelle foto vedo una specie di palla pronta a rotolare e non mi piaccio perchè non corrispondo minimamente all'immagine che ho di me. Sì sono anchìio vittima di tutto quel bombardamento mediatico che propone app per dimagrire, per fare ginnastica e quant'altro, ma non credo nel loro potere realizzante. In vita mia ho fatto una sola volta la dieta con successo: sono passata da 78 kg a 62 in una cosa come sei mesi o poco più. Il segreto? 2 fattori: Essere seguita da una nutrizionista, avere una forte motivazione. La forte motivazione è fondamentale secondo me ( e secondo anche altre persone): senza avere uno scopo davvero forte da raggiungere non vai da nessuna parte. Insomma avere come scopo " voglio dimagrire" non è sufficiente. Il mio era " voglio avere meno kg in cintura", che tradotto per i non addetti ai lavori è: 2 quando vado a vare immersioni vorrei non dover indossare tutti quei kg di piombo, ma uno o 2 in meno". La motivazione ha retto, fino ai 62 kg e al primo maritozzo della mia vita: quello ha bloccato la discesa ai 62. No non è vero: ma il maritozzo me lo ricordo perchè fu un super strappo alla regola. E' che purtroppo il duro lavoro fatto non ha sortito gli effetti desiderati: ritorno in acqua, come al solito sul mar rosso, e la mia zavorra era la stessa di sempre. Delusione bruciante, soprattutto perchè ne parlai con Jilly e mi disse che sì il peso corporeo può influire sui kg di piombo, ma è la tua attitudine in acqua che fa la differenza.
La mia forte motivazione era stata bruciata, perciò il secondo giro che feci dalla nutrizionista quando iniziai il nuovo lavoro fu catastrofico anche per altri motivi.
Ora mi chiedo quale motivazione potrebbe essere così forte da riportarmi in careggiata e ricordarmi di non mangiare fuori pasto, limitare il consumo di alcolici, e soprattutto fare attività fisica giacchè non ho più 4 km da fare a piedi tutti i giorni per portare figlia piccola all'asilo, ne tanto meno l'ora e mezza di danza con Aladin, che era davvero impegnativa?
L'unica motivazione che trovo è: "fallo per te stessa" e mi chiedo è forte abbastanza? Sono riuscita ad imparare finalmente ad amarmi così tanto da rendere sufficiente questa motivazione? 
Lo scoprirò alla prima difficoltà. 

domenica 18 giugno 2023

La vita dovrebbe essere una partita a carte scoperte con occhi ed orecchie ben aperti

 Vorrei avere abbastanza creatività per trasformare le mie magagne in storie leggibili, più che in pagine di diario, ma non è un desiderio così impellente da farmi stare male o perdere il sonno di notte, comunque...

Scrivere mi serve, mi fa stare meglio. Mi piace farlo al pc dove posso leggere e correggere e spostare senza dover copiare 3 o 4 volte come accadrebbe su carta: "bei" ricordi dei tempi che furono.
Sto auto aiutandomi, ascoltandomi, non più nei deliri che erano la disperazione dell'essere ignorati dagli altri e soprattutto da se stessi, e questo mi aiuta parecchio: riesco a vedere "il peso" di determinate cose e quindi collocarle nel posto giusto, riesco a trovare le origini di sensazioni e pareri che spiegano perchè reagisco in un determinato modo a determinate situazioni.  No non parlo direttamente di quello che mi passa per la testa: sarebbe come spiegare la teoria con un esempio pratico e si perderebbe il punto focale, il succo del discorso. La teoria la applichi in più occasioni, l'esempio pratico è limitato a se stesso. 
Ieri sera sono stata partecipe di una discussione che mi ha fatto incazzare, mi ha fatto stare male, probabilmente mi ha tenuta sveglia più del dovuto e sempre probabilmente mi ha fatto pure venire acidità di stomaco. Ora perchè si è azionata questa reazione a catena?
Beh il contesto/le persone prima di qualsiasi altra cosa.
Poi i ricordi di esperienze pregresse di vario tipo. 
Non si tratta di rinfacciare con cattiveria, (o voglia di incolpare) errori del passato magari nemmeno troppo recenti, ma di riportarli alla luce e analizzarli, per spiegare soprattutto a se stessi perchè di fronte a determinate situazioni si reagisce male e il proprio punto di vista è quasi diametralmente opposto a quello di una seconda figura.
Sono convinta che un una presa di coscienza di questo tipo si possa trovare un pacifico dialogo il cui scopo non è ottenere ragione ma far conoscere il proprio punto di vista, in una posizione neutrale, di dialogo non di imposizione. Il litigio, la discussione furente, nascono quando non si riconoscono i presupposti che scatenano i sentimenti, che sono sacrosanti e corretti, ma in un litigio viene facile barricarsi nelle proprie convinzioni e smettere di ascoltare l'altro, rimanendo ognuno convinto di aver ragione. A cosa porta tutto ciò? Personalmente a nulla, se non ad una putrefazione delle emozioni che portano solo a una lenta morte, a scelta, del rapporto interpersonale tra i soggetti coinvolti o interiore della persona stessa.  

sabato 13 maggio 2023

se non sai con chi parlare....

 .... scrivi.
Causalmente i casini mi spuntano fuori quando mio marito non c'è, la persona che più di chiunque altro mi conosce e si avvicina alla comprensione di alcuni miei problemi, o per lo meno se non li comprende ha per me un abbraccio pronto per farmi stare un bel po' meglio.
Ho avuto una settimana pesante, ne ho avute altre così e questa volta sto sopravvivendo molto meglio di prima per 2 fattori:
Il primo è che non mi sto schiacciando in un angolo sentondomi impotente, incapace ed inadeguata come ho fatto per molto tempo, ma capace e con tutte le carte in regola per risolvere la situazione;
Il secondo è che la vita perfetta in cui tutto fila liscio in cui tutti sono perfetti non esiste e se io ho periodi non perfetti nemmeno gli altri li hanno e non oso pensare come sono o siano stati i loro periodi no. Se si dimenticano di questo, beh li compatisco e basta, perchè perdono una parte del senso dell'umanità.
Non voglio soffermarmi sui problemi che hanno reso questa settimana psicologicamente difficile per me: sono problemi noti e ricorrenti per cui in passato si è fatto poco, quindi l'unica soluzione è cambiare rotta. Oh niente di drammatico, ma ci saranno dei sacrifici da fare e questo costeranno un po' e non in termini di soldi, ma di tempo ed organizzazione. Sarà un po' come fare quella bracciata extra per raggiungere i 25 metri in apnea dinamica a stile libero senza pinne": se sono riuscita lì allora si riesce anche in altro.
Una volta scrivevo queste frasi motivazionali per me stessa senza crederci poi molto. Ora invece ci credo di più. Qualcuno mi ha detto che la rabbia è una potente energia che si può usare. E' esattamente potente quanto l'acqua contenuta in una diga, e proprio per questo motivo va rilasciata in modo controllato, altrimenti la storia ci insegna cosa succede quando le dighe crollano, o quando per incomprensione del territorio, le dighe rimangono su ma mezza montagna cade nel bacino. Nell'augurio che non mi cada mezza montagna dentro doso la mia rabbia come energia per costruire qualcosa di nuovo. 

mercoledì 19 aprile 2023

Fissare i punti

 Ho abbandonato un po' il blog. Di fatto sono passata in una fase molto più introspettiva, meno divertente e certamente più personale. Dopo gli avvenimenti di Natale, certi rapporti non si sono ripresi e non faccio nulla per riprenderli: mi stanno bene così. Ma ci sono molti pensieri e considerazioni che mi sono passati per la testa, con la forma di una pillola compressa, da deglutire senza masticare, cioè: pensieri condensati in poche parole difficili da districare in un discorso articolato. Pensieri sulla morte, legato al decesso di un congiunto; pensieri su come personalità tossiche e su come sono riuscite ad influire pesantemente e negativamente sulla mia vita; visioni distorte che mi hanno fatto soffrire; riscoprirsi una persona dalle mille qualità dispersa chissà come chissà quando, ritrovarsi di fronte a novità ineluttabili che ti portano in una specie di altalena-giostra-ottovolante emotivo non tuo ma su cui ti ci ritrovi a farci il giro e quando tutto sembra andare serenamente ti fotte con una curva-caduta improvvisa che ti fa stare male e non puoi fare nulla per cambiarlo, perchè come mi è stato detto, "possiamo fare tutto sulla nostra vita, ma siamo impotenti sulla vita degli altri".
E detto così suona come se stessi vivendo un periodo di merda.
Fortunatamente non è così.
Sto vivendo un periodo meraviglioso in cui sto riscoprendo me stessa e rivalutando punti che avevo dato per dispersi. Un periodo di accettazione non passiva ne remissiva, ma attiva, anche se faticoso.
Sono riapprodata qui e non so quando scriverò la prossima volta, che tanto i blog non sono più di moda ora c'è Tik tok, e non sto a dire cosa ne penso.
Un anno fa parlavo di danza, e casualmente, o forse inconsciamente condizionato, avrei voluto parlarne anche in questo post, perchè a me la danza orientale manca o meglio quelle lezioni massacranti con la corsa all'ultimo per completare le coreografie con mille combinazioni di passi, mi mancano dopo aver partecipato ieri sera alla prima lezione in un nuovo gruppo dai passi e combinazioni che al momento mi sembrano semplici e la musica troppo conosciuta. Però raggiungo il posto dove si tengono le lezioni a piedi e magari ci scappa qualche nuova conoscenza vicino a casa.
Come dicevo ho abbandonato un po' il blog, semplicemente un radicale cambio di priorità: giacchè qui  comunque ho sempre parlato di me soprattutto in modo frivolo e superficiale per appagare fondamentalmente un cronico bisogno di attenzioni (e a parte rare eccezioni tutti i blog sono nati per questo motivo in modo più o meno consapevole), le attenzioni  ho smesso di cercarle fuori, rivolgendole a me stessa con questo post un po' difficile fatto esclusivamente per fissare concetti e pensieri.  

sabato 24 dicembre 2022

il senso del Natale

"Natale con i tuoi pasqua con chi vuoi" "il Natale si fa a casa dei vecchi" " la tradizione vuole che..." Ma anche basta. Ho passato un anno a rivedere e riconsiderare le mie priorità i miei desideri a riscoprire me stessa dopo in inizio davvero turbolento. Ora tiro le somme della questione "Natale" al 24 di dicembre: il Natale deve essere in piacere non un dovere. Questo l'ho realizzato a novembre, ma non l'ho applicato a tappeto. Ho detto a marito figlie e padre che io quest'anno non mi sarei smazzata anche i loro regali da acquistare ma i miei, e che loro si sarebbero dovuti impegnare. Tutto questo perché tutti gli anni io mi sono sempre sbattuta per rendere il Natale speciale per tutti ma poi al momento di tirare le somme ero quella che non riceveva manco un grazie contornato da delusione. Quest'anno ho detto "smazzatevela", ed è stato un buon inizio, ma ho fatto un errore: ho ceduto al dovere di inviare mio padre. Parliamoci chiaro: non volevo invitarlo, ma ho ceduto a quei meccanismi sociali malati per cui "si fa così". Non mi fa piacere vederlo: i suoi meccanismi di interazione sociale sono quelli che si possano trovare in in bar di un quartiere molto popolare, intrisi di superficialità e battute di pessimo gusto spesso dalle connotazioni razziste. Non si accorge se qualcun'altro sta parlando, interrompe con discorsi fuori luogo, se provi a fare un discorso serio inizia a fare il pagliaccio facendo smorfie e prendendoti per il culo. Forse piacerà ai suoi amici del bar, ma a me semplicemente ripugna. L'anno scorso si è lanciato in una filippica contro gli immigrati, a Natale, a casa mia in Germania dove sono a tutti gli effetti un immigrata. Perché l'ho inviato? Perché sono stata così stupida da non seguire i miei sentimenti e la mia ragione, scegliendo di rispettare un usanza sociale. Ed ora mi chiedo: perché ho scelto di farmi del male ospitando una persona sgradevole? Non lo so ma l'anno prossimo Natale alle Maldive solo noi 4, o a Sharm dove c'è la possibilità di stare con amici a cui vogliamo bene, o a Puerto Escondido che è sempre una gran meta.

mercoledì 14 settembre 2022

ma cos'ha di così affascinante l'apnea per me?

A 10 giorni dalla fine del corso senza brevetto (per i mancati 10 metri di profondità), nonostante vari dubbi sulle modalità con cui il corso di apnea si sia svolto, non riesco comunque a togliermi dalla testa questa disciplina. Nasco subacquea e tale rimango: ma allora perché mi affascina l'apnea? Ci sarà forse la complicità del mermaiding, l'assoluta sensazione di sentirsi completamente naturali a nuotare  a delfino con una monopinna e girarsi nell'acqua senza peso?  Rimango ancora disinteressata a quelle pratiche di apnea di profondità: capisco che chi le pratichi lo faccia per sfidare se stesso, ma a me non interessa sfidarmi in un tuffo giù-su della durata di "pochi" eterni minuti: io voglio godermi la meraviglia dell'acqua della vita marina rimanendo il più a lungo possibile appena sotto il pelo dell'acqua dove lo snorkel non serve a nulla. Al di sotto posso usare le bombole in sicurezza lentezza e calma. Perciò voglio capire di più, fare di più, perché è facile al corso parlare di corretta respirazione, di meditazione, rilassamento e concentrazione come se fosse recitato una specie di mantra magico per cui tutti i partecipanti riescano a raggiungere i traguardi dell'apnea statica, della dinamica e dell'assetto costante in capo a 2 giorni. E se poi sei una persona di testa come me che vuole capire perché accade questo e quell'altro, non ti accontenti di un istruttore che dice "proviamo a fare così e cosà" ma vuoi qualcuno che capisca ciò che accade e te lo spieghi. Oppure devo solo andare in acqua per i fatti miei e ascoltare il mio corpo e capirsi meglio.

lunedì 5 settembre 2022

freediving 1

Corso di apnea terminato, ma niente brevetto. Avrei dovuto raggiungere i 10 metri di profondità ma ho avuto problemi di compensazione e non ho voluto continuare: le mie orecchie son più importanti di un brevetto che tecnicamente è "congelato"; l'istruttore è disposto a dare a me e ad un altro tizio il tempo per migliorare un po' e riprovare i 10 metri. Io ho comunque ottenuto ciò che volevo: migliorare le mie competenze in materia. Nonostante ciò esco con una sensazione di scontentezza ed anche un po' di rabbia e sì che a me stare in acqua piace. Forse troppe parole per spiegare cose semplici che mi hanno creato frustrazione, disagio, e un senso di "stanno dicendo qualcosa pur di dire qualcosa ma non sanno cosa stanno dicendo". Adesso non ho voglia di pensare alla giornata. Ho voglia di ricordarmi quanto è stato bello sentirsi rilassata alla boa guardando il fondo e non una piastrella a un metro e venti. Non mi piace sentire la mano di qualcuno sulla mia schiena mentre faccio apnea statica e non mi piace scendere tenendomi appiccicata ad una cima e guardando quella. A me il computer incoraggiava a fare meglio, ma vai a spiegarlo all'istruttore convinto che mi distraesse e mi mettesse ansia. Sono uscita dalla piscina con la decisione che le bombole sulla schiena sono meglio: lentezza e pacatezza sott'acqua e non dover scendere il più velocemente possibile sperando di compensare le orecchie con la poca aria che hai in bocca. Dopo qualche ora posso dire che devo solo trovare il mio ritmo. Il primo corso da un giorno non mi ha dato nulla se non un certificato rilasciato alla falalà; il mermaiding che ha comunque una base freediving limitata a 5 metri mi ha dato lo spunto per migliorare, questo corso mi ha lasciato gli strumenti per farlo da sola. Sono fisicamente stanca: una sensazione di torpore corporale diffuso. Ci sono molte differenze tra la subacquea e l'apnea ed è importante conoscerle anche a livello solo teorico quando hai un allievo con esperienza nell'altra disciplina.  Il computer per un subacqueo è il primo miglior amico sott'acqua, non una distrazione. Un subacqueo è abituato a muoversi lentamente da che mette la testa sott'acqua a quando la tira fuori. Non necessariamente un subacqueo pinneggia solo a rana. E possiamo andare oltre i 20 metri, secondo standard ow, con le dovute certificazioni fino a 40, secondo tecnica un bel po' più in giù, ma chiedo ad un amico che lo sa meglio. Ah sì gli apneisti sembra che facendosi trascinare da un peso e non mi è ben chiaro come tornino su, vadano anche più in giù dei tecnici, ma che senso ha entrare ed uscire in una manciata di minuti senza godere quello che c'è sotto la superficie? Oggi sono stanca e senza l'entusiasmo che mi aspettavo perciò sono un po' delusa dal esperienza fatta.

mercoledì 16 marzo 2022

danza

 Ieri sera dopo tanto tempo mi sono rimessa a pensare alla danza, alle coreografie da creare, a quelle che avevo già fatto, portate sul palco e scordate, e anche a mio marito che nella sua infinita sincerità e mancanza di tatto, mi fa notare che " dopo esserci stata dietro per tanto tempo avrei potuto fare di meglio" senza rendersi conto che quell'ultima volta sul palco nel 2019, correndo tra una figlia a casa di amici, una al corso di mermaiding , le prove e il suo viaggio-vacanza aziendale a Palma di Maiorca, avevo dedicato il tutto a lui.
Ringrazio il covid e la prima quarantena che hi ha impedito di andare in scena nel 2020 e fare una figura oltremodo pessima. Ma da allora io mi sono lasciata andare. Ho completato il percorso di "Ausbildung" senza aver mai praticato come insegnante, ma senza un esame ed un pezzo di carta perchè il mio insegnante è troppo orgoglioso e attaccato ai suoi modi di fare, per capire che di fronte alle difficoltà imposte dalle quarantene, alla malattia di una delle partecipanti, delle eccezioni si sarebbero anche potute fare. 

La ripresa della danza è lontana da quello che era il 2019. Aladin come scuola non esiste praticamente più. Io studio in una altra scuola dove dovrò imparare un sacco di cose che sono state trascurate perchè non attinenti con l'idea di danza portata avanti da Aladin, come gli shimmies di ginocchia il releveè e le contrazioni che fanno la differenza tra un movimento e un altro. ah ed anche basi di salsa perchè non guastano. Però sento un certo bisogno della musica del muovermi del trucco dei costumi. Ci ho creduto per molto tempo e mi sono esibita pochissimo, non sapendo dove cercare le possibilità. Per pensare anche vagamente di tornare anche ad un festival devo rimettermi in pista, che esibirmi con le "star" non se ne parla, ma avrei anche molto da rimettere in sesto solo per partecipare ad un contest. Perchè il palco è pur sempre una bella emozione. 

Or non so più dove sono finite tutte le mie musiche, a parte disperse sui miei drive. Proverò a relazionarmi con spotify che però credo non mi dia possibilità di modificare accorciare e salvare i brani come mi potrebbero servire per le mie coreografie. 

martedì 15 marzo 2022

bisogna fissare i pensieri

 Arriva un momento, durante l'arco della giornata in cui mi sale la tristezza. Non accade tutti i giorni, ma accade, e sono quei momenti in cui inizio a sentirmi sola, in genere capita tra il rientro a casa dal lavoro e la cena. C'è la mia famiglia, ma le ragazze se non sono impegnate fuori casa tra scout o ginnastica, si fanno gli affari loro, e Luca spesso lavora oltre orario. Se poi sono malaticcia a letto il senso di solitudine è anche più forte, perchè il resto della famiglia cucina o prepara la tavola, mentre io sono a letto troppo debole per fare, troppo in forze per dormire. Allora in questi momenti vorrei chiacchierare con amici e non lo faccio, pur avendo sia Whazzapp che Telegram per chiacchierare in tutto il mondo. Forse dovrei semplicemente fare più primi passi. Ed occupare il mio tempo in modo utile per me per non sentire questa solitudine mentre il resto della famiglia è impegnato e non possiamo stare insieme.

lunedì 14 marzo 2022

Essere Positiva?

 Vorrei tanto che queste due parole messe insieme avessero lo stesso significato di 2019, ma ora significa solo che sei infetto.
Lo sono da domenica scorsa, ormai una settimana.
Martedì è risultato positivo mio marito, mercoledì figlia grande. Figlia piccola ha una situazione strana e la scuola a titolo precauyionale ci ha chiesto di tenerla a casa.
Io ho iniziato con  un raffreddore leggero, più leggero di altri raffreddori avuti in precedenza, sentomi piuttosto bene, quel piuttosto bene da poter fare i mestieri in casa senza strafare, perchè il naso era comunque tappato e pruriginoso e 2 rampe di scale dalla lavanderia alla camera da letto con la biancheria pulita da smistare e stirare mi accorcia un po' il fiato. Da ieri invece mi sento stanca: non ho più il prurito al naso ma ho la tosse e un peso sui bronchi e la cosa mi fa stare male di testa. Mi fa pensare a tutto quello che ultimamente mi sta stretto. Ho un buon lavoro una bella famiglia e una bella casa, ma sento che mi manca qualcosa, qualcosa che mi crea un vuoto dentro e mi fa stare male. Questo vuoto lo identifico come una " mancanza di amici", ed è reale. Certamente essere in quarantena in casa non aiuta affatto: se di certo non so può uscire di casa e dire al primo che passa " ehi vuoi essere mio amico", non aiuta nemmeno non poter vedere altre facce, magari conosciute con cui scambiare 2 parole.
In questo senso di desolazione, ci mettiamo il carico-non carico: il nostro gatto Shami si è addormentato e non si è più risvegliato. Aveva 20 anni. Se per me è stato una liberazione perchè le sue magagne me le gestivo io, per mio marito e per le mie figlie è stato traumatico, soprattutto per le ragazze con cui hanno condiviso la vita da che sono nate.
No, non ho intenzione di prendere in casa altri animali, per 2 motivi: se vogliamo andare in vacanza è sempre problematico trovare una soluzione, prendermi un altro impegno per 20 anni non mi va.
Oltre a questo carico di testa, come se non bastasse, ho ben presente le nuove linee guida del DAN per quello che riguarda la ripresa dell'attività subacquea. Le vacanze di Pasqua a Sharm sono decisamente saltate. Un mese di stop dal primo tampone negativo se asintomatico, 2 mesi per i sintomi lievi e visita medica specialistica.
Se settimana scorsa complessivamente stavo bene, e le sofferenze era no legate al non interagire con le figlie, stare sempre attenti a rispettare distanze di sicurezza e soprattutto far passare il tempo, da sabato mi sento piuttosto debole e far passare il tempo diventa difficile, quindi mi sto buttando sul lavoro a maglia, ma di tanto in tanto mi stanco faccio errori e passo più tempo a disfare che a sferruzzare.

domenica 13 marzo 2022

solo un po' di rosso

 Oggi ho fatto questo.


L'altro ieri ho scritto un post su Fb in cui ho chiesto aiuto a tante persone. Molte mi hanno risposto, altre non so se hanno letto. Ho un problema con me stessa e questo problema lo potrò risolvere con l'aiuto di uno psicologo: ho già un appuntamento on line.
Sono giorni che pensavo di smaltarmi le unghie dei piedi. Non è un lavoro ben fatto ma avevo voglia di vedere del rosso brillante lì dall'altra parte del mio corpo. Magari poi prenderò appuntamento da un estetista per farmelo fare bene anche se voglia di attendere settimane non ne ho.
Mentre prendevo fuori gli smalti mi sono venute in mente tante cose che hanno fatto la Laura che sono ora e spesso non sono eventi felici.
Combatto continuamente tra il voler essere elegante e, perchè no, sexy e l'essere pratica. E mi chiedo quanto in tutto questo non abbiano giocato frasi dette quando ero piccola.
So che c'è chi riesce a farsi scorrere via frasi sentite quando si era piccoli, io invece no; continuo a portarmele dietro come ferite ancora aperte. Beati voi che ci siete riusciti: ho una coagulazione fantastica a livello sanguigno, ma non per il resto, sono un disastro.

Per gioco da bambina mia mamma mi permetteva di mettermi lo smalto. Una volta andai a scuola e la supplente di turno mi disse che i miei genitori erano pazzi che mi avrebbero fatto marcire le unghie. A casa non avevamo acetone e nascosi le mani il giorno dopo in classe per paura di essere sgridata di nuovo. No mi sono mai più messa lo smalto fino all'età di 37 anni, ed ho deciso che se le mie figlie vogliono indossarlo per gioco possono ma con alcune regole.

Avrò avuto 9 o 10 anni quando per gioco mi tirai su i capelli come una signora della bell'epoque. Per me era un gioco che mi faceva solo sentire bene, bella e felice con me stessa. Mia madre non ebbe nulla di meglio da fare che apostrofarmi con "vanitosa", quando la vanità grazie a quei bei precetti cattolici che a quasi tutti della mia generazione erano inculcati, era una cosa sbagliata e per questo da evitare.

Qualche anno più tardi, da adolescente acquistai 2 magliette: non le classiche t-shirt, ma una a canottiera attillata con un volant infondo ed una con uno scollo ampio che lasciava le spalle scoperte. Le feci vedere a mio padre, non so come mai, ma il suo commento fu senza tanti giri di parole che indossare quelle magliette per uscire di casa equivaleva a dire "sono una squaldrina da 4 soldi, il primo che passa mi prende". quella canottiera non l'ho mai indossata.

Le frasi dei miei genitori mi umiliano ancora, nonostante siano passati dai 30 ai 40 anni dall'accaduto. Mi fanno male mi feriscono e sentirsi bella, sexy, forte e Donna è un atto di ribellione a due idioti che non mi hanno sostenuta nel mio essere femminile sperando di trasformarmi in una macchina dedita solo ai libri. Non lo ero, non lo sono mai stata (e non mi hanno mi saputo dare gli stimoli a parte dire "leggi" o "studia") e no lo sarò mai. Cari mamma e papà grazie per essere stati due incredibili teste di cazzo, per aver soffocato la mia adolescenza ed averla ritardata a quando legalmente potevo fare quel cazzo che mi pareva, ma ormai troppo grande per potermi godere certe stupidaggini. Il vostro guinzaglio corto ha solo creato un persona insicura di sè che li lascia facilmente prendere ed influenzare dagli eventi. Grazie di niente.

Ero una ragazza come tutte che voleva sentirsi bene con se stessa e scoprire chi fosse. Ho quasi 50 anni e talvolta non so ancora chi sono. So cosa sono diventata, non chi sono. Non ci trovo nulla di male nel voler stare bene con se stessi anche se vuol dire fare i conti con il passato, e fare i conti con chi è talmente idiota da giudicarmi se lo faccio. A tutti quelli che possono farlo e a "mostro nero" che il giudizio altrui ha piantato dentro di me, andate a farvi fottere: è la mia vita e ci devo convivere ancora un po' e voglio farlo al meglio.

martedì 1 marzo 2022

Non sei da sola

 Questo post lo scrivo un po' per me e un po' per qualsiasi donna passi di qua. Sì questo è un post per donne, perchè la menopausa riguarda in prima linea noi e poi il resto della famiglia. Io no mi ricordo mia mamma quando ci è passata, perchè forse io vivevo già fuori di casa. Non so se è così per tutte ma questa è a mia esperienza e potrebbe essere anche quella di qualcun'altra, già passata, da avvenire o che sta capitando proprio adesso come a me.
A partire da gennaio, e per la verità anche da prima avevo notato che il mio umore peggiorava a ridosso del ciclo, fino a che tra la fine di Gennaio e l'inizio di febbraio mi sono ritrovata a letto in pieno attacco da panico piangendo, con difficoltà a mantenere un respiro regolare e conseguentemente tremori diffusi. La situazione mi ha spaventato parecchio e la coincidenza del premestruo mi ha fatto decidere di parlarne col ginecologo che ha sentenziato: premenopausa. Alla diagnosi la terapia. Una pillola per il controllo ormonale: non è come la pillola anticoncezionale, così mi è stato detto e non mi sono impegnata a cercare la rava e la fava: chi ne ha voglia può farsi un giretto su pubmed. Mi ha detto che per il primo mese gli effetti potrebbero non essere quello desiderati. Di fatto qualcosa c'è stato: ho perso un po' di dolori da ciclo per strada, e non ho avuto gli attacchi di panico del mese precedente, ma... la sindrome depressiva c'è stata. Non so se più leggera, so che ho avuto più momenti di lucidità, ma lo sconforto è stato pesantissimo alternato a momenti di ira a dir poco distruttiva ed con tendenze di pensiero autolesioniste. 
Non mi nascondo perchè penso che forse c'è qualcuna come me che si sente sola in questa battaglia impari tra la vita normale e gli ormoni che ti si rivoltano contro, perciò sono qui per dire " non sei sola", " non siamo sole". 
La famiglia può avere paura di noi, non ci riconosce, non sa cosa fare. Nemmeno io mi riconosco: di fronte alle difficoltà normalmente trovo una soluzione ci rido su provo a mantenere la calma e la lucidità, ma in questi momenti di tempesta ormonale non ce la faccio. Il battito cardiaco accelera, anche il respiro e mantenersi lucide è tra il super difficile e l'impossibile. Di fronte a cose che normalmente butterei sul ridere o non mi danno problemi mi incazzo da fare terra bruciata o mi deprimo da voler non essere mai nata. Non è facile per noi che la stiamo vivendo e che spesso non riconosciamo che è per colpa di qualcosa dentro di noi non per circostanze al di fuori, ma non è nemmeno facile per chi ci sta vicino. Io mi ritengo fortunata: mio marito mi ama e ha fatto ricorso a tutta la sua pazienza per starmi vicino e non abbandonarmi a me stessa mentre tiravo fuori il peggio di me nei suoi confronti. Perciò per chi ci sta passando per che ci è già passata e per chi dovrà passarci auguro solo di avere persone speciali come mio marito e la mia migliore amica che riescano a prenderci per la collottola e rasserenarci fino a che la tempesta non si sarà calmata.

domenica 23 gennaio 2022

Cassetti

Mio marito dice che devo fare dei cassetti, con serratura. Cassetti mentali in cui mettere dentro le cose e non farle uscire se non servono. E´ una bella immagine, ma ora in questo momento in cui il mio malessere fisico è molto probabilmente solo il riflesso di un malessere interiore, è davvero complicato. Non ho ancora trovato il mio punto d'appiglio come ho fatto altre volte, per venirne fuori.
So cosa dovrei fare, ma c'è una grossa differenza tra sapere cosa fare e riuscire a farla.
Dovrei concentrarmi su me stessa, fottermene dell'approvazione degli altri, smetterla di farmi sopraffare dalle cose che devo o che vorrei fare.
So che c'è chi ha una scarsa considerazione di me e che è diventato pregiudizio di base nel rapporto tra chi ce l'ha e me. Forse è pure esteso a più di una persona, almeno 2 se non 3. So anche che non sono riuscita a far cambiare quest'idea, e di fatto cercando di "alleggerire la situazione" l'ho peggiorata.  Situazione che non mi piace, ma che comunque di fatto non mi riguarda. Non sono io che penso male di me, ma qualcun altro, ed è un suo problema, così come tutte le porcate che mi ha riversato addosso, ma è una persona maligna. Professionale, ma maligna, ed ho il sospetto che non stia cercando affatto di aiutarmi, ma di manipolarmi.
Il giusto comportamento sarebbe quello dell'asino anziano, che buttato nel pozzo dal padrone iniziò a ricevere badilate di terra addosso per venire sepolto vivo, ma l'asino iniziò a scrollarsi addosso quella terra e a calpestarla, fino a che non fu in grado di uscire dal pozzo. L'unica cosa che mi chiedo è: ne avrò la forza? In questo momento no e sono terrorizzata che dal badile si passi al camion ribaltabile.
Intanto attendo i risultato di un PCR-test vinto perchè il test rapido era poco chiaro. Dicono risultato in 24-48 ore. Non ho idea di quando arriverà. L'attesa è snervante.

mercoledì 19 gennaio 2022

Ho bisogno di una pausa

Da tutto da tutti e forse più che altro da me stessa.
Accumulo stress per qualsiasi cosa in qualsiasi situazione.
Stress per il menage famigliare
stress per il lavoro 
stress per quello che dovrebbero essere i miei hobbies e rilassarmi.

sono crollata a letto lunedì sera alle 20. ho dormito per oltre 24 ore. E non mi sento tutt'ora assolutamente bene. Ma sono stanca di dormire/non dormire: il corpo è immobile, ma la testa vaga e ritorna sulle stesse problematiche come se fosse un video in loop. 
Non sono quel tipo di persona che dice "ok me la/le faccio scorrere", perchè ci rimango sempre male, finchè col tempo un po' sbiadisce e fa meno male, e quando credi che una situazione sia risolta, ecco che recidiva.
Alla base di tutto ciò comunque ci sono io, con le mie insicurezze, con le mie paure, la mia stupidità di riuscire a fare la cosa perfettamente sbagliata nel momento più perfettamente sbagliato che ci possa essere. Sono sempre le stesse cose di quando giocavo in cortile con gli altri bambini e l'incapacità di costruirmi una fortezza interiore in cui so che lì ci sono le mie certezze le cose intoccabili. Da bambina quando qualcosa mi feriva mi allontanavo, "perdevo" gli amici; quando facevo una cosa esageratamente stupida mi allontanavo io in preda alla vergogna.
Ed ora avrei solo voglia di fuggire dai miei errori e dalla mia insicurezza. Ogni errore mi pesa. Dal più piccolo al più grande. Sto facendo una grande fatica ora e per ora intendo nell'ultimo anno a lasciare scorrere i piccoli errori. Ma non riesco ad uscire ancora dal fatto che se qualcuno mi spande merda addosso mi terrorizza il fatto che venga vista così da tutti senza possibilità di venirne fuori, senza che qualcuno possa dire "ma non è vero", "o è cambiata". 
Se fossimo nell'epoca della santa inquisizione probabilmente sarei già stata bruciata viva da bambina. 

O forse dovrei semplicemente smettere di cercare di interagire più del necessario con persone che non meritano di conoscermi.

giovedì 13 gennaio 2022

quando i desideri si avverano

Settimana scorsa, proprio il giorno della Befana, dopo aver avuto la solita crisi "sono un asociale e per questo non riesco a farmi amici", mi arriva un messaggio: "hai voglia di festeggiare il mio compleanno mercoledì prossimo? Andiamo al cinema". La mia amica Betty lo ha saputo per prima, anche perché quando c'ho ste paturnie e lei che mi ricorda che non sono asociale, sono solo molto selettiva. Ieri sera quindi sono andata al cinema, la prima uscita con amici nuovi, senza Luca da quando ci siamo trasferiti. Non solo mi sono divertita, ma mi sono anche sentita  e stata molto bene. La verità è che i desideri non si realizzano da soli, vanno un po' aiutati. La festeggiata l'ho conosciuta grazie al gruppo scout che frequentano le nostre figlie, e siamo andate d'accordo subito. Alla prima crisi esistenziale "asociale sena amici" ho preso il toro per le corna e l'ho inviata a prendere un the/ caffè da noi ammettendo senza giri di parole che avrei avuto piacere di conoscerla meglio. La mia schiettezza le è piaciuta, e il risultato è che ieri sera sono stata al cinema con lei e il suo compagno e a seguire a bere qualcosa con una sua amica. È stato bello sentirti di nuovo Laura senza essere per forza "la mamma di" o "la moglie di" .

giovedì 2 dicembre 2021

ansia da viaggio

Io sono una ansiosa di mio, e la situazione sanitaria mondiale di certo non aiuta a stare sereni. È fondamentalmente il motivo per cui non sono più partita per Sharm: una vacanza con l'ansia di non sapere se chiudono le frontiere dall'oggi al domani e di portare a casa souvenir incoronati varietà omicron (non ci è ancora dato sapere se è più  pericolosa e in che modo) non è una vacanza. Però bisogno di staccare ne ho, perciò ho organizzato un fine settimana a Milano, con la convinzione che, essendo territorio EU, sia sicuro e rilassato. Di fatto ora che sono seduta con 2 ore di anticipo sull'orario previsto per la partenza e l'ansia si è smorzata parecchio, la pratica per volare in Italia non è diversa da quella per volare in Egitto  che ho seguito a giugno ne da quella per la Germania per il Volo di ritorno: oltre a certificazioni vaccinali, vogliono sapere dove sei stato negli ultimi 14 giorni e dove starai per il tuo soggiorno. Ma lo realizzo ora, che mi sento relativamente tranquilla, non stamattina a casa. 
Quando sono stata l'ultima volta a Sharm, è andato tutto liscio: ansia modesta, carte tutte a posto. Poi a 24 ore dalla partenza la compagnia aerea, che mi obbligava a fare scalo ad Istanbul, mi manda un SMS richiedendomi un PCR test che non sapevo e che non avrei potuto ottenere in tempo utile.
 Il panico.
Faccio controlli, aiutata anche dal diving, per scoprire che ai passeggeri in transito, non è richiesto. Insultarli è il minimo. Però mi ricordo che sono rimasta in ansia tutto il giorno, e al check in lo steward scherzando mi dice che non mi avrebbe fatto partire scatenando un pianto isterico. 
Con questa esperienza pregressa, oggi sono partita da casa in super ansia e con un sacco di anticipo. Per la verità volevo arrivare in aeroporto con circa 2 ore di anticipo, non di più: con il check-in online si fa un po' prima. Ma mio marito che oggi è in home office poteva portarmi solo per le 10 oppure avrei dovuto prendere l'autobus. Quindi super anticipo, coda al check in di sicurezza inesistente, ma colpo di scena! A quale valigia fanno il controllo antiesplosivo? La mia.
Facciamo un salto indietro al 2016 o 2017, non ho voglia di scervellarmi per ricordare esattamente quando, comunque volo charter per Sharm sa Francoforte. Una coda pazzesca, le due ore prima volano, e i check-in di sicurezza, interminabili. A chi blindano lo zaino per allarme esplosivo? A me. A meno di mezz'ora dalla partenza. La polizia che deve essere presente non arriva, l'impiegato della security non può fare niente. Panico: Luca e le ragazze sono passati indenni. Poi la polizia arriva circa un quarto d'ora dopo e l'aereo è in ritardo. 
Credo che l'ansia se ne andrà prima o poi, quando la situazione sanitaria sarà tornata normale. O forse no.

venerdì 26 novembre 2021

Viaggio manzoniano

Disclaimer: questo post ha contenuti blasfemi (ma non espliciti): se siete sensibili (ma tanto, eh!), non leggete.

 "Questo viaggio non s'ha da fare!" 
Ecco perchè " viaggio manzoniano: mica poteva essere un post serio ed appassionante sulla letteratura manzoniana, di cui proprio non saprei da dove partire.
Tutto ma proprio tutto fin dall'inizio non quagliava: 
  • quando andare scegliendo la meno peggio delle settimane;
  • trovare un volo che mi permettesse di assistere alla gara di figlia grande che fino a lunedì non mi voleva tra il pubblico, e permettere a Luca la partecipazione alla festa di Natale del THW (ognuno ha le sue ricorrenze intoccabili), volo che noi si trova a meno di non stare in ballo quasi 24 ore;
  • alberghi esauriti unico posto in albergo affidabile prenotato on line con compagnia terza a booking che non so manco come si chiami

cara grazia che diving, mare e tassista sono sempre gli stessi!

alla fine, o meglio al principio di questa odissea, opto per partire da Dusseldorf, anzichè Colonia, volando con Egyptair che mi offriva un bel volo con scalo al Cairo della durata complessiva di 9 ore ma arrivando abbastanza presto per riuscire a dormire quel tanto che basta per reggere 2 immersioni la mattina seguente. Un po' più caro di Turkish airlines, ma vuoi mettere la figata di stare in giro di meno ed arrivare ad un orario decente?
Poi cerco un albergo: il diving che ha una convenzione con una struttura, purtroppo non mi è di aiuto: l'ultima camera riservata per loro, è stata data via il giorno prima. Mi affido ai soliti siti on line: sito rinomato, affidabile, mi trova una camera esattamente nell'albergo di cui sopra ( ma non quello che volevo io) però attraverso un sito terzo con cui non è assolutamente possibile mettersi in contatto, se non attraverso il servizio di assistenza clienti del sito rinomato di cui sopra che, guarda che storia, ti dice che: " poichè la prenotazione è gestita da un sito terzo si prega di contattare direttamente l'albergo": io volevo solo avvisare che non avrei potuto fare il check in prima dell'una di notte!

Comunque nel giro di un oretta sistemo tutto: volo, albergo, parcheggio per la macchina, diving. Sono abbastanza tranquilla: l'unica preoccupazione è il nuovo limite doganale egiziano che limita le bevande alcoliche  ad 1 litro per persona, e questo mi limita ad una sola bottiglia di vino. Poco male: devo solo trovare il vino che mi hanno chiesto, e comunque ho un piano B.

Il mio viaggio, a parte le solite ansie pre-partenza croniche ( avrò tutto? speriamo non ci siano intoppi/imprevisti etc...) scorre tranquillo 
fino
a
giovedì
scorso.

pirili pirili pirililì ( la mia suoneria è Halawet shamsemet, un brano tratto da un film di Mammoud Reda)
" signora B sono la maestra di figlia piccola, la può venire a prendere a scuola che è stata a contatto con un bambino che ha un caso positivo in famiglia?"
Esco dal lavoro, rispolvero tutte le mie conoscenze del catechismo in modo decisamente non ortodosso con l'unica preoccupazione che: " cazzo una quarantena di 14 gg mi fa saltare il viaggio!"
Figlia piccola è in lacrime, perchè lei vede già svanire la sua uscita di Branco che sarebbe iniziata oggi e terminata domenica ( l'uscita scout è arrivata DOPO aver prenotato tutto).
Da tutto questo si evince una cosa sola: tale madre tale figlia! mica siamo preoccupate che lei, figlia piccola possa essere positiva nella sua età non vaccinabile! no ci preoccupiamo tutte e due delle cose che non potremmo fare per colpa della quarantena, mica dello stato di salute! siamo proprio delle butte persone.  Torniamo a casa, arriva la mail dall'ufficio di igiene che dice che a partire dal 5 giorno dal contatto si può fare un test semplice o pcr e in caso di negatività tornare a scuola. Fantastico! Il contagio viene contato da Mercoledì così figlia piccola fa il test domenica, è negativa ( perchè nonostante non ci fosse l'oblbigo lei ha indossato la maschera tutto il tempo). Io tiro  un sospiro di sollievo, figlia picocla in parte, perchè ho dovuto contattare il capo branco appena possibile per informarlo della situazione, e cortesemente mi ha chiesto di non mandare Valeria all'uscita per la tranquillità di tutti.
  • Lunedì è una giornata tranquilla, tutto sembra placido.
  • Martedì la mia collega mi avvisa che il fattorino M. è risultato positivo e che per questo motivo dovremmo testarci quotidianamente tutte noi che abbiamo fatto i controlli aeroportuali con lui. Rispolvero di nuovo i ricordi del catechismo in modo non ortodosso ed inizio a contemplare anche l'antico testamento, perchè nonostante la terza vaccinazione l'idea di vedere 2 linee rosse sullo schnell-test è possibile e non mi garba affatto.
  • Mercoledì messaggio SMS di Egyptair: il suo volo per Sharm di domenica sera è stato cancellato, ma può prendere quello delle 10 del mattino di Lunedì. Rispolvero Catechismo, antico testamento e vangelo secondo Giovanni. Quindi parte una serie di telefonate e mail per sistemare la situazione: le immersioni del lunedì saltano, Egyptair mi offre il pernotto a spese sue al Cairo ma ti devi recuperare i bagagli e rifare il check-in lunedì mattina, il tassista è "meshi mafish muskela ( va bene no problem) fammi sapere solo il numero del tuo volo", il diving mi tiene buono il pacchetto, e l'albergo mi dice che la prenotazione non me la cambiano, non danno via la cmera per il check in il giorno seguente, ma la notte persa la devo pagare ugualmente. Gli unici non contattati sono quelli del parchegigo di Dusseldorf.
  • Giovedì lezione di danza. Il mio insegnante è Egiziano, del Cairo. mi da una dritta importantissima: prendi l'albergo attaccato all'aeroporto che se prendi quello distante non sai che traffico ci possa mai essere e non vuoi rischiare di perdere il volo.
  • Venerdì, cioè oggi, inizio ad assaporare il viaggio che insomma negli ultimi giorni aveva visto qualche nuvola, fino a quando mio marito attorno alle 16 mi manda questa immagine:


Catechismo, antico testamento, vangelo secondo Giovanni e secondo Luca ( che mi sembra appropriato)

 e a seguire:


con tanto di conferenza stampa della Ursula von der Leyen (che fino ad oggi non sapevo chi fosse).

Catechismo, antico testamento, vangelo secondo Giovanni e secondo Luca, Matteo e Marco, lettere di san paolo apostolo a chiunque le abbia volute mandare, appendici varie ed excursus breve ma non troppo nelle scritture apocrife.

Decido che il rischio non vale la pena e cancello il viaggio.

Ora ho una gran voglia di piangere e non sono sicura sia per il viaggio mancato, ma più per lo stress che questo viaggio mi ha portato sia nelle cose importanti che in quelle meno importanti. Lo stress per i rimborsi quando se e come arriveranno, ci pensiamo un altor giorno, che per il moemnto le sacre scritture le ho esaurite.

domenica 17 ottobre 2021

Parigi

Se non fosse per il covid e le relative difficoltà a viaggiare con minorenni che non possono ancora vaccinarsi, a PA-RI-GI non ci sarei stata, perciò:
 grazie covid!
Pensavo fosse solo enfasi cinematografica: cenerentola a Parigi, il diavolo veste Prada, Emily in Paris, insomma americani che sognano l'Europa, ma mi devo ricredere Parigi è:

Magica, 
divina, 
meravigliosa,
mozzafiato,
unica,
indescrivibilmente bella,

e non te la scorderai mai.


Siamo stati fortunati abbiamo avuto 5 giorni di bel tempo, con solo un paio di ore di grigio e di freddo per un "tuffo" continuo nella bellezza ad ogni angolo. 

Parigi è un esperienza Sensoriale a tutto tondo:
è piacere per la vista con le architetture ottocentesche volute da Napoleone (che non ringrazierò mai abbastanza per aver imposto la facciata neogotica al duomo di Milano)  e per i negozi che si susseguono l'un l'altro, panorama che per me ha un dolce ricordo della Milano della mia infanzia;
per il palato corteggiato ad ogni secondo da bistrot, boulangerie e chioschi di crepes (e per la verità ne ho visto solo uno a les Invalides): dimagrire è impossibile, capisco perchè i parigini vanno a correre lungo la Senna;
per il tatto calpestando il ciottolato delle Quais, sedendosi sulle panche di marmo o di legno disseminate dovunque;
per le orecchie, perchè il francese non lo capirò ma coccola le orecchie abituate alla lingua in cui dire "ti amo" sembra la cosa più orribile del mondo,
per l'olfatto che ti riporta alla realtà: passeggiando per Boulevard de Magenta sulla via per le Sacre Coeur il sogno sostenuto dai profumi che ti ricordano i duty free aeroportuali o dall'odore del pane si alterna di tanto in tanto con quello dell'urina, ricordandoti che nella bellezza del mondo c'è sempre qualche lato oscuro che non deve essere dimenticato.


Ci siamo stati solo 5 giorni e devo dire che sono troppo pochi. L'essenziale lo abbiamo visto: ho fatto camminare due pigre colossali per km portandole da les Marais ( dov'era il nostro albergo)  al Sacre Coeur e ritorno,  poi a Notre Dame, dal Louvre alla Torre Eifel, ma non fidatevi di Maps, perchè vi farà fare la strada più corta ma meno bella passando sul retro dell'assemblea nazionale, seguite la Senna; dal Louvre all' Hard Rock Cafe e poi in albergo; Avenue des Champs Elyseés con tappa al Disney Store, Adidas, Mac, Montblanc e Mac Donalds (in Francia hanno panini diversissimi e non hanno il royal TS) fino al Arc de Triomphe. Ci è venuto in aiuto anche un bus turistico che altrimenti la vista della torre Eifel dal Trocadero, l'Opera, la Sorbona, Place de la Concorde ed altro che ora mi sfugge, ce li saremmo persi. 
Per venire incontro alle figlie siamo andati anche alla Citè des Enfans secondo il consiglio trovato su questo blog dove casualmente abbiamo incontrato un altra famiglia Milanese a da lì continuato la giornata insieme, dando una svolta del tutto inattesa ma piacevole al nostro viaggio, e a Les Cafè des Chats, vicino a place de la Bastille (nella metrò sono segnati i perimetri dei muri e del fossato) popolato ovviamente da gatti davvero paffuti (ma comunque attratti dalle briciole di hamburger).
Abbiamo saltato il Louvre, e a malincuore ho saltato il Museè d'Orsay, dove volevo davvero andarci, per smorzare i musi lunghi delle figlie che non erano sufficientemente preparate al senso di "vistare un altra città", Ma se il Louvre e Orsay li ritroverò lì la prossima volta, la mostra su Albert Uderzo (che ho scoperto essere veneto) termina a fine ottobre, ed è stata  una piacevole oretta alla scopetta di tutto quello che ha fatto oltre al famoso villaggetto dell'Armorica.


Parigi mi ha anche fatto venire una gran nostalgia di Milano: anche se la mia città non c'è quasi più, intendo i miei negozi le linee dei mezzi che usavo, ma il camminare tra la folla, i negozi aperti, le panetterie che non appartengono a grandi catene di distribuzione e che sono aperte dalla mattina alla sera (e non chiudono alle 4 del pomeriggio), il traffico caotico con una densa popolazione di moto e motorini, il mercato all'aperto in Boulevard Richard Lenoir (che è poi Canal St. Martin tombinato), mi hanno riportato nella mia città per tutte quelle cose che qui tra Colonia e Bonn non trovo e che mi mancano.

giovedì 29 luglio 2021

Campo scout in 3...2...1.


E cosí oggi inizia la tua avventura da „guida“ secondo la definizione italiana, da „pfadfinder“ secondo quella tedesca. Il primo campo di reparto. Anche se il vostro campo scout é di tutto il gruppo: lupetti reparto e clan insieme, la tua avventura di reparto parte in modo diverso, e per fortuna, da quella dei lupetti, che con un età variabile tra i 6 e i 10 anni vengono un po' piú coccolati e portati direttamente in loco. A voi è riservato una route di 5 giorni prima di arrivare a destinazione. Voi lo chiamate hyke (haik) noi la chiamavamo route, mentre l'hyke era un'attività all'interno del campo scout stesso della durata di 2 giorni: uno per arrivare ad un luogo di destinazione, l'altro per tornare indietro. Io ho i miei dubbi da mamma e da scout, e conviverci non è facile. No non voglio essere con te per fare la mammina pancina, ma vorrei solo potermi fidare un po´ di più delle tue capo squadriglia, che purtroppo mi hanno dato talvolta spiacevoli impressioni, l'ultima stamattina alle 6.30 quando con un messaggio whazzapp ti comunicavano che dovevi portarti il pranzo al sacco. So che sarai fantastica. So che nelle difficoltà farai del tuo meglio. E non mi preoccupo delle piccole cose, ma delle disorganizzazioni che non sono tua responsabilità ma che potresti dover affrontare. E non ti nascondo che però vorrei partire anch´io. Non per stare con te proteggerti etc. ma perchè mi mancano i campi scout, perchè sono un esperienza bellissima.

giovedì 22 luglio 2021

A Sharm dove le strade ti danno del T.U.

 „ ah che titolo poetico, che titolo romantico!“

No, no avete capito male: la poesia in questo titolo la trovi solo quando in una grigia giornata di Luglio che sembra Ottobre, ti trovi a scarabocchiare sul bordo del tuo manuale-bigino di "tutto quello che devi sapere per lavorare in un posto di controllo frontaliero" il profilo della punta sud del Sinai da Naama bay a Marina Travco.
 E all´improvviso capisci.
 C´é chi per orientarsi usa la luce del sole, e chi invece é portato per perdersi anche restando fermo. Io appartengo a quella categoria di mezzo che il sole lo usano solo per sapere se è giorno o notte e che per orientarsi sfruttano la memoria di percorsi già fatti. Ma a Sharm questo non vale. Cioé i percorsi a Sharm esistono e sono obbligati ma sono come dire „ sharmesi“. Per enorme fortuna dei turisti e degli automobilisti, a Sharm, dove non si sa bene se esista un limite di velocità o se il minimo consentito é di 100 km/h esclusi i dossi rallentatori e i check point della polizia, non esistono quasi per nulla incroci, ma solo inserzioni a T che sboccano su strade a senso unico e perciò obbligano a svoltare a destra.
In pratica se sei in macchina e vuoi proseguire dritto devi:
Svoltare a destra
Proseguire per una quantitá indefinita di metri che varia da 100 a qualche km fino alla prima U turn
Fare inversione
Ripercorrere in direzione opposta il tratto di strada appena fatto
Svoltare a destra nella strada che era davanti a te circa 50 km prima e mezzo secolo fa.
Le U turn sono ben fatte con tanti di spartitraffico che ti permettono di rallentare, girare ed inserirti senza creare rallentamenti o rischiare incidenti, ma rendono semplicemente il percorso più lungo e talvolta piú complesso.
SE invece sei a piedi é tutt´altro discorso: ti fermi a bordo strada, attendi il momento giusto per attraversare mentre qualche tassista ti suona, attraversi e sei dove volevi. Sicuramente hai fatto prima e pagato di meno che col taxi.
In base la principio del T.U. della viabilità sharmese, per una come me che basa l'orientamento sulla sequenza "albero, panchina fermata dell'autobus" ( fermo restando che comunque a Sharm alberi e panchine non ne trovi un granché) e a ritroso, orientarsi vien difficile.
Perció dal Gamila Mishmagout per andare ad Old Market in taxi devi:
  • Svoltare a destra,
  • Percorrere 2 km in direzione nord
  • U turn,
  • Percorrere 2 km e 200 metri in direzione sud con magnifico cartello „ Cairo 500 km“ che un po' d´ansia te la mette addosso: sia mai che il tassista abbia capito male
  • Alla rotonda degli uffici comunali svolta a destra,
  • Giù per la discesa in curva continua
  • Dritto per un altro buon km
  • U turn
  • Prosegui nell'altra direzione per un km meno 50 metri
  • E dritto fino al semaforo di Old Market.  

A Old market c´é l'unico semaforo funzionante di Sharm. Ce n´é un altro a Soho, ma non l'ho mai visto acceso. Questo invece è vivo e vegeto ed é  stato messo, credo, per permettere ai turisti scaricati dai pullman provenienti dai resort di spostarsi dal parcheggio pubblico ( fornito astutamente di strada a doppio senso che permette anche ai taxi una rapida inversione in entrambe le direzioni) all´area commerciale, dove verranno accolti dal quel guazzabuglio linguistico inimitabile e delizioso che é lo Sharmese (per maggiori informazioni rimando alla mia bibbia sub che manco a dirlo sapete già qual é) .
Il semaforo è un punto strategico: prendi un taxi prima di esso e qualsiasi percorso si accorcerà magicamente di non so quanto.
Se invece da Old market vuoi tornare in taxi al Gamila Mishmagout, devi:
Prendere il taxi prima del semaforo cosí il percorso si accorcia magicamente (altrimenti devi arrivare fino all´orologio di Old Market che é in direzione Marina e fare inversione)
Percorrere la strada parallela a quella del semaforo, che dall'altra parte non c'è perché non ci sono negozi turisitcamente attrattivi ( ma se vuoi i falafel buoni lì ci devi andare) ripercorrere il curvone, che stavolta è in salita
Arrivare a vedere gli uffici comunali e...
Andare dritto.
Svoltare a sinistra alla rotonda che sta dietro agli uffici comunali e alla questura, svoltare di nuovo a sinsitra alla rotonda successiva incontrando in sequenza la questura e gli uffici comunali, alla terza totonda vai dritto, 200 metri dopo svolti a destra e sei quasi arrivato al Gamila Mishmagout
 
Se invece vai a piedi….

Dal Gamila Mishmagout attraversi lo stradone, vai verso gli uffici comunali svolti a destra giù per la discesa, finita la discesa attraversi di nuovo e vedi in lontananza il semaforo. Per tornare indietro fai lo stesso percorso a ritroso, solo che al posto di scendere, Sali.

A furia di darti del T.U. Le strade di Sharm ti fanno perdere il senno e finisci col credere che Hadaba é a nord, Old Market all'estrema punta sud attaccato a Ras Mohammed, e che il Gamila Mishmagout è in una specie di bolla spazio temporale circondata dal deserto che a seconda di come si gira é piú vicina al Cairo o a Israele.

lunedì 28 giugno 2021

no ma io prendo il primo volo e torno tra anthias e carangidi!

Ore 5.30 anche qui a maggior distanza dall'equatore il sole è già sorto.
Su una giornata grigiognola.
Con una leggera foschia.
E 17 gradi.

Mi faccio il caffè, servo e riverisco il gatto. "voglio cibo, giardino e acqua dal rubinetto aperto, subito": non pago ma pretendo e non ti dico manco grazie.

Il clima mi suggerisce jeans lungo e felpina leggera.

Ore 7.30 arriva in ufficio la collega che  spalanca le finestre perché oggi farà molto caldo: 28 gradi.  Sabato alle 13 ne avevo 36. Ho già tirato fuori dal cassetto la cappa di lana che uso quando la temperatura scende troppo e me la sono messa sulle gambe.

No non c'è la posso fare. Salto sul prossimo volo e torno al caldo.


beep beep beep where you go? ( titolo citazione di una canzone dei Deco Boys)

Seconda volta da sola a Sharm: la prima a na'ama ora ad Hadaba. Hadaba non è un luogo turistico: è dove la gente ci vive, ma gli alberghi li costruiscono un po' dovunque e l'albergo dov'ero il Gamila Mishmagout (nome di fantasia ma che rende l'idea) dista a meno di 2 km sia da Old Market che da Hadaba e a circa 3 minuti a piedi dal diving center, un punto fantastico per chi il mare non lo vive dalla spiaggia ma dal didentro. Certo diverso dall'essere in piena Na'ama a 3 minuti dalla vita serale, 4 del Camel Bar, 6 dal diving (che però non faceva la deco beer), e 1 km dal jetty. Diverso ma appagante. Innanzitutto ho scoperto che J. non è solo una buona conoscenza ma è davvero un amica. Non avrebbe avuto alcun interesse a cenare con me due volte, raccontarmi un sacco di cose non strettamente subacquee, ne tantomeno presentarmi Rexy, la non-sua cana, la più grassa di tutta Sharm e Little Man, la sua gatta. Ha inoltre organizzato l'incontro con Dara che gestisce un piccolo rifugio animali a cui se riesco do' volentieri una mano. E quando non ero con J. sono andata a zonzo da sola, provando l'ebbrezza di prendere un taxi non organizzato dall'albergo. A Sharm esistono 2 tipi di Taxi: quelli bianchi e blu che sono "pubblici" e  suonano per attirare la tua attenzione, quelli che nella mia personale Bibbia Sharmese sono citati a lungo, e quelli privati che hanno un punto di incontro nella hall dell'albergo, sono auto anonime di varia stazza con conducente ben vestito ed in genere viaggiano a tariffe fisse non trattabili (ma io ce l'ho fatta pure lì). Per la verità l'ebbrezza del taxi è stato un caso.  Una sera ho deciso di andare ad old market, ovviamente a piedi: non saranno di certo i trenta gradi ventilati e secchi che mi faranno desistere da una camminatina: semmai il disorientamento che si ottiene dal viaggiare coi pulmini transfer diving center - jetty e ritorno a suon di U-turn (a Sharm gli incroci e le rotonde sono pressoché inesistenti e per fortuna) e percorsi obbligati, che tramutano una passeggiatina pedonale in un odissea automobilistica da 10 minuti. Sono si e no a 20 metri direzione Old Market dall'albergo che prima mi suona e poi mi si accosta un Taxi: è chiaro che sta cercando di avermi come cliente.

Io: "la'a" (che vuol dire no)
Tassista: Hadaba?
Io: la'a Old market.
Tassista: c'mon twenty pounds. 

Ora la lira egiziana al momento è bassissima, come rifiutare un passaggio per un euro? Candidamente il tassista mi dice che mi ha fatto un prezzo così basso perché sono "staff". Chiariamo una cosa: vado ormai da abbastanza tempo a Sharm che so mimetizzarmi se sono da sola. Quindi magliette di basso profilo pantaloncini comodi ed infine zaino, quello inconfondibile, nero con gli elastici blu e il marchio PADI. Non è certo mia intenzione dirgli che sono turista, giacché la scusa "staff" la uso da anni. Ma poi una come me che torna sempre lì è ancora da considerare turista o no? Va anche detto che le turiste, quando escono la sera si tirano a lucido: vestito, borsetta, tacco. Decisamente maglietta leggings corto e finta all-star (solo perché non ho trovato sandali davvero comodi per camminare a lungo) non fanno "turista".
Così mi sono ritrovata per caso sul mio primo taxi bianco e blu. Mi spiace non aver preso il numero perché era davvero gentile. Oltre all'ebbrezza di questa prima volta (a cui è seguito il ritorno per culo-di-piombaggine) mi sono buttata sulla cucina locale. 
Poiché al gamila mishmagout ci dormo soltanto,  (e per fortuna perché ci ho fatto la colazione il primo giorno e per il rapporto qualità prezzo sono arci contenta di aver preso solo pernottamento) per la cena me la cavo da sola. Lo scopo è se proprio deve essere turistico che sia quanto meno egiziano. A Sharm trovi di tutto: indiano, siriano, tex-mex, italiano a bizzeffe, Mac Donald,  perciò trovo nella zona di old market che nel 2019 andò in fiamme spazzando via 44 negozi tra cui quello dove ho comprato alcuni dei miei vestiti da danza  un baracchino che per 15 Pound mi dà un mega porzione Koshari, piatto tipico popolare egiziano composto da pasta riso ceci lenticchie condito con una salsa a base di pomodoro. Semplice,  buono ed egiziano. La sera prima avevo preso dei falafel dall'altra parte della strada: buoni ma asciutti da morire. Non sono stata solo lì sono tornata anche al El Hadota il nostro café preferito, per ritrovare con enorme gioia il beduino che va lì tutte le sere, gioca a backgammon. Sì narra essere il proprietario. È una persona anziana, e con tutto il casino coronavirus mi sarebbe spiaciuto se gli fosse accaduto qualcosa. Purtroppo però il coronavirus ha avuto "la sua vittima": Milat mio secondo spacciatore di abiti da danza ha chiuso bottega e non si sa dove si sia trasfertito. a Old market oltre per il Beduino anziano ci andavo anche per Milat.
Per tornare ho preso di nuovo un taxi, che come primo prezzo mi ha chiesto 50 pounds a cui è seguita contrattazione di circa un minuto spuntando i 20 Pound che avevo pagato all'andata all'altro tassista. Il tassista, scontento della contrattazione (che però è anche colpa sua, se non gli stava bene poteva rifiutarsi) si è messo a farsi i cazzi suoi al cellulare  col risultato che si stava lisciando il mio albergo. 
Ho anche provato l'autobus, che altro non è che un pulmino bianco e blu, solo che non si sa il giro che fa, quanto costa, e si narra esistano una serie di gesti che indicano dove vuoi andare. Con l'autista del pulmino ho preso una comunicazione più diretta: ho mostrato una banconota da 20 pound e gli ho detto " Gamila Mishmagut, meshi?" Non mi ha portato all'albergo ma devo averlo pagato molto di più di quello che avrebbe preso per quella tratta perchè voleva a tutti i costi avere il mio numero di cellulare per darmi il suo così se mi serviva andare a Old Market, Na'ama o in capo al mondo mi ci avrebbe portato lui. 
Ultimo tassista: quello del Gamila Mishmagout. Si avvicina nella hall e mi dice che se voglio andare a Na'ama, ad Old Market in aeroporto ( in capo al mondo, no) mi ci avrebbe portato lui. Gli ho chiesto quanto voleva per Old market. 3 euro. Ora non è una gran cifra di per sè ma è il triplo di quello che mi aveva chiesto il primo tassista, di quello che ho spillato al secondo e di quello che ho offerto al "autobussista" (non esiste, ma se è stato creato petaloso, perchè non creare autobussista?), perchè a sto damerino qui con l'auto fighetta devo dare quanto pagato per 3 corse? Quindi a suon di La'a e di " I go on foot it's not to far" scucio il viaggio per.... venti pound in cambio anche di " take my business card my friend".
La prossima volta mi impegnerò a studiare gli autobus, così saprò che giri fare per andare a Old Market, Na'ama in Aeroporto no, lì mi ci porta Amin, e in capo al mondo partendo da Sharm el Sheik.

domenica 27 giugno 2021

Epilogo comodo

La Ammuzzo airlines, manda giustamente messaggi Ammuzzo, cioà cose che potrebbero essere utili a qualcuno ma non a tutti. In pratica il messaggio che mi ha mandato nel panico recitava " per entrare in Turchia (poichè facevo scalo a Istambul) devi avere PCR test. 
Però il messaggio era incompleto. La parte che mancava era: se sei in transito per qualsiasi altra destinazione e sei vaccinato o sei guarito dalla peste bubb.. scusate dal covid 19 il PCR test non ti serve ma devi avere certificato di vaccinazione o di guarigione.
MASTRACAYYO, dovete mandare messaggini fugaci senza " clicca qua per maggiori informazioni"?
Io sono rimasta davvero in panico fino a che non mi sono seduta sul volo per Colonia e al check in a Sharm per una battuta di spirito dell'impiegato aeroportuale che in altro momento mi avrebbe fatto ridere, sono scoppiata in lacrime.
Comunque ora sono a casa e spero solo che il prossimo viaggio a Sharm non sia senza restriyioni per corona virus, ma anche con volo diretto.

situazioni scomode

Chi va in vacanza come subacqueo volando, ha, per motivi medici, una pausa di 24 ore tra l'ultima immersione e il volo. Quindi si ha bene o male  sempre un giorno a zonzo. Ora se il volo ce l'hai alle 17 o alle 18 la giornata passa abbastanza alla svelta, tra preparare i bagagli, saldare i conti e magari un paio di ore in piscina. Ma è orribile quando il volo ce l'hai in piena notte: far passare la giornata è snervante. Un altra condanna è il peso dei bagagli: se sfori sono dolori.

Ma il senso del post è tutt'altro.
Il no fly, il bagaglio centellinato sono problemi noti e usuali per i subacquei. Un po' meno è il relazionarsi con le norme che cambiano a seconda di come tira il vento per il corona virus. Devi avere un PCR test, non devi averlo, ti basta il libretto delle vaccinazioni? Per poter venire a Sharm ho dovuto accettare il volo della ammuzzo Airlines perché voli diretti o compagnie più blasonate non ce ne sono. Gli aerei sono accettabili, ma trattandosi di una compagnia low cost, non hai molta assistenza, il check-in on line sì c'è ma una volta fatto non accedi a nessun tipo di informazioni se non l'hai scaricata subito. Ho passato le prime ore di sabato mattina nel panico del non poter rientrare, rovinandomi la giornata. Ricerche varie hanno fruttato dapprima notizie poco chiare e contrastanti. Alla fine sul sito della ammuzzo Airlines ho trovato che essendo io un passeggero in transito vaccinata non ho bisogno di alcun test. Ma il panico c'è e rimane fino a che non ho deposto le chiappe sul volo per Colonia e l'aereo ha staccato le ruote dal suolo.

martedì 22 giugno 2021

the long way to thistlegorm

A parte la sveglia decisamente mattunina e il sito d'immersione anche il viaggio ha il  suo perché. La Daily boat che ti porta a Ras Mohammed o allo stretto di Tiran, non è molto: ti abitua a questa mezz'ora abbondante di viaggio in cui hai il tempo di preparare senza troppa fretta, ma neanche senza perdere tempo, la tua attrezzatura, farti un thè, un giro in bagno ed ecco che è il momento di ascoltare il briefing e prepararsi. Andare al thistlegorm no, è diverso. L'attrezzatura la prepari con tutta la tranquillità di sto mondo, il briefing, se è la prima volta, è lungo dettagliato su dove trovi la cima, su come si entra in acqua, su cosa andrai a vedere, e su come si esce. Alla quarta volta il briefing si limita a "dive One outside, change Tank dive in side to see the motorbike" e alle procedure di entrata ed uscita solo perché quelle sono procedure di sicurezza. 
Ma poi hai il resto del viaggio per assaporare l'aria e il movimento ipnotico e soporifero (o forse è la sveglia) della barca ed è lì che pregusti la discesa e l'immersione perché lì ci lasci un pezzo di cuore e sai che se non ci torni è come tradire un amante generosa.

once again silly o clock I the morning

Puoi magari non scrivere due volte un post su ras Mohammed, a meno che lì tu non abbia visto qualcosa di unico tipo una murena un Napoleone e un altro perché di cui non mi ricordo il nome andare a caccia insieme sulla sella tra Shark e yolanda, ma sulla sveglia silly o clock in the morning si può,si deve, perciò eccomi qui stessa barca dell'altra volta,ma forse di italiani InshAllah, siamo solo in 3, e gli altri 2 per questioni numeriche faranno poco chiasso e meno ancora penseranno cazzate. Ho riletto il post precedente scritto quasi 2 anni fa e che è qui giusto per non scriverlo doppio. Sta volta il mio resort è ad Hadaba, entroterra vista deserto, troppo piccolo e troppo presto per brioche e pane e il pulmino con una puntualità tedesca era già ad aspettarmi all'ingresso. Però stessa barca con i sacchi per sedersi che sono di una comodità unica: dovrei pensarci per il nostro giardino. Stamattina ho dovuto affrontare il Nescafé: non cela potevo fare senza. Di tutti quelli che sono a bordo con me mi chiedo chi a parte me e le guide non è alla prima volta. Mi sa che è pure troppo presto questa volta per scrivere qualcosa di buono. Aspetto la colazione a bordo, pensando a "it's a jump to the left" per entrare in acqua, alla cima, alla safety stop modello banderuola in corrente.

lunedì 21 giugno 2021

perché di Amin non c'è n'è uno solo

Circa mezz'ora dopo aver scritto il post, e una gita alla toilette con perdita del WiFi, che non è aeroportuale, ma di questo o quell'altro bar a cui hai pagato l'obolo, il cellulare mi impazzisce di messaggi. 
Luca: ALLARME! non so cosa sia, ma é l'Amin sbagliato! J. ti sta cercando hai un autistea prenotato. Questo é il suo numero. +20 IIIBBTTTSS. Non so chi sia ma é un tassinaro normale ed ha il TAXI ZTB. Sospetto si sia fatto casino noi , tu hai usato oggi il mio numero ma quello di J. è diverso.

Io: No Io ho usato il numero di J.

Luca:e allora non lo so... é lo stesso che ti ho scritto poco fa? cmq tu hai un taxi prenotato... :/

Io: Ho solo chiesto se fosse lo stesso del sensatori

'Atto!: quindi é il famoso fratello di Amin forse? che lei chiama Amin?

Io: ninzo:  sono sicura di aver preso il contatto di J,  ma evidentemente non so come, qualcosa non è andato per il verso giusto.

Ho poi controllato per scoprire che nonostante il cambio di tre cellulari il numero di Amin del sensatori era ancora tra i miei contatti e avevo salvato con lo stesso nome il numero di  un altro Amin quello che mi aveva mandato J. Quindi, il problema me lo ero combinata da sola mandato all'Amin sbagliato e quindi ignaro,  un messaggio, che a sua volta ha messo in una situazione imbarazzante l'Amin che era stato prenotato per me .

Perché di Mohammed c'è ne sono tanti, ma anche gli Amin non scherzano. 
E altrettanti fratelli di Amin.

sabato 19 giugno 2021

Se c'è star Trek original series e Star Trek the Next generation...

Ci potrebbe essere "figli di una shamandura the next generation, step kids".
Ora per capire dovreste aver letto:
- figli di una schamandura
- cani salati nel profondo blu
- subacquei cattivi
- e conoscere i testi dei deco Boys

Avete studiato? Bene. 
No? Tornate preparati.

Sono in attesa all'aeroporto di SAW (no cercatevi il nome dal codice che io col turco non ci azzecco) comunque Istanbul, e sono da sola. Ho fatto una vita a viaggiare da sola, le ferrovie italiane per me non avevano segreti, un aeroporto in Turchia non mi spaventa mica. 
Il viaggio parte da Colonia, con una tipica impronta sharmese:

"Scheduled departure at 13.15.
Open gate at 13.35.
Push back at 14.03.
Take off at 14.23 
Landed at 17.12 (Ber time)
Scheduled landing 17.30 (ist time).

Che significa atterrato con 3/4 d'ora di ritardo.

L'aeroporto non è male, anzi mi piace di più di Atatürk, e c'è un buon WiFi a pagamento.
Il WiFi mi dà l'opportunità di scoprire che il tassista che avrebbe voluto mandarmi il diving, non solo non sa dell'incarico ma non è neppure a Sharm. Ho provato a contattare uno per i fatti miei che però non mi ha ancora risposto. Finisce che ne dovrò prendere uno dal mucchio. Suona un po'  come "I'm waiting to the airport try to catch to pidgeon house, some stupid taxi driver try charge me 50 pounds..."
Spero non finisca in un "mberotel, meshi"...
Se queste sono le premesse, potrei avere qualcosa da raccontare.

domenica 6 giugno 2021

considerazioni e elucubrazioni varie ( un titolo che potrei riutilizzare spesso)

Complice gli effetti da seconda vaccinazione che mi hanno resa quel malaticcia insopportabile che non sta abbastanza bene per fare ne abbastanza male per dormire senza stracciare l'anima, ho guardato parecchio Netflix ed ho lavorato a maglia. Partiamo da quest'ultimo, così tanto per divagare:


Sono alla fase " impara la lavorazione raglan che hai quasi finito il tuo maglione di lana 100%" Mi chiedo se con " livello intermedio" si intende " non ti spiego cosa e come lo devi fare ti dico solo che devi farlo" perchè le istruzioni per questo maglione in due lingue non spiegano affatto come mettere insieme le  maniche. Grazie al cielo c'è youtube!

Tornando a Netflix. Emily in Paris e Jessica Jones. Il primo non l'avrei nemmeno guardato se non fosse che figlia grande voleva guardare qualcosa con me e non avevo voglia di programmi per bambini/ ragazzine  ne tantomeno mi pareva appropriato Jessica Jones. Così ho scelto Emily in Paris indicato dai 12 anni. Ebbene se non avete già spiegato a vostra figlia quasi 12 enne il concetto di " amante" in entrambi i sensi, autoerotismo, etc. perchè ancora lontana da certe curiosità (c'è chi è precoce e chi no), questa serie sarà il modo per fare un crash course teorico. 
Al di là di questo che comunque mi ha fatto scoprire una preadolescente curiosa e contemporaneamente intimorita accanto a me, questa serie leggera piena di tacchi vertiginosi, gonne, Pain au Chocolait e lingua dalla musicalità affascinante ma dalla pronuncia che mi pare più complessa dell'inglese, ha rispolverato in me vecchi concetti in cui credevo, e nuove convinzioni che si contrappongono creando un senso di sconforto e confusione tra giusto e sbagliato e mancanza di linee di confine se dovesse esistere una pacifica convivenza tra i concetti stessi. In pratica quando un contesto, un atteggiamento è sensuale e quando è sessista? E' il modo in cui lo viviamo? C'è un metro che indica chiaramente i confini? O è una considerazione culturale? Una volta prima di trasferirmi in Germania, presi parte ad un corso di ritmi della musica araba. Nella prima lezione vennero introdotti gli strumenti, e tra questi la tarija o almeno credo si scriva così, un tamburo piccolo per le donne. Tra le partecipanti ci fu subito quella che con tono decisamente di disprezzo e disgusto apostrofò la notizia con "ecco alle donne solo le cose piccole". Stetti zitta e non esternai la mia considerazione che un tamburo piccolo è più facile da trasportare se devi portare con te molte cose quando, come donna del mondo orientale, lascerai la casa dei tuoi genitori per quella da donna sposata. Mi è chiaro che la considerazione di quell'altra partecipante fosse mediata dai concetti di parità dei sessi tipica del mondo occidentale, ma non si possono applicare sempre e comunque gli stessi metri a tutto. Negli ultimi anni ho riconsiderato parecchi miei punti di vista usando questo metro che piano piano mi è diventato famigliare, ed ora li sto rispolverando perchè forse non erano del tutto sbagliati come parevano. Insomma tanta confusione ,a m la realtà per me è sempre quella: la verità sta nel mezzo, nella giusta proporzione tra gli elementi, e il solo bianco o solo nero non esiste. Faccio questa considerazione e la trovo banale ed un po' vuota, ma non trovo via migliore. Di fatto l'equilibrio delle parti è ciò che fa funzionare le cose. Basta prendere ad esempio una qualsiasi ricetta di cucina: puoi cambiare di poco gli equilibri tra un ingrediente ed un altro ed ottenere un piatto ugualmente buono o migliore secondo il tuo gusto, o stravolgerlo creando qualcosa di completamente nuovo e buono o una porcheria da buttare al cesso, più o meno come le mie torte inventate di quando avevo vent'anni senza lievito perchè il lievito era male (concetto che all' epoca avevo adottato). C'è un "quindi" in tutto ciò? No a volte no e non è necessario che ci sia. Perchè a volte capire per formulare un " quindi" conclusivo ci va del tempo e andrebbe sostituito con un " work in progress". 
Ah all'inizio avevo parlato anche di un altra serie, Jessica Jones. Uno stereotipo che probabilmente piace alla tizia del corso di ritmi arabi di cui sopra, ma che se si va ben a vedere ricade perfettamente in stereotipi che forse non sono migliori di altri.