lunedì 29 maggio 2017

15 minuti

Per chi non sa nuotare,15 minuti di galleggiamento dove non si tocca e senza salvagente, sono inconcepibili. Per chi vuole diventare divemaster 15 minuti sa che sono 13 minuti di galleggiamento + 2 minuti di galleggiamento con le mani fuori dall'acqua: uno dei tre esercizi di acquaticità necessari per potersi brevettare. Ed è pure l'esercizio più semplice in cui ottenere 5 punti! Gli altri sono 400 metri senza sosta e senza ausili per il nuoto, e 800 metri con maschera pinne e snorkel senza usare le braccia e senza sosta. Sinceramente non so quale sia il peggiore dei due. Sul nuoto ho parecchio da lavorare: ieri ho fatto a malapena 200 metri in 10 minuti con tante di quelle soste che non saprei dire se ho fatto più metri o soste.
Poi sono passata all'esercizio di galleggiamento 15 minuti divisi in 13 minuti normali e gli ultimi due minuti con le mani fuori dall'acqua. Non devono essere sollevate per aria, ma appena fuori. Il problema è quando vuoi vedere l'orologio e sollevando la mano vai giù. Ecco quello non è divertente, ma sicuramente è fastidioso. Sinceramente non so quale sia lo scopo di questo esercizio: credo sia valutare il grado di tranquillità e benessere della persona in acqua. Se sei rilassato 15 minuti passano velocemente; se hai ansia e paura di andare giù, insomma lo sforzo si vede. Per me indubbiamente, che sono una persona che non sa aspettare, è un grandissimo esercizio di concentrazione e di rilassamento sia del corpo che della mente: devi rilassarti, altrimenti ti senti sprofondare anche se non è vero. I primi 1-2 minuti passano velocemente: si ha una sensazione di benessere. Poi inizia a intervenire l'ansia del "ma quanto ci vuole?" e inizia a farsi difficile. A quel punto inizia un po' di lavoro mentale a pensare che se stavi bene prima, puoi stare bene anche adesso; a pensare che d'altronde in acqua ci sei stato per i primi 9 mesi della tua vita e quello è il tuo elemento. Comunque ieri i 15 minuti li ho fatti: ora rimangono come esercizi i 400 metri nuoto semplice qualsiasi combinazione di stili,  e 800 con pinne maschera e boccaglio. Il primo traguardo è farli senza interruzione. 

Suggerimenti?

domenica 14 maggio 2017

di tutto un po'st

Queste sono le mie Tazze:


e parlano dei miei 2 hobbies, quelli che se potessi ci camperei: la subacquea a la danza orientale.
Tra la fine della vacanza in Egitto e il ritorno a casa, ho preso delle decisioni che li riguardano entrambi e sono riassumibili in 2 migliorare e progredire in entrambi. Mi fanno stare bene, sono motivazioni forti anche per ottenere altri traguardi, uno tra i tanti la perdita di peso in eccesso ( a proposito ho perso quasi 5 kg nonostante davanti al mio percorso si sono parati pizze, tortellini, ravioli cinesi, e kebab, che hanno rallentato ma non fermato la discesa), l'altro la conclusione del nuovo diploma di lingue finalizzato al riconoscimento della mia Laurea e alla ricerca di un posto di lavoro da veterinario. Certo non disdegnerei nemmeno lavorare nel campo della subacquea o della danza sia come danzatrice che come costumista, ma non voglio fissarmi su obbiettivi nuovi e ignoti, come un lavoro in un campo che al momento è per pura passione.
Due sabati fa è stato un giorno piuttosto significativo. Alla mattina siamo andati all'inaugurazione di un negozio di subacquea, che di fatto frequentavamo già, e al pomeriggio mi sono esibita nel programma di contorno di un festival a circa 100 km da casa.
Detto così non ha alcun sapore.
Vediamo se riesco a rendere meglio la situazione. Vivete in un paese di cui non siete madrelingua, e immersi nel dolce aroma del Neoprene, vi cade l'occhio su un volantino, che parla guarda caso di quel corso PADI che pensavate di organizzare con un viaggio in Egitto, e che in quel caso avreste dovuto affrontare in inglese, che comunque non è lo stesso la vostra madrelingua, ma che vi suona più famigliare. Ecco il volantino recita DIVE MASTER PADI, il passo successivo al Rescue Diver. La data è accattivante: 20 Luglio sufficientemente dopo l'esame del B2 di tedesco, e dopo il ritorno di Luca dall'Egitto dove andrà a sostenere l'esame IDC, che è il passo successivo al dive master. l'unico dubbio? Il tedesco. Parlo con il responsabile che mi dice che non può offrirmi il servizio in italiano, ma che l'istruttore può spiegarmi eventualmente i concetti in inglese e che posso ordinare il materiale di studio nella lingua che voglio. La cosa  che mi rasserena di più è il bilinguismo. Comunque decido di prendermi un po' di tempo per pensarci e non dare subito la mia partecipazione. Ora che sono a casa ho già deciso di acquistare il manuale Open Water in tedesco per imparare la terminologia specifica. 
Al pomeriggio mi attende l'esibizione nel programma di contorno "im Zeichen des Orients" che credevo su di un palco, ed invece sarà nel Foyer, in mezzo alle persone, dove attendo coperta dal mio velo, che arrivi qualcuno per la musica ed un minimo di presentazione. Ci vado senza aver provato il pezzo, ci vado per fare esperienza, perchè dopo il contest mi è stato consigliato di prendere più confidenza col palco e quindi diventare più confidente con l'esibirmi. Porto la stessa coreografia orientale del contest e la re-invento seduta stante.



 Mi diverto un sacchissimo, mi sento una vera regina, nonostante l'inizio sia in mezzo alla gente senza avere sufficiente spazio, ma poi me lo lasciano. Il mio insegnante commenta il video dandomi delle preziose indicazioni, ed intanto penso già alla prossima occasione per danzare in pubblico, come ad esempio l'apertura dello shisha bar esattamente sotto casa mia o la festa dei pompieri.
La domenica passa tranquilla a ribaltare stoffe che verranno smistate in vari progetti tra cui un sacco di gonne che dovrò allestire per Bibì e Bibò e un paio di progetti veloci come 2 porta tovaglioli, uno per me ed uno per Luca che quelli di Marina e Valeria esistono già dai tempo della scuola materna italiana in cui venivano usati come porta bavaglie ( ma che dovrei riassemblare perchè li volevo trasformare in astucci porta penne)



Quello di Luca è stato assemblato con un ricamo ed un stoffa arrivati anni fa per uno swap a tema mare credo, se non ricordo male, da Tittiz. Il mio invece è una confezione veloce con un sacco di bottoni presi chi si ricorda più quando su un porta tovagliolo ricamabile che non ho per nulla voglia tempo di ricamare.
In pratica il mio cervello è un fermento di idee, pensieri e quant'altro tra subacquea, danza, costumi, creatività varia e corso di tedesco e la cosa mi fa sentire terribilmente bene e viva.
Lunedì, causa zip rotta sulla giacca di Valeria mi tocca andare al negozio di stoffe, dal quale ne eosco con lo chiffon per fare la gonna da abbinare a questo completo preso a Sharm


un pezzo di lycra spalmata in tinta perchè la cintura mi è corta, e un pezzo di ciniglia verde per fare un bolero da abbinare a questo costume


il cui reggiseno non solo non si chiude ma mi è dannatamente piccolo di coppa: mancano almeno 4 cm di coppa per parte.
Ovvio che non sono ancora riuscita a mettere mano a nulla, ma non dispero. Mi sento forte!
Martedì torno al negozio sub per cambiare un acquisto sbagliato, e torno a casa con: il manuale open water ed emergency first response in tedesco e l'iscrizione al corso e la prenotazione del Dive Master Crew Pack.
Ah e con l'acquisto sbagliato nuovamente sbagliato.
Facciamo che Mercoledì e giovedì passano incasinati per motivi connessi a lavandini da sturare e impegni da spostare e far coincidere, il tutto condito da " devo preparare qualcosa da danzare Venerdì sera all'apertura dello shisha bar". Penso tutto il tempo fino alle 17 di venerdì a qualcosa pieno di movimento nello spazio e di arabesque, ma poi vedo il locale e stramazzo! Non ho spazio per muovermi! Mi gioco il baladi, ma appena parte la musica capisco che a nessuno importerà vedere un baladi secondo criterio, e cerco di arrabbattare qualcosa di più orientale su una musica che non c'entra. L'esibizione non piace in primis a me, agli astanti non è importato un cazzo, tranne che ai vicini di casa, una signora iraniana che pratica anche lei danza orientale ma solo in casa perché il marito non vuole che balli in pubblico e a Luca, ma poco.
Però penso di non arrendermi. Anche se quest'esibizione non mi è piaciuta, il posto è comodo per ballare in pubblico, già che dista 20 gradini da casa, i proprietari mi sembrano più interessati al "gratis" che a una performance ben riuscita, e il gratis mi pare un buon compromesso se mi permette di ballare in pubblico una volta alla settimana. Di fatto sto già pensando a musiche che si sposano meglio con gli spazi a disposizione.
Sabato! cioè ieri, concretizzo la questione Dive Master e torno a casa con questo:


Il mio Dive Master Crew Pack! mi sento felice come Scrat con la sua Ghianda! La gioia del passo fatto è talmente grande che ho contattato tutte le persone nel mondo subacqueo a cui desideravo davvero far sapere la mia scelta. 
Non paga ho anche tagliato la stoffa per il kaftano in ciniglia che vorrei usare come copri costume prima delle esibizioni, ma non l'ho ancora cucito.
Ed oggi in una giornata di riposo, ho portato avanti il progetto di sottotitoli ita e deu per il filmati del Canale Sparkly Belly di Mao Murakami.
Si mi sento davvero bene.

sabato 6 maggio 2017

Ricordi di Famiglia

I miei primi 5 anni li ho passati con la nonna materna e la mia pro-pro-zia. In pratica due nonne, ma una era la Zizì, con la zeta morbida.
La Zizì era del 1903, conosciuta in famiglia come Zia Gina all'anagrafe si chiamava Regina, e quando era piccola, e c'era la monarchia si permise di scrivere alla Sovrana Maria Josè dicendo che si chiamava Regina proprio come lei. Questa lettera comportò l'arrivo a casa dei carabinieri, una sberla da sua mamma, e una lettera di riconoscimento da parte della Sovrana Maria Josè, di cui purtroppo non ne ho traccia.
Della Zizì ho tanti ricordi come fotografie, forse qualcuno di più di quelli di mia nonna, che all'epoca lavorava, ed io ero in laboratorio con loro tra macchine da cucire e stoffe sportive (mia nonna ha fatto le maglie di parecchie squadre di calcio di serie A negli anni 60 e 70). Per me era una donna alta e magra, con gli occhiali i capelli corti e ricci, ma ricci da bigodino. Tutte le sere andava a letto con una tazza di acqua per la notte ed io glie ne prendevo sempre un sorso. Fumava le nazionali senza filtro ed aveva 2 posaceneri: una conchiglia ed uno in bronzo con topino, che io amavo e che attualmente è a casa di mio padre. E con me aveva una pazienza infinita: potessi tornare indietro da adulta, mi darei un paio di sberle per come mi sono comportata con lei un paio di volte. La Zizì appena potè andare a lavorare venne assunta nella sartoria della Scala come Piccinina, e mia mamma ha raccontato più volte che in casa quando lei era piccola, non si poteva ascoltare l'opera lirica in radio o oin televisione senza che la Zizì non anticipasse le battute ( ma si potrà parlare di battute nel canto lirico?) .
Della Zizì mi ricordo ocmunque due cose più di ogni altra: la Saccarina, e il minestrone. La Zizì era diabetica e prendeva il caffè con la saccarina, che era in una piccola scatoletta di latta turchese: ho cercato l'immagine su google, ma non l'ho trovata. Il minestrone invece è una specie di segreto che si è portata nella tomba. Lei era la cuoca di famiglia e a quanto pare solo lei riusciva a farmi mangiare: ero una bambina capricciosa a tavola ed inappetente, ma del suo minetrone,il brodol le patate e quanche altra verdura le mangiavo volentieri.
Ieri alla ricerca di nuove ricette a base di verdure per la mia dieta ( che sì sta portando risultati) ho messo mano al libro di cucina tradizionale milanese ed ho tirato fuori la ricetta del Minestrone milanese classico, in cui ci va una marea di verdura.

foto tratta dalla mia copia di "La cucina Milanese" di Laura Rangoni, ed. Newton & Compton
Non ho potuto riprodurlo fedelmente per la mancanza di zucca, erbette ( vai a capire cosa si indica e come tradurla) zucca, rape, osso di prosciutto e lardo, ma il sapore era molto molto simile a quello del minestrone della Zizì.

E la saccarina? Ebbene, per quanto i primi tè senza zucchero sembravano essere interessanti e piacermi, nel giro di qualche giorno li ho abbandonati, per insapore. Così ieri ho ceduto: avendo scelto di eliminare quasi totalmente lo zucchero dalla mia alimentazione eccetto quello del caffè al mattino, ho azzardato 85 centesimi di saccarina da usare una tantum per il tè.

mercoledì 3 maggio 2017

Il bambino rompicoglioni 2

Il mio intento prosegue, non senza intoppi.
Ad esempio il bambino rompicoglioni è intelligente ed impara velocemente. Ha imparato che ormai è inutile frignare per chiedere il panino con la nutella, le patatine, o qualche cosa altamente appetibile. Però è intelligente e subdolo, così per due sere è riuscito ad abbindolarmi con "ma dai 2 pomodori ed una carota, che cosa vuoi che ti facciano?", perchè non ho bisogno di 2 pomodori ed una mela fuori pasto, ma ha capito quali leve usare. E' anche riuscito a farmi guardare intenet mentre mangio: il risultato è che poi mi alzo da tavola ed ho ancora fame. No, non è facile, il bambino rompicoglioni è un avversario tosto, e mi fa un po' paura perchè non mi è ben chiaro cosa possa concedergli senza averne poi uno scotto. Oggi ho letto un articolo e lo trovo interessante. Parla di un libro che spiega i meccanismi della fame nervosa dandone un piccolo assaggio, utile per dare un contorno più definito del bambino rompicoglioni. In attesa dell'appuntamenteo dal mio medico curante per parlare e definire meglio il mio intento, penso che cercherò e leggerò il libro in quesrionw, pernando sian ben scritti, perchè se c'è una cosa insoppotabile sono  i libri che girano attorno al problema senza mai arrivare al dunque.


p.s. se trovate errori di battitura scusatemi: ho cambiato pc, parla tedesco e non ho capito ancora come impostargli il dizionario italiano per il correttore automatico, perciò mi sottolinea tutto rosso e capita che perda qualche errore qui e là.



martedì 2 maggio 2017

Sogni

L'altra notte ho fatto un sogno bellissimo sulla danza. In questo sogno però mi è apparsa una persona che mi dava una brutta notizia sul suo conto.
Mi sono svegliata con un senso d'angoscia, perché non sono capace di considerare un sogno come una​ semplice rielaborazione mentale, anche a cazzo di cane, di pensieri ed avvenimenti, perciò in un caso come questo ti viene da chiederti se la persona in questione stia davvero bene. La conseguenza sarebbe informarsi appena possibile, ma non l'ho fatto. Perché? Perché nel dormiveglia ho riflettuto su quanto questa persona contasse ancora per me o no, e no nonostante le possa augurare tutto il bene di sto mondo, non ho più nulla da spartire.
Cosa c'è di importante in tutto questo? Capire quanto le proprie energie contino, e quando vale la pena spenderle per altri. Così al posto di svegliarmi angosciata per una persona di cui non ho nessuna notizia da tempo, mi sono svegliata serena per affrontare la mia vita.

lunedì 1 maggio 2017

una marea di cazzate

Poco meno di 2 anni fa il pc che uso tutt'ora e che era quello di mia mamma, iniziò a dare segni di cedimento: la tastiera in parte non funzionava più. Il problema era aggirabile tramite una tastiera esterna e così feci. Purtroppo le prese usb stanno cedendo e questo diventa sì un problema. Ho preso un nuovo pc ed ora mi sto imbattendo nella salvezza di tutto quello che ho sul disco fisso che sono...

...una marea di cazzate.

Ho raccolto files di ogni sorta con l'idea che prima o poi sarebbero tornati utili, ma non li ho più o non li ho mai guardati. Ed ora mi accingo a "salvare tutto" perchè " non ho tempo" per controllare e decidere cosa tenere e cosa buttare. Ecco, sarà effetto del libro di Francesca, o sarà quel che sarà, ma mi chiedo: quante cose ci portiamo dietro fisicamente e mentalmente, che sono del tutto inutili e che abbiamo preso con noi solo perchè in un determinato momento ci sembravano cose importanti? E' ora di liberarsene, sono inutili. Files già visti o letti che non rivedremo o rileggeremo, senza contare quelli che non sono mai stati nemmeno considerati; oggetti, e lavoro più difficile le "cose mentali" che sono quelle più brave a mascherarsi da "utili ad ogni costo".