mercoledì 21 febbraio 2018

L'altro lato

Si parla sempre di "altro lato della medaglia" per avere sempre una prospetitva bidimensionale delle cose. Spesso si può considerare una faccenda come bidimensionale, ma la vita non lo è mai. La vita è poliedrica, non c'è sempre una contrapposizione diretta bianco/nero o sì/no ma ci sono i grigi, i forse e tutte le implicazioni varie. Scoperta dell'acqua calda? Sì, ma questo è il mio blog e ci scrivo quello che mi pare.
Ieri ho scritto un post sulle preoccupazioni " da primo mondo" legate all'ultimo fine settimana di Marzo.
Però avrei altre preoccupazioni più importanti a cui pensare e a cui fosse penso troppo poco.
Da qualche tempo, sono ospite in una clinica piuttosto grossa per migliorare il tedesco medico, prendere famigliarità con il programma gestionale della clinica ( figata pazzesca altro che Pongo!) e magari imparare qualcosa che non so come le piccole chirurgie di routine, come le sterilizzazioni, e l'anestesia iniettabile (vista troppo poco in Italia).
Mi sono resaconto che rimanendo in clinica, molte cose come farle e non farle me le ricordo, ma sono consapevole di non saperne altre, e questo significa una cosa sola: impararle.
Ci vuole tempo e dedizione che talvolta non so dove andare a prendere sia l'uno che l'altro.
Non so quanto tempo potrò essere ancora ospite, spero fino alle vacanze di Pasqua e poi spero di ottenere un posto di lavoro, perchè quello è lo scopo dello essere in clinica 3 volte alla settimana contrattempi ( asilo chiuso, neve e mal di pancia) permettendo, e mi chiedo se non sono troppo lenta nell'apprendimento.
Nessuno mi è venuto a chiedere " allora, come va?" per avere un polso della mia situazione. Ma è anche vero che io parlo coi colleghi, anche se non sono le due cariche più importanti in clinica, e in quella clinica a me pare che la gente parla tra di loro e non sparla.
Non ho paura del turno di notte o del fine settimana ogni non so quanto: ho paura del criceto roborowsky, che non so nemmeno come tenerlo in mano, ho paura dell'ecografo che non so riconoscere le sonde, ne tantomeno usarlo, ho paura dell'enucleazione che mi cade addosso di punto in bianco. Ho paura di sparare le cifre che ho visto girare a cui non sono abituata: gatto in visita per caduta dal 4 piano, 300 euro come se niente fosse. Ecco ho paura di sbagliare a fare questi preventivi.
Sinceramente, non sono convinta di avere abbandonato le paure che avevo quando mi è stato proposto di andare in clinica, ma sono cambiate. Ero abituata al " sei da sola e devi fare tutto da sola, inoltre sei anche intellettualmente da sola, perchè il tuo confronto con un collega per un dubbio non è visto come segno di professionalità ma debolezza culturale".
Qui no.
Ci sono infermieri, aiutanti, paramedici, figure di riferimento come la Chefärztin o la Oberärztin, colleghi con cui parlare. Si può lavorare, e crescere professionalmente. E' un bel posto, spero proprio di avere un occasione per lavorarci.

martedì 20 febbraio 2018

23-24-25 Marzo

Sì lo so è un po' presto, ma io c'ho il tarlo che mi tarla, e allora per farlo smettere bisogna stanarlo, punto.
Allora nell'arco di questo fine settimana avrò momenti molto intesi che se gestiti bene mi daranno enormi soddisfazioni personali, tipo che ho fatto qualcosa di davvero impegnativo a cui ci tengo tanto e sono sopravvissuta al resto.

Le date coincidono con quelle dell' Oriental Festival di Bonn organizzato da Aladin il mio insegnante. delle 3 date quella che mi riguarda di più è il 24, perchè ci saranno sia il contest che lo spettacolo serale a cui, quest'anno, prendo parte. Il 23 e il 25 sono giorni di Workshop, ma questo mi riguarda marginalmente. Il 23 è anche giorno di prove generali a partire dalle 21.00 a cui farò precedere un ws per amicizia, e il 25 per me è giorno di viaggio, che significa niente workshop. 
detto così suona tutto semplice, ma se analizziamo nel dettaglio gli orari da 3 giorni si riduce tutto a 48 ore più o meno tirate.
da dove parto? dal punto di arrivo, perchè volente o nolente non posso fare nulla per cambiarlo.

Domenica 25 marzo ore 7.15 o 8.15 (io mi ricordo una cosa il sito dell'aeroporto ne dice un altra, inoltre ci sarebbe di mezzo il cambio dell'ora) Volo per Sharm. Da Düsseldorf. un ora di macchina da casa. quindi vuol dire in piedi alle 3.30 o alle 4.30 per essere in macchina alle 4 o alle 5. Certamente andare a letto vestiti o semi vestiti aiuta. Per Dormire bene bisognerebbe andare a letto alle 20?
Impossibile.
Alle 20 di sabato incomincia lo spettacolo a cui prendo parte, e di cui non ho idea del termine. So che siamo 4 gruppi, il mio, lo Show gruppe presenta 4 pezzi, di cui 2 insieme all'ensamble. L'ensamble sicuramente ne ha altri 3. Quindi 7 pezzi più quelli degli altri 2 gruppi, più eventuali assoli degli insegnanti dei workshop intercalari ed intervallo. 2 ore di spettacolo se va bene. Quindi se va bene attorno alle 22 saluti finali e il pubblico a casa. Vuol dire che Luca e le bimbe per le 23 possono mettersi a letto. 
Io no.
Dopo lo spettacolo ci sarà da mettere a posto le mie cose che avrò seminato in giro tra un cambio e l'altro. Non so nemmeno se ci sarà una cena tutti insieme, cosa che mi porterebbe a stare fuori ancora più a lungo. Comunque devo essere a casa per le 3 o le 4, perchè i costumi sudati devo quantomeno stenderli, non potendoli lavare e non lasciarli in valigia.

La giornata di Sabato però non comincerà per me sul tardi, tipo le 17 o le 18: ma prima.
dalle 10.30 alle 12 c'è un Ws a cui vorrei partecipare perchè l'insegnante è una persona davvero deliziosa oltre ad essere una brava danzatrice. questo vuol dire che devo essere in macchina alle 10. vuol dire che alle 9 devo essere in piedi. E sarebbe già buona cosa se riuscissi davvero ad alzarmi alle 9, ma ne dubito; è sabato: conoscete figli in età scolare che al sabato e alla domenica si alzano tardi?
Poi c'è il contest che inizia alle 16.30. Non sarò la prima a salire sul palco sta volta: Aladin mi ha proposto di portare un assolo di folklore, al posto dell'Oriental. Di fatto a parte avermi incasinato perchè una coreografia non ce l'ho a parte riprendere qui e là quella che ho preparato per il Marhaba, ma senza melaya, mi ha tolto l'imbarazzo id essere il " rompighiaccio" al contest. 
Questo significa che dalle 12 alle 16.30 sarei libera, però....
Ws e contest non sono nella stessa sede: ci sono 15 minuti in auto almeno.
Poi trucco, parrucco, e cambio d'abito.
Quindi conoscendomi al Brückenforum ci dovrò essere per le 15.30 almeno. Già mangiato possibilmente. Per fortuna che posso portarmi qualcosa da casa, anzi sarà da organizzare.
Se ho culo, dalle 12 alle 15 potrò ronfare sul divano che c'è nello spogliatoio di Aladin. E non mi farebbe schifo. 
Tutto questo sempre che non ci siano prove extra alla mattina pre ws in teatro.
Facendo ora il punto della situazione degli orari, penso che anche il resto della famiglia possa prendersela con calma, avrebbe anche il tempo per un pisolo pomeridiano: loro saranno impegnati nel recupero di un auto a noleggio che useremo per lo spostamento casa-aeroporto, e potranno raggiungermi con calma al teatro per le 17, che tanto il contest negli scorsi anni non è mai incominciato puntuale. Poi una volta che hanno visto me ballare, possono, clima permettendo, andare al parchetto lì vicino, cenare e tornare a teatro per le 19.45 giusto in tempo per sedersi e guardare lo spettacolo.
Il venerdì è la giornata in cui tutto deve essere pronto per domenica mattina, perchè tempo per "quella cosa dell'ultimo minuto" non ce ne sarà.
Se tutto va come deve, le nane saranno a scuola la mattina, ed avrò il tempo per controllare e completare le borse entro le 15.00 : 2 borse sub, il vestiario e tutto quanto il resto, condendo il tutto con ansia e nervosismo pre-spettacolo. Poi arriva la prima nana, da preparare per le lezioni di danza, poi si ritira la seconda nana, poi si ritira la prima nana dalle lezioni di danza per le 17.30 ed ho 2 ore prima di essere in studio per l'altro ws che vorrei fare e le prove generali.

Insomma un fine settimana impegnativo. Mi devo ricordare di mettere i tappi per le orecchie in borsa così in aereo dormo un po'.

Pensatemi, già da adesso, che oltre alle 4 coregrafie di gruppo che devono essere perfette, devo metere in piedi l'eskandarani ( e il costume) per il contest.

domenica 18 febbraio 2018

Star wars, ultimo Jedi

Attenzione contiene spoiler diretti o indiretti.

Finalmente ce l'ho fatta e l'ho visto.
Bah, mah, boh.
Continua sulle ripetizioni: il primo maestro che si scontra con l'allievo e muore, l'allievo che si sente perculato dal secondo maestro e si ribella facendolo fuori ( e stavolta non c'è pericolo che ritorni), il secondo maestro che vuole un nuovo adepto che però non ci sente. Il film in se mi pare essere perfettamente ambientabile in un liceo: il ragazzo di famiglia bene, viziato che però decide di frequentare una banda di teppisti, la ragazza cresciuta senza famiglia, arrabattandosi, che però è intelligente e ha le carte in regola per fare qualcosa di buono, il professore che nonostante veda le potenzialità di quest'ultima la osteggia, il preside che fa la ramanzina al professore, il nuovo caposcuola in conflitto col vecchio e poi alla fine si fa valere, e per concludere il panorama adolescenziale, il bimbominkia che trova l'intesa con la piccola fiammiferaia ma poi lei gli dà il 2 di picche, perché lui decide di usare il "protocollo Malaguti" cioè "a cazzo duro contro il muro". Ah c'è anche la bruttina ma intelligente che si innamora, riesce a baciare il suo amato, ma poi finisce male o quasi. Manca il ballo di fine anno per essere un perfetto film liceale.
Per arricchire il panorama depressogeno, c'è anche la ramanzina animalista sia con la liberazione Fathiers, sia con il povero Chubaka che prima s'arrostisce un paio di Porgs un incrocio tra un pinguino ed un criceto, e poi lo fanno desistere guardandolo con occhioni da gatto dagli stivali, (che però non gli riescono bene) ed infine gli colonizzano il Millennium Falcon. e questa manfrina animalista su due fronti diversi, scusate ma mi pare un po' messa per fare "moda". 
Tuttavia però il film si arricchisce di svariate scene comiche: la stessa scena coi Porg di Chubaka è comica, ma la vera protagonista comica è lei BB8, che è la degna erede per comicità ed intraprendenza di R2D2.

Mo attendo il terzo è l'ultimo che spero non riprenda la tematica adolescenziale- liceale con " al college un anno dopo".

Fa però male sapere che Leia, il generale Organa non ci potrà più essere.

giovedì 15 febbraio 2018

Arricchimento culturale e quotidianità

Ieri era san Valentino.
Scrivere un posti sull'amore e gli innamorati il 14 di febbraio è scontato, così lo scrivo il 15 e faccio la figura di quella che arriva in ritardo, ma poco mi importa: dell'amore e di altri fattori umani meno piacevoli se ne dovrebbe parlare tutti i giorni e non uno in particolare.
Settimana scorsa mi sono fermata una mezz'ora dopo la lezione di danza a Chiacchierare con Aladin,il mio insegnante, di danza, contest e coreografie. In quell'occasione ho potuto fare una "gita" (odio usare latinismi ed altri termini dal suono esotico, come "excursus" se non sono sicura del significato, sento e leggo troppo spesso parole usate a cazzo di cane solo perchè fa figo) nella lingua e cultura araba: non si usa dire "ti amo". 
La cosa detta così suona scioccante, lo so, ma è il perchè che è poetico e romantico. Quando vuoi dire ad una donna che la ami, non vai da lei e le butti 3 parole secche come io-ti-amo, e bon finita lì. Assolutamente no! se la ami significa che lei è tutto per te quindi, le dici " tu sei il mio fiore che sboccia," se il mio mattino" se il mio sole che sorge " e così via, inventandosi immagini poetiche e romantiche se se nono sei scema lo capisci. Per dire " ti amo" nel mondo arabo si creano poemi e canzoni il cui " tu sei il vento che soffia sul mio fuoco e le fiamme diventano più alte" ( citazione spannometrica del testo Eddala ala kefak) equivale alle 3 parole riassuntive che conosciamo in svariate lingue. Certo anche gli italiani sanno fare cose simili ce ne sono alcuni che sono diventati capolavori letterari, ma nel quotidiano preferiamo un sintetico " ti amo" "ti voglio bene" con tanto di "io" sotto inteso per fare prima, ad una frase più poetica ed articolata. Insomma frase spiccia pratica e "fredda", contro calore della poesia e del sentimento.
Questa particolarità lessicale e culturale mi ha aperto il cuore. Certo dico ancora io ti amo, ma mi ha anche fatto riflettere sul fatto che "io ti amo" lo diciamo anche coi gesti, tipo appaiare i calzini. Sembra sciocco? no. Appai i calzini, svuoti la lavastoviglie, prendi il krapfen a forma di cuore, o un mazzo di tulipani? Sono gesti che dicono la stessa cosa, solo che alcuni talvolta passano in sordina perchè visti come rituale della quotidianità, e non come gesti d'amore, verso la persona amata, verso se stessi verso la famiglia. Guardati da un angolo diverso, anzichè essere freddi gesti routinari, diventano caldi e colmi di significato. Declassarli come "obbligo, ringraziato solo per buona educazione" ci fa solo pretendere di avere gesti più ecclatanti per sentici amati.

lunedì 12 febbraio 2018

una professione in bilico tra i dubbi

una delle cose che odio di più della professione veterinaria è il dubbio. "E' giusta la mia diagnosi o è sbagliata" "attuo questa procedura o i rischi sono troppo alti?". Insomma sei in bilico sempre tra il giusto e lo sbaglio anche in casi semplici come " gattino mordace e proprietario idiota". Il fatto è imparare a conviverci.
Segnalamento: Manolo gatto maschio castrato 17 anni, non vaccinato da almeno 3 anni, Mangia e beve regolarmente,  sottopeso, dorme e convive con un altro gatto. Salto un sacco di informazioni per arrivare a ciò che mi preoccupa: alla palpazione addominale dorsale rilevo rumore di sciacquettio, dorsale (intestino) vescica palpabile.
Dati importanti: da circa una settimana ha cambiato la dieta, e quando mi ricordo prende integratori omega 3 e 6 e per la flora intestinale.
Soffre inoltre di epistassi traumatica.

quello che penso è che Manolo abbia un blocco uretrale non mi è dato sapere se parziale o totale: da muco, da cristalli, da infiammazione e costrizione non posso dirlo senza radiografia o ecografia. In casa posso fare solo due cose: una spremitura uretrale, che non ci provo nemmeno, o una cistocentesi, che di per sè non sarebbe un operazione complessa, ma:
- Ha 17 anni,
- se dovessi classificarlo per un anestesia sarebbe ASA 3
- I suoi tessuti sono sufficientemente elastici da poter garantire una chiusura adeguata del trauma prodotto dall'ago per la cistocentesi, o mi ritrovo con un gatto con versamento urinario in cavità addominale?

Ora la risposta più semplice è portarlo in clinica per fare gli accertamenti strumentali che mi servono ma è Rosenmontag, la città è blindata o quasi perchè è il giorno più importante (ed incasinato) del carnevale: andare in città vuol dire avere problemi ad arrivarci e a tornare a casa.

In tutto questo penso anche che come per la subacquea, nella veterinaria ciò che fa la distinzione il "buon" veterinario dal "cattivo" veterinario sia solo l'esperienza, e devo farmene una ragione così posso incamminarmi più serenamente nella strada verso il " buon" veterinario.

mercoledì 31 gennaio 2018

c'è che ne ha un pezzo solo, c'è chi fa collezione.

In 24 ore ho collezionato:
  • Quella che prima vuole comprare nuovo abbigliamento per lo spettacolo, poi di fronte ad alternative dapprima economiche ma non proposte da lei ne dell'insegnante,  e poi di fronte al altre alternative da acquistare, ma sempre non proposte da lei, decide che ha già speso troppo in costumi. Sì è quella del post di settimana scorsa.
  • Quella che parla a nome del consiglio dei genitori, di cui io sono la presidente, con gli educatori dell'asilo riguardo una questione che non ha ancora trovato soluzione lasciando intendere che fosse cosa fatta, e obbligandomi a scrivere una mail di chiarimento per tutti: educatori e consiglio dei genitori. Per dovere di cronaca spetta a me la comunicazione di idee e decisioni del consiglio dei genitori al personale scolastico. La stessa tizia ha cambiato numero di telefono senza comunicarlo a nessuno rendendo difficile reperirla: grazie al cielo ha letto la mia mail.
  • Ultima non per importanza ma per tempistica, la responsabile del personale di una clinica che sta a 50 km da qua un ora di auto se va bene, che decide che non sono più il medico che fa per loro quando le spiego che mi sono proposta per una posizione di basso profilo per via della lunga inattività e della lingua. Ma cazzo leggere lettera di accompagnamento e curriculum prima di contattarmi, no? aggiungiamoci la sua perla di saggezza: "si cerchi una clinica dove fare un po' di pratica",  a cui è seguito il mio vaffanculo: "guardi le cliniche vicino a casa mi hanno già detto che non interesso a loro, per questo ho mandato il curriculum a voi che state a 50 km da casa mia"


Non avrò grandi idioti nella mia vita che mettono a dura prova nervi e pazienza, ma riesco a collezionarne abbastanza di piccoli.

venerdì 26 gennaio 2018

Boot Duesseldorf 2018

Se come me siete un po' "Biancaneve" e credete che il Boot sia una fiera solo per la subacquea vi sbagliate di grosso. Al Boot, di Duesseldorf, alla subacquea hanno riservato un padiglione piccolo ed un pezzettino. Tutto il resto barche di ogni tipo, che ho visto di sfuggita e che sinceramente non mi interessano.
Arrivati, ho peso il mio gruppo in 4 e 4  8: 3 uomini subacquei a cazzeggiare sulle barche. Io mi sono diretta e fermata allo stand di sensibilizzazione al problema dell'inquinamento marino ed oceanico della plastica e micro plastica. Quando si pensa alla plastica inquinante si pensa alla bottiglia, al flacone dello shampoo al sacchetto di plastica, ma non si pensa ad un problema più subdolo non visibile all'occhio umano, la microplastica, che produciamo in continuazione anche non volendolo fare. Allo stand sono arrivata "preparata" all'argomento grazie al post di Claudio per Imperial Bulldog e ad altri post correlati che potrete trovare su quel blog. Non voglio stare qui a parlare del problema, ma vi invito ad informarvi: potete scegliere di cambiare qualcosa nella vostra vita oppure no, ma essere consapevoli (anche del fatto che ve la ritrovate nel sale da cucina) , per me è la cosa importante.
Comunque Boot.
Io ci sono andata per compagnia e curiosità, Luca per parlare con la Padi, Marco per cercare una muta stagna, e Cris non lo so. So che ho perso gli uomini in un battibaleno ed io mi sono goduta le cose che piacciono a me. Innanzitutto i libri. Per la verità ho trovato poco come editoria: forse ero nella sezione sbagliata, ma ho acquistato 2 libri per le nane, in tedesco, uno di invito alle immersioni l'altro di invito all'apnea basato sul " come diventare una perfetta sirena" e probabilmente quel corso andrò a farlo io: sapete che figata immergersi con il culo da pesce? Ho anche recuperato un depliant per un futuro libro di sensibilizzazione dei bambini agli squali, demonizzati da registi idioti e sconosciuti ai più: sappiate che in un anno le tanto care mucche ammazzano più persone degli squali. Perciò andare in montagna non è più "sicuro" che fare surf, nuotare, fare apnea o immersioni. Ed anche le Api ne ammazzano di più, quindi anche la scampagnata non è poi tanto più sicura. Dico questo solo per fare un po' di terrorismo naturalistico, ecco.
Saltata la sezione "macchine fotografiche subacquee" che al momento non mi importa, varco il portale tra "pezzettino di padiglione" e "padiglione tutto dedicato alla subacquea", e mi sento a casa.
Salto tutti gli stand turistici, perchè da affezionata Sharm/ocean college non vedo altre alternative, e vado diretta verso Mares e Padi. Mares ha riservato una parte del suo enorme stand (forse il più grosso) a vari diving del mediterraneo, dove guarda caso mi sono fermata a chiacchierare in.... Italiano! ecco al Boot ho passato la giornata a saltare da una lingua all'altra, tra uno stand e l'altro. Mettendo anche in croce le persone.
Miei cari che fate uno stand turistico vendendo peluches, fate in modo che il vostro personale sia informato su quali siano gli animali marini. Non gli serve una laurea in biologia marina, ma se si permettono di dire :"abbiamo tutti gli animali marini" assicuratevi che, se arriva una stronza come me e fa notare  alla povera-crista-che-è-lì, "ma non avete i coralli", la tizia in questione non cada dal pero perchè non sa che i coralli sono animali. Si tratta inoltre di uno stand per subacquei non per casalinghe annoiate: fa parte della cultura minima di base, ecco.
Però ho fatto anche figure de me', scordandomi la precisa ubicazione di Shark Bay, collocandola più a nord di quello che è in realtà, e dimenticandomi che "buona sera" si dice "Masr al kir" e per gli egiziani inizia presto.
Ho fatto delle bellissime esperienze ieri in tutti gli stand in cui mi sono fermata. Ho provato a secco un gav nuovo: forse sono un po' troppo cliente fidelizzata mares (sarebbe il quarto gav) e l'unico motivo per cui cambierei marca è il peso del gav in sè. Allo stand Padi ho incontrato una course director che potrebbe venderti qualsiasi cosa, e che con 2 parole è riuscita a catturare la mia attenzione e stima su una questione per me rimasta in sospeso. Allo stand Dan abbiamo dato il nostro contributo trovando le magliette più belle del mondo, queste:


Perfette per 2 cani salati come noi.

Un grande abbraccio ai ragazzi di Ossidabile dai quali non ho comprato nulla, ma che sono stati carinissimi e che ammetto tra tutta la gioielleria presente, quella più piccola e portabile (per i miei gusti) era quella con la migliore definizione nei dettagli.

Finiti gli stand "famigliari", abbiamo girovagato tra quelli turistici dove ho raccolto informazioni su mete alternative all'Egitto, che " non si può mai sapere". Per la verità il mio criterio di scelta è stato: " vado da quelli che sembrano più ignorati". Così ho scoperto che in Svezia ci sono punti di immersione e che organizzano finesettimana e i bambini sono bene accetti, che l'acqua non è poi tanto più fredda del mediterraneo; in Croazia il campeggio con diving organizza attività acquatiche e subacquee per i bambini; che ci si immerge anche a Maiorca, a Cipro ( stand dove il tizio ha cercato di convincermi a fare il dive master da lui), in Corsica ed anche in un paio di laghi in Austria ed in Baviera.
Per il momento sappiamo dove andare prossimamente, ma magari, se mi assumono in clinica, un finesettimana in Svezia o in Baviera per fare immersioni, potrebbe anche capitare.

mercoledì 24 gennaio 2018

Io i problemi me li creo

C'è chi al mondo i problemi ce li  ha, chi invece come me se li crea.
Ah e già che ci siamo, il lupo cambia il pelo ( o gruppo di danza) ma non il vizio.
Si ok avrei il problemino di dover ripassare il 90% di quello che ho imparato in facoltà ed imparare cose nuove come la medicina d'urgenza la terapia intensiva e l'uso dell'ecografo, ma sono dettagli(oni) che non sono presi in considerazione da questo post.
Perchè il problema, deve essere qualcosa di assolutamente stupido, facilmente risolvibile se non fosse per un piccolo punto: l'orgoglio.
Situazione: terza coreografia da portare sul palco allo spettacolo di fine marzo. Abbiamo già speso 85 euro per un vestito bellissimo, 55 per una galabeya saidi, e giustamente il nostro insegnante non ci vuole far sborsare altri soldi per un terzo costume, perciò stiamo cercando di organizzarci con quello che abbiamo , ma.....
...su 5 ballerine ci sono solo 2 cinture uguali, non ogni due c'è una cintura uguale da abbinare sopra i jeans, proprio solo due!
Così ieri sera nella disperazione/ desolazione più assoluta l'insegnante coreografo nostra guida dei passi e minacciatore di morte quando li sbagliamo, ha abdicato la sua idea del " costume tutto uguale per " ognuna cintura di colore diverso e fascia per capelli abbinata, con jeans e t-shirt bianca". Cintura con monetine.
Io ho dato via l'ultima cintura con monetine a dicembre.
Forse me ne è rimasta una tra i travestimenti delle bimbe.
Rosa confetto. Per fortuna che il colore mi piace.
Però non mi sono arresa, perchè non mi pare che nessuna fosse contenta della decisione presa.
Così mi sono venute in mente un sacco di idee, che si sono tramutate l'una nell'altra in virtù del fattore denaro: spendere il meno possibile, soprattutto confrontato con quello che abbiamo già speso per 2 costumi nuovi.
Alla fine ho elaborato qualcosa, con quello che abbiamo già anche se, in verità io non ce l'ho uguale alle altre ma leggermente diverso per una cifra, se va male di circa 10 euro a testa: un Bra verde scuro luccicosissimo. 4 su 5 hanno decori argento, il mio sarebbe dorato ma potrebbe non notarsi troppo con il coprispalle, i jeans e una cintura uguale per tutte.
Propongo l'idea: Bra, coprispalle, cintura e fascia per i capelli in ciniglia intonata. Per presentare l'idea accrocchio la cintura con un pezzo di ciniglia e un bordo in paillette dorato: sfugge il dettaglio che ho improvvisato con quello che avevo in casa, ma l'idea ad una del gruppo piace. Aladin commenta con una serie di faccine e non capisco se apprezza l'idea o no: preferirei parole chiare. Poi ecco che arriva LEI. Cambiatele nome, ma la troverete sempre: quella a cui non va bene. dapprima dice che non si può fare perchè il reggiseno non le va più bene. Poi in privato mi commenta che quel bra non ha abbastanza presenza scenica e che in verde non si può fare. Un bra da sharki non ha effetto scenico, mentre un top in ciniglia a manica lunga ( che sarebbe da comprare) o una t-shirt bianca, sì?!?!?!?!
Ora sinceramente non ho idea dei dictat dei colori per questo o quell'altro stile nell'orientale, ma a me pare tanto un andare a cercare il pelo nell'uovo giusto per rompere i coglioni. E soprattutto, si fa di necessità virtù: se non ti sta bene la nuova soluzione proponine una migliore, anche come prezzo.

domenica 21 gennaio 2018

domenica

Oggi, sicuro non devo correre, ma se mi fermo un attimo a pensare alle migliaia di cose che ho/avrei da fare potrei ugualmente innervosirmi. Però ho deciso di non pensarci, e fare un elenco a fine giornata di tutto quello che ho fatto, così non mi sembrerà di non aver fatto nulla.
La questione Clinica mi sta prendendo molto. L'ansia sta lasciando il posto ad una sana voglia di rimettersi in gioco, a dispetto delle cattiverie che mi sono state dette. Il fatto è che a me in clinica piace stare. Cara grazie che Internet è una miniera di informazioni! Nel tutto e nel contrario di tutto, si può trovare anche quello che serve davvero, e anche se non recentissimo, ma sufficiente per farsi una base di cose che non hai potuto considerare prima.
Intanto ho trovato una voce autorevole che conferma i miei sospetti sui miei gatti Matusalemme: demenza senile.
A breve andrò alla caccia di materiale ecografico veterinario, e nuove procedure chirurgiche che arrivano dal Regno Unito: sembra che i veterinari della Lillibeth se ne siano inventata una nuova per sterilizzare le gatte, più comoda dell'incisione lungo la linea Alba.
Incrocio le dita, che la clinica in cui sono stata venerdì mi richiami per andare ancora un paio di volte per l'ospitation.
Per il momento mi godo il silenzio in casa, rotto solo dai tasti del pc: anche i matusagatti si sono rasserenati con la panza piena.
E staremo a vedere come gira, perchè questo 2018 mi pare molto una tannura.

sabato 20 gennaio 2018

Oggi è sabato

Pensavo che La questione clinica fosse la maggior fonte di stress, ed infatti lo è e non so nemmeno come andrà a finire, ma come se non bastasse, oggi:

  •  abbiamo le prime prove per lo spettacolo di fine marzo,
  • Luca non c'è e per questo....
  • ....dovrei parcheggiare le bambine da una loro amica ma la mamma non mi risponde a whazzapp
  • il mio cellulare da dopo la clinica è diventato muto e nemmeno le impostazioni di fabbrica hanno salvato la situazione così oggi da sola senza capirci poi molto dovrò cercarmi un nuovo cell dopo circa 6 mesi che ho questo.
Ma veniamo alla danza.
4 coreografie.
2 delle quali insieme all'auftrittgruppe, che parliamoci chiaro, non è stato molto presente ne motivante quando si è trattato di metterle insieme. Coreografie che da un paio di mesi non ripasso/ripassiamo.
una coreografia nuova terminata martedì, in cui ho qualche passaggio oscuro.
una coreografia che ho imparato da sola perchè le altre la conoscono dall'anno scorso. Martedì l'abbiamo provata insieme e Aladin ha detto che non è presentabile sul palco, e non credo che la colpa sia solo mia: sento del disagio per questa coreografia anche da chi la conosce di già, ed allora mi chiedo: perchè quando Aladin ha chiesto loro quale coreografia di quelle imparate l'anno scorso volessero portare di nuovo sul palco hanno scelto proprio questa?
Inoltre, purtroppo per fattori che non dipendono da noi danzatrici, il festival non sta ingranando come si deve, e questo potrebbe comportare l'annullamento dello stesso. Ammetto che questa incertezza mi scazza parecchio: mi toglierei volentieri dalla testa le coreografie da ora se non si facesse, mentre darei loro una nuova giusta collocazione tra i ripassi e le nuove cose veterinarie da imparare se si facesse il festival, senza contare che mi sono iscirtta al contest e non ho ancora studiato la coreografia di Rosadela.

Domani è domenica: mi chiedo cosa mi attende. 

giovedì 18 gennaio 2018

snasamento reciproco

L'ansia da prestazione la puoi sconfiggere o ridurre solo in un modo: cercando di innalzare il livello delle prestazioni che puoi offrire, e nel mio caso significa rimettere il naso sui libri.
Così da martedì, dopo un primo colloquio in clinica che mi ha gettato in uno stato di panico non da poco ( il post di martedì è arrivato dopo numerosi scleri, bagno caldo in vasca, pizza consolatoria, e chiacchiere con vari amici) mi sono ributtata sui libri, appunti e quant'altro in preparazione di domani e delle 5 ore di snasamento reciproco.
Il più grande Grazie va alla mia amica Silvia che facendo parte anche lei della famiglia veterinaria conosce un po' la situazione, e che ha detto 2 cose importanti: una me la tengo per me, l'altra è " se quelli della clinica sono un po' intelligenti sanno da soli che un collega che è rimasto fermo per parecchio tempo ha bisogno di tempo per rimettersi in carreggiata". Questo mi offre una sorta di cuscino, su cui non appisolarmi ma per mettermi un po' più comoda per riprendere il giro. Poi magari bastano ai colleghi solo 5 ore per fare una corretta valutazione della sottoscritta: alla sottoscritta è bastato vedere 4 sale visita, sala d'aspetto un minimo separata per cani e gatti, sala ecografia, sala raggi (ah, digitali) sala pre operatoria, sala operatoria, degenza infettivi, degenza normale, sala tac, sala fisioterapia, farmacia, reception, laboratorio, per farsi venire il capogiro. Una clinica così grossa credo di averla vista solo a Pavia, quanto ero ancora studente, e la tac era appena arrivata in facoltà. Vi lascio immaginare a cosa ero rimasta come idea di " struttura veterinaria grossa". Quindi l'idea " ambulatorio così figo = veterinario di elevata professionalità" era, come dire, automatica. Domani vediamo. Potrebbe essere di tutto, ma sicuramente è un tentativo e nulla di definitivo da cui non ci siano vie di uscita.

martedì 16 gennaio 2018

"chiami domani per fissare le date"

"sa bisogna avere un tedesco fluente per poter interagire col cliente"
"sa è un lavoro molto stressante"
"ci sarebbe anche da fare un turno notturno alla settimana ed un fine settimana al mese"
"Anch'io ho dei figli e sono sempre le piccole malattie che possono mettere in crisi"
"La terapia intensiva è stressante"

Ok Cara collega, saranno anche 5 anni che non lavoro più in clinica, ma sì, conosco il nostro lavoro, o forse tu non conosci il panorama di faine pronte a sgozzarti che è la veterinaria Italiana, dove non ci sono infermiere e personale ausiliario, ma ci sono veterinari di varia esperienza da pagare tutti " un tanto al mucchio" e buttare via come carta igienica, perchè un fazzoletto di carta magari 2 volte lo usi. Ora volgiamo parlare di stress? Che ne dici di una struttura P.S. h24 che aspetta solo che tu faccia un passo falso per metterti alla gogna e bollarti come un veterinario inutile? o un altra struttura in cui l'unico scopo è fare soldi, fino ad arrivare a non pagare i colleghi che hanno curato l'animale del cliente insolvente? 

Sai cosa mi fa paura cara collega? Mi fa paura che tu mi chieda di fare chirurgia, che non ho mai fatto, ma a cui ho sempre assistito. Mi fa paura che tu mi chieda di interpretarti un ecografia in cui cara grazia se so riconoscere le zone ecogene da quelle no, e come è "fatta" la finestra ecografica.
Mi fa paura che oltre alle me mancanze, ci siano tutti quei divari tra la pratica italiana e quella tedesca, ad esempio i farmaci si acquistano in clinica non in farmacia, e questo forse è il più innocuo dei problemi. 

Mi hai proposto tre giorni di conoscenza reciproca. mi chiedo se ti ho dato sufficiente fiducia per ottenerli o se sei alla canna del gas e ti serve una collega.

Io muoio dalla paura di buttarmi in questa nebulosa, e muoio dalla voglia di buttarmici in questa nebulosa. Spero che ci sia del caffè. Poi se ci piaceremo, parleremo di tutte le altre cose, come di tutti gli impegni che ho già preso, dallo spettacolo alle vacanze, e soprattutto dei soldi che non ne abbimao ancora parlato. 

lunedì 15 gennaio 2018

Tanti pensieri ansiogeni in vario formato.

Da qualche parte lo devo pur dire.
A qualcuno, che capisca la situazione, lo devo pur dire. Qualcuno che non sia mio marito che ha le sue idee, che si tiene ben strette, e poi s'incazza se le mie idee non sono le sue e secondo lui ho sbagliato tutto. A qualcuno che non sia una amica che vedrebbe tutto rosa per il bene che mi vuole. O a qualcuno che pur di sentirsi migliore ti butta/tira giù, ma fortunatamente di queste persone non ne ho molte tra i contatti.
Stamattina ho consegnato il mio CV in una cinica a 12 km da casa, dall'altra parte del Reno: mezz'ora in macchina tagliando per la città, 35 minuti prendendo l'autostrada, un ora e 5 minuti con i mezzi pubblici e a piedi. Mi hanno richiamato 3 ore dopo essere stata lì per un colloquio personale. Non c'era scritto "pilota collaudatore di Gundam". Mi sono presentata a carte scoperte: voglio una posizione bassa tipo " medico assistente" perchè è da molto che non lavoro e non sono bravissima con il tedesco "medico". Sono 6 anni che non faccio una visita ad un cane, figurati fare un prelievo o mettere un catetere. Sto cercando di pensare che sono in Germania, in una clinica tedesca, che anche se una torsione gastrica è una torsione gastrica a prescindere dalla lingua, il protocollo è quello delle 5 A: Antibiotico, antipiretico, antidolorifico, acqua (= Sol fisiologica). In vena. Anteriore. Sempre ammesso che qui non sia prassi comune fare gastropessi preventiva, risparmiando un sacco di soldi, di magagne chirurgiche, e notti insonni, nonchè decessi. dicevo che se anche la medicina è la stessa, è il modo di farla che forse, si spera, sia diverso. Spero che la prassi sia " salvare l'animale perchè si viene comunque pagati" non "salvare l'animale in perdita" o " fare il minimo indispensabile pensando a non smenarci". Ci sono tante cose che mi angosciano all'idea di tornare in clinica: dal quello che non sapevo prima e che non saprei tutt'ora, a quello che spero di non aver dimenticato, a quello che ci si aspetta e che non mi sognerei affatto.
E poi ci sono quelle domande a cui non saprei come rispondere tipo: "quanto vorresti guadagnare?" In Italia, dove si sfornano veterinari a badilate e per banali questioni economiche colleghi con ambulatori avviati preferiscono assumere un neolaureato in nero a 400 euro al mese, anzichè un collega in regola a 1200 euro al mese 48 ore settimanali (se va bene), non chiedi quanto vuoi, accetti quello che ti offrono: 5 euro lordi l'ora. Qui in Germania un veterinario anche in una posizione bassa quanto guadagnerà? e come deve lavorare? Come lavoratore autonomo che rilascia fatture per collaborazioni, o assunto come dipendente? Si parla tanto di " Europa qui, Europa là" ma mi è sempre più chiaro che il grido : "E' l'Europa che ce lo chiede" tanto udito in Italia, sia stato soltanto un modo per contarla su alla gente, mentre qualcuno faceva quello che voleva con regolamenti che non hanno un seguito nel resto del continente politico. Inoltre è contemplato un rimborso spese di viaggio? Potrò, se assunta, andare comunque il vacanza a Pasqua o devo chiamare l'agenzia di viaggi e sperare che mi restituiscano tutto l'importo?
Ansia. Tanti pensieri ansiogeni in vario formato.

Però una cosa positiva c'è: ho un colloquio di lavoro come medico veterinario.

martedì 9 gennaio 2018

E' viva!

L'acqua di Lourdes per non credenti, cioè la soluzione di acido citrico, ha fatto il miracolo: la stirella funziona nuovamente e meglio di prima!
Dopo averla lasciata a lavorare tutta la notte, stamattina ho svuotato la caldaia, ovviamente girandola sottosopra. Il colore di ciò che è uscito ve lo lascio immaginare. Soprattutto la "densità" tipo marmellata Santarosa: a pezzettoni. Di calcare. faccio 2 sciacqui, tiro fuori qualche pezzettone e decido di provarla con un po' si acqua distillata: ci ha messo un po' a smettere di fare il flusso continuo, ma poi... Poi solo su richiesta!
Ora le faccio un altro giro di acido citrico solo per ripulirla per benino, e poi di nuovo all'opera! E se mi contatta la De' Longhi Italia, racconterò loro come ho risolto per meno di un euro il mio problema.

lunedì 8 gennaio 2018

Stirella non temere ci sono io per te!

Accade che settimana scorsa la mia Stirella inizia a dare vapore in erogazione continua. Come subacquea dovrei segnalare in un caso come questo l'erogazione continua al mio buddy e concludere l'immersione. Ma se è il ferro da stiro, che si fa? Si cerca l'assistenza.
Si tratta di una Stirella siglata Simac, il cui sito è stato abbandonato quando assorbita dalla De' Longhi, la quale, grazie al cielo risponde direttamente del prodotto. Via chat, una gentile impiegata, mi dice di rivolgermi ad un centro assistenza De' Longhi in Germania: mi aiuteranno loro. Così faccio una veloce ricerca, per trovarne uno a pochi km da casa con mia enorme gioia. Consegno loro la Stirella Giovedì, oggi mi richiamano dicendomi che loro non conoscono proprio la marca che forse potrebbero richiedere il pezzo di ricambio in Italia, ma che potrebbe costare troppo metterla a posto così mi offrono un incentivo rottamazione per comprare un nuovo ferro da loro.
Mi sono girate talmente le palle che ho fatto abbassare per movimento dell'aria il Reno di 10 cm. Mi puzza sia di " non abbiamo nemmeno voglia di provarci" che di "ti faccio credere che sia irreparable così dalla disperazione ne compri uno da me".
Seeeee: hanno proprio trovato quella giusta!
Facile la vita del riparatore/venditore di elettrodomestici: il tuo elettrodomestico ha un problema? facile: non te lo riparo ti dico che non si può ti offro un incentivo per prenderne uno nuovo.
Devo provare come veterinaria: il tuo cane ha un unghia incarnita? ti dico che devo sopprimerlo, però ti dò un buono sconto per andare a prenderti un cucciolo nuovo.
Certo il paragone oggetto contro vita non rende, ma rende il senso del non voler nemmeno provarci a capire e risolvere una situazione: se hai un paziente critico provi di tutto compresa l'acqua di Lourdes pur da sbattezzata prima id darlo per spacciato.
Quindi da veterinaria prima di dare per spacciata la mia Stirella ho fatto in sequenza le seguenti cose ( scusate la cacofonia):
  1. contattato nuovamente De' Longhi Italia "sputtanando" l'assistenza tedesca. ( diamo il lecito dubbio che non posso sapere se è stato il negoziante o l'assistenza)
  2. cercato informazioni in rete, tra cui prezzi di nuovi ferri, giusto per avere un idea.
  3. trovato valvola di rilascio del vapore per 30 euro compresa spedizione all'estero
  4. trovato su forum problema analogo che ha però colpito un pulitore a vapore e non un ferro a caldaia
  5. trovato tra i commenti a quel post come smontare pulire dal calcare e rimontare la suddetta valvola, video di un ferro e non di un vaporetto.
Quindi si passa alla fase " chirurgica": aprire ripulire e rimontare. Peccato che, mortacci loro, usano le torks e non ho possibilità di aprirle. Domani il ferramenta apre alle 9, se proprio, prenderò un paio di torks.
Intanto proviamo con l'acqua di Lourdes per non credenti conosciuta come soluzione al 15% di acido citrico. Riempito il serbatoio, dal buco di carico ha iniziato un gorgoglìo ben ritmato decisamente sintomo di reazione acido citrico versus calcare. Domani svuoto la caldaia e provo a far ripartire il ferro. Se va chiamo quelli della De' Longhi di Duisburg o Dusseldorf e mi faccio assumere perchè io i problemi li so risolvere non mi faccio spaventare da un nome sconosciuto. 
E se non va compro le torks.


sabato 6 gennaio 2018

Anno Nuovo, pelle nuova.

spiegare il come è un po' lungo, perciò la faccio veloce: ho chiesto informazioni su come "diagnosticare" che tipo di pelle ho, giacchè è un dubbio che mi attanaglia da che ero ragazzina. Come si riconosce il tipo di pelle? Io me ne sono sentita dire di ogni dal venditore di turno, perciò a 44 anni non so ancora che tipo di pelle ho. Così ho chiesto in un gruppo e mi hanno mandato il link a questo blog competente e spassoso insieme. Ho guardato i video, fatto prove e ho scoperto alcune cose interessati.
  1. farsi lo scrub col bicarbonato è fantastico! Innanzitutto risolvono il problema degli scrubs che contengono microsfere in plastica, e come tali inquinano (e non saprei individuare quali siano per evitare di acquistarli). Non sono un estremista ecologista "tutto bio, tutto ecosostenibile" ma dove posso, e sono certa che l'impatto sia inferiore, perchè no? Per dirla tutta, non sono una che usa il bicarbonato per fare tutto, ma sono contenta di aver trovato questo nuovo impiego.
  2. La mia pelle è mista: secca su zigomi e guance e grassa, ma non esageratamente, sulla zona T.
  3. comunque tende ad arrossarsi lo stesso.
Ovviamente ho seguito alcuni consigli dai video che ho trovato da Estetista cinica, e con entusiasmo ho cambiato la mia routine di detersione viso con i prodotti che avevo in casa, riducendo davvero al minimo la sensazione di "pelle che tira" e di arrossamento post detersione (alla faccia del aver sempre scelto prodotti per pelli sensibili). Così ho deciso di cedere all'innovazione, io che in genere diffido di tutte le innovazioni, prendendole come " fattori di moda" e non come evoluzioni, ed ho fatto acquisti.


Acqua Micellare per pelli miste e sensibili ( se si arrossa sarà sensibile no?) e olio di Mandorle.
L'acqua micellare è una vera e propria sfida/innovazione per me, mentre l'olio di mandorle, è una vecchia conoscenza che risale fin dai tempi della prima gravidanza. Per l'acqua micellare, mi sono fidata di quello che c'è scritto, per l'olio di mandorle ho seguito quello che mi venne detto al corso preparto, cioè di fare attenzione: c'è l'olio di mandorle "spremitura a freddo" che può essere usato anche sul seno durante l'allattamento ed è innocuo per i bebè, e tutto il resto chiamato " olio di mandorle" che contiene anche altre sostanze per lo più esaltatori di profumazione ed altro. Al DM se si chiedi "olio di mandorle" , ti presentano il preparato della Kneipp di cui potete leggere la lista degli ingredienti qui e mi pare che ci sia più del semplice olio di Mandorle. Così ho fatto di testa mia, cambiando corridoio per andare in quello pre-maman e Bebè per trovare quello che vedete in foto: Mabyen bio-babyöl che dall'etichetta degli ingredienti e da quella fornita dal sito dei "non ci trovate dentro" è più attinente dell'altro alla mia idea di "olio di mandorla spremitura a freddo".
Ora devo solo vedere quanot sarò brava a creare e mantenere una nuova abitudine.

mercoledì 3 gennaio 2018

Gruppi tedeschi su fb

Giuro io talvolta non li capisco proprio. Faccio una doverosa precisazione, altrimenti chi legge non capisce quello che scrivo e più che un circolo vizioso ne viene fuori un ottovolante. 
Parlo dei gruppi fb tedeschi di " vendo / regalo". Certo è facile regalare qualcosa in buono/ ottimo/ perfetto stato se costa nuova, un occhio della testa. Mentre sembra complicato se l'oggetto in questione, costa meno di 50 euro nuovo. 
Poi trovi anche annunci in cui, chi li pubblica, ha il coraggio di chiedere una cifra spropositata per l'articolo, a maggior ragione se di quelli ottenuti omaggio, come i bicchieri Coca Cola del MC Donalds. 
Apprezzo anche chi ha l'ardire di chiedere in regalo console per videogiochi.
Giuro, non li capisco proprio. Io mi trovavo così bene coi gruppi " te lo regalo se vieni a prenderlo" italiani.

lunedì 1 gennaio 2018

Buon Anno!

No no niente elenco dei buoni propositi, ne tanto meno lamentele: e questo è già un buon inizio.
Ho avuto un buon Primo giorno dell'anno, svaccata per lo più sul divano, con una mezz'ora all'aria aperta per far pattinare le figlie. un primo dell'anno alla "come viene, viene", che sto concludendo in silenzio e relax cercando di ubriacarmi con una bottiglia di Jules Mumm, mortacci sua, analcolico. Auguro a tutti voi un anno così: placido. 

lunedì 25 dicembre 2017

forse non odio il Natale, ma ci si impegna però.

Le ore passano, e fortunatamente hanno migliorato il mio stato d'animo.
Abbiamo avuto un Natale senza lo sfarzo della tavolata, anzi, un pranzo della domenica di 7 portate, consumato in un tempo record per quello che sono gli standards italiani. Un ospite solo verso il quale mi sento molto in colpa per la quasi completa mancanza di conversazione, e l'uscita da casa nostra dopo appena 2 ore, tanto da sembrarmi di averlo cacciato via.
Però poi ci siamo sbragati sul divano in 4 a vedere l'ultimo film di Pirati dei Caraibi, che non sarà un tipico film di Natale, ma chissenefrega. A seguire le bimbe hanno guardato la carica dei 101 gentilmente offerto da Babbo Natale, mentre io mi sono dedicata a paillettame e perlinamenti vari sul mio costume, corredandolo di ansia da prestazione: "sarà decente?" Luca si dedicava alla fase " aprire l'ultima scatola di lego del nuovo Millennium Falcon".

Alla fine dei conti, nulla che sembri un Natale, a parte l'apertura dei pacchetti, ma dopo la tristezza e lo sconforto mattutini, dopo lo sbrago sul divano, tutto mi è sembrato "insolito per un Natale" ma bello. E poi ci sono loro: le mie figlie che con poco mi hanno fatto sorridere.

E ho realizzato che non potrò magari avere il Natale da cartolina, ma che posso fare molto per avere un Natale più mio, più bello, più.... insomma un Natale più e basta, senza guardare troppo a ricordi magari distorti del passato.

L'anno prossimo intanto darò più indizi per i regali che mi piacerebbe ricevere. Intanto si potrebbe recuperare, offrendomi un fine settimana di Ausbildung da Aladin.

Io odio il Natale?

Il Natale è un periodo che per me ha poco di magico. O per lo meno ha perso il suo fascino magico, e non so come dove o quando.
Mentre penso al pranzo di Natale ai regali da fare e a tutto il resto, rimango sempre con quell'amaro in bocca pensando a chi il Natale lo passa la freddo, chi non ha nemmeno un biglietto di buon Natale, penso che anche se facessi un buon Gesto per Natale, poi mi direi: " e gli altri 364 giorni?". Come ha scritto Ada, probabilmente sono una disfattista del tipo " Maria Teresa di Calcutta": assalita da complessi di colpa verso chi non ha niente quando io ho molto. Poi arriva il momento del molto, e mi incazzo per essere quella che: "riceve il cavatappi, un oggetto fine delicato, scusa se non ho avuto nemmeno il tempo per incartartelo", e dover dire col sorriso: " grazie mi serviva proprio!" Oppure sceglierselo da sola, che si fa un secolo prima, è quello che vuoi, ma il prezzo da pagare è che non avrai sorprese.
Insomma sono proprio Grinch dentro. Anche se il Grinch in realtà era stato ferito da persone cattive e per questo era imbestialito.
Penso che la tavolata coi sorrisi non la ricordo da... non so quando. Mi ricordo mia madre e mia zia imbronciate per tutto il lavoro che è preparare il Natale. Penso a quando per "fare il Natale rilassato" si è iniziato a farlo: "ognuno a casa sua perchè i nonni sono morti" e il Natale diventava di poco più diverso di un pranzo della domenica.
Perchè il Natale che tutti dipingono come un momento di gioia, per me è un momento per tirare fuori una salva di ricordi e pensieri tristi?
Forse mi aspetto troppo da questa festa?
Si dice: "Natale con i tuoi." I miei sono tutti qui negli stessi mq in cui vivo io. Con il trasferimento qui in Germania pensavo si sarebbe potuta inaugurare una nuova tradizione trovandosi qui coi nonni, tutti insieme, ma questo non è possibile. L'abbiamo fatto il primo anno, ed è stato un disastro. Così ogni anno il "peso della liberazione" di non invitare nessun nonno. Sono la prima a dire che è brutto, ma davvero mia suocera ha la capacità di ammorbare l'aria, e sinceramente stare a tavola a Natale con qualcuno che mi ha insultata senza troppi problemi e mi accusa di volerle fare male apposta, non mi va proprio: anzi al solo pensiero mi viene da vomitare. Avrei più piacere ad avere qua mio papà, che sì è diventato il classico vecchio rompicoglioni che si ripete, ma di fatto a parte chiedermi un extra di attenzioni perchè è il terzo o quarto bambino che devo seguire, almeno non ti fa stare sul chi vive desiderando che tutto finisca al più presto possibile e senza incidenti.
Io auguro a tutti voi di cuore il Natale che volete, non quello che meritate, perchè potrebbe essere troppo o troppo poco, ma quello che volete non deluderà le vostre aspettative.
Io dal canto mio cercherò di farmi una ragione come tutti gli anni, e poi alla fine tra un paio di ore probabilmente spunterà un sorriso.

giovedì 30 novembre 2017

Marhaba, un festival che lascia il segno.

Oggi è giovedì, e il festival si concluso domenica. Però questo festival è stato così ricco di esperienze, emozioni, energia e calore, che persiste ancora come certi profumi che indossi oggi è senti ancora domani e dopodomani sulla pelle e nei vestiti. E pensare che non ci volevo andare, sebbene il motivo fosse incontrare finalmente Claudia dopo anni di chat! È stato mio marito che mi ha detto:" vai e non rompere". Dopo essermi iscritta l'organizzatrice Maryem Bent Anis, mi ha chiesto l'amicizia su fb, e da lì ho iniziato ad essere travolta da un entusiasmo, che solo conoscendola di persona ho capito essere puro e genuino, per nulla di circostanza. Ho incontrato insegnanti meravigliosi che sono anche grandi artisti, e grandi artisti con poca attitudine all'insegnamento, ma soprattutto belle persone. Ho amato lo stile e l'energia di Iris Sukara e di Rosadela, la capacità di riempire il palco di Angeles Cayunao (ma non molto il suo stile didattico), il carisma di Sharon Kihara, e l'autorità espressa efficacemente e con leggerezza di Jillina. Mi porto nel cuore il calore di Alex al Eskandaran, con il quale si creata una magnifica complicità nelle sessioni di studio, e durante le esibizioni: ammetto che vederlo sorridente in prima fila al contest mi ha dato più serenità, cosa che mi ha permesso di ballere meglio, anche se, come la mio solito, mi sono scordata la coreografia ed ho improvvisato.
Di cose da dire ce ne sono un sacco.
Intanto ho imparato un sacco di cose. Scelto di farne alcune mie e scelto di capire meglio altre che non si sono potute approfondire sul momento, e scelto di lasciare perdere con altre.
Sono tornata carica, carichissima.
Ho voglia di coinvolgere le mie compagne di corso in un piccolissimo progetto. Al Marhaba ho visto tante danzatrici con maglietta o felpa di gruppo, e la trovo  una cosa bella e anche importante: secondo me è un piccolo segno che cementa i rapporti tra le persone. E noi non abbiamo una cosa simile. Anch'io avevo la mia " felpa di gruppo": Aisha e le Figlie di Ra, gruppo in cui sono stata adottata "a distanza" da Aisha (che è la mia amica Claudia) anni fa. Appartenenza sancita con il battesimo della cintura nera da danza. Ma ne voglio una con scritto: "Aladin's Show Gruppe" che parli di noi dello Show Gruppe. Dovrò parlarne con Aladin per sapere se a lui sta bene una cosa del genere. E per farla scomoderei pure Anna Carrino per farci fare un disegno personalizzato: al Marhaba è stato bellissimo incontrare altre danzatrici che indossavano t-shirt o portavano una delle sue borse, e i suoi disegni meritano di viaggiare ed essere vissuti ( si anche col sugo di pomodoro Anna!)
Vorrei anche portare Aladin a Roma, far avvicinare il festival di Bonn al Marhaba, portare qui in Germania Aisha e le figlie di Ra, Maryem e le sue ragazze, Alex e la sua Troupe (così rivedrei pure Angela), Rosadela ed Iris, Anna e i suoi magnifici disegni ( ma questo gliel'ho già detto). E tutto perchè a quasi una settimana di distanza da che ho preso l'aereo per andare a Roma ne sono ancora stra-entusiasta.
Per non parlare poi di Jillina, o meglio del suo spettacolo. Ci ho messo solo una notte di sonno a realizzare che era tratto da " le mille ed una notte", cosa che spiega il mio livello di rimbambimento da mancanza di sonno (10 ore in 2 giorni) Ma bello bello bello! Senza scenografie, solo con luci su uno sfondo neutro, la storia di Sherazade, che incanta il principe con le sue storie e si salva, notte dopo notte, dalla morte. 
Sarà difficile portare Bellydance Evolution qui, ma sarebbe un gran colpaccio. Da queste parti un po' di Danza orientale che faccia clamore serve.
Ed intanto sull'onda del Marhaba, penso a come dare il meglio per Bonn sul palco, per dare il mio contributo a fare quel clamore. 
Martedì sera dopo la lezione Aladin mi ha chiesto come era il Marhaba. Non posso essere certa, ma mi pare fosse felice del mio entusiasmo: o per lo meno mi sembrava che gli occhi gli brillassero. Quella mezz'ora di chiacchiere mi ha fatto molto piacere, e prima ancora di partire mi ha permesso, il Marhaba, di avvicinarmi al mio maestro per costruire un dialogo costruttivo, che ha faticato a partire principalmente per difficoltà linguistica.

lunedì 20 novembre 2017

Il nuovo lunedì dell'ansia (che è incominciato la domenica)

Venerdì alle 6.30 ho il volo per Roma.
Il che significa che mi sveglierò alle 4. Per prendere l'autobus alle 4.49 ed essere in aeroporto alle 5.23, un ora prima della partenza.
Ovviamente consigliano sempre 2 ore prima per check in e controlli di sicurezza, ma il check in con Ryan-air lo fai on line e oltre a risparmiare un sacco di tempo risparmi anche 50 euro di check in fatto non al bancone.
Quindi si suppone che un ora prima per i controlli di sicurezza e di documenti per un volo interno UE (od EU) dovrebbero bastare.
Bagaglio a mano ed imbarco prioritario. Non che voglia essere la prima a salire, ma quando ho scoperto che con l'imbarco prioritario ho meno problemi per il bagaglio a mano e in più posso poetare una borsa piccola extra, non ci ho pensato 2 volte a farlo.
Questo nell'ipotesi più rosea.
Poi ieri sera mio marito mi ha ricordato quell'ignobile incidente a Francoforte di meno di un mese fa, in cui, al controllo di sicurezza il mio zaino è risultato positivo alle sostanze pericolose non trasportabili, vincendo un doppio controllo alla macchinetta rileva sostanze e della polizia, che mi è valso un attesa di 20 minuti per l'arrivo degli agenti che controllassero e il panico di perdere l'aereo. Ora parto con bagaglio a mano con dentro TUTTO quello che mi può servire, trucchi compresi. Pare, stando a quello che dice mio marito, che la glicerina presente in molti preparati cosmetici inganni queste macchinette dando un falso positivo (non ho trovato fonti in merito), e potrebbe spiegare molte cose, tranne il fatto che ai controlli di sicurezza non ci siano agenti della polizia per sbrigare la pratica indagatoria, ma solo il personale aeroportuale che non è autorizzato a farlo.
Mi sale l'ansia a pensare che la mia valigia 55 x 40 x 20 con costumi, trucchi, e quant'altro venga smontata tutta per controllare che non ci sia qualcosa di pericoloso a parte il mio giramento di palle.
E amore mio bello che mi ami per quella che sono e non per te la dò, passi che alle 5.30 del venerdì mattina possa non esserci la ressa del sabato sera di vacanza scolastica, ma perdonami l'ansia mi sale lo stesso. Se poi il controllo antiesplosivo è il dazio che devo pagare per poter vedere 2 squali a Sharm, sono sicura che la prossima volta sei disposto pure a farti spogliare pur di vederne uno che non sia la Katy ( squalo femmina stanziale: vai lì e sai di trovarla).
Quindi credo che mi sveglierò alle 3.30, prenoterò un taxi per le 4, sarò in aeroporto con 2 ore di anticipo, e sicuramente passerò 1 ora e 45 minuti assonnata ad annoiarmi prima dell'imbarco.

Ma poi ci sono altre ansie. Mentre io sono via, la suocera è qui.
Non ci crederete, ma di fronte al terrore di perdere il volo (anche quello del ritorno) l'idea che la suocera sia qui mi spaventa un po' di meno. Partiamo da presupposto che Luca è capacissimo di badare alle bimbe da solo e che non avrebbe bisogno dell'aiuto della nonna, ma il fatto che sia qui gli permette di non dover chiedere permessi, prendere il giorno di ferie, o fare telelavoro venerdì e lunedì. Partiamo anche dal fatto che la suocera  si lamenta di essere inutile: sta volta la si usa un pochino come servizio recupero nipoti al venerdì. Se si lamenta di essere stata impiegata come nonna "l'invio" è dietro l'angolo. Ansia stupida direte voi, ma se non la conoscete non avete idea del grado di paranoia che riesce a creare nelle persone.
Comunque parliamo di Venerdì.
Venerdì mattina non la vedo complicata: figlia grande va a scuola da sola e figlia piccola ce la porterà la nonna al kita. Potrebbe farlo anche il papà: il kita apre alle 7, ma vuol dire farli alzare entrambi prima del dovuto. Mi preoccupa di più il venerdì pomeriggio. Ora figlia grande esce alle 15 il venerdì, perchè dalle 16 alle 16.45 ha lezione di danza. Cambiarsi, andare e tornare da lezione lo fa da sola, quindi non mi preoccupo. Figlia piccola va presa entro le 16 perchè il kita chiude prima il venerdì. Quello che mi serve è una nonna che faccia servizio apertura porta a figlia grande quando rientra, e vada a prendere figlia piccola per tempo, e che non le stressi con le sue acidità fino all'arrivo del papà. Spero per le bimbe che sia per loro un fine settimana più facile dal punto di vista emotivo rispetto all'ultima volta che la suocera è stata qui.

Poi ci metto le mie paranoie. Vedo Luca nervoso che mi risponde stizzito, per comportamento che sono sempre i soliti: al posto di un asciutto " sì" o "no" per risposta, rispondo in modo più articolato e questo lo manda in bestia. Così mi parte il film mentale che sia nervoso perchè vado via, perchè sua mamma è qui (non è una passeggiata per nessuno di noi 4) e per questo se la prenda con me. Poi ci rifletto su e non sono io che ho insistito e puntato i piedi per andare a Roma, ma me lo ha praticamente regalato lui. Quindi forse il suo nervosismo non è colpa mia, o forse non dipende solo da me.

Se risolvo queste ansie parto meglio, che poi sono là, spero di non ricevere telefonate allarmate, e dovermi preoccupare delle sciocchezze come ricordarmi le coreografie, non andare fuori tempo e non inciampare nei miei piedi.

giovedì 9 novembre 2017

Marhaba, Roma, contest Miss Bellydance 2017

scusate ma questo lo devo mettere qua, perchè non so quando avrò una seconda volta un flyer personalizzato, e solo per la partecipazione ad un contest, manco ad uno spettacolo!



Ringrazio sentitamente Maryem Bent Anis e tutto lo staff del taus Club che lavora con passione e dedizione alla preparazione del festival.

lunedì 6 novembre 2017

Ansia! ansia!

Eccomi tornata a casa che faccio in conti con l'altra passione: la danza.
La situazione è questa:
- coreografia da 7 minuti ed un toc, conclusa mentre ero in vacanza: non sembra complicato l'ultimo pezzo ma va imparato. E forse questo è il minore dei mali. oh, bella da morire, eh? Ci sono dei vantaggi a studiare col maestro egiziano.
- devo imparare tutto il baladi che è stato preparato l'anno scorso per lo spettacolo, ma al momento accantono questo pensiero, anche se ha il suo carico d'ansia.
- mancano 18 giorni alla partenza per Roma e...
non ho completato nessuna coreografia!
Questo vuol dire lavorare sodo. Soprattutto sullo scandarani che mi ci sono buttata incosciente conoscendo poco lo stile, non sapendo pressocchè gestire la melaia, forte del fatto che devi essere dannatamente civettuola.
devo trovare il modo di convertire l'ansia in energia utile.

sabato 4 novembre 2017

Cose inutili da non portarmi più in viaggio

Come tutte le volte parto organizzata con mille mila idee e finisce che le idee impacchettate per la vacanza così come arrivano ritornano a casa,quindi mi faccio un promemoria per le prossime volte.
- trucchi: a parte truccarmi in treno tra casa ed aeroporto per euforia non lo faccio per il resto della vacanza.
- smalti: stessa fine, solo che mi riprometto di farlo sotto l'ombrellone e non lo faccio.
- ricami: utili per passare il tempo in un volo tipo Ryan Air in un orario umano, completamente inutili se il night flight. Così come escono dalla valigia ci rientrano
- orologio: sto tutto il tempo col computer subacqueo che fa anche da orologio e sentenzia il mio status: cane salato vs. fighetta da spiaggia.
- sandali: a parte andare in spiaggia per cui uso le infradito, indosso sempre scarpe da ginnastica, cioè finte all stars.
- copricostume: una maglietta abbondante basta ed avanza.
- coreografie da studiare: seeeee!!!!!! Anche se 2 fogli non sono poi sto grande ingombro.

Probabilmente il peso che lascio a casa arriverà se tanto ad un chilo ma è l'ingombro mentale di avere dietro cose che non uso e che dovrò re- impacchettare che ne faccio volentieri a meno.

venerdì 3 novembre 2017

101

101 è il numero delle immersioni firmare a fine vacanza sul mio log book. Sembrano tante vero? Ebbene a me talvolta pare di essere ancora una open water che non sa stare in acqua: di tanto in tanto faccio ancora lo yo-yo. Però è anche vero che qualche esperienza l'ho fatta. In queste due settimane poi anche più di prima, soprattutto perché ho avuto buddy diversi, è quello da tanto: metti in gioco tutto quello che sai e sai fare, oltre ad allenare pazienza e tolleranza.
Oggi ho guardato il mio log book fatto da me al 90% (perché la carta delle pagine
Non la auto produco ne tanto meno il quaderno vado anelli di base, ma la copertina l'ho fatta io e le pagine me le stampo) pensando di togliere qualche immersione ( 1 foglio =1 immersione), prima che scoppi ma tra le prime 50 pagine, non ne toglierei nemmeno una. Tutte hanno qualcosa d'importante, come andare alla secca sorriso e non vedere il cinese, che è una serie di solchi in una roccia che sembra l faccia di in cinese.
Credo che dovrò trovare un quaderno semplicemente più grosso.

mercoledì 1 novembre 2017

Lettera a Thomas Canyon

Caro Thomas,

Oggi sono andata al tuo reef. Credevo fosse una fantasia la storia del canyon,ma poi l'ho visto, da 14 metri ed è emozionante. Scusa se ho dubitato.
Beh anche tutto il reef é fantastico.
Oggi in barca c'era un Saudita, che ha parlato del famoso ponte. Un Olandese gli ha chiesto come contano di mettere i pilastri,visto che è piuttosto profondo. Gli ho detto che per fare il ponte possiamo dire addio a Jackson reef, e loro hanno riso. Non mi sono fatta ridere poi tanto in faccia: alla mia domanda è secondo voi dove li dovrebbero mettere, l'Olandese ha realizzato che forse non scherzavo affatto ed ha trovato la questione folle. Che il pilone lo mettano davvero Sui reef o no la costruzione del ponte, anche  un non addetti ai lavori, come me, capirebbe che il solo movimento dei macchinari distruggerebbe i quattro reef. Inchallah, non si farà.
Saluti a mr. Thistlegorm.

Babysitting dives

Ieri in barca é arrivato uno, fresco di brevetto, che ha prenotato 4 giorni dalla barca.
Ed è il mio nuovo buddy.
Voi non cu crederete ma io sono felice di averlo come buddy.  Ci sono innumerevoli vantaggi ad avere il novellino. Primo non può andare oltre i 18 metri di profondità, quindi non si fa le sparate a 30 per vedere una gorgonia, l'unica* a 30 metri in tutto il mar rosso, quando ne hai 50 mila a 16 metri. (* Non è vero che c'è nel sia una sola a quella profondità, forse altre e anche più giù, ma è vero che il meglio del mar rosso sta entro i 20 metri). Stare entro i 18 metri vuol dire, per me, consumare meno aria. Lui ha tutti i problemi dei principianti con cui fare i conti, e non sono affari miei. Secondo non va a caccia di squali: basta una bella nuvola di carangidi e sei felice. Ed anch'io lo sono. A proposito di squali: sono bellissimi, ma non mi immergo apposta per vederli. Terzo: segue le regole del buddy system alla lettera. Spalla spalla, comunicare, etc.
Luca e Nino ai sono preoccupati che io non mi godessi l'immersione: sinceramente mi ha dato meno problemi il bambolottone ( senza offendere,eh? Un metro e novanta di trentenne con occhi azzurrissimi e capelli biondo chiarissimo, come fai a non pensare ad un bambolottone?) che la dive master dell'altro giorno. E sì mi sono goduta l'immersione.

domenica 29 ottobre 2017

Partire male, finire bene.

Sono sul pulmino in strada per tornare in hotel, 3 immersioni sulle spalle, mi coccolo quella felice morbidezza che ti viene dopo aver gioito appieno di qualcosa di bello. La giornata è partita un po' in salita: dimentico la felpa al ristorante, qualche altra piccola belinata, e complice l'incazzatura subacquea di ieri, non son proprio di buon umore. Qualcuno mi disse che ci possono essere differenze tra dive master che hanno 20 anni e dive master che ne hanno 40: forse vale anche per gli aspiranti DM. Il gruppo è molto misto: 3 Advance di cui 2 freschi di brevetto, 2 rescue (una sono io) e la DM di ieri. Primo tuffo, Shark e Jolanda. Prima ancora di entrare storco il naso: nel fare buddy check il compare mi dichiara candidamente che il corrugato del suo favore è un po' difettoso. La guida entra, controlla la corrente e ci fa tuffare. Non si perché ma facciamo un po' di contro corrente, e il gruppo si disgrega: i due Advance freschi di brevetto partono in contro corrente davanti alla guida, la DM e il suo buddy l'altro Advance, sono gli unici che vedono Nino dire di spostarsi dal reef al di fuori della corrente. Il mio buddy continua a scendere per far foto ed ovviamente non si è accorto di nulla. Non passa molto che io e il mio buddy veniamo presi dalla corrente, e trascinati via.
Fortunatamente non essendo la prima volta che faccio questa immersione sapevo bene o male dove mi trovavo e dove era il punto di uscita. Non mi sento tranquilla perché non so dove sia Nino, e della sub che potrebbe prendere il controllo della situazione non mi fido per un cazzo. Controllo di avere la mia boa,un po' come una copertina di Linus, e decido di segnalare al mio buddy di stare più vicini al reef . Arriviamo alla spianata sabbiosa di Shark reef e troviamo Nino che ha fatto il giro con i dispersi dall'altro lato. Non faccio in tempo a rasserenarmi per il gruppo ricompattato che uno dei due dispersi, non  so come abbia fatto ma  si è schianta sui Coralli.  Io e il mio Buddy siamo andati a recuperarlo: una picchiato a così per gradire di 5 metri. Il mio buddy continua a stare bassissimo tutto il tempo sotto i 20 metri e io con lui, come dovrebbe essere. Non ho idea di dove sia Nino, vedo in lontananza delle Pinne bianche come quelle della dispersa.  Controllo la mia aria e mi ritrovo all'inizio della Jolanda con 70 bar. Non si discute: fanculo il mio buddy e le sue foto sotto i 20 metri. Gli segnalo aria e safety stop. Risalgo all'inseguimento delle pinne bianche che fortunatamente sono ciò che penso essere e con lei Nino. Mi faccio la Jolanda a 5 metri. Prendiamo il lato buono: la vedo dall'alto.
Safety stop e superficie. Emergo per prima e non riconosco la Seagull tra tutte le barche, così non so quale chiamare per farci lanciare la cima.
Siamo alla cima: Nino, la dispersa,io sul pallone. Mi giro e vedo dietro di me il disperso. Gli allungo una mano lo afferro e lo tiro sulla cima. Poco prima della scaletta, mi mancava giusto un crampo, tanto per gradire. Sono davvero agitata quando risaliamo in barca.
Poco dopo il rais mette su della musica. Egiziana. Ritmi noti, anzi proprio musiche note, quei 10 minuti di danza che mi riportano il sorriso sulle labbra prima della seconda immersione a Jackfish alley. Cambio buddy e sto con Nino, dietro di noi  i dispersi, e i cazzari. L'immersione va decisamente meglio: non devo fare da balia ad un buddy che pensa alla sua macchina fotografica, ma dò un occhio ai dispersi, che fanno gli yo-yo ma niente di speciale. Alla fine ribattezzo il sito in jack-pot-fish alley: tonni, barracuda,milkfish, Egyptian markler, 2 eagle ray e tartaruga. E stronzo che si attacca ai coralli per fotografare meglio la tartaruga. Però questo sassolino dalla pinna me lo sono tolto e sono andata a dirglielo di persona.
Decido per la terza e sono sola con Nino a ras gozlani. Al briefing mi illustra l' immersione e rimango affascinata dalla spianata di sabbia livello open water e chiedo di andare lì. Ho visto un mondo di colori e pagliaccio di ogni misura. Ho visto il comportamento di pesci stanziali, riso per cose buffe, incantata per il tutto. Così torno a casa davvero appagata.

Dive master e dive master

Il tesserino è uguale, ma come in tutte le cose sono le persone che fanno la differenza. Quando sono arrivata qui settimana scorsa, sono andata da Curly,guida ee istruttore del nostro amatissimo diving dichiarandogli che sto studiando per diventare dive master. Il mio scopo era quello di poter immergermi con i corsisti open e Discovery, ed invece lui mi guarda tutto felice e mi dice:" bene sono contento della tua scelta: come dive master il tuo scopo principale é quello di essere un modello di riferimento per gli altri subacquei. Inoltre tutte le mattine ti presenti al counter e fai il controllo dell'ossigeno e delle borse del pronto soccorso."  "Wow figata!" Penso, e organizzandomi con le figlie riesco a mantenere questo piccolo impegno e tutte le mattine. L'altro giorno mi dice che non c'è possibilità per immergermi, ma che l'indomani riesco a farne due e che ci sarà una dive master con noi. Sono stata entusiasta dell'idea fino a che non l'ho incontrata. Sott'acqua. Manuale dive master PADI, capitolo uno pagina 2: " i subacquei brevettati si aspettano due caratteristiche principali dal dive master PADI: professionalità e comportamento modello". Ora se non stai lavorando come DM sulla professionalità si può anche chiudere un occhio, ma sul comportamento modello no. O almeno io a vedo così. Educare in qualsiasi campo è soprattutto un atto imitativo: se ho un DM che non segue le direttive dell'istruttore/ guida, ma fa quello che pare a lei/lui, che cosa sta insegnando agli altri?
Ora mi faccio un esame di coscienza e cosa ho fatto io ieri sott'acqua per migliorare la situazione con una DM che se ne stava per i fatti suoi lontana dal gruppo è che per poco non danneggiava la gorgonia gigante di ras Gamila? Poco. Se per i primi 10 minuti le sono stata affiancata come buddy, lontana dal gruppo, dopo lo scampato pericolo per la gorgonia, mi sono compattata al gruppo seguendo la guida e lasciando a lui il compito di richiamarla in gruppo. Cosa che avrei potuto fare io? dirle di ricompattarsi con gli altri.
Oggi me la sono ritrovata in barca. Come avevo chiesto, non ero la sua buddy, ma di un altro. Ho cercato di dare del mio meglio con quest'altro buddy e spero di aver fatto un lavoro migliore. Ma di quest' immersione ne parlerò, forse, un'altra volta.