lunedì 24 aprile 2017

il bambino rompicoglioni

La bilancia si è spostata. Nel verso giusto. Ora fatte le debite esultanze, che qualsiasi polla come me farebbe, è necessario pensare anche che potrebbe non essere nulla di significativo. Ma vaffanculo: si è spostate nel verso giusto ed io per questo esulto! Significativissimo per l'umore!
No niente diete miracolose a base di beveroni o pasticcozzi.  Il fatto è che ci sto credendo veramente e non ho fatto nulla più che stare attenta. I nemici sono più che conosciuti: lo zucchero aggiunto, le bibite, le schifezze. Così semplicemente sto dicendo "no" a coca cola, zucchero in eccesso nel caffè (di fatto ne metto poco ma solo perchè non mi sento pronta ad affrontare il caffè amaro), zucchero nel tè ed ho pure scoperto che il tè completamente senza zucchero mi piace pure.
Ma ieri sera è arrivato "il bambino rompicoglioni". Ve lo presento: il bambino rompicoglioni è una specie di vocina insistente che vi dice: "dai, mangia qualcosa". Ogni tanto suggerisce anche cosa: un panino alla Nutella, le patatine, una fetta di formaggio, un qualcosa comunque goloso ed appetitoso. Sì potete immaginarvelo proprio come il classico bambino viziato che se non viene accontentato strilla, e sì strilla pure forte. Arriva addirittura a far venire l'acquolina in bocca pur di convincervi. Ecco io l'ho viziato, gli ho concesso tutto quello che voleva in termini di spuntini e schifezze. Ora vediamo di cambiare direzione.
Al momento cambio direzione un po' così, da sola, ma in settimana conto di andare dal mio medico curante e parlarne, perchè fare cazzate non ci si mette nulla.
Intanto mi sono presa la briga di leggere le etichette. "Light" o "leicht" davvero sono così? A quanto pare sì.
La cosa interessante è scoprire che i pregiudizi sono la cosa peggiore. Ho sempre pensato che tutto ciò che fosse "light" fosse insapore, che non fosse poi così tanto buono. Un classico esempio ne è la coca light che non è come la coca normale, e questo bastava a bollare tutto ciò che è light come inappetibile. Parliamo anche della coca zero come vessillo del "senza zucchero", dolcificata con aspartame: peggio che andar di notte, senza luna e coi fari spenti. Al momento salvo eccezioni, di cui dovrei effettivamente porre delle condizioni che le determinino, tutto ciò che è bibita gassata la tengo lontana, perciò sono solo esempi del passato. Oggi però mi sono presa la briga di leggere l'etichetta della coca Life: 50% di zucchero. Ho letto l'etichetta ed ho rimesso la bottiglia sullo scaffale. Il bambino rompicoglioni si è impivito, ma gli passa. Però una cosa gliel'ho concessa: la salsa hollandaise light circa un cucchiaino sugli asparagi.
Legato la pregiudizio Light = no buono, c'è anche quello del: mettersi a dieta è una punizione. E' stato un tarlo durante tutto il fare la spesa. Continuavo a pensare: "io ho deciso di fare questa cosa per me, ma il resto della mia famiglia non è in punizione". Loro non sono a dieta, ma nessuno è in punizione! Certo che se "stare attenti a ciò che si mangia" è visto come una sorta di "punizione privativa" allora sì che è difficile da affrontare, perchè ti assale il disagio, il terrore di soffrire.
Di fatto a pochi giorni dalla decisione inizio a ritrovare alcuni punti che Francesca ha così lucidamente descritto nel suo libro.
Ho anche deciso di non lasciarmi abbattere. Ci sono un sacco di cose che sono riuscite a destabilizzarmi e a far si che il bambino rompicoglioni ottenesse quello che voleva. In genere tutte quelle che intaccano l'ottimismo.
Ho detto a Luca che la bilancia si è spostata nel verso giusto. Il suo commento è stato " non è che per una cacca un po' più cospicua hai iniziato a dimagrire". Di per sè il commento farebbe anche ridere, ma è stato lì a gironzolarmi in testa, mi ha fatto cambiare l'inizio di questo post, ha preso l'aspetto di "stare coi piedi per terra" per poi diventare qualcosa che tira giù. E poi ho scritto "ma vaffanculo", ed ora sebbene sia lì a snervarmi e a preparare il terreno al bambino rompicoglioni, farò del mio meglio per non dargliela vinta. Così come non l'ho data vinta al vento al parchetto che mi ha reso difficile l'uso del velo per preparare la coreografia, ma non ce l'ha fatta e che quei 30 secondi che ho tirato in piedi mi paiono pure buoni ed originali.
Non sarà facile quando rientreranno tutti i ritmi quotidiani, che oggi post vacanza sono ricominciati in sordina, ma come ho già detto, farò del mio meglio.

giovedì 20 aprile 2017

2... 1... 78!

Due giorni fa ho letto “102 chili sull’anima” e lo trovo un libro stupendo. E visto che ora grazie ad internet un messaggio anche ad una perfetta sconosciuta lo si può mandare, hai deciso di scrivere a Francesca Danzo conosciuta anche come panzallaria, questa mail.

“Cara Francesca,

Sì lo so che sto scrivendo a te, ma probabilmente è un semplice stratagemma per scrivere a me stessa. Ho finito 102 chili sull’anima, e mi è piaciuto moltissimo. Grazie per aver reso pubblica una parte della tua vita piuttosto intimo. In un mondo dove scrivere “sono appena stata in bagno” sembra la notizia intima del secolo, serve proprio che qualcuno parli dell’esistenza delle Dexter e delle Mens Sana: Magari qualcun’altro decide di guardarsi allo specchio. Non parlo del corpo, o almeno credo che la presa di consapevolezza sia più adattabile a tanti casi diversi. Infatti penso a me che in vita mia ho superato gli 80 kg in gravidanza, ma ho da fare i conti con le mie paure e le mie insicurezze, e che non so se ho voglia di perdere i kg che ho di troppo e che mi permettono di galleggiare in modo rilassante e rilassato. Però grazie, perché come dici tu abbiamo tutti un punto debole, conti da fare con la nostra anima nera, e prima ancora riconoscerla conoscerla e amarla, non viziarla. “

Dopo aver letto la cosa che mi pareva più lampante era capire quali fossero le mie paure e come affrontarle. Ne ho e non una sola: devo dargli un nome una forma una dimensione e dargli un numerino per fare la fila. O forse no. Però mi tarlava anche il pensiero del peso, sebbene avessi già trovato una bella giustificazione per tenermeli: “mi fanno galleggiare così bene….” e poi tutto il corollario: “ se dimagrisco devo cambiare tutta l’attrezzatura subacquea e stringere i costumi da danza…..”
Ieri ero a Jackson Reef a fare la penultima immersione dalla barca di questa vacanza. L’immersione di per sè e stata bella, ma personalmente l’ho vissuta male. Tutto parte dal fatto che per andare giù i primi metri faccio molta fatica. Tecnicamente dipende dal fatto che sto usando una semistagna che oltre a far galleggiare molto di suo, trattiene molta aria e devo farla uscire. Poi ci aggiungiamo che andare giù in verticale, nonostante non sia alle prime immersioni, non mi viene facile e muovo i piedi in direzione opposta al risultato che vorrei ottenere. Ecco se vedi il gruppo 4 metri sotto di te e tu stai litigando per scendere diventa frustrante, e la conseguenza è che vai in iperventilazione e scendi solo se ti tirano giù. Cosa che é letteralmente accaduta. A fine immersione meditavo già l’acquisto di una muta umida e sono partite una serie di considerazioni a cascata. “Con la umida posso togliere forse un paio di kg dal GAV (scusate sistema integrato) perché mi fa galleggiare di me….”
E tutt'un tratto la ciccia che volevo tenermi “ perché mi fa galleggiare rilassata” diventa inutile e controproducente. Nemmeno la scusa dell’attrezzatura regge più, perché vorrei comprare un pezzo nuovo.
Stamattina mi sono svegliata e mi sono pesata. 78 kg. Non so quale sia il mio peso forma, e settimana prossima posso andare dal medico. Da oggi posso però stare attenta a me stessa.

P.s.scusate se é graficamente un po'diverso: da cellulare devo capire come fare.