giovedì 31 dicembre 2015

come le crepe dei vasi giapponesi

gira su FB di tanto in tanto quest' immagine con questa didascalia:


Link originale dell'immagine: http://wasterpiece.altervista.org/wp-content/uploads/2014/04/kk.jpg

“Quando i giapponesi riparano un oggetto rotto, ne valorizzano ogni singola crepa”

Cercando l'immagine su google ho trovato in un altro blog la spiegazione che si tratta di una vera e propria filosofia giapponese. Io ho letto solo le prime righe del post, trovando ciò che cercavo, e non mi sono addentrata nel resto. Se volete lo trovate qui.

Ogig mi guardavo allo specchio nei miei 42 anni suonati e nelle mie due gravidanze, e notabo le smagliature su quel sofifcie cusicno panciottoso che piano piano va via, ma che nongli metto di certo fretta, e mi è venuta in mente quella lettera di protesta arirvata 2 settimane dopo lo spettacolo di bonn in cui l'insegnate di allora si lamentava con me perchè non avevo messo un body in rete sulla mia pancia.

Ora, personalmente non ritengo di averne bisogno.
Non mi vergogno di avere forme generose.
E mi chiedo perchè dovessi essere l'unica a mettere un body che tra l'altro è troppo scuro per la mia carnagione e che avevo acquistato in emergenza (accontentandomi di un colore troppo scuro) quanto ero ben più generosa  di panciotta e il costume che avevo allora mi faceva un brutto effetto, perciò era necessario coprire la pancia.

Così guardavo la mia panciotta e le smagliature delle gravidanze e del parto.
Io non mi vergogno di questi segni sulla ma pelle, perchè sono legati ad eventi bellissimi della mia vita: non sono come il nome "dell'amore della tua vita" tatuato ben visibile sul braccio che poi devi far coprire un un " qualchecosa" perchè ti ha mollato per un'altra.
Sono le mie smagliature da parto.
L'unico difetto è che qualche idiota ha deciso che le smagliature , tutte, sono antiestetiche.

Le ho guardate, ho pensato a cosa sono e a cosa rapprensentano per me, e che al prossimo spettacolo le riempirò di glitter dorato o addirittura andrò in un centro per l'henne ( che ho già trovato!) e le farò valorizzare, perchè per me valgono, così come lo sono per tutte le altre mamme con un minimo di cervello, e non ho intenzione di coprile perchè qualcuno pensa che siano antiestetiche!

mercoledì 30 dicembre 2015

caro 2015,

domani sarà il tuo ultimo giorno e vorrei dirti che sei stato un anno meraviglioso per me.

Carico di tante cose, di nervi, di frustrazioni, di preoccupazioni, di cose fa fare, di tante cose nuove, e di tante cose vecchie lasciate andare: insomma sei stato un anno in cui mi sono sentita viva, vivissima, come non mi accadeva più da tanto tempo.

Ti ho vissuto quasi tutto in Germania e non mi par vero.

Climaticamente parlando, non hai avuto nulla che vedere con tutti i tuoi predecessori della mia vita: insomma non hai voluto farti sentire pesante con i cambi.

Mi hai riservato risvolti inaspettati nella mia vita e nel mio giro di amicizie, che tutto sommato si sono rivelate tutte positive: amici allontanati per sempre per divergenze d'opinione e Amici Veri che se ne fanno un baffo della distanza e del non avere i soldi per prendere l'aereo perchè l'Amicizia Vera passa i confini e se ne infischia delle distanze.

Mi hai anche ricordato che i miracoli non esistono e che chi vive in un mondo tutto suo, difficilmente mette il naso fuori per rendersi conto della realtà che li circonda.

Mi hai donato il potermi relazionare con altre culture altre civiltà, senza andare a più di 20 km dalla casa dove vivo, e mi hai regalato tutti i " 'morgen,  hallo, 'tag, aufwiedersen, e tschuss" di non so più quanti estranei incontrati per strada, e i sorrisi e le chiacchiere di altri genitori conosciuti meno di 8 mesi fa.

Grazie 2015, sei stato un anno meraviglioso.

venerdì 18 dicembre 2015

Biscotti, secondo giro.

Dopo la prima produzione andata in regali di cui solo una parte mimina è rimasta a me e alle mie aiutanti, ho deciso di fare una seconda produzione stando attenta a non mettere quei 200 grammi di farina di troppo ed usare la pistola sparabiscotti presa l'anno scorso coi punti della Bennett e mai usata.

Ecco, o quella pistola sparabiscotti fa cagare oppure sono io impedita nell'uso: per ogni biscotto saltava via la parte pulsante e anche a perderci del gran tempo a girarla la ghiera saltava via e non faceva presa.

Quindi o sono impedita io o fa cagare quella che ho preso: quella svedese di mia mamma, tutta in metallo se ciccava era perchè sbagliava la pressione mia mamma.

Così fin da subito ho rinunciato alla pistola sparabiscotti e..... deliriooooooooooo!!!!!

L'impasto più morbido era difficile da lavorare con gli stampini, tant'è che all'ultimo mi sono arresa ed ho infornato un maxi biscotto pretagliato e ritagliato caldo, altrimenti sarei ancora lì a metter formine su formine.

Perciò, se volete usare la ricetta dell'altro post con gli stampini tradizionali  NON FATELO!!!! aggiungeteci da subito quei 200 grammi di farina in più e non vene pentirete.

Io continuo a farli col burro per un semplice motivo: senza ricadere nella attualissima fobia dell'olio di palma, che sinceramente "mi ci sciacquetto la cicciabaffa" per fare una citazione colta da Paolo di Leonix, la margarina, che è fatta ANCHE con quello, è innaturale. si prender un olio con i sui bei doppi legami e lo si sottopone ad un processo chimico di idrogenazione per far si che da liquido qual'è diventi solido. In pratica è un po' come se prendessi un cavallo e gli innestassi chirurgicamente in fronte un corno per farlo diventare un unicorno.

quindi evviva il burro.

Sta volta però ho modificato lo zucchero mettendone la metà a velo e aggiungendolo come prima cosa alle uova. E poi ho aggiunto la scorza d'arancia grattuggiata, che qui si trova comodamente in bustina.

Lo sentite il profumo, vero?

giovedì 17 dicembre 2015

non ho nulla da temere

In modo altalenante, a volte penso che iscrivermi al contest di aprile sia stato un fare il passo più lungo della gamba.
Lunedì sera al corso c'era anche Goretti, che fino alla festa di Natale per me era solo l'insegnante del corso principianti. Poi l'ho vista ballare: incanto allo stato puro.
Domenica le avevo scritto per chiederle informazioni sui 2 WS che terrà a gennaio, così ci siamo contattate e lunedì sera ho potuto presentarmi di persona. Ragazze, poca miseria senza trucco parrucco e costume siamo irriconoscibili!
Con mia enorme sorpresa e somma gioia parla italiano! Così ho potuto chiacchierare con lei un po', scoprendo che molto probabilmente si iscriverà al contest.

Ebbene non ho nulla da temere.

La sua bravura è indiscutibile, tra me e lei c'è un abisso di competenza ed arte per me impossibile da colmare in pochi mesi, ma la cosa non mi demoralizza affatto. Sono così distante che so che non posso competere ne con lei ne con altre di pari o poco distante livello, e proprio per questo non ho nulla da temere.

Sarà una bella esperienza da cui potrò imparare molto.

Spero ci sia il premio "grazie per averci provato" perchè per quello posso sicuramente concorrere!

mercoledì 16 dicembre 2015

Riaprtiamo, ma non da zero

Il post sul mio costume ha ottenuto ( non sul blog, ma su faccialibro) un sacco di commenti e di spunti perciò ho deciso di cambiare rotta.

Più luce.

Ho acquistato i materiali sbagliati e per questo non ne avevo un buon ritorno.
Come enfatizzano in quei reality sugli abiti da sposa, devi fare " awwwww...." ed impazzire di felicità, altrimenti ti stai accontentando e quello che stai acquistando è sbagliato non è TUO. Idem in questo caso, a maggior ragione perchè questa stoffa e questa idea sono mie e non copiate (ok qualche idea tipo le coppe di diverso colore l'ho presa da altri costumi).

Ora non sono uscita a comperare cose nuove primo perchè oggi soffro di culo di piombite,  e secondo (forse più importante) perchè non avendo un idea precisa di cosa prendere finirei per accontentarmi di nuovo e sputtanare soldi (che non ho) per niente, o girare come una trottola impazzita alla ricerca di un ispirazione che potrebbe non venire, finendo poi, per accontentarmi. Aggiungiamoci che non conosco bene tutti i negozi specializzati e non ho nemmeno amiche che possano aiutarmi.
Quindi mi arrangio con quello che ho in casa ed ho smontato 2 reggiseni intimissimi all'outlet l'anno scorso e una collana presa sul mercato  pagati 10 euro cad. E scateno la fantasia! E' vero non saranno materiali " Awww..." da amore a prima vista, ma è "più mio" perchè ci va quella dose di riciclo creativo che è mio.

Quindi partendo da qua (per le foto ho seguito il consiglio di Livia ed ho tirato fuori la macchina fotografica " quella buona")





Vediamo cpsa riesco a combinare.

martedì 15 dicembre 2015

angolino di sconforto

Per aprile mi sono iscritta ad un contest di danza  come solita per classico- medioorientale o meglio, per le addette raq sharki.
La musica c'è la Coreo, a parte qualche idea qui e là, no.
Per l'occasione mi sto facendo un completo da sola con una stoffa il cui amore non finisce mai.
Ora sto facendo delle decorazioni in perline, ma.....
....

.... ma ieri ho fatto una prova foto col cellulare e a parte notare con mia gioia che la mia sofficiosa pancia sta rientrando piano piano, le mie decorazioni in perline non si vedono per nulla!


Sono un po' giù di morale: si sta insinuando il dubbio di aver fatto il passo più lungo della gamba. Sia per la coreo che per la realizzazione dell'abito: eppure non mi pare che siano cosi pieni di perline & co, i modelli più recenti.

Quasi quasi rimuovo la cintura verde dal gusto molto baladi e piuttosto gonfia, e lavoro dei ricami perline e stoffa sbrilluccicante direttamente sulla gonna. 

lunedì 14 dicembre 2015

Regali di Natale

Per il momento per quest'anno, non ho fatto alcun regalo di Natale per le persone che posso chiamare Amici.
Se avevo fiducia nei corrieri on-line in Italia, ho perso fiducia completamente nelle poste quando ho saputo non essere mai state recapitate cartoline, pacchetti con ricami. Per non parlare poi del fatto che una raccomandata ci ha messo più di 2 settimane per arrivare a destinazione. 

Colpa delle Deutsche Post? Colpa delle Poste Italiane? Onestamente non lo so, ma voglia di fare brigare e spedire con il terrore di aver perso soldi tempo e regalo per le persone a cui voglio bene non ne ho poi molta.

Però qui il Natale è una cosa seria e voglia di fare anche un semplice pensierino te ne viene. Così ho deciso che le mie " vittime" natalizie saranno i miei compagni del corso di tedesco.

No non siamo "amici" anzi c'è pure chi mi sta sulle palle perchè al posto di studiare e fare i compiti copia. Sarebbero solo cazzi suoi se non impara, ma chi non studia si vede quando si fanno gli esercizi in classe perchè è lento.

Comunque ho deciso di fregarmene un po' di chi mi sta sulle palle e chi no e per l'ultima lezione prima del corso ho preparato biscotti e vasetti decorati per, beh più o meno tutti. Purtroppo nono ho barattoli per tutti: ho sbagliato i conti.

L'idea è quella di regalare un piccolo barattolo della felicità come quello di questo post: tutto sommato la cosa che ci accomuna è che tutti siamo andati via dal paese in cui siamo nati e cresciuti perchè non ci andava più bene. Non importa se io ed altri abbiamo potuto farlo con serenità e l'opportunità di tornarci tutte le volte che vogliamo, e chi invece è scappato dalla guerra, siamo tutti andati via.
Ma regalare un barattolo vuoto sta male, così sabato ho preparato i biscotti con la ricetta che mia madre ebbe dalla sua amica Franca di Strigno per la pistola spara biscotti,



A parte aver volutamente sostituito margarina e fecola con burro e maizena, ho sbagliato la ricetta (200 gr di farina in più) e la pistola spara biscotti, non so se perchè montata male o perchè l'impasto era troppo duro è esplosa. Cosi sono ricorsa a mattarello e formine standard, coinvolgendo la Mimi e la Iaia che si sono divertite moltissimo e che hanno FINALMENTE seguito le mie istruzioni. Il risultato vi assicuro che non è venuto affatto male!



Domenica mattina invece stoffa, forbici e colla a caldo alla mano ho completato il lavoro.



Ora in consegna! 

domenica 13 dicembre 2015

Blu e Oro

Questa mattina mi sono svegliata con l'idea id fare l'albero blu ed oro.

Va da sè che ormai fare l'albero è una questione di Famiglia: non sono  più io da sola a farlo: dall'anno scorso si fa tutti insieme ed è una cosa bellissima perché si vedono gli "stili" partendo dal basso verso l'alto.

Quindi chiamata a raccolta la truppa ho incaricato  la Mimi di prendere tutto il materiale blu ( perchè ci sono delle palline di vetro) e la Iaia quelle dorate che sono tutte di plastica.

Poi è arrivata la terza scatola: quella con "le decorazioni che, mamma, vorremmo mettere".

La terza pallina non era ne blu ne oro.

Blu e oro c'è ma ci sono anche i cuori rossi rosa e verdi le palline viola quelle con Tom e Jerry ed altro ancora.


Però non è "solo colpa" delle bimbe, perchè alcune decorazioni le ho volute io come il pupazzo di neve e il sig. Rudolf e gentile signora: oltre a queste ci sono anche loro le decorazioni che hanno un legame.
Negli anni quando mi dedicavo molto al ricamo ed ad altre arti creative ho incontrato tanta gente. Alcune di queste persone le sento ancora, altre no per svariati motivi che sinceramente non ricordo più  nemmeno io (una volta davo molta più importanza, ora mi rendo conto che spesso si smette di avere a che fare con qualcuno solo perchè capita). Ecco con lacune di queste persone per gioco o per affetti ci siamo spedite nel tempo regali tra cui anche decorazioni natalizie.
Queste ci tengo a metterle sull'albero, anche se non sempre riesco a metterle tutte.
Sara mi ha riempito di decorazioni: infatti (o purtroppo) le sue non riesco mai a metterle tutte. Questa è la più vecchia:


Poi di anno in anno arrivarono sacchettini (quest'anno non li ho messi) da appendere e palline e stelle rivestite:



Ci sono anche gli angioletti- segnaposto che fecero mia Zia Carla e mia Cugina Sara non mi ricordo più per quale capodanno, ma di tanti anni fa e che tutti gli anni tornano sul mio albero.


L'angioletto di Daniela per la comunione di suo figlio,


l'albero di Maria Elena


Il gufo e il Babbo natale di Sonia


Il cuscino di Lina


E l'orsetto di Roberta di Como


A me piace metterli, perchè anche se con alcune di queste persone ho perso i contatti, sono passate nella mia vita condividendo con loro dei momenti più o meno brevi più o meno piacevoli. Sto sempre più facendo mia la teoria che s'incontra gente perchè in quel preciso istante della tua vita vanno incontrate, abbandonando così il rancore delle cose non dette delle sparizioni senza un motivo. Non muoio dalla voglia di riallacciare rapporti con gente che non sento più ma sicuramente se passassero di qua vorrei far sapere loro che le ringrazio di essere passate e che ogni anno per quanto possibile le ricordo.

lunedì 7 dicembre 2015

Seminario di percussioni

Fedele ai consigli dati sia da Dina che da Jamila, ieri sono andata a fare un seminario di percussioni arabe presso il mio attuale insegnate: Aladin El Kholi.

(foto proprietà di Tanzstudio Aladin)


E ci è venuto anche Luca, che si è alquanto divertito ed intrippato.

Ovviamente ero l'unica mancina, ma tanto ormai so che "destra" in realtà vuol dire " sinistra".

Dunque ieri in tre ore, sono stati più che toccati, letteralmente battuti in Dum, tak, es: le 3 variazioni saidi, melfuf, gulf, zahr, maqsum, masmudi sagir, masmudi kibir e variazione, samai.
Chi volesse capire di più sui ritmi arabi clicchi qui : attenzione sono 2 pagine.

La cosa che mi ha spiazzato più di tutte è stato il battere l'es, che talvolta, per lo spirito di arricchimento/riempimento arabo diventa forte come un tak. Talvolta viene battuto così forte che tanto che la conclusione di un ritmo s-tak-s non è mai un tak semplice e finito, ma una sorta di  "ra-ka-tak" .

Prima di ieri ho fatto un solo seminario teorico e  pratico di percussioni, ma l'es
"lo respiravamo" perciò per me il grosso problema è stato usare la mano destra per tutti gli es.

C'è una bella differenza tra sentirli e tradurli in un movimento di piedi e sentirli riconoscerli e riprodurli sulla darbouka. Luca che non li balla è stato decisamente più bravo di me. Io su buona parte non sono stata poi tanto brillante. Dò la colpa alla mano destra, che però alla fine ha capito che doveva fare la sua parte e mi è venuta un po' meglio dietro.

Mi piacerebbe andare avanti a praticarli, ma l'unica cosa che mi frena un po' è che è una pratica "rumorosa" e non so come la prenderebbero i miei vicini di casa, non abitando in una sperduta radura in mezzo alla foresta.

Beh magari prima di preoccuparmi del rumore, mi preoccupo di trovare una se non 2 darbouka.

venerdì 4 dicembre 2015

Caro Babbo Natale,

se mi chiedi se sono stata brava, lo sai già che ti rispondo "no non lo sono stata" perciò non giriamoci troppo attorno.

Per quest'anno non voglio nulla sotto l'albero.
Lo so, ci rimarrò male, ma sono stanca di pensare che qualsiasi regalo costi. Durante l'anno di soldi per me ne spendo, fosse anche il caffè fuori quando me lo potrei fare a casa, perciò direi che di regalini ne ho tutto l'anno.

Lo so che ad Ottobre ti scrissi: "Caro Babbo Natale, per quest'anno non desidero "la borsa Kelly di Hermes in coccodril" ma sono dibattuta tra il manichino da sartoria da 80 euri della lidl e una bella spada ben bilanciata e dalla buona impugnatura. In color acciaio niente vaccate in ottone: deve sembrare una vera spada."
Ma i tempi cambiano, e nonostante abbia cambiato nazione le tasse italiane ci perseguitano.

Vorrei solo avere un po' di serenità durante le feste. Andare d'accordo con le bimbe, non avere Luca stressato che mi risponde piccato senza un motivo apparente. Per la suocera il miracolo lo hai già fatto su tutti e due i fronti: il mio e il suo.

Eventualmente se ci mandassi degli acquirenti per le case italiane, non mi dispiacerebbe.


giovedì 3 dicembre 2015

Considerazioni

Ieri mi sono imbattuta in questa immagine.



Ecco il mio blog talvolta è il mio cestino.
I malevoli che passano di qua, penseranno che lo è perchè non ho amici.

Per quello che mi riguarda, il mio blog è ANCHE il mio cestino, perchè non mi va di ammorbare la gente con problemi inconsistenti. Chi passa di qua è libero di leggere fino in fondo oppure levare le tende, e mi pare più gentile che sfruttare l'occasione di un invito a pranzo per lamentarmi di famigliari e amici che fanno, o NON fanno, questo o quell'altro.
A quattr'occhi o per telefono parlo di problemi seri.



mercoledì 2 dicembre 2015

Sugaring!

Ho scoperto lo sugaring nella primavera del 2014 e da allora per me non esiste altro metodo depilatorio, tranne il rasoio, ma lo riservo solo alle gambe.

Da che sono in Germania con lo sugaring ho avuto sorti alterne: a maggio ho trovato una davvero brava ma che purtroppo riesca a darmi appuntamento solo mese per mese o se va male ogni due.
Un provato un altro centro estetico a Colonia e mi sono fatta infinocchiare con una tessera fedeltà: se i primi 2 appuntamenti li ho avuti con una che lo sapeva fare davvero, gli altri li ho fatti con un altra tizia ( e l'ultimo con una terza) che suppliva alla scarsa manualità con la simpatia. Risultato? peli incarniti con lo sugaring, e depilazione inefficiente perchè veniva usata come una ceretta e non come dovrebbe essere fatta.

Così ho pensato di fare da me.

ho cercato un po' di ricette in internet, ma attenzione: sono spesso mal spiegate. Non puoi dare come indicazione  "fino a quando non diventa un bel colore ambrato tipo miele" perchè esistono vari tipi di miele con colori propri: già solo il miele mille fiori ha mille sfumature di "colore ambrato"! Figuriamoci poi se dovessimo paragonarlo al miele di castagno.

Comunque preparo la mia pasta di zucchero, ma non funziona: non riesco a strapparla se non usando la stoffa, e non è così che deve andare.

Penso di fare un giro di crema perchè di andare dall'estetista non ne ho voglia, abbandonato il vecchio centro di cui sopra il timore di ritrovarmi da un incapace è troppo e visto che non vanno depilate le gambe ma quella zona che se ci batte il sole è perchè ce lo faccio battere io, non mi va di avere rogne di peli incarniti che ne ho già avuti abbastanza. Così oggi vado nel "negozio di detersivi". In Italia non esiste un vero corrispondente, perciò fatevi l'idea di un negozio che vende prodotti per l'igiene della casa, della persona, della biancheria, articoli per animali domestici, alimenti bio e fa pure stampe foto.
dicevo?
Ah già vado in quella che qui chiamano "drogheria" e davanti mi si materializza il barattolo della "cera orientale" che altro non è che pasta di zucchero!

Tutta contenta me la porto a casa e noto che:

1 è colore cocacola altro che ambrata
2 non è per niente liquida ma è molto più consistente

salto a piè pari la spiegazione del bagno maria che la vuole più liquida per essere usata come la ceretta, perchè non è quello che voglio, e la prendo su con 2 dita ed inizio a tirarla contro pelo, come vuole che sia fatto lo sugaring e....

...meraviglia!

Funziona come lo sugaring che conosco! Via tutto senza arrossamenti o picocle emorragie come con la ceretta!

Però regge pochi strappi perchè poi si scalda e ciao: va cambiata. Se l'hai stesa ed è molle come la nutella la tiri via con una pezza. e se priovi a fare lo strappo con la pasta in quelle condizioni l'ematoma è dietro l'angolo.

Tutto sommato non ho fatto tutto quello che dovevo, ma quel poco che ho fatto è venuto bene e mi è servito a capire un po' meglio come fare lo strappo, gestire la pasta di zucchero e farla in casa.

Consigli pratici, se mai qualcuno passasse di qua e leggesse.

- Fatela in bagno: si pulisce meglio della cera perchè lo strappo a mano senza pezze fa partire lapilli zuccherosi che fortunatamente vengono via con l'acqua.
- Tenete a portata di mano comunque delle pezze di cotone liscio non esageratamente grosse: se si scalda la potete rimuovere come cera, e vi vengono utili per pulirvi le mani. Le pezze poi possono andare in lavatrice e tornano riutilizzabili.
- Cimentatevi dopo aver fatto almeno una seduta da un estetista giusto per vedere dal vivo come si stende e si fa lo strappo. Manco ve lo sto a dire dove ho provato io. Se sbagliate lo strappo si formano degli ematomi, ma sono meno problematici dei peli incarniti.
- Prima di crearla in casa partendo da zucchero acqua e succo di limone, compratene un barattolo già fatta, almeno avrete l'idea di come deve essere.
- quando ci provate prima lavatevi poi dopo esservi asciugate passate del borotalco sulla zona da depilare: se siete sudate lo zucchero non fa la presa giusta.

domenica 22 novembre 2015

vorrei andare in vacanza

Ieri ho fatto un couscous con verdure e il solo aroma delel spezie mi ha trasportato a migliaia di km di distanza da qui, per un istante, facendomi sentire in vacanza.
Sarà il cambio di stagione, sarà il ciclo,  sarà il cambio dei ritmi con la scuola di tedesco 4 giorni alla settimana tutta la mattina, sarà che Valeria continua a comportarsi una merda dopo che i bambini "senza genitori" sono stati qui, sarà quel che sarà ma io ho voglia di andare in vacanza.
Lasciando l'attrezzatura da sub a casa.
Già perchè a me piace fare immersioni, mi stacca la testa, ma sono così stanca ora che l'idea di sobbarcarmi ANCHE l'incombenza di dovermi immergere a tutti i costi, no grazie.
Vacanza: vorrei riposarmi, non fare un beneamato cazzo, non inventarmi qualcosa perchè se no non so come riempire il tempo.

lunedì 16 novembre 2015

Vaso della felicità

La settimana la faccio cominciare da domenica mattina.

Mentre attendevo Luca di ritorno dall'aeroporto ( leggasi post precedente) mi capita di leggere del " vaso della felicità". si tratta di una specie di gioco promemoria personale senza coinvolgere chissà che: ogni giorno prima di andare a dormire si prende un foglio di carta piccolo e qualsiasi e si scrive un momento della giornata che ci ha reso felici.
Trovo l'idea geniale, e penso che se l'avessi fatto incominciare domenica il momento felice sarebbe stata la partenza degli amici.
Poi leggo oltre e l'inventrice inizia a sbrodolarsi addosso che: "si è resa conto che i momenti che la rendono felice sono i più semplici".
 Diiiiooo che carie!
 Sarò acida ma se la tua felicità dipende da un "raggio di sole" devi avere una vita talmente di merda per aggrapparti a qualsiasi cosa: per me le piccole cose della vita come un raggio di sole, una tazza di caffè o altro che sono lo stato base di felicità quotidiana!
Ma le cose cambiano: sarà che a me tutto lo scrivere smieloso mi sta alquanto sulle palle, ma il senso de " la felicità sta nelle cose semplici" lo conosco bene eccome. Perchè di fatto una passeggiata in bici tutti insieme non è qualcosa di straordinario, è una cosa semplice e bella se fatta con serenità. Passare la domenica sul divano (dopo 8 km di pedalata) non è una cosa complicata, (anche se per me straordinaria, visto che corro sempre).
Così penso proprio che lo farò il vaso della felicità, già che mi è rimasto appiccicato nel pensiero fino ad oggi.


domenica 15 novembre 2015

Deutsch als fremdsprache

Disclaimer: Questo post, come quello di venerdì e di domani li ho scritti venerdì, prima dei fatti di Parigi. Oggi, domenica 15 novembre, sinceramente non avrei voglia di raccontare di frivolezze, ma la vita va avanti e deve andare avanti cercando soluzioni, anche nel piccolo personale.

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Lunedì ho iniziato il corso di tedesco: dael 8 alle 12.15 4 giorni la settimana.
Il corso è eterogeneo, forse fin troppo: per essere in cammino verso il B1 c'è gente che fa troppa fatica a leggere l'insegnante pur di portarli avanti si fa un culo a capannello, ma se non fanno personalmente nel tempo libero quello sforzo in più per migliorare non ne vengono fuori. Il risultato è che le lezioni sono più indietro di quello che dovrebbero.
Personalmente non mi lamento, perchè non avendo praticamente mai studiato tedesco, per me tutto ciò che è la grammatica mi è sconosciuta ed imparare, come è accaduto, che il verbo nella costruzione della frase viene sempre in seconda posizione ( cosa che significa talvolta spostare il soggetto dopo il verbo), mi fa solo piacere.
L'insegnante è tostissima e ci riempie di compiti: se non fosse per i 42 anni che mi ritrovo la odierei, mentre ora a quanto pare riesco a comprendere l'importanza di certe cose. Chissà se riuscirò a spiegarla bene anche alle mie figlie.
Venerdì ci ha fornito anche un elenco di 4 pagine di verbi da imparare a memoria in vista dell'esame di certificazione: non mi ricordo fosse stato così duro imparare l'inglese.
Sempre venerdì, complice forse la pioggia, sono tornata a casa un po' immogita ( non esiste ! deriva da "essere mogia"): nonostante riesca a cavarmela piuttosto bene nella conversazione spiccia, mi rendo conto che l'hoch deutsch che t'insegnano nei corsi di lingue spesso non è di così facile comprensione.
così mi sono detta che è meglio non soffermarsi sul sentirmi mogia, perchè non porta nulla di buono: fa perdere fiducia speranza capacità di comprensione e conduce alla via di quel "*** ce la faccio" che ti auto-convince per il peggio.

mi sa che mi servono solo un altro paio di penne colorate e "sterminare" tutti i quaderni quadernini e quadernotti che ho in giro a furia di scrivere e ripetere le cose che sono da imparare. Intanto so quali preposizioni vogliono l'accusativo e quali il dativo, ed è già una buona cosa.

sabato 14 novembre 2015

niente frivolezze per oggi

Per oggi era in pubblicazione un altro post, uno di quelli personali che parlano di frivolezze tutto sommato.
Poi sono successi fatti tragici di quelli che vengono riportati dai nostri giornali perchè vicini, perchè collegati, perchè.... e non me la sono più sentita di lasciare le mie frivolezze. Domani forse.

Ho letto di stolti più o meno famosi che inneggiano alla chiusura delle frontiere.

Questa è la notizia che mi sconvolge più dell'attentato terroristico di Parigi.

Sinceramente chiudere le frontiere è un po' come tirare lo sciacquone per spegnere l'incendio in cucina: non serve ad un beneamato cazzo.

Iniziamo a fare i distinguo tra persone per bene e pezzi di merda, che per entrambi non esiste una religione, una nazionalità, un colore della faccia prestabilito.
Iniziamo ad usare la testa autonomamente e non lasciandoci inebetire da una classe politica corrotta che governa la maggior parte delle testate giornalistiche, tv e radio, e che come strumento di governo usa fomentare paura ed odio pur di non dare la possibilità di pensare ad un popolo mediamente ignorante (4 libri l'anno a persona non è indice di cultura, scusate).

Se vi sentite offesi dalle mie parole, riflettete.
Se pensate che sia io la stolta, prego siete liberi di scrivere la vostra opinione. In italiano corretto, e citando fonti autorevoli. se non siete in grado di farlo riflettete.

venerdì 13 novembre 2015

sassi nelle scarpe

L'ultimo post, l'ho scritto settimana scorsa per buttare fuori una situazione che riguarda più mia figlia che me.
Ora tocca a me, con un po' di ritardo.
Una settimana fa sono venuti a trovarci cari amici dall' Italia, I primi. Certo l'avvenimenot ci ha fatto piacere, ma noi quattro siamo rimasti del tutto spiazzati.
Anche loro sono in 4, con 2 maschi con la stessa distanza delle nostre con un anno e pèoco più in meno delle nostre: in pratica loro figlio maggiore è alla materna.
dicevo siamo rimasti spiazzati, perchè di fatto, non ostante frequentarsi era piuttosto frequente non ci eravamo mai resi più di tanto conto di come fossero i loro bambini: per comodità di tutti andavamo sempre noi da loro, approfittando del giardino, così i 4 marmocchi in genere giocavano in sintonia e noi verso le 18-19 levavamo sempre le tende.
E' vero che ogni genitore cresce i figli come meglio crede, ma noi 4 ci siamo ritrovati schiavi dei capricci di due bambini che non muovono passo se la mamma non gli solleva il piede e l'unico modo per avere del tempo per sè, è ipnotizzandoli davanti alla tv.
Ora non che per le mie sia un evento raro guardare un dvd o KIKA ( corrispondente italiano dei vari canali per bambini, ma assolutamente privo di pubblicità e strutturato in modo più intelligente) ma dover mettere su un film alle 20 ed uno subito dopo per avere il tempo di chiacchierare tra adulti perchè nessuno dei 2 (quasi 5 e 2 anni) si addormenta senza la mamma o il papà nel letto...
Se a leggere questo siete rimasti basiti quanto lo siamo stati noi, capirete quanto la candida ammissione " ma a me va bene così mio figlio andrà a dormire nel suo letto quando sarà pronto" faccia pensare che abbiano sottovalutato il problema e che siano completamente servi dei figli.
Quattro anni fa la invidiavo/ammiravo perchè riusciva ad avere ancora una sua vita di cene o pranzi con gli amici a casa sua, o addirittura era riuscita a ritagliarsi 3 giorni per andare a fare un corso di guida sicura in moto, ma ora sto rivalutando la mia posizione vedendo che i sacrifici che ho fatto nei primi anni di vita delle mie figlie e l'impegno che metto per renderle indipendenti mi stanno ripagando: ho 2 bambine che al ristorante, senza giochi o matite per colorare, riescono ad intrattenere conversazione su temi a loro accessibili o fare giochini mentali senza disturbare gli altri commensali.
Vi lascio immaginare come si siano comportati gli altri due se la cameriera è dovuta venire a chiederci di fare meno rumore. Vi lascio immaginare anche il senso di vergogna infinito che è caduto su me e su Luca, mentre sui di loro genitori è continuato imperterrito il totale menefreghismo.

Vi prego non venite a dirmi che " eh le bambine sono più tranquille, i maschi sono più vivaci": tutte stronzate, è solo questione di educazione data ed attenzione fornita.
Perchè non è "Anarchia" rimpinzare di salatini tuo figlio che ha fame mentre guarda la tv, al posto di chiedermi "a che ora si mangia": è menefreghismo nei sui confronti, ed anche nei miei/nostri che mentre preparo la cena mi dici " ah non preparare anche per loro perchè tanto non mangiano".

In ultima analisi, per risparmiare se ti dico che "venire in macchina è meglio", credimi. Così magari anzichè prendere il volo delle 7 del mattino costringendo Luca ad alzarsi alle 5.30 per portarvi in aeroporto parti un po' dopo magari alzandosi alle 7 della domenica che per molti è inconcepibile, ma che sicuramente è più accettabile. Anzi fate prima, ci rivediamo quando i tuoi figli saranno sufficientemente indipendenti da non aver voglia di venire a trovare gente per lo più sconosciuta.

sabato 7 novembre 2015

Preoccupazioni?

Alle elementari é arrivato un bambino dall'Italia che non sa nemmeno dire "Trinken Essen e Toilette", parole che abbiamo insegnato alle nostre subito per poter andare all'asilo quando avevano 5 anni abbondanti l'una e 3 e qualcosa l'altra.

Ieri al ritiro dall'OGS (leggi doposcuola) a Luca hanno detto che Marina si è messa a piangere urlando " non sono mica sua mamma!"

io sto cercando di capire la situazione del vissuto di Marina.

Va da sè che un bambino che non spiccica nemmeno una parola d'Italiano che viene messo in classe con Marina sia alla mattina che al pomeriggio le si appiccica come una cozza, come un naufrago del Titanic ad un salvagente, ma mi chiedo: " è corretto per Marina?"

Io ho avuto modo di parlare coi genitori. Disperati come noi per la situazione lavorativa italiana, mi paiono brave persone che stringono i denti per cercare qualcosa di meglio, e li capisco: d'altronde abbiamo fatto la stessa scelta, ma.... Ma sarò una schifo di classista, ma quando sento cose tipo " eh il tedesco mo' me lo insegno", Scusate mi viene solo da dire, beh prima dovresti quanto meno imparare l'italiano.

Poi ho avuto modo di scambiare 2 parole con il bambino. Sinceramente non so se sembra intontito per "il cambio d'aria" o se lo è, ma conoscendomi per come "ti taglio giù una persona con 2 colpi di falcetto" propenderei per la seconda. Peggio è che mi sembra un po' il classico finto tonto, quello che finge di stare sulle nuvole per scantonare un problema. Episodio successo l'altro giorno nel cortile della scuola:
"Jonathan*, dov'è il tuo zaino?"
"Eh l'ho dimenticato a casa."
La sua risposta dopo averglielo visto la mattina all'ingresso della scuola per dire che lo zaino era ancora in classe"
Il dialogo è avvenuto in italiano quindi se mi dici "casa" al posto di "classe", insomma qualcosa mi pare non girare nel verso giusto.

Da quel poco che ho capito, il bambino J. le sta appiccicato e Marina che è quel troppo buona da essere Cogliona (e sì lo dico io che sono la sua mamma) non solo le fa da interprete, ma si prende la briga di fare cose che non le competono come allacciargli le scarpe.

Domani mi prenderò il tempo di mettermi lì con Marina e farmi raccontare un po' di cose. Intanto penso che un pomeriggio alla settimana Marina non andrà al doposcuola per prendersi il suo tempo, e se dovesse servire mi renderò disponibile per assistere il bimbo direttamente a scuola per un paio d'ore.



* Il nome è di fantasia: l'unica cosa di attinente con la realtà è che rispecchia quell'attitudine italiana di usare nomi anglosassoni, al posto dei corrispettivi italiani.

giovedì 5 novembre 2015

two lost souls "d(l)iving" in a fish bowl

Certo la citazione è dei Pink Floid, ma non c'entra nulla col post, però mi piaceva come titolo.

La Germania è un posto magnifico, ma di tanto in tanto qualcosa manca, come il mare caldo. Il mare c'è e non sarebbe neppure lontanissimo da Köln, ma anche in piena estate, non ci s'avvicina manco per sbaglio ai 20 °C, e la semistagna potrebbe non bastare.
Perciò che hanno fatto i tedeschi, che comunque hanno una buona popolazione subaqquia?
Si sono inventati piscine da 18 metri, e una, guarda che culo sta a mezz'ora di macchina da casa nostra.
Quindi in mancanza del mare, che è volubile come una donna capricciosa, ci si rivolge alla piscina.
Noi si va qui: Dive 4 live, Siegburg.

Le comodità di un diving center, unite alla comodità di una piscina. Poi rimane la scomodità di tornare a casa con la roba bagnata ed averla appesa in giro per casa per una settimana in attesa che asciughi per benino.

Un posto così è letteralmente una palestra con panorama, rispetto ad una qualsiasi altra piscina. E soprattutto ti dà l'idea di cosa possa voler dire "essere un pesce che vive in un acquario": per quanto l'ambiente sia arricchito, lo spazio è limitato e alla lunga noioso. Certo queste sono riflessioni che può fare un umano, non riusciamo ad entrare nei pensieri di altri umani ne di altri mammiferi che ci vivono a fianco, figuriamoci nella mente di un pesce, ma posso garantire che 40 minuti d'immersione lì, hai visto tutto o quasi.

Le foto alla prossima volta: tutte quelle che abbiamo fatto sono venute inguardabili. No no non voglio fare la modesta, ma abbiamo sbagliato qualcosa nelle impostazioni della macchina fotografica e sono talmente scure che non si vede nulla!

lunedì 2 novembre 2015

altre lezioni

Settimana scorsa c'è stato lo spettacolo della scuola di danza di Yasmin di Bonn, scuola che per problemi oggettivi, primario di parcheggio, secondario di aria pesantemente muffosa nella sala danza, non frequento più.
Sull'insegnante, sul metodo, non posso esprimermi: in 3 mesi abbiamo solo studiato le 2 coreografie per lo spettacolo, senza tecnica o che altro, però da questa esperienza ho imparato qualcosa.

Ho imparato, che se hai a che fare con una persona straniera, che può avere difficoltà di comprensione, è meglio usare poche parole semplici che tante cercando di spiegare il concetto.

Ho imparato che per migliorare bisogna mettersi molto in gioco, anche fosse una coreografia principianti che trovi fin troppo lenta, a maggior ragione se il tuo, cioè mio, difetto DA SEMPRE è quello di anticipare. Ho capito solo all'ultimo, sul palco, la musica.

Ho capito che la mia tecnica non mi è bastata per essere all'altezza della situazione.

Ho imparato che gli errori che hanno fatto altri puoi farli anche tu (cioè sempre io) in forma diversa, ma concettualmente uguali.
Ho sempre criticato quell'episodio in cui 3 su sei si presentarono con il costume uguale, che non era quello richiesto dall'insegnante, lasciando le altre 3 tra cui c'ero io, vestite in modo completamente diverso che invece avevano seguito le direttive.
Ecco ho fatto lo stesso errore. Mi era stato chiesto di mettermi un body in rete sulla mia mozzarellica panza bianca per lo spettacolo. So che per  difetto di postura ( non ci sto attenta) accentuo la panza, ed effettivamente non è bellissima da vedere: coprendola sparisce un po'. Tuttavia il mio body è molto più scuro della mia carnagione. Così ho pensato di lavorare meglio sulla postura, controllandomi meglio per non mettere un capo d'abbigliamento che si vedeva fin troppo coprire volendo dare un effetto " nudo" che non c'era. Quello che volevo l'ho ottenuto: una figura migliore di quella di partenza, ma evidentemente non era abbastanza o non era ciò che l'insegnante volesse da me, così la sera dello spettacolo convinta di potermela cavare con una mano di fondotinta sulla pelle bianchissima, e senza un body troppo scuro, mi sono presentata sul palco così.

Oggi ad una settimana di distanza mi arriva una lettera di lamentela perchè non ho messo il body come concordato. Io ho pensato e agito di testa mia senza parlarne con l'insegnante, ed ho sbagliato. Lei ha ammesso di essere troppo presa dallo spettacolo e dalla sua influenza per poter prestare attenzione a tutto. Ai fini del rapporto di fiducia insegnante-allievo, non ha importanza il fatto che comunque ero presentabilissima anche senza, ma la mancanza di comunicazione che c'è stata. Vorrei tralasciare il fatto di "aver fatto una cattiva pubblicità" a me e a lei perchè non ho messo la retina a coprire la mia pancia bianca, ma proprio non riesco. Non riesco a pensare che la mia pancia bianca sia più cattiva pubblicità, della mancanza di sorriso (sempre mia colpa e non solo mia), o delle allieve di gruppi più esperti che non sapevano stare a tempo e che avevano l'espressività di un muro di mattoni.
Mi hanno detto che non devo fare paragoni, e non voglio farne, ma se vuoi darmi la colpa di avermi/ti fatto cattiva pubblicità dimmi che avrei dovuto sorridere, che da me ti saresti aspettata questo non che il mio corpo mi/ti fa cattiva pubblicità. Io col mio corpo ci vivo bene e voglio mostrarlo così com'è perchè chi non è perfetta per la copertina di Vogue (e anche lì la perfezione la si fa con photoshop e con la denutrizione, sai che roba!) possa credere di poter star bene con se stessa anche con 2 gravidanze, anche con la pelle chiara, anche con quei 3-4 chili di troppo.

Quindi sì ho sbagliato perchè non mi sono attenuta agli accordi della rete sulla pancia, pensando che lavorando sulla postura potessi tenerla a bada e così ho fatto ed ho ottenuto, ma evidentemente questo non era sufficiente ne desiderato e non l'ho capito.


Si noti nella foto la piega cicciottosa, lo sguardo per terra, un abbozzo di sorriso (e non un sorriso vero), e l'accenno di smagliature da parto.

Scusate ho ricevuto lamentele fortissime dal body: vuole essere mostrato anche lui.


Questa foto ha un anno e mezzo di distanza da quella sopra ed avevo una panza più prorompente. Vorrei far notare il salto di colore tra la rete e il mio braccio, salto che con l'altro costume, più scoperto, sarebbe stato infinitamente evidente. 

mercoledì 28 ottobre 2015

A me il cappellaio matto mi fa una pippa!

Lo so che c'è già chi sta rabbrividendo ad aver letto "A me... mi", ma A ME MI piace usarlo sbagliando consapevolmente.

dicevo, insomma, che il cappellaio matto.... con me non ha partita.

Mi sono fatta il cappello per l'inverno.



Vero o no che al cappellaio matto non rimane altro da dire che " Chapeau,  Madame!" ?

Modello free scaricato da Lionbrand

martedì 27 ottobre 2015

E poi come per magia...

... Venerdì a poca distanza  dallo spettacolo, mentre cazzeggio come al solito (e fin troppo!!!) su FB mi appare questo.


Luca la sera prima è rientrato con un nuovo alimentatore per la video camera, dicendomi: domani scaricala e ricaricala che sabato sera almeno siamo tranquilli, ed io ho obbedito realizzando 2 video-idee che mi frullano in testa da quando c siamo trasferiti qui e che no, non sono di divulgazione pubblica, sorry.

Poi cerco le spiegazioni per un lavoro all'uncinetto che vorrei realizzare per fare un piccolo regalino alle mie compagne di coreografia, e mi salta fuori anche lo schema del ricamo di questo strofinaccio


Andato disperso tra le poste tedesche ed italiane, che desidero rifare e a cui stavo pensando proprio in questi giorni.

Le cose non capitano mai per caso, è che dovrei ricordarmelo più spesso e tenere le orecchie un po' più dritte.


lunedì 26 ottobre 2015

Advents Kalendar!

In Italia il massimo dei calendari dell'avvento che ho visto sono coi cioccolatini o con sorpresine minuscole.
L'anno scorso scoprii tardi quello della lego.
Quest'anno quelli della lego, Star Wars per la Mimi e friend per la Iaia sono già in casa.

Poi vado al DM che è una catena di supermercati dedicata ai detersivi per la cura della casa e del persona con, non ho mai capito perchè, vendita di alimenti bio e veg, insetticidi, e materiale fotografico e articoli per bebè dalla tutina all'omogeneizzato passando per ciucci e pannolini.

E scopro questi:


Gli advents kalendar per la mamma!!!!!

Quello con le palline contiene solo make up viso in colori piuttosto neutri.
Il maybelline di cui si vede solo il retro, spazia dal viso alle mani.
L'esssence solo cura mani e per quello che c'è dentor lo vedo indicato per lo più per ragazzine dai 12-14 anni.
e poi il Balea. Il Balea ha tutto per la vasca da bagno.
C'è bisogno di dire che è il mio preferito?

Per il papà che faccio? un semplice Advents Kalendar della Heineken, ma fatto con la Kölsch ( birra tipica di Colonia)?

domenica 25 ottobre 2015

Ein Orientalische Nacht.

Fatto, via.
Anche questo spettacolo è andato, con i suoi se ma forse magari, "ma porc...". Insomma tutto nella norma.
Ho visto cose che voi umani....
No, un momento: ho "sentito" cose che voi umani....

Da lungo tepo leggo di luoghi comuni sulla danza in genere sessisti e, ovivamente, esternati da un publbico maschile. lo stereotipo di questo tipo di commenti è sulla danzatrice che esegue degli shimmy e il classico idiota che pensa  "chissà a letto quella cosa combina".
Ecco sappiate che esistono 3 categorie di uomini.
Gli IDIOTI che esternano questa cosa.
I SIGNORI che guardano ma non commentano ( non ci è dato sapere se lo pensano)
e I MARITI delle danzatrici.

I mariti delle danzatrici sono quelli che lo spettacolo lo vedono come la visita dal dentista: soffrono le prove estemporanee improvvisate ai fornelli, subiscono le paturnie delle prove e mica prove e scazzi vari, si "offrono volontariamente" (leggasi: "tu vieni e dai una mano, vero?!?!!?" con quel fare perentorio a cui non si dice mai di no) per quello che c'è da fare attorno allo spettacolo, Per poi essere sollevati quando lo spettacolo finisce, la danzatrice si rilassa e tutto per un po' si fa calmo, fino all'allestimento dello spettacolo successivo.

I mariti sono anche quelli che guardano una danzatrice vibrare e pensano, ma soprattutto dicono: " ma quella ce la fa a far vibrare solo i fianchi tenendo fermo il resto? "
Il marito della danzatrice è quello che passa più tempo a fare le pulci ai gruppi e alle soliste che a pensare sciocchezze.

Ed eccolo lì il mio "Beduino della Bassa" che fa pulci e contro pulci allo spettacolo!

A parte questo....

In genere è usanza fare i complimenti a tutte, ma no non li farò a tutte, perchè non mi piace essere ipocrita: se un gruppo è definito "professionale" mi aspetto molto di più di quello che ho visto.

Quindi i complimenti, i primi e i più sentiti al gruppo principianti "Amira", con cui ho avuto l'onore di danzare! Una piccola nota: tutti i gruppi della scuola di danza di Yasmin hanno un nome tranne il gruppo intermedio e il principianti. Io ho avuto l'onore e il privilegio di danzare con questo gruppo che trasudava passione e voglia d'imparare, e non ce l'ho fatta a lasciarle "anonime". Ho regalato loro un nome, che non essendo dell'insegnante e della direttrice della scuola è un nome non-ufficiale.

I miei complimenti al gruppo "Layalina", che non è lo show-gruppe, ma per la passione e per la competenza tecnica si meriterebbero di esserlo.

I miei complimenti all'ensamble "Yeelen" ribattezzato da me " il lungo il corto e il pacioccone" sicuramente per i costumi.

I miei complimenti a Yasmin e Ayna per l'immenso lavoro che hanno tirato in piedi creando comunque nel complesso uno spettacolo ben strutturato e ben organizzato.

E ultimo ma non ultimo, lui: il Cammello!



sabato 24 ottobre 2015

Generosità

La Mimi ha un unico vero difetto: è lentissima a mangiare, tanto che anche gli insegnanti del doposcuola se ne sono lamentati, perchè oltre ad essere lenta perde tempo a chiacchierare. Ovviamente in tedesco.
Ok, 2 difetti è lenta a mangiare e perde tempo, su tutto.
E' talmente lenta che il panino alla marmellata che le ho fatto lunedì per la merenda della mattina l'ha finito mercoledì.
Giovedì l'ho mandata a scuola con 2 ventaglietti di sfoglia e 2 biscotti prince, tradizionali. Quelli al mou sono riserva segreta della mamma.
I prince li ha mangiati, i ventaglietti li ha dati ai suoi compagni di classe, perchè non le andavano.
Torna a casa, mi racconta il fatto, le dico che poteva anche riportarli a casa e mentre apro il suo fruhstuckdose ( traduci con schiscéta) trovo questo:


La spiegazione che mi dà Marina è semplicissima: " Mamma quando un mio compagno mi ha visto che non avevo più nulla per merenda, mi ha dato un pezzo del suo panino".

venerdì 23 ottobre 2015

Ha ragione Claudia.

E  probabilmente non solo lei la vede così. D'altronde anch'io è un po' che ci penso.

Ieri in relazione al post "Zagharid.de", mi ha scritto questo:

"Forse e' ora , se vuoi davvero crescere artisticamente, di non fare più paragoni. 
Io ho imparato che ogni insegnante può darti qualcosa che alla fine ti accresce.. Anche il saper riconoscerne la non validità è un accrescimento."

E questo non è un lavoro di pulizia della tecnica o un approfondimento su uno stile in cui sei carente, ma è un lavoro sulla propria vita.
Non c'è un manuale da cui imparare a farlo perciò vado con tentativi e il tentativo che farò oggi è mettere nero su bianco ciò che ho imparato di buono e di cattivo dall'insegnante che ho seguito per più tempo, Dina.

La cosa per cui più le sono grata e per cui senza non sarei qui a scrivere è l'intraprendenza di aver portato la danza medio orientale, da lei chiamata danza egiziana, in quel di Vidardo: senza questa intraprendenza e senza il sostegno economico-morale di mia mamma (economico perchè me lo pagava lei e morale perchè mi toglieva l'imbarazzo di chiedere i soldi a mio marito) io non avrei ripreso a danzare seguendo corsi.

Da lei non ho imparato la tecnica di base: quella l'avevo appresa in un altra scuola a Milano, però la prima cosa che m'insegnò bene fu il radicamento a terra, o meglio chiarire il concetto e togliere il releveè che, nel danzare da sola per tanti anni, aveva preso molta parte. la seconda fu una  pulizia generale della postura che sempre per il discorso "danzare da sola per tanti anni" s'era viziata con un atteggiamento piuttosto cifotico.
Inutile ribadire qui quanto postura e radicamento siano fondamentali in questo tipo di danza soprattutto per non crearsi dei danni, ed sono il secondo motivo di gratitudine.

Poi mi ha introdotto ai diversi stili della danza medio orientale, lo sha'abi, il saidi e relativa raq al assaya (danza col bastone) e accenni di tathib, il baladi, la melaya e la raq sharqi. Senza contare l'introduzione ai cimbali e all'uso del velo, alla conoscenza teorica delle percussioni e dello studio/impostazione di una coreografia e trucco teatrale. M'introdusse anche alla Gipsy, ma non era per me. Così ho conosciuto diversi stili che sono convinta siano ancora da esplorare, che non si siano esauriti in un tipo di abbigliamento o di modo di tenere le braccia o solo per l'epoca storica e culturale, nonchè la regione in cui si sono sviluppati.

Tutti questi argomenti sono stati presentati nell'arco di 3 - 4 anni. Tanto tempo? Poco tempo? Non lo so, sinceramente. Non ho per nulla un esperienza da insegnante per poterlo giudicare: a me pareva che ci fossero solo un sacco di cose buttate a casaccio e lasciate venire su un po' alla come viene viene, senza un'ordine, senza chiarezza. Idem per la tecnica e per le coreografie, che non variavano tutte le volte del tipo "ho pensato che questo passo ci sta meglio di quell'altro" ma la spiegazione era "ma no era così anche l'altra volta!" e nulla valeva che in 10 la ricordavamo tutte nello stesso modo ma diverso dal suo.

Da questo senso di smarrimento, nasce tutto il mio rancore e il mio astio verso questa insegnante: si badi bene insegnante, non persona: come persona non ho nulla da dire perchè non siamo mai diventate amiche e la conosco poco.

Lo smarrimento ad un certo punto mi fece dubitare (insieme ad un paio di incidenti che non voglio stare qui a ricordare) anche della veridicità di ciò che diceva. Solo in seguito facendo il corso insegnanti da Jamila Zaki, ho trovato le risposte, confermando ciò che di vero e buono della teoria mi aveva insegnato Dina e spingendomi a cercare altre fonti per confermare o smentire ciò che era rimasto in sospeso.

Cosa ho imparato da questo senso di smarrimento? Che ci vuole chiarezza.
Chiarezza che esige informazione e competenza non superficiale.
Chiarezza che può anche voler dire "non lo so, mi devo informare" e portare la risposta alla prima occasione possibile, perchè nessuno nasce imparato.
Chiarezza che esige osservazione minuziosa e anche ripetizione fino alla noia mortale se un passo ad una persona non viene in 4 anni di corso.
Chiarezza che esige una disciplina personale per non mettere in una situazione d'instabilità le allieve.

Poi c'è il discorso pratico-tecnico e qui è il mio parere contro il suo.
Chi ha ragione? Chi ha torto?
E' giusto liquidare il discorso braccia e mani con "sono naturali" e "le potete tenere così e così e così", o necessitano di esercizio costante, cure e attenzioni durante le lezioni?
E' giusto permettere alle allieve di presentarsi ad uno spettacolo con un costume diverso da quello concordato e permettere loro di esibirsi?
E' giusto usare il velo per "coprire le braccia"?
C'è davvero tutta questa enorme differenza tra danza medio orientale e danza egiziana?
Io le mie risposte le ho trovate, come ho detto prima anche attraverso il corso di formazione insegnanti ed ho trovato una tracica di via tutta per me.

Ora senza sarcasmo ne falsità posso dire una cosa: Grazie Dina, per le cose giuste che mi hai insegnato subito, e anche per le tante cose che non ritengo giuste e che per questo m'impegnerò a non fare.

giovedì 22 ottobre 2015

zagharid.de

Quando mi chiedono cosa mi manca dell'Italia la risposta è sempre quella: lo Zagharid, Jamila e tutte le meravigliose donne che ho conosciuto là.

Beh forse ho trovato un ottimo sostituto.

Ieri sera ho fatto la probestunde (lezione prova) con un maestro egiziano: Aladin El Kholi.

Mi spiace che la mail di giugno in cui chiedevo informazioni sui corsi sia andata dispersa. Comunque felice che la seconda l'abbia letta!

Quindi ieri sera ho fatto lezione con Aladin e sono la donna più felice sulla faccia della terra !!!!! Oggi invece ho quella sensazione di " schiena dritta" che avevo solo dopo essere stata sotto le mani di Jamila.

Arrivi nel zona dove c'è la sua scuola, che se non fosse per la luce e il freddo potresti essere a Sharm per i negozi e le persone che ho incontrato.
Entri in palestra e trovi un signore distinto, rilassatissimo, occhiali inforcati, qualcosa da leggere, tazza di the e shisha alla mano: è Aladin, in foto dimostra meno anni, ma non diteglielo per favore.
Ovviamente anche lo studio "sa " di Egitto: il profumo, il paravento con i tipici decori, la ciniglia sul divano, e quant'altro. La cosa più "devastante" della sala è l'orologio con la sua faccia: non sai se è auto ironico o auto celebrativo.

Aladin è una persona deliziosa e ci sa davvero fare con le allieve. Guarda tutte tutte tutte e le correzioni sono semplicissime e riesco a comprenderle nonostante il tedesco parlato tra un italiana ed un egiziano!
Non hai quasi mai bisogno di chiedere di farti rivedere qualcosa perchè lo fa già da solo.
Un ora e mezza di lezione senza aver perso un minuto perchè lui è il cowboy dello stereo: telecomando alla mano e via a fermare e far ripartire la musica senza spostarsi da dov'è e perdere tempo. Maglioncino in vita, telecomando alla mano e via a fare il riscaldamento: ci ho messo circa metà della lezione a capire che il maglioncino in vita era un modo molto maschile di segnare i fianchi.
Riscaldamento "a vasche": 4 passi camminati e passo o piccola combo, contemplando anche le braccia. Solo musica araba, dandoti l'attacco giusto in alcuni casi anche se "si lavora con la melodia, non solo contando" come ha detto durante il riscaldamento. Mi è piaciuto moltissimo. Se ripenso ai riscaldamenti a terra di Dina " perchè insomma così lavorate bene col corpo visto che non fate altra ginnastica" (che odiavo), a quelli con la musica tecno o peggio ancora latino americana partendo con saltelli ( faccio medio orientale se vuoi farmi saltellare mettimi un saidi!) o a quelli musica di base e insegnante fuori-tempo (inaccettabili) non posso che essere felice di essere capitata da Aladin!
 Ora però devo imparare le combo più complesse: perchè finchè si tratta di 4 passi e poi arabo girato sul posto ce la faccio, ma quando inizia con " passo, appoggio giro appoggio  rondejamb -o come cavolo si scrive, il francese non l'ho mai studiato !-  posa, wadda eh - ecco aggiungiamoci anche la terminologia egiziana, mai sentita fin'ora - e attaccaci qualcos'altro, beh un po' mi perdo.

E poi pronti via! mi sono ritrovata con l'impostazione di una nuova coreo senza "pause del cazzo".
Mi spiego: sabato partecipo ad uno spettacolo insieme al gruppo principianti della scuola che ho seguito fino a ieri e faccio da traino. Se fossimo cani da slitta faccio contemporaneamente da lead e swing dog. La coreografia ha delle pause dentro ignobili, a meno che non si rallentino i movimenti tanto da renderli consequenziali a rischio di andare fuori tempo. Ho fatto davvero fatica a farla mia, ma a quanto pare riesco a fare qualcosa di guardabile.

Ora dopo una chiacchierata al telefono, senza video per dimostrare che proprio proprio una principiante non sono, sono stata inserita nel suo gruppo gute mittelstufe che tradotto è "buon livello intermedio" e già solo per questo gliene sono grata e felicissima. Nella scuola precedente di Bonn, ero nel gruppo principianti perchè  con uno spettacolo a meno di 3 mesi di distanza c'erano troppe cose da spiegare per le coreografie del gruppo "gute mittelstufe", così ho accettato il principianti per consapevolezza del mio tedesco buono per andare a fare la spesa, parlare con le insegnanti, andare all'agenzia delle entrate e richiedere una partita iva, ma per capire le spiegazioni di danza no. Cioè sono io che ci ho messo due mesi a capire che "drehung" vuol dire girare. Pur accettando il gruppo principianti per questioni linguistiche,  l'essere stata inserita nel gruppo principianti, da un punto di vista tecnico è un po' noioso. Queste "ragazze"  sono sì tostissime che ci mettono parecchio impegno ed è stato un onore lavorare con loro per la passione e la determinazione, ma da agosto ad oggi abbiamo fatto solo ed esclusivamente le coreografie, e un ritaglio di " tecnica" non si è visto, nemmeno per dire "guardiamo un attimo nel dettaglio questa cosa". Poi per carità, magari sono cose che ha già spiegato precedentemente, però se devi arrivare ad una settimana dallo spettacolo a far vedere come fare il "sonnenrad" col velo ( giuro in italiano non so come si chiami nonostante l'abbia fatto, ma chi me l'ha fatto fare s'inventava nomi tutti suoi spacciandoli per terminologia di " danza egiziana" ) allora forse valeva la pena fermarcisi un po' prima. D'altro canto va da sè che tra la mia esperienza e il lenzuolone di carta preso a marzo che mi ha dato altri strumenti per vedere le lezioni sotto ottiche differenti, capisco che ogni insegnante ha il suo metodo e conosce  "i suoi polli", perciò non discuto, ma poi nello spogliatoio, le vedevo io preoccupate e mi nasceva la voglia di aiutarle e il pericolo di fare con loro lo stesso errore fatto con le monetine danzanti: dare qualcosa di non richiesto con la possibilità di ricevere solo schiaffi.

Quando ho detto a Luca che ero "gute mittelstufe" mi ha chiesto perchè non ero nel corso del martedì "showgruppe" (compresibile senza traduzione): è inutile agli occhi dell'amore io sono una Jillina per lui.

Comunque ritornando ad Aladin... Pronti via!  S'imposta una nuova coreo! Gran botta di culo ci sono fino dalla prima spiegazione. Spiega il primo pezzo, saltino accento di lato e stop e relative braccia: mi ricorda l'inizio di una delle più famose coreografie di Mammoud Reda. Poi piano piano ne attacca un altro pezzetto e via via: credo che i primi 30 secondi li abbia fatti così su 2 piedi. Anzi sarà il caso che poi fissi i ricordi su carta. Corregge tutte, se sbagli sorride, e ti fa rivedere. Poi esordisce con il fatto che al suo festival di Aprile sarà presente il suo maestro e che terrà lezione, mentre lui, Aladin, gli farà da assistente. E poi aggiunge e che se ci presentiamo così come siamo ora il suo maestro gli dirà: " io ho speso tutta la mia vita per te e tu mi mostri questo?"

Ah le allieve! Mi dimenticavo di loro: sono deliziose, un benvenuto fantastico. Poche parole tanta danza. Nello spogliatoio mi hanno chiesto come mi chiamavo e da dove venissi: una ha ipotizzato che venissi da Marocco. io? scusa ma mi ha guardata bene bene? no sai mi chiedono in genere se sono scozzese o irlandese, ma marocchina è la prima volta! Però poi sempre la stessa, scoperto che sono italiana mi accoglie con una bestemmia che gli ha insegnato credo un suo parete acquisito , e benchè io non sia credente, beh non l'ho trovato un gesto particolarmente carino.

Me felice: poche chiacchiere, tanta danza e tanta serenità ed armonia tra le danzatrici.

venerdì 9 ottobre 2015

Orgogliosa delle mie figlie

Come tutte le mamme spesso si passa dai giocattoli e vestiti dei figli e si fa un po' di repulisti.

Tuttavia un giorno mi sono fermata a chiedermi , perchè i bambini tengono tutto e non buttano niente. La risposta che mi sono data è semplice: perchè la loro vita è ancora così piena di pagine bianche da scrivere e la loro voglia di scriverle è così tanta che tengono tutto pur di sentirsi di aver scritto qualcosa. Quindi non è giusto cancellarle o strapparle a loro insaputa, anche se a volte si fa. ci sono cose che nemmeno per loro hanno più senso o importanza anche se hanno solo 3 o 6 anni, ma io mamma, non sono nella loro testa anche se penso di conoscere le mie figlie e non posso sapere a priori e con certezza assoluta cosa è importante per loro. Di fatto questo dovremmo tenerlo presente anche epr gli adulti che ci circondano e fare la migliore cosa che si possa fare: Parlare.

Così ho preso le mie bimbe-ragazze-figlie ed ho aperto i cassetti dei peluches, giochi con cui non giocano praticamente mai, e ho fatto un discorso chiaro e semplice: "ci sono bambini nati in un altra parte del mondo che hanno lasciato la loro casa come abbiamo fatto noi, ma a differenza nostra loro sono scappati da una guerra che ha distrutto tutte le loro cose e voi ne avete molte che non usate e che potrebbero farli felici".

Il risultato è questo:


Un sacco di poco più piccolo di quello dei bidoni della spazzatura, pieno di peluches.

Poi è toccato a me.

Io ho fatto quello che non ho avuto il coraggio di fare in Italia: mettere mano a quella scatola di vestitini 0-12 mesi con la tutina termica, i maglioni fatti da mia mamma e le tutine che prima ha messo la Mimi e poi la Iaia, e sono finite in un sacchetto più o meno grosso uguale tutine, body calzini...

Non nego che fa male. Fa male come quando decidi che i tuoi capelli lunghissimi fino al sedere, sono diventati scomodi e quindi scegli un taglio drastico. Questa scelta nella mia vita l'ho fatta 3 volte e sono stata felice solo quando sono ricresciuti talmente tanto da poterli legare di nuovo.
Probabilmente aver ridotto tanto le tutine tenute da parte mi farà meno male: quelle a cui davvero tenevo perchè hanno una vera storia le ho tenute, così come tutte le coperte che sono state fatte per loro ( sia quelle di Miciapallina che delle zie ricamatrici), le altre cose regalate o comprate o i maglioni fatti a mano da mia mamma e da altre amiche, le ho date via: sono state regalate alle mie bimbe con amore da persone che so che non si tirerebbero indietro da un atto di generosità, perciò, in una chiave "spirituale" sono dell'idea che l'amore di quelle cose andrà a tenere al caldo anche un'altra bimba o bimbo.
Un paio di maglioni fatti da mia mamma li ho dati alla mia vicina che ha Yussuf di in mese, e mi ha detto perchè non li voglia tenere io. Ecco i motivi sono due. Prima di tutto, mia mamma me la tengo nel cuore, non in un maglioncino chiuso in cantina in una scatola, e di suo, di fatto a mano da lei ho tenuto il cappellino fatto per la Iaia, che era oversize per una bimba di 24 ore ( e si che le avevo fornito il modello!), e il poncho per la Mimi. E il secondo è che non voglio far fare alle mie figlie la fine che ho fatto io dopo il funerale di mia mamma: aprire scatoloni e scatoloni di miei vecchi vestiti dalla nascita ai 25 anni. Non ho bisogno di essere così feticista nei confronti delle mie figlie.

martedì 6 ottobre 2015

Nun se po' vede'

Ieri prova costume.

No no da bagno, dai! E' che sono un po' fissata sulla danza quindi la prova è dei costumo dello spettacolo.

Tutte carine, beh più o meno: il tripudio della monetina dorata che è, fino a prova contraria simbolo della danza del ventre per chi incomincia. Io modestia a parte, sto levando le monetine per cose molto meno "sonore" e più appariscenti: insomma una bordellata di perline fa il suo porchissimo effetto.

Allora tutte hanno il loro costumino rosso, secondo i loro gusti.

Una di loro giovanissima, ha questo.


E' un ricoperto e vi assicuro che nun se po' vedè!
Il lavoro non è fatto male ma non ha un motivo, le frange sono lunghissime  la fascia enorme, e cosa peggiore si vede che le sta stretto: le sta come se fosse un reggiseno anno '50!

Ha 23-24 anni sta tizia, è quella che per età è messa meglio col corpo, e vederle su sta cosa che sembra vecchio sia come concetto dei costumi di danza che come modello di reggiseno, e che per quanto copre lo vedo adatto solo ad una danzatrice compresa tra i 10 e i 18 anni, mi si stringe il cuore.

Me l'ha affidato perchè, stellina d'ora, non sa tenere in mano l'ago e le serviva mettere a posto un totale di 4 paillettes ed 8 perline, e gliel'ho fatto io, così ho potuto scattare questa foto.
Mentre tornavo a casa riflettevo che 'sto coso nun se po' vedè proprio, e così ho iniziato a rimuginare, e il mio rimuginio ha prodotto tra ieri sera ed oggi pomeriggio questo.


Non è un lavoro particolarmente complesso: ho rivestito un reggiseno che avevo lì e che mi andava piccolo di coppa (culo vuole che sia la sua) con una stoffa paillettata ben nota nell'ambiente ( non so quanti articoli da danza no visto con questa stoffa) qualche paillettes dorate tenute insieme con perline a ponte, un campanellino nel mezzo ( mi serviva qualcosa) e pochi pendagli e corti.

Ne ha visto una foto e l'è piaciuto!

Volevo mettere un po' più d'oro, ma le va bene così. magari metto qualche paillettes rossa sulle spalline giusto per dare luce. Ora spero solo che il giro torace vada bene, ma sicuramente sarà più comodo e più femminile di quello che ho messo a posto.

Se poi non lo vuole, pazienza io mi sono divertita e lo arricchirò in oro.


martedì 29 settembre 2015

Il valore di una doccia calda

Giovedì è stato qui nel palazzo dove abito il tecnico delle caldaie per verificare che l'impianto di riscaldamento fosse a posto.
Da giovedì abbiamo problemi con l'acqua calda (condominiale, come il riscaldamento) che da venerdì è definitivamente sparita, e oggi che è martedì non si sa quando torni.
Sorvolo sulla figura dell'Hausmeister che un paio di calci in culo per il modo in cui ha affrontato il problema se li meriterebbe eccome.

Sto scaldando "sul fuoco" un po' d'acqua.

Non è la prima volta che mi capita. Ho già vissuto in condizioni "senza acqua calda e senza riscaldamento" e non mi sono mai messa a rognare perchè si sopravvive, anche coi capelli parecchio lunghi come i miei. Però sta volta quello che per me è un diversivo, anche divertente, dalla doccia tradizionale dall'acqua calda quanto la voglio io infinita quanto mi pare, ci aggiungo una "coda".
Stiamo vivendo in modo più "presente" di quanto non sia stato negli anni passati un onda migratoria di profughi per lo più siriani, gente che si è portata dietro il minimo indispensabile in un marsupio o in un borsello per scappare più velocemente dalla morte.
così penso a quanto sia il valore di un tegame pieno di acqua bollente da mettere in un recipiente più grande e poter allungare fino ad avere semplicemente acqua calda.
Una cosa così semplice se hai un rubinetto collegato ad una caldaia elettrica o a gas.
Una cosa un po' più laboriosa se la devi scaldare con un bollitore elettrico o da fornello, magari più complicata se si tratta di un fornello microscopico da campeggio.
Una cosa che prevede comunque tre requisiti fondamentali: l'acqua, una fonte di calore e una "casa" per poter fare tutto questo.


venerdì 25 settembre 2015

ruoli e posizioni

Mi spiace lo so ultimamente sono un po' monotematica e parlo solo di danza, ma così è.

Sto frequentando un'insegnante a Bonn: per motivi organizzativi suoi ( a fine ottobre c'è uno spettacolo) e linguistici miei sono stata messa nel corso principianti che non so quand'è partito ma sta preparando non una ma ben 2 coreografie, ma di questo ormai ne ho scirtto a sufficienza direi.

Lunedì sera nello spogliatoio, senza un gran bisogno di parole, leggevo sulla faccia di tutte panico e sgomento: sono preoccupate di non farcela ed è più che normale. Si stavano organizzando per trovarsi sabato a casa di una per fare qualche prova extra (credo senza l'insegnante) ed hanno invitato anche me. Modestamente pensando, perchè faccio parte del gruppo e realizzando delle "figure" sul palco servirei pure io; superbiamente pensando, perchè ballo meglio e mi ricordo le cose.

Io non ci andrò.

Il motivo è reale e concreto: domenica ho la festa di compleanno della mimi e avrei da pensare ad un po' di cose.

Però c'è un altro motivo per cui non credo che andrò a prove extra senza l'insegnante.
Io ne so più di loro.
Non prendetemi per superba, perchè non è questo il motivo. Io ne so più di loro, ma non per questo mi ritengo migliore o superiore: parafrasando una frase da subacquei, ho semplicemente più esperienza. Per questo sono più serena, per questo, e per quello che ho visto in questo mese abbondante di corso, anche fiduciosa nell'insegnante, e per questo, unito al fatto che ho uno spirito materno e una lingua lunga potrei esagerare cercando di incoraggiare e dare fiducia alle mie nuove compagne, ma non è il mio compito perchè non sono io la loro insegnante e non mi sento un membro del gruppo, sia perchè danzo con loro da un paio di mesi sia perchè aspiro ad andare a studiare in un gruppo tecnicamente più avanzato appena sarà possibile, e non ultimo perchè sono un insegnante, e anche se non ho ancora avuto un corso mio, sono stata " promossa" ad un ruolo che a maggior ragione mi richiede di "stare al mio posto" e non immischiarmi con il lavoro di una collega.

Questa è la mia posizione, ed è una posizione difficile, perchè se da una parte ( quella delle danzatrici più esperte) è comprensibilissima, da chi danza da poco e non sa effettivamente chi sono potrebbe essere vista come una posizione snob.

Credo che l'unica via d'uscita per non fare la figura della snob con le compagne evitando sempre di partecipare ai ripassi extra è parlare apertamente con l'insegnante, spiegarle il mio dubbio ed eventualmente concordare se posso aiutare in qualche modo. 

giovedì 24 settembre 2015

Tieni stretta la scimmia!

A volte ci vuole un niente, un sorriso della nuova insegnate che segui per sentirti talmente tanto meglio che....

.... che studi una musica, la sezioni, e poi in 48 ore hai già definito nei dettagli i primi 30 secondi.

Il giorno dopo senti un altra musica, o meglio ti ricapita sotto le orecchie un altra musica, e dici "umh... questa è buona per un pezzo con la spada", e senti un sentimento puro che dà il carattere di quello che vuoi fare, un sentimento diverso da quello che vuoi fare coi fan veil.

E allora che fai lo tieni stretto, non lo perdi di vista, e magicamente tutti quei pezzi che volevi danzare assumono un nome un colore una caratteristica a cui devi dare forma, perchè sai che è l'unico modo per venirne fuori.

Posso lasciar andare la scimmia di farmi tatuare Yggdrasill su tutta la schiena in inchiostro bianco, ma queste scimmie, velo, fan veil, spada, tabla, e chiamiamolo "tribal" ma non sono sicura sia esattamente questo il nome giusto, no non scappano. Ora siete mie.

domenica 20 settembre 2015

redivivo!

Quando l'ho preso era così.



E la coppa dentro era distrutta.


Non sono sicura però le foto rendano com'era il problema.

Poi ho trovato questo:


Preso con ben altre intenzioni, è finito per essere la base su cui ho montato le coppe di derelict, che tolto la parte rigida sbriciolata si sono " allargate" con questo effetto


Ed ora finito ecco come risultano cintura e bra!
Versione coreo shakira (cintura e Bra mercatino usato Zagharid tutto il resto di Aysha e le figlie di Ra)


versione coreo apollo (gonna di mia mamma) con....




...il velo della magggica Roma (peccato che "sarei" di ben altra parrocchia) preso dalla nuova insegnante.

Sper di potervi far vedere i video delel coreo :) quella del velo merita davvero molto.

martedì 8 settembre 2015

Storie di spumanti brut e di sedie rosse

C'è chi festeggia l'anniversario di matrimonio, noi no.
Noi festeggiamo il primo "ti amo" quello che è stato il primo di una lunga serie costellata anche di un sacco di vaffanculo che hanno preceduto la mia risata isterica davanti ad un sindaco parecchi anni dopo.
Festeggiamo quel "ti amo" detto seduto al contrario su una sedia rossa in una casa di nessuno, con una bottiglia di Berlucchi (troppo brut per me che ho sempre amato i moscati, ma tesoro non potevi ancora saperlo) che attendeva il momento giusto per essere bevuta, e non mi ricordo se fu quella sera o un'altra.
Festeggiamo quel "ti amo" temerario che sfidava a 24 anni 1200 km di distanza, barriere culturali che non immaginavo, e tutt'una vita che ci aspettavamo fosse per sempre. Beh 18 anni oggi non sono un "per sempre" però è un bel po' di tempo.

Sta sera usciremo a cena: spero di trovare la voglia e le forze di farmi bella, sia per me che per te.

Ti amo, anche se non te lo dico spesso.