domenica 25 settembre 2016

Lavatrice Orror Story ( con finale in sospeso)

Tutto è incominciato ad Agosto: la lavatrice non ce l'ho in casa ce l'ho nel locale lavanderia del palazzo, e a quanto apre, oltre all'inquilino del seminterrato sono l'unica ad usare il locale lavanderia. senza contare che i due bagni di casa sono troppo piccoli per poterne ospitare una.
Capita che arrivo mentre va in centrifuga ed odo un rumore simile ad un treno / tram che frena.
Spero sia la lavatrice del vicino. La lavatrice del vicino è del tutto spenta. So che non è un buon segno.
Soldi per un tecnico o per una nuova non ce ne sono: grazie all'agenzia delle entrate che i soldi li vuole il giorno prima di dirti quanto devi pagare, sono mesi tiratissimi a spaccare il capello. Quindi faccio finta di nulla sperando regga fino a tempi migliori, ma il 7 di settembre la mia amata lavatrice fa il canto del cigno e l'8 si rifiuta di partire del tutto. Il tecnico sentenzia l'acquisto di una nuova.
Così mi metto alla caccia sui siti di Mediamarkt e Saturn: trovo una Gorenje a 300 euro 6 kg 1400 giri tempo di consegna fino a 6 settimane.
Faccio di necessità virtù: vediamo quante settimane reggiamo lavando il minimo indispensabile, e la cosa funziona un po' lavando solo calze e mutante e forzandoci ad usare tutto l'abbigliamento che abbiamo: a parte il già citato intimo, e un paio di lavate delle bimbe, arriviamo a quasi 3 settimane con i vestiti che abbiamo.
Mercoledì mi chiama il negozio: la mia lavatrice nuova è pronta per la consegna!
Sprizzo gioia da tutti i pori, mi zampillano i tergicristalli dall'emozione, e Venerdì mattina alle 7:20 ( sì le 7:20 del mattino!) mi consegnano la lavatrice!
Il commesso mi dice" mi raccomando, tolga i blocchi!" Solo che capisco "tolga il blocco" e ne levo solo uno.
Guardo il manuale che è, ovviamente, tutto in tedesco. Ne trovo uno simile in italiano, e mi confermerà poi l'assistenza italiana che è il modello simile ma con la centrifuga solo fino a 1200, e che dovrebbe andare bene. dicevo, guardo il manuale per capirci qualcosa, ma ovviamente salto la pagina della rimozione dei blocchi, perchè " me l'ha detto il commesso di farlo".
Scopro che c'è un lavaggio auto pulente e decido di fare per primo quello.
Parte ci mette un eternità a caricare l'acqua, perchè completamente vuota.
Ah non ve l'ho ancora detto ma nel locale lavanderia c'è un rialzo di circa 50 cm per piazzarci le lavatrici e rendere più comodo il carico e scarico della stessa, ma la lavatrice lì ce la devi issare,e lo abbiamo fatto io e Luca prima che andasse al lavoro, dopo aver tolto IL blocco.
La lascio lì dopo essermi accertata che carichi l'acqua e torno un paio d'ore dopo con il primo carico di biancheria da lavare. Lampeggia: mah forse è normale, La carico la faccio partire il programma dura 2:39 ore: cavoli lungo. va beh sempre meglio di niente.
Dopo 4 scendo e trovo la lavatrice ribaltata per terra.
Vi lascio immaginare come mi sia sentita.
La tiro su senza troppo sforzo, provo ad accenderla e non va: ci metto un po' a realizzare che la corrente è proprio saltata nel locale lavanderia forse proprio per la caduta della lavatrice stessa.
Ripristino a corrente ma la lavatrice non si accende.
La desolazione: 300 euro buttati al cesso.
E l'oblo non si apre nemmeno per tirare fuori la biancheria!
dire che sto una merda è poco, informo Luca, cerco di contattare qualcuno, in lacrime, e il tecnico più vicino mi riattacca il telefono in faccia: cavoli quanta voglia ha di lavorare! Chiamo il negozio che me l'ha venduta e il tizio dall'altra parte mi dice provi a staccare la corrente del tutto per qualche minuto. Faccio, ma niente.
Ormai sono rassegnata al fatot che la lavatrice nuova sia da buttare, perciò rotta per rotta decido di aprirla: dopotutto se c'è la gente che si permette di curarsi cani e gatti da soli penso proprio di essere in grado di aprire e guardare una lavatrice, no?
Lo faccio e....
trovo che si è staccato un connettore, e gli altri sono un po' fuori posto: metot a posto tutti questo, richiudo la lavatirce e...
...si accende!
Riesco a farla partire, interrompo il programma di lavaggio che stava facendo ( è una di quelle lavatrice che una volta che parte il programma, non puoi più cambiarlo) e faccio partire solo lo scarico, perchè quando prova a girare fa un rumore terribile.
Termina, ma l'oblo non si apre. Riapro la lavatrice per vedere com'è la serratura, mi faccio una cultura sulle serrature da lavatrice su san google, ma niente non riesco a sbloccarla: Ci riesco Luca poggiandoci contro un ginocchio: l'oblò cadendo si era insaccato, ma nulla di grave. Bene il secondo problema è risolto: ora vediamo se va, usando il programma lavaggio corto.
Tutte le prove fatte risultano inefficaci: non parte. Non capiamo se ci sia un errore o no: sono triste, amareggiata.
Luca studia il manuale d'istruzione e scopre che i blocchi sono 2!
Va, provvede, torna col secondo blocco in mano, ma dice che la situazione è rimasta invariata.
Sono triste delusa e amareggiata perchè sono stata così pirla e presa dall'euforia che ho saltato a piè pari quella parte sul manuale.
Così si conclude il venerdì.
Sabato mattina non mi arrendo e decido di riprovare il ciclo auto pulente e parte!
Mi sento decisamente meglio, ma sono consapevole sia presto per cantar vittoria.
Termina il ciclo, le spie lampeggiano, ma giuro che non so se è un bene o un male. Provo a far partire un ciclo corto. Parte! allora voleva solo avere un carico! Mannaggia a queste lavatrici super intelligenti. Il ciclo dura, in teoria 17 minuti: torno dalla lavatrice e dichiara che ne mancano ancora 12 al termine: decisamente qualcosa non va. La lavatrice non va in centrifuga: la fa partire fa un paio di giri e poi si ferma.

Vi farò sapere come va a finire.

Lunedì alle 8 chiamo il centro d'assistenza: incrociate le dita, che non mi sfanculino e me la mettano a posto.

lunedì 29 agosto 2016

Non è un mio problema

Ieri ho passato la giornata a ripetermelo: "non è un mio problema".
Oggi ho passato 4 ore e mezza ad ascoltare il "non è un mio problema".
Forse vi chiederete se sono masochista, e forse me lo chiedo pure io, ma vi faccio una domanda: sapete che c'è una persona che conoscete, non potete definirla "amica" perchè vi conoscete da troppo poco tempo, ma vi è famigliare quanto la mamma dei compagni  di classe dei vostri figli che le ha ospitati da lei e voi avete ospitato i suoi, che ha un problema grosso che comprende casa, famiglia, lavoro e salute e questa persona non ha parenti o amici vicini, avendone il tempo, non prestereste la spalla per 2 chiacchiere ed un po' di pianto?
Ecco questa è la situazione del "non è un mio problema", ed io sinceramente non riesco proprio a voltare la testa dall'altra parte sopratutto se l'aiuto offerto e richiesto sono accompagnare e riprendere i figli che sono a scuola insieme e ascoltare problemi che comunque potrei risolvere solo se fossi miliardaria.
Ora devo solo stare attenta a far si che non diventi un mio problema, perchè a dare troppo, poi significa prendersi in carico il problema, una parte o tutto, e questo non è quello che cerco. 

lunedì 15 agosto 2016

Decoupage livello base

In camera delle bimbe la situazione matite pennarelli & co. è, come in tante altre camerette, sempre un po' criticamente disordinata. Avevo provato a prendere uno di quegli organizer porta penne con cassettini porta tutto, ma era troppo piccolo, così ne abbiamo creato uno noi con 8 cartoni del latte e una delle scatole porta cartoni: si ringrazia vivamente il supermercato per averci fornito il cartone base senza problemi. ovviamente visto che i cartoni del atte non son poi così tanto beli da vedere, allora abbiamo fatto decoupage livello base. I cartoni del latte sono tenuti insieme da punti metallici e fissati alla base con un po' di colla che non molla.






Per le immagini si ringraziano i supermercati della zona con tutte le loro riviste varie.
Questo è quello creato per le matite i pennarelli e altri oggetti simili, poi abbiamo fatto anche quello dove riporre acquarelli pennelli e colori speciali.





venerdì 12 agosto 2016

disagio

Sto vivendo nel disagio.
no non fisico nel senso del "trambusto di un trasloco": sto vivendo in un disagio mentale. Il perchè no lo so.
Mi sono convinta di questo per via dei sogni che sto facendo uguali e ripetutamente tutte le notti: sogno di rientrare a casa e trovare aperte le finestre che dovevano essere chiuse. La sensazione è quella di disagio in  una casa buia dove le luci anche se le accendi non fanno luce e il disagio di trovarci qualcuno di indesiderato, in genere un ladro. Alcune volte in questo disagio di una persona indesiderata al buio si manifesta una sagoma umana , un ombra che poi si spaventa e scappa perchè urlo e lo prendo a male parole.
Però se per 3 notti di fila sogno la stessa cosa qualcosa non va.
No ho intenzione di speculare in quel mondo a cavallo tra il pseudo magico e il fideistico che mi compete quanto ad un uomo competono i dolori del parto: però la mente è complessa e se la psicosomatizzazione dei problemi sfocia chi in insonnia chi in problemi dermatologici chi in problemi gastrici, non mi stupirebbe se il mio cervello di notte stia cercando di buttare fuori cose che non mi stanno bene a cui non riesco a dare un nome e una forma consapevole da fronteggiare di giorno nel quotidiano.
E tutto ciò si complica con questo dannato clima continentale che domenica ha permesso a marina di scottarsi perchè le ho messo male la crema solare, ed oggi sono in giro con pantaloni e t-shirt lunghi e poncho a ripararmi il collo e la schiena dal freddo.
E sono stanca di dire " ho bisogno di una vacanza" che non verrà sicuramente preso grazie alle tasse italiane che si sono prese i pochi risparmi che avevamo per le ferie, che non avrai mai per me il sapore di vacanza perchè tanto poi chi muove il culo e fa " girare la vacanza" sono io.
Voglio di più.
Voglio dare un nome ed un cognome a tutti i fattori che mi danno questo disagio, sistemarli uno ad uno e tornare ad essere la solita Laura.

mercoledì 10 agosto 2016

pensavo fosse semplice...

innanzitutto sappiate che la settimana con mio papà qui è andata bene oltre le più rosee aspettative: per farvela corta ha fatto il nonno, giocando e coccolandosi le nipoti, ed io non potevo avere di meglio.
Ma sono qui perchè c'ho la mia daily incazzatura.

Ieri sera, dopo aver ricevuto la mail della traduttrice giurata per completare la procedura di riconoscimento della mia laurea, mi sorge un dubbio: ma non è che il mio diploma di lingua non basta? Così stamattina scrivo alla responsabile per scoprire che le mie paure sono fondate: il B1 certificato di test per immigrati non basta, ci vuole il B2. fortunatamente o tragicamente basta quello " semplice". dico fortunatamente perchè costerebbe in linea teorica meno di quello medico, me contemporaneamente dico tragicamente siamo considerati medici di serie B se per noi non serve un certificato di competenza linguistica medica.
Mi deprimo: perchè comunque ho già mandato in giro CV, per ricevere risposte negative o non riceverne affatto e perchè non si tratta più di aspettare un pezzo di carta ma di prendere altro tempo per studiare un livello superiore di lingua. avevo già intenzione di farlo, ma speravo di poter lavorare ed in itinere studiare. così faccio un paio di telefonate una alla VHS ( volkshochschule, o univeristà della terza età o scuola civica) dove ho vissuto il mio calvario di corso Humbridge-style (Humbridge come Dolores Humbridge, non Cambridge), e l'altra ad Inlingua, la scuola privata dove ho fatto un mese di corso l'estate scorsa trovandomi davvero bene.
La domanda fatta ad entrambe le scuole è la stessa : ho un B1 appena preso vorrei fare il B2.

La risposta del VHS: "sono qui disponibile per un colloquio a riguardo tutti i venerdì dalle 9-12. No non so dirle quando è il corso e poi dobbiamo vedere in che corso metterla, per i costi non so dirle"

La risposta di Inlingua: abbiamo 2 corsi uno bisettimanale il lunedi e il mercoledì sera dalle 19.10 alle 20.30 che incomincia il 5 di settembre e uno monosettimanale il sabato dalle 9.10 alle 13. Il costo è di 225 euro al mese.

Ora non so voi ma per quello che riguarda la professionalità di una scuola che mi deve dare un certificato di lingua per poter lavorare, vince Inlingua. Tuttavia il costo, anche se non è proibitivo, è piuttosto alto, così devo valutare l'opzione scuola di me' il cui unico pregio è costare poco.

Tuttavia voglio provare la terza strada: quella privatista. Ho studiato all'università su tomi che vanno verso ed oltre le mille pagine: credo di poterci provare da sola se ho un buon libro di testo.
Ora attendo la risposta dall'ente di certificazione, e spero sia una buona risposta.

venerdì 29 luglio 2016

ieri e domani

Ieri mi ha chiamato mio padre chiedendomi se preferivo arrivasse sabato domenica o lunedì. No no se preferissi arrivasse DI sabato DI domenica o DI lunedì, ma questo sabato questa domenica o questo lunedì: stava andando in agenzia a fare il biglietto aereo che lui con i siti on line non ci si trova e allora preferisce pagare la commissione all'agenzia.
Mio padre arriva domani alle 8.10 e riparte sabato prossimo: partenza del volo alle 8:30, che significa secondo le regole aeroportuali di essere alle 6.30 in aeroporto: grazie al cielo l'aeroporto è a meno di mezz'ora di strada da casa mia.
Si vede che sprizzo felicità da tutti i pori?
La prima ed unica volta che è stato qui è stato a Natale: era partito euforico e poi ha portato un clima di piombo nel giro di 24 ore. E' stata una vera gioia averlo seduto al tavolo dalla mattina alla sera per tutto il resto della settimana a farsi i cazzi suoi con la settimana enigmistica.
Sta volta credo parta scazzato: l'ho sentito pronto a scatti di nervi martedì quando l'ho chiamato per un favore, lo era pure l'altro ieri quando mi ha detto degli orari assurdi dei voli che gli hanno dato ed aveva già le balle girate perchè da un giorno con l'altro il prezzo del biglietto gli è lievitato parecchio.
Partirò prevenuta, ma le premesse perchè sia una settimana serena non ci sono.
Ci sono anche gli episodi della volta scorsa: gli chiedi di tenere impegnate le nipoti, e anzichè giocare con loro passa il tempo a chattare con le sue donnine di meetic. Oppure già tutti noi a letto e lui in piedi a chiacchierare con le sue donnine di meetic e non bisbigliando. L'idea di essere ospite in casa altrui non ce l'ha poi tanto chiara, o forse crede che poichè è casa di parenti può comunque fare quel cazzo che gli pare.
Ho lo stomaco in fiamme e un goccio di birra mi fa venire il voltastomaco.
Se anche sta volta se ne va senza salutarmi, non mi ferirà come a Natale, anzi starò a guardare per essere sicura che se ne stia andando senza ripensamenti.

Poi andrò a festeggiare.


martedì 26 luglio 2016

Vacanze 2017

No no, non ho scritto male: se non ci sono botte di fortuna molto rapide, le vacanze slitteranno all'anno prossimo.
Stavamo progettando di andarcene via ad Ottobre una settimana, ma poi sono arrivate le tasse dall'Italia, e ciao 4 soldi che avevamo da parte per andare in vacanza.
Così stiamo vivendo l'illusione delle vacanze dell'anno prossimo.
Ora l'Egitto sembra sempre più fuori portata: non per i costi ma la preoccupazione che " possa accadere qualcosa" tant'è che il Regno Unito, che già ha abbastanza scazzi con la brexit, ha deciso di sospendere a tempo indeterminato i voli per Sharm el Sheik. Cosa abbia deciso di fare la Farnesina non lo so.
I tedeschi in genere per il caldo andavano in Turchia, ma i casini legati al golpe-non-golpe di 2 settimane fa la rendono una meta anche lei discutibile, se non per problemi di sicurezza, per problemi etico-morali almeno per la nostra famiglia.
Di mete valutabili ce ne sono parecchie, tipo Malta, Cipro, la Grecia, anche se quest'ultima non sembra appetibile per i subacquei. Però a noi è tornata in mente Levanto.
Ora se per me Levanto è appetibile come "tornare in un posto famigliare" come il Pian di Picche e il Punta Mesco, l'idea dell'andare in campeggio con 2 immersioni al giorno, mi fa più di lavoro che di vacanza.
Sinceramente in 4 anni di campeggio, non mi pare che noi si sia mai ritornati rilassati.
A me il campeggio non dispiace, ma correre perchè bisogna andare al diving per l'immersione, correre perchè è ora di pranzo, aspettare quella mezz'ora che poi diventano 2 ore ( ma sta volta corsi di mezzo non dovrebbero essercene), perdere l'immersione perchè c'è il mare grosso "e porca puttana mi sono alzata presto lo stesso cazzo", perdere o anticipare l'immersione perchè "non c'è nessuno per quella dopo, correre per fare la seconda immersione del giorno e darsi il cambio con le bimbe, mal vivere la voglia di gioco delle bimbe perchè sei troppo stanco dalle immersioni per poter aver voglia di svaccarti mezz'ora al parchetto, beh insomma guardando queste cose, non mi "fa/sa" di vacanza, ma di maratona per cambiare la routine quotidiana e massacrarsi per fare qualcosa di diverso.
Insomma se posso pregustare l'idea di caldo e il sapore di sale, tutto il resto mi crea ansia e basta.

L'ultima volta che siamo stati lì in campeggio le bimbe erano decisamente più piccole: Marina andava per i 5 e Valeria ne aveva appena 2 e mezzo, e tra tutte le esperienze là è stata la peggiore. Il tempo ha fatto schifo: di tutte le immersioni che dovevamo fare più della metà sono saltate per impraticabilità del mare. Inoltre la tenda ha preso talmente tanta acqua che ha fatto poi muffa e non l'abbiamo ancora sistemata in 2 anni. Io e Luca abbiamo fatto 3 brevetti: io deep e rescue, lui il dive master: una maratona tra immersioni, corso teorico, ed organizzazione con le bimbe. Io sono stata male: avevo ripreso con la pillola che mi ha dato più problemi di quanti non ne abbia mai avuto in 2 gravidanze.
Siamo rientrati per disperazione con 2 giorni d'anticipo, ma all'epoca erano appena poco più di 2 ore di strada; da qui so parla di almeno 12 ore se la Svizzera è in buona e non piena di cantieri.
All'epoca avevamo una passat e una polo, e riuscivo a fare stare tutto nella passat. Ora la passat vive in Sardegna e noi abbiamo solo la polo in cui riesco a far entrare l'attrezzatura subacquea e nulla più: questo significa che per andare in Liguria dovremmo noleggiare una station vagon o una monovolume o anche qualcosa di più grosso, o peggio far montare un gancio traino per un carrello con relativo cambio con maggiorazione dell'assicurazione.

Con questi presupposti organizzare il trasloco in Germania è stato più rilassante dell'organizzare la vacanza dell'anno prossimo, senza contare che vorremmo coinvolgere altri subacquei tedeschi per far conoscere loro la Liguria, e questo comporta nell'organizzazione il tenere presente che ci osno anche altre persone.

Insomma se si riuscisse ad andare in vacanza, chi si rilassa non lo so, ma non sono tanto sicura che mi rilasserò poi tanto, anzi mi sento già soffocare e spuntare gli spilli nelle spalle.

lunedì 25 luglio 2016

42 situazioni in cui fare pratica con la postura corretta insegnata nei corsi di danza orientale

Volevo scrivere 101 situazioni, ma arrivata a 15 ho iniziato a sentire la difficoltà di arrivarci a 101, così ho optato per 42.
Perchè 42? Perchè è la risposta alla domanda fondamentale alla vita all'universo e a tutto quanto il resto.

Pronte? via!

1 lavando i piatti
2 cucinando
3 stirando
4 aspettando i mezzi pubblici
5 in sala d'attesa dal medico
6 in fila in posta o in banca
7 lavandosi i denti
8 Spazzolandosi i capelli
9 facendosi la coda o la treccia
10 guardando nell'armadio nel dilemma del "non so cosa mettere"
11 mangiando di nascosto pane e Nutella
12 nella pausa caffè
13 al bancomat
14 guardando i figli che riordinano altrimenti non lo fanno
15 in fila al banco gastronomia
16 in coda in cassa
17 suonando in citofono
18 telefonando
19 fumando una sigaretta se fumate, altrimenti fate finta di farlo
20 sotto la doccia
21 in bagno all'autogrill (già che non ci si siede fatela acrobatica!)
22 truccandosi
23 struccandosi
24 contemplando la libreria
25 studiando l' orario dei treni
26 guardando le vetrine
27 innaffiando le piante
28 lavando le finestre
29 guardando il mare all'orizzonte con l'acqua appena sopra l'inguine ( sì nella tipica posa del piscione)
30 in coda da mc donald o da burger king o da KFC o da subway o dall'ortolano bio
31 mentre contate per non urlare dietro ai figli
32 mentre il cane espleta le sue funzioni biologiche
33 mentre vi fate un film mentale
34 leggendo la lista della spesa
35 spolverando
36 stendendo la lavatrice
37 piegando la roba che non si stira
38 facendo le bolle di sapone
39 tirando la tenda da sole
40 abbassando le tapparelle
41 leggendo questo post dal cellulare
42 "inviandomici" dopo aver letto il post via cellulare 

mercoledì 20 luglio 2016

Avete Caldo?

Sono iscritta da prima del mio trasloco ad una piattaforma di espatriati in tutto il mondo,  expat.com  e di tanto in tanto tra i post seri su "come fare per...." l'amministratrice Francesca fa qualche domanda che si presta bene a risvolti tutt'altro che seri, e quelli in genere me li accaparro tutti io!

così qualche giorno fa ha chiesto "quale abitudine tedesca avete fatto vostra". Ecco la mia.


Avete avuto un brivido di freddo?

sabato 16 luglio 2016

A proposito di Fb

Tempo fa mi arrabbiavo anch'io leggendo la home page di facebook: pensavo " ehi ma pensano solo a queste sciocchezze la gente?" oppure " ma perchè è così imbecille?" etc...
E in realtà la sciocca imbecille ero io.
Perchè?
Perchè Fb è quello che noi scegliamo di vedere attraverso le persone con cui decidiamo di stringere "amicizia".
Ecco perchè la sciocca imbecille ero io perchè se io scelgo di stringere amicizia che ne so con qualcuno che non fa altro che parlare dell'invasione degli alieni imminente, non mi posso lamentare che è palloso, noioso, stupido, perchè ho scelto io di avere a che fare con quella persona e ci sono solo 2 cose possibili: cancellarla dal nostro elenco di contatti, così non la vedo più oppure farsi una ragione che quella persona è così e non ci si può fare nulla.

Io su Fb ho poco più di 100 contatti per lo più divisi tra madrelingua italiani e tedeschi. Tra i primi ci sono gli AMICI.

Ho poco più di 100 contatti perchè non chiedo e non accetto amicizie senza motivo, e il motivo per cui chiedo o accetto me lo tengo caro e ben presente, perchè sarà il punto di svolta per decidere, di fronte a uno o a una serie di post che mi urtano se tenere o meno quel contatto.
Certo un post o un serie di post sono la punta dell'iceberg-contatto: ci sono migliaia di cose che si possono scegliere di far vedere, il biglietto da visita di una persona se vogliamo, ma sempre una parte d'intero rimane. Sta a noi scegliere se l'ignoto o il nascosto vale di più del poco visto. Badate faccio differenza tra l'iceberg ignoto e l'iceberg nascosto: l'ignoto è il contatto che conosco poco, nuovo, con cui non ho mai avuto molto a che fare; l'iceberg nascosto è quello che so che numero di piede porta, come si chiamano i suoi figli con cui ci ho mangiato insieme.... se voglio bene a quella persona oltre alla divergenza di vedute.

Stamattina apro Fb e non trovo più nessun "je suis Nice" come se la fine del mondo attraverso un camion lanciato tra la folla fosse sparita magicamente e non trovo nemmeno nessun "io sto con i Turchi" che durante questa notte hanno visto nascere e morire un golpe, qui una sintesi, però trovo un "iceberg ignoto" che è arrabbiato, amareggiato con quello che legge sul suo FB pieno di ipocrisia. Trovo il suo sfogo lecito contro l'ipocrisia dilagante, ma concettualmente sbagliato contro il social, che non è nient'altro che un contenitore riempito di ciò che vogliamo noi. Mi fa tenerezza questo Iceberg, che forse, con una vita più piena di situazioni 3d non ha ben compreso la vacuità del 2d, e forse ha una scatola troppo piena di contatti con cui ha poco o nulla da spartire.
Così scrivo questo post un po' per questo contatto, ma più per me per ricordarmi che se le mie AMICHE parlano di uncinetto, ricamo, postano sciocchezze per ridere, parlano di danza, di terapie alternative tipo curarsi l'acne coi raggi solari rimbalzati su un arancia, postano appelli d'adozione per cani e gatti, portano avanti campagne contro l'olio di unghia incarnita, riempiono la loro home di foto dell'ultimo lavoro che stanno facendo per oltre un mese, non vuol dire che non pensino ai fatti di cronaca o che nella vita non abbiano problemi: vuol dire che quella è la punta dell'iceberg che vogliono far vedere su Fb. Lo stesso vale anche per i contatti iceberg-ignoti: non è che perchè parlate di corsi di danza, di homeschooling sbagliando i tempi verbali ( ma forse era solo una mancanza di caffeina) o postate selfie su selfie, siete delle persone disinteressate e dissociate del mondo: vuol semplicemente dire che della vostra vita in questo grosso contenitore avete scelto di condividere questa parte del vostro pensiero e della vostra vita, e se lo leggo è perchè ho scelto io di farlo.

Ecco , non dico che avere pochi contatti sia la scelta giusta, ma prima di incazzarvi perchè sulla vostra home di Fb compaiono cose che vi urtano o vi annoiano, pensateci che forse la colpa è solo vostra che avete migliaia di contatti senza averne idea del pechè sono lì, senza conoscerli minimamente.

sabato 9 luglio 2016

L'importanza della postura.

una delle cose con cui più i viene martellate ad un primo anno di danza orientale è la postura.
La postura non è il mettersi in posa per fare le fighe ma è il modo in cui devi appoggiare il peso del tuo corpo per non farti male. I bambini quando imparano a stare in piedi e a camminare la prendono così, naturalmente, poi non si sa per quale motivo la perdiamo. Poi alcune signore decidono di iscriversi ad un corso di danza orientale per tanti motivi tra cui il mal di schiena, e si  ritrovano a fronteggiare e a fare propria una postura appresa tanti anni fa e dimenticata. un insegnante durante un corso principianti fa vedere la postura la corregge e la richiama all'ordine credo un miliardo di volte, e posso garantire che anche negli anni seguenti di studio talvolta capita.
C'è un unico modo per apprenderla: avere un insegnante che te la fa vedere e che ti corregge guardandoti a 360 gradi. Poi puoi esercitarti a casa quando cucini stiri o lavi i piatti, alla fermata dell'autobus mentre lo aspetti, in coda in posta ed in qualsiasi circostanza in cui stai in piedi.
Io devo ringraziare Ada del club magica, Dina, Jamila dello Zagharid, Yasmine di Bonn per non aver mai lasciato perdere il mantenimento di una corretta postura durante tutta la danza, richiamandola ricordandola, rispiegandola.
Perciò voglio render loro omaggio con un piccolo video, che è un estratto di un video molto più lungo che ho fatto per una mia amica, in cui la spiego a mia volta per tutte coloro che a settembre vogliano intraprendere per la prima volta un corso di danza mediorientale e per chiunque non abbia ancora famigliarizzato con essa, ma mi raccomando, un video non basta: serve un insegnante competente che vi guardi e vi corregga.
Ieri sera la perfetta conoscenza della postura e l'interiorizzazione di essa mi ha permesso di partecipare in modo molto proficuo ad una lezione di pura tecnica senza farmi male.



Estrapolando il video mi sono resa conto che c'era bisogno di una piccola spiegazione aggiuntiva che troverete in questo video.


E sì non sono un insegnante "tradizionale".

venerdì 8 luglio 2016

Stessa delusione per madre e figlia

Quando andavo alle elementari desideravo tanot avere uno zaino Scout. squadrato, colorato, ma a me piaceva un sacco.
Non l'ho mai avuto.
Mio nonno mi regalò una cartella al primo anno, ma sicocme mio nonno era talmente " braccino" che credo avesse l'ultima falange attaccata alal clavicola, me ne compro una non solo bruttina, ma pure fatta, come si dice a Milano, " de pel d'anguila" cos'cchè la cartella che secondo le stime di mio nonno doveva durarmi 5 anni e oltre, perchè la sua è durata 5 anni a lui e 5 anni a suo fratello, durò a mala pena un anno e mezzo, costringendo mia madre nella primavera dell'81 a cercarmi una cartella per completare l'anno scolastico. L'anno dopo mia madre mi acquisto una cartella pesantissima in cuoio che durò in ottime condizioni per i restanti 3 anni di scuola.
Così non ebbi mai uno zaino scout.
Marina, il Natale prima di iniziare la scuola, ha ricevuto da babbo Natale uno zaino blu con i fiori, lontano da tutte le fantasie modaiole e dalle stronzate di rotelle e quant'altro che trasformano gli zaini in cosi pesantissimi alla faccia della salvaguardia della schiena dei bambini. uno Zaino costatomi solo 8 euro. Occhei anch'io sono braccina come mio nonno, e lo vedo ora che il rivestimento interno plasticoso si sta sgretolando, ma a parte questo si regge bene.
Ora se in Italia negli anno 80 lo zaino Scout era una cosa rara ma non troppo, qui lo zaino Scout è la normalità: se non è scout è il Leibiz identico. Credo che Marina sia l'unica bambina in tutta la scuola ad avere uno zaino totalmente diverso da tutti gli altri. Ah qui gli zaini con le rotelle non esistono perchè i bambini nello zaino ci portano astuccio bottiglietta dell'acqua contenitore della merenda e una cartelletta dove alla bisogna ci finiscono le cartellettine raccoglitore di plastica. Peso finale del materiale forse 2 kg.
Marina circa un mese fa mi ha chiesto di cambiare zaino con uno simile a quello dei suoi compagni di classe, così mi sono attivata, ma cavoli quanto costano! senza troppe pretese si arriva a 150 euro per uno zaino che pesa 1250, grammi: si avete capito un kilo due e cinquanta. Io ero già intenzionata a cambiarglielo e mi stavo orientando verso un eastpak, che trovo davvero resistenti e leggeri, e lo sono: il mio pesa solo 380 grammi.
Stamattina siamo tornate sull'argomento e per far capire a Marina quanto costano quegli zaini le ho detto, cosa vera, che costano come 3 mesi di corso di danza per lei e Valeria, mentre uno Zaino come il mio soltanto uno.
Ed io ho una figlia così magnifica che ha detto: "allora lo prendo come il tuo".
Il gene " braccino corto" è passato alla nuova generazione.

Quindi ne io ne lei avremo uno Scout, ma per premiarla la metterò sul sito della eastpak a scegliersi la fantasia, non a sorpresa come è accaduto a me con la cartella in cuoio scuro ed inserti in velluto a coste chiaro.

giovedì 7 luglio 2016

E' giovedì sera...

... e ho voglia di buttare giù pensieri in libertà.

Lavoro
Ieri mi sono messa in macchina dotata di numerose copie di CV e lettere di presentazione "personalizzate" alla caccia di ambulatori veterinari a cui io possa interessare. L'unica collega che parrebbe essere interessata ad un secondo medico nella sia micro struttura in fase di ristrutturazione bricolagistica, ho deciso di abbandonarla oggi, alla seconda volta in clinica da lei e non per motivi medici, ma per motivi umani: una che apostrofa gli africani come "negri", che è convinta che tutti i rifugiati siano terroristi e che la Germania voglia solo queste persone "pericolose ed indesiderate" rifiutando "gli onesti europei", è una idiota con cui non voglio avere a che fare. Tralascio le sue ipotesi " alluminio ed Alzheimer" che fatta una veloce ricerchina in internet si ottengono risposte contrastanti che mi fanno pensare alla solita cazzata complottista: oh mica roba certa come i danni della talidomide, eh?

Danzatrici difettose.
Non mi piace parlare male delle persone, perchè dietro ad un comportamento un po' sopra le righe ci possono essere migliaia di motivi che nemmeno una fervida fantasia come la mia riesca ad immaginare, perciò cerco di non catalogare mai le persone, tuttavia... Tuttavia esistono casi in cui ti chiedi quanto la vita sia riuscita a deviare la precezione della realtà di qualcuno tanto da far si che si senta perennemente vittima e che tutte le persone con cui interagisca siano brutte e cattive. Si trattasse di una persona sola passi, ma quando si tratta di 2 persone che vivono in simbiosi? Mi sono imbattuta in 2 persone che vivono in modo simbiontico, e non sono 2 adolescenti che hanno la tipica visione del mondo " io sono io e voi adulti ce l'avete con me", ma in due donne che per l'età definisci " signora" anche se magari la vita il brivido del diventar " signora" non gliel'ha mai donato o se è accaduto molto raramente ( e forse pure male). Non sono amareggiata perchè mi hanno detto che sono una che abbandona le persone,giacchè ho abbastanza autostima e competenza per effettuare  una scelta coerente con me stessa, sono triste per loro perchè più ci penso e più hanno una visione distorta della realtà che le circonda  dove una critica è un offesa, e un "no" è un abbandono. Infantile a dir poco: nemmeno mia figlia di 4 anni reagisce così. Mi spiace molto per loro se passati i 40 non hanno abbastanza intelligenza e spirito autocritico per capire che esistono dei limiti oggettivi e soggettivi.

Corse.
oggi ero nell'ambulatorio della razzista, dopo averla aiutata in un intervento, così a gratis, perchè diciamolo fa comodo anche a me ritornare sul campo, quando mi squilla il telefono ed è luca che mi informa che la Iaia è caduta e si è riaperta la ferita. Valeria circa 10 giorni fa correndo in casa è caduta sbattendo la testa su uno spigolo vivo e facendosi un taglio di  2 -3 cm che ha comportato la prima corsa in ospedale qui in Germania. ce la siamo cavata coi cerottini super incollanti che equivalgono ai punti di sutura di qualche decennio fa, perciò potete immaginare il mio stato quando ho ricevuto quella telefonata. Mentre ero in macchina a percorrere quei 20 minuti di strada tra me le figlia piccola, pensavo che COMUNQUE non poteva essersi riaperta del tutto a meno che non fosse caduta su qualcosa di tagliente ed avevo fottutamente ragione: con un talento più unico che raro, è caduta sbattendo la testa proprio nello sesso punto ma senza spigoli taglienti di mezzo: risultato? Una piccola lacerazione di un paio di millimetri su una pelle ancora sottile e conseguente ecchimosi che ha fatto pisciare quel po' di sangue da mettere in semipanico le educatrici della materna e conseguentemente il padre. Arrivo e trovo al figlia colla testa fasciata Garibaldi style. disfo, fanculo sono sempre un medico, pulisco guardo decreto che al 90% non è nulla di grave, ma per obbiettività clinica meglio se la faccio vedere al pediatra, che riesco a riceverci in meno di un ora e ci rispedisce a casa con cerottini poco incollati e con la raccomandazione di tenere pulito e via i capelli.

Ritardo.
No non del ciclo: mio alla prima lezione della settimana intensiva di danza  con Taha Moussa, perchè? Perchè sta sera Luca era di turno servizio THW, perciò prima ho accompagnato lui e poi sono andata in palestra con le bimbe. Peccato però che il calcolo dei tempi non solo era sbagliato, ma incasinato dal traffico che mi ha consentito la velocità di 30 km/h in autostrada per qualche km. C'è da dire che in Germania il traffico pesante sulle immissioni tra autostrade sfocia in rallentamenti come questo, non in blocco totale del traffico da " fermi in coda" come in Italia. Perchè? Perchè i tedeschi in macchina sono meno stronzi ed egoisti degli italiani e al posto di impuntarsi sul fatto che "ho la precedenza passo io e tu per me puoi crepare" o "mi devo buttare subito tutto a destra" o "chissienefrega uso la corsia d'emergenza per sorpassare sta massa di stronzi tutti i colonna" fanno una cosa civilmente più semplice: rallentano e si immettono uno ad uno quando c'è tanto traffico: una macchina da destra ed una da sinistra sfruttando fino in fondo la corsia di immissione.
Comunque al di là della mia personalissima lode al senso collettivo tedesco, sono arrivata in ritardo e la cosa mi da sempre parecchio fastidio, nonostante Aladin e Taha abbiano detto di non preoccuparmi. E mi rode ancora di più perchè so che Luca non è che è andato erp fare le esercitazioni che farebbe normalmente ma si sta godendo la partita Germania Francia insieme agli altri. Per carità, mi sta anche bene che abbia un momento conviviale così, ma per la partita poteva aspettare il mio ritorno a casa tenere le bimbe, farle mangiare, e metterle a letto per le 20, mentre con me tra il venire a danza, portare la macchina al papà, prendere l'autobus ( e siamo state fortunate che è arrivato subito), rompere le balle a casa che avevano fame, farsi urlare dietro di mangiare e non di chiacchierare alle 21.30 per finire un uovo in cereghino, a letto ci sono andate poco prima delle 22.
Tralascio il fatto che tra ritardo e Valeria gnagnolosa che mi si è quasi avvinghiata alla gamba rendendomi difficile ballare, ho danzato nervosa.

Sofia.
Sofia è una signora sui 60 anni, non brava a ballare ma si diverte, ed è uno spirito " naif". Alla prima lezione da Aladin mi ha salutato con una bestemmia, e nonostante io sia atea la trovo inutile e volgare, a maggior ragione quando viene insegnata a scopo idiotamente ludico da un italiano ad uno straniero: non ha senso ed è inutilmente umiliante per chi la ripete senza sapere. Insomma, il nostro rapporto non è incominciato bene ed è proseguito pure peggio quando una sera durante una lezione se ne uscita con la sua pronuncia sbilenca con "chiavare" riferito al maestro di danza, e lì le ho risposto per le rime dovendo poi rendere conto ad Aladin di quello che era successo, dovendo poi lui giustificarsi con me per il comportamento di questa sua allieva storica. Le cose poi sono cambiate drasticamente quando mi ha visto presentare prima del contest il mio pezzo ad Aladin, rimanendone entusiasta. Sta sera c'era anche lei al corso intensivo e mi ha regalato un velo di seta bianco di cui lei non sa che farsene, dicendo che sono una brava danzatrice, mi pare abbia detto "migliore danzatrice" ma sicuramente Olga è di gran lunga più brava di me. Lo userò al prossimo contest.

Domani.
Domani ultimo giorno di scuola del primo anno, e ultimo giorno di Kita per Valeria con alcune delle sue insegnanti: causa calo delle iscrizioni, accorpano tutti in un unica classe e conseguente riduzione del personale.
Domani sono a casa.
Mi attente la cura della casa, che è comunque una cura della famiglia, e poi la sera altra lezione intensiva con Taha, che adoro.
Domani sera mi fermo dopo il corso a scrivere quello che non ho potuto fare sta sera con le bimbe. magari preparo pure dei muffin e li porto in palestra. 

martedì 5 luglio 2016

Il mio primo saggio...

... da mamma.

Va bene lo ammetto subito: così come ho pianto alle prove generali ho pianto pure durante lo spettacolo. Via il dente via il dolore anch'io sono una mamma che si commuove. Mettiamoci pure l'aggravante "soprattutto se le tue figlie stanno facendo qualcosa che tu hai sempre voluto fare ma che non hai potuto: danza classica da bambina".
E così le mie piccole cowboys in tutù, collant e scarpine bianche, si sono esibite. La iaia senza caragnare, anzi carica d'entusiasmo, la mimi ricordandosi tutta la coreografia e "arrabbiandosi" con l'assistente adulta (la gobbo) che l'ha sbagliata per ben 2 volte. Orgoglio di mamma.
sì sto facendo la ruota come un pavone, anzi come due.
Vorrei fare i miei più vivi complimenti alla loro insegnante, una ragazza giovanissima, fresca di diploma che ha saputo ispirarle davvero e caricarle di entusiasmo, tanto che Valeria, ora è ben determinata ad andare avanti, alla facciazza delle storie " io non voglio andare a danza" che mi piazzava tutti i mercoledì perchè l'andavo a prendere un po' prima al kita, togliendola dai giochi con gli amici.
Paiono anche essere interessate all' hip hop, danza dai caratteri diversi dalla classica, non può fare loro altro che bene.
Da mamma e da danzatrice  al primo saggio, e forse sarà così anche al secondo e al terzo e fino a quando non saranno sufficientemente grandi per cavarsela da sole, certe cose le comprendi ma fai fatica ad accettarle: parlo del " lasciare i bambini negli spogliatoi nell'attesa della chiamata sul palco o della consegna per poter assistere almeno al primo tempo del saggio". Fa parte anche questo della disciplina della danza e di un discorso di " apprendere la disciplina" in generale, cosa che le italiche mamme troppo pervase dalla sindrome della chioccia ( non tutte ma una gran parte, io per prima) disattendono e spesso sono le prime ad are l'esempio dell'indisciplina, portando via i bambini mentre devono stare lì o portandoli tardi all'appuntamento e così via. Un enorme grazie alle due mamme di due bambine più grandi che hanno gestito le 10 piccole cowboys  tra cui 2 un po' esuberanti e no non parlo delle mie fortunatamente.
Per quello che riguarda il saggio l'ho trovato uno spettacolo complessivamente bello. Alcuni pezzi un po' lunghi e forse noiosi, ma nulla di ripetitivo, come mi è capitato di vedere nel saggio di un'altra scuola di danza dove pezzi diversi, ma stessi passi girati in una sequenza diversa. Ho anche apprezzato molto che la direttrice della scuola abbia ringraziato oltre alle insegnanti col tradizionale mazzo di fiori, tutte le sue allieve: le soliste di una certa esperienza con un piccolo bouquet, le altre nanerottole comprese, con una rosa.


L'ho trovato un gesto di gran classe, e che in parte giustifica insieme ai costumi, affitto sala, stampe volantini e quant'altro, il costo di 12 euro d'ingresso per gli adulti e 9 per i bambini ( partecipanti al saggio escluse). Ho preferito la scelta del biglietto d'ingresso ad personam che la richiesta di un contributo per lo spettacolo a priori.

Comunque il pezzo migliore ed emozionante era quello dei cowboys non c'è storia, soprattutto appagante per tutta quelle euforia post spettacolo che si sono portate a casa Marina e Valeria e che è una sensazione impagabile.


giovedì 23 giugno 2016

io e la sminchiologia

prima di tutto dovete sapere che "truccarsi" in tedesco si dice schminken. da qui la "sminchiologia" che è più divertente e a me adattabile di "cosmesi".
Post contest, come ho già detto, è emerso che DEVO imparare a truccarmi e che l'unico modo è provare e riprovare, ma come tutte le cose se provi e riprovi una cosa sbagliata, impari una cosa sbagliata.
E' vero internet è pieno di tutorial, ma i tutorial non insegnano MAI le fondamenta, ad esempio come scegliere il concelaer, la base il primer per gli occhi, i colori e soprattutto come applicarli. spesso si limitano a dire " scegliete " il colore più adatto alla vostra pelle" ma come si fa a sceglierlo?
quando si va a prendere un trucco nuovo si prova sempre il colore sul dorso della mano: ieri ho scoperto che per scegliere la base devi usare il polso e vedere che "scompaia" completamente. Pare anche che ci siano differenze tra chi al sole diventa nero, come la mia amica Betty ( che è milanese quanto me ma per la pelle l'è teròna) oppure. come me, di un bel colore a scelta tra peperone e lampone a seconda dell'ustione raggiunta.
Settimana scorsa ho risposto all'appello di una " compaesana" che cercava persone da truccare gratis. Pensavo si trattasse di un estetista che volesse fare pratica prima di aprirsi l'attività, ed invece è una " beauty consultant": in pratica una che si prende mezz'ora del suo tempo e mezz'ora del tuo, ti trucca gratis (qualcuno si ricorderà la foto sul profilo FB) per farsi pubblicità alla linea di prodotti che vende la Mary Kay. Se in un primo momento ho pensato ad acquistare piano piano da lei ciò che mi servirebbe più per il palco che per il trucco da "ogni giorno", dopo ieri sera, credo che non accadrà.
Qui in Germania esistono catene di drogherie: in Italia credo la cosa che s'avvicini di più , non conoscendolo bene, sia il Tigotà, qui ci sono Il DM e il Rossman e forse qualche altra, ma io conosco queste. Ieri sera al DM hanno organizzato una serata bellezza, partecipanti massime 10, ognuna con le sue domande e le sue richieste. Io ho fatto la domanda che volevo "principi e fondamenti". La commessa che mi ha seguito, mi ha rilasciato una lista di quello che farebbe al caso mio, e devo ammettere che a parte la palette Maybelline, che trovo più adatta per un trucco ad uso quotidiano che uso palcoscenico, tutto il resto è notevole! Soprattutto mi è piaciuto il fatto che mi ha fatto vedere come fare, mi ha spiegato cosa stesse facendo, mi abbia fatto fare. Nell'altro caso mi sono trovata truccata di tutto punto senza sapere cosa, come e perchè. So che la qualità di un prodotto può fare molta differenza sul prezzo finale, ma non potendo fare paragoni sulla qualità, perchè non sono un esperta, posso solo fare paragoni su ciò che conosco bene, tipo il mio portafoglio, e posso affermare che con quello che spenderei per un rossetto Mary Kay oggi  al DM ci ho comprato: Concealer nuovo, Primer occhi, Pennello per la base, Pennellino labbra, una pallina per massaggiarmi il piede, il gel da barba per mio marito, e mi sono pure avanzati dei soldi!
Ora devo attendere perchè a quanto pare la base che mi è stata consigliata ieri è finita ed attendono il nuovo riassortimento.

domenica 19 giugno 2016

nuove avventure

La vita è una danza che gira, a maggior ragione quando si tratta della parte danzante della tua vita.
Sono stata raccattata cucciolo di danzatrice incazzoso e chi mi ha raccolta mi ha aiutata a diventare migliore su molto fronti indirizzandomi bene: grazie Claudia.
Ora è capitato a me: mi sono imbattuta in 2 cucciole di danzatrici, rimaste senza insegnante per motivi che non conoscono e non mi competono, e l'idea che mi danno, con rispetto parlando, è che siano disorientate.
Ho, quindi, le mie allieve.
Oddio, non so nemmeno se si possano definire così, perchè stiamo a più di 2000 km di distanza e possiamo solo comunicare via messanger e scambiandoci video esplicativi. Quindi domande dubbi e perplessità passano per scritto, e tra le tante domande mi hanno chiesto delle gare di danza.
Questa è stata la mia risposta.
In verità no, non so come funziona in Italia, però ho scaricato il regolamento FIDA: sai mai che non mi serva in un futuro prossimo. Dicevo che no, no so come funzionino le gare in Italia perchè  l'unica gara a cui ho partecipato è qui in Germania. Ci sono arrivata per caso, non mi ci ha indirizzata un' insegnante, mi ci ha spinto mio marito a farla perchè era stanco di vedermi frustrata nel fare coreografie che non mi convincevano. Mi ci ha spinto perchè credeva in me, nelle mie capacità. E poi sì amiche e college sia insegnanti che danzatrici mi hanno detto "vai e fai". Così sono partita ed ho scelto la musica, ho creato la mia coreografia, ho cucito e decorato il mio vestito. Non ho vinto, ma mi sono divertita ed ho dimostrato a me stessa di essere migliore di ciò che credevo. Per quello che la mia unica esperienza, partecipare ad una gara è emotivamente più impegnativo di uno spettacolo, ed è anche tecnicamente e come preparazione più impegnativo di uno spettacolo. Prima di andare in gara sono salita sul palco come danzatrice solista e di gruppo più volte e trovata talvolta ad improvvisare, che vuol dire avere una buona /ottima conoscenza della tecnica e faccia tosta da vendere: non ci si può fermare spaesate perchè si è dimenticato quale passo viene dopo, tanto in uno spettacolo quanto a maggior ragione in una gara. In uno spettacolo hai davanti persone che guardano e non sanno nulla di danza: in una gara hai giudici che osservano come ti muovi, l'espressività che hai, l'attinenza della coreografia alla musica, il costume se è attinente alla musica o no. Loro giudicano e ti fanno le pulci, lo spettatore guarda capendo poco e niente e per questo puoi " barare".  Non ho quindi molta esperienza in fatto di gare, ma parlo molto con le mie amiche e colleghe e so che ci sono danzatrici con un esperienza minima che vanno in gara, ma dipende da moltissimi fattori. Innanzitutto la danzatrice: una grande dose di autostima, che non deve sconfinare nella superbia, un talento naturale per la danza, una grande disponibilità in tempo per provare un infinità di volte, una buona disponibilità in denaro per un buon costume che faccia prendere punti (si arriva facilmente sui 200 euro), una buona predisposizione all'esibizione. Poi il tipo di gara: nelle gare molto grosse so che fanno diverse categorie, ma nella gara a cui ho partecipato io ci siamo ritrovate professioniste e amatoriali insieme, e va da sè che un'amatoriale come me contro una professionista, non ha speranze. L'insegnante è importante perchè è colei che ha esperienza, che può consigliarti o sconsigliarti di fare il passo "gara". Se la gara prevede categoria unica sia per soliste che per gruppi ( i duo sono gruppi) magari preferisce evitare di dare delusioni e far spendere soldi per nulla alle sue allieve. L'insegnante, cosa che non è difficile da immaginare, non è che si occupa d elle allieve solo per 2 ore alla settimana, ma pensa alle loro difficoltà a come fargliele superare, a cosa è meglio allestire per loro.
Quindi per un insegnante scegliere chi portare in gara, ed è un discorso di serietà ed onestà verso se stessa come insegnante, verso il gruppo, verso le sue allieve, tutte.  Poi possono esserci altre persone che vogliano vedere una danzatrice andare in gara, parenti o amici, ma l'affetto che possono provare per una danzatrice, non basta affatto per pagare la gara, i costumi, le lezioni extra, e non dà alcuna competenza nella valutazione della preparazione di una danzatrice, però aiuta quando si è giù di mortale e ci si sente di non potercela fare.

sabato 18 giugno 2016

Nel mondo della danza....

.... ci sono un sacco di danzatrici che se la menano.
Quindi oggi me la meno anch'io, in modo dannatamente autoironico, perchè è la chiave della mia danza: non per niente ero "il folle" accoppiato al "saggio".


Così oggi ho fatto anch'io il " video casalingo" con un abbigliamento davvero poco ortodosso.

Buon divertimento.


mercoledì 15 giugno 2016

una foto per...

Su Fb gira un nuovo tormentone contro l'abbandono degli animali: condividi la foto del tuo cane  o gatto per dire di no all'abbandono degli animali. Come se una foto potesse fare la differenza.
Io sinceramente di tutti sti pippolotti non ne posso davvero più: lasciano il tempo che trovano soprattutto se i post li possono vedere solo i tuoi amici e non il mondo intero. I tuoi amici ti conoscono: se sei uno che abbandona gli animali avrai amici che abbandonano gli animali e non gliene fotterà nulla del partecipare a questa campagna del cazzo. Se non abbandoneresti mai un animale (ma Manolo mi sta seriamente tentando) anche i tuoi amici non lo fanno perciò perchè postare una foto del genere? insomma l'idea può anche essere buona, ma il contesto è sbagliato: così come ho bannato fascisti omofobici qualunquisti dal mio profilo FB, anche le teste di cazzo che abbandonano ne verrebbero allontanate.
E poi a me una foto non basterebbe.
Ci sono migliaia di momenti condivisi con gli animali che sarebbero da rendere pubblici, compreso quella merda di Chihuahua a cui misi tutta la testa in una museruola da pastore tedesco per evitare di farmi mordere, perchè sarà anche piccolo ma i denti ce li ha lo stesso.
nella mia vita ci sono stati 13 gatti, più comparse varie, come il Matteo Migniri che era il primo gatto della mia vita ed era il gatto dei miei nonni: me lo ricordo come enorme. O svariati cuccioli trovati, tirati su a biberon e poi dati via, come il gatto Paco, "battezzato" Gigi  che mi riportava la pallina, e quelli salvati in mezzo alla strada o dalla strada come Lenticchia.
Cani uno solo per la verità, poi non avendo il tempo da dedicare ad un cane ho scelto di non averne altri, ma ne ho visti un po' in clinica e ce ne sono alcuni che mi hanno lasciato dei bellissimi ricordi come Teufel, doberman oversize, che veniva da me e si appoggiava di tutto peso ( lo faceva anche Mojito altro dobermann che sia una caratteristica di razza?) o il Rocky, pastore tedesco di cui tutti avevano paura ma che si faceva fare da me qualsiasi cosa.
Sarebbe un album fotografico davvero lungo, in cui di inserirei i porcospini a cui fare le terapie in clinica e il piccione con la commozione cerebrale.
Più che non abbandonarli, la vera campagna dovrebbe essere: non prenderti o regalare un animale se non sei più che certo di potertene prendere cura come si deve.

martedì 14 giugno 2016

Disavventure universitarie post laurea

Cosa accade se sei laureato in Italia e dall'estero cerchi di contattare la tua università per avere copie di documenti?
Ecco preparati a vivere un incubo tipo le 12 fatiche di Asterix.

Io non ci ho pensato prima di partire poco più di un anno fa, di ritirare pergamena dell'esame di stato e un paio di copie sostitutive di tutto: contattare l'università dall'estero per avere informazioni su come recuperare questi documenti (che mi appartengono) è un incubo!
Facciamo nomi e cognomi: sia mai che qualche altra università sia più "sveglia".
Mi sono laureata in medicina veterinaria alla frequentatissima università degli studi di Milano: non un università sconosciuta e poco frequentata, si parla di un università con migliaia di studenti iscritti ogni anno in diverse facoltà.
Intanto il sito UNIMI.it se non sei uno studente che cerca informazioni per le tasse o per iscriversi agli esami di corso o alle sessioni di tesi/esame di stato non è di facile uso.
Esiste contattarli hai 3 possibilità:
1- di persona tramite appuntamento,
2- telefonicamente con numero verde, o con  199,  o con numero normale con prefisso +39 05 (05? ma Milano non era 02?)
3- via mail, ma.... prima devi registrarti come esterno, poi scrivi la mail, la invii, dalla loro piattaforma e ti compare un bel messaggio "richiesta inoltrata perfettamente le risponderemo al più presto!"  e così è, solo che non ti dicono che DEVI TORNARE SULLA LORO PIATTAFORMA PER LEGGERLA, non come tutte le comuni mail di sto mondo che ti arrivano nella tua casella di posta elettronica.

Se pensate che per telefono sia più semplice preparatevi a:
- tempi di attesa ( a meno che non abbiate un culo spropositato)
- impiegata rimbambita (sempre che non abbia avuto il culo io di beccare la stessa per ben 2 volte: quello scazzo nella voce è indimenticabile)
- ripetere almeno 4 volte che siete all'estero e che non potete farvi migliaia di km per presentarvi allo sportello  ne tantomeno recuperare le marche da bollo
- scoprire che scrivendo tramite il format mail del sito web era meglio se allegavate la scansione di un documento, cosa che NON E' SCRITTA DA NESSUNA PARTE nel sito.

Ora spero mi risponda tramite mail qualcuno di abile, non un imbranato cronico, come la tizia di cui sopra, la cui, la volta precedente, mi ha detto che la pergamena non ha alcun valore (che strano qui a quanto pare è un documento valido!)

lunedì 13 giugno 2016

E' lunedì....

...e ogni tanto prende male pure me.
da dove comincio?
Ok da " sono le 8.30".
Le figlie sono già piazzate Kita + Grundschule, però prima di piazzarle ho dovuto stamattina all'alba delle 7 fare la "piazzata" sulle richieste alimentari. Sabato abbiamo preparato i muffin, venuti pure buoni per la verità: sabato sera stessa durante la serata cinema ne sono spariti la metà. "Evviva eureka gaudio e tripudio, finalmente mangiano qualcosa che hanno voluto e preparato loro!" Penso e m'illudo. Ieri mattina " bimbe lo volete il muffin?" "No" con quella voce lagnosa e quella faccia disgustata che faccio appello a tutta la pazienza che si desta prima del caffè per non mollare un paio di pizze in faccia a tutte e due. Stamattina idem, ma la pazienza non si è svegliata, forse complici i pensieri del cazzo che mi sono venuti in mente tra le 4 e le 5 del mattino, e così gli ho tirato la piazzata che:
1- le cose che cucinano poi le mangiano, perchè
      A - non ho voglia di mangiarle sempre tutte io,
      B - non ho voglia di buttare via cibo per niente.
2 - ci sono bambini che non hanno niente , vivono in una palestra e li conoscono per nome e cognome, visto che sono in classe con loro, perciò mi fanno il sacrosanto piacere di non stracciare la minchia con i capricci viziati e di mangiare sto cazzo di muffin che è pure buono.

Concluso il capitolo muffin, che ha come epilogo il fatto che non cucinano più un cazzo di niente se non hanno intenzione di mangiarlo la fase famigliare mattutina scorre via liscia, per lasciarmi sola con il mio secondo caffè i miei pensieri e Manolo che non so se brevettarlo come colla o come calamita.ognuno ha il rapporto che ha con i propri animali domestici, perchè comunque è creato da 2 individui con caratteristiche diverse,e  vi assicuro che per quanto bene voglia a questo gatto dal carattere buono, ( se andate indietro di 6 anni in questo blog trovate le foto di San Manolo Mona) ora che è vecchio e passa 20 ore su 24 a miag... ragliare vi assicuro che porta all'esasperazione, soprattutto se le restanti 4 di silenzio le deve per forza passare in braccio a me.

Ah non sono stata assunta come panettiera. Mi hanno chiamato per dirmelo. Gentili: in Italia manco ti rispondono ai curriculum se non gli interessi. Sono fiduciosa: prima mi ha risposto una libreria dicendosi interessati se potevo essere al lavoro dalle 4.45 (libreria dell'aeroporto, ha senso che alle 5 sia aperta) poi la catena di panetterie mi ha offerto un colloquio preliminare: la prossima occasione buona se va avanti così dovrebbe essere un contratto! Cioè dico di essere fiduciosa, ma sono di umore tutt'ora grigiognolo. Questo significa rimettersi dietro alle Bewerbungsbriefe ( lettera di presentazione) per posizioni anche veterinarie, e sinceramente vorrei rientrare come infermiera, non come veterinario o almeno non da subito. Significa anche avere a che fare con l'Italia per recuperare il mio esame di stato, che a quanto pare mi basta per farmi riconoscere il titolo di studio, e già mi vien male a pensare che la richiesta va fatta in marca da bollo, valore acquistabile solo in Italia.

Domani è il compleanno di Luca e sono convinta di avergli preso il regalo sbagliato. Di fatto era anche intuibile: è da inizio maggio che dice "devo prendermi i guanti (da sub) nuovi" ma io avevo già in mente tutt'altro regalo anzi ero già in moto da aprile per trovarlo, e così ho fatto. Quindi sto male solo all'idea di dargli un pacco-sorpresa-di-delusione. Io ci sono abituata ad avere più delusioni che sorprese per il mio compleanno, e per questo non sopporto dare delusioni agli altri, e purtroppo di tanto in tanto mi capita, come la volta che preparai i palloncini per la festa di compleanno di Marina, dimenticandomi che "no non le piacciono perchè poi scoppiano", o il lettore satellitare per Luca usato 2-3 volte, o il portafoglio che tutt'ora usa, ma che voleva scegliersi lui, o il treno della lego dell'
anno scorso che sì riportava la scritta "city" sulla scatola ma quello che voleva era una palazzina da costruire, non l'ICE/TGV/TAV.
E sempre per rimanere in tema regali, rimango in ansia per il pacco spedito ormai 2 settimane fa, direzione Italia, errore mio, posta normale e non tracciabile ( che poi è tracciabile fino al confine, dopodichè si spera lo stesso che arrivi) con dentro " articolo fuori produzione" non di enorme valore monetario, ma di grande valore affettivo.

Ecco queste sono le premesse del mio lunedì, che poi sono in parte le premesse anche della settimana. Forse dovrei solo rassegnarmi al fatto di aver sbagliato il regalo, che il pacco sia andato perso, che mi sta venendo la gastrite, che Manolo ci seppellirà tutti miag...ragliando, che se non c'è l'olio di palma dentro (nutella, biscotti, industriali etc...) non è buono ( ed io non sono una di quelle che si oppongono a questo ingrediente, ma a qualcosa devo pur dare la colpa, giusto per non prendermele tutte io come " cattiva madre" che non ha cresciuto a pane raffermo e olio le figlie) e andare avanti.

Aggiornamenti delle 12.53

Dopo aver scritto questo post ho fatto una buona azione gratuita, che non si sa mai porti buono.
Il ministero delle politiche ambientali, preposto al riconoscimento della mia laurea mi ha risposto mandandomi un paio di documenti che devo leggere e compilare.
Piccole cose che però fanno stare meglio.



mercoledì 8 giugno 2016

umore grigiognolo

In realtà i giochi non sono ancora fatti, ma quando una cosa la desideri davvero tanto nonostante le possibili complicazioni che possa dare, il timore di perderla o peggio averla già persa e non saperlo, è orribile.
Venerdì sono andata a fare il colloquio preliminare per un posto da panettiera, a 300 metri da casa mia. Mi hanno detto la chiameremo in settimana ed eventualmente il primo giorno sarà il 15 di giugno. Oggi è solo mercoledì, e la settimana è ancora lunga, ma l'ansia mi sale: il pessimismo che ti instillano in Italia sulle scarse possibilità di trovare un posto di lavoro lavora benissimo anche qui nonostante mi sia trasferita: ma non potevo buttarlo via come tante altre cose?
Poi so anche poco dei meccanismi dei colloqui di lavoro. Come veterinario ne ho fatto solo uno e il titolare della clinica mi ha pure presa per il culo, mentre per le altre cliniche la prassi è questa: chiedi sei puoi andare a vedere gratis, poi ti fanno sgobbare gratis e se gli piaci vieni assunta, cioè ti dicono che puoi lavorare lì come collaboratrice esterna, compenso ad ore, tutte le spese a carico tuo.
Due anni fa feci un colloquio per un azienda di logistica e feci una gran figura di cazzo: capii solo anni dopo quale fu il grave errore.
Quindi ora sono stritolata dall'ansia che non mi chiameranno e sto cercando tutti i motivi per cui non possa andargli bene, dal fatto che non sono madrelingua, che sono mamma, che sono laureata, che ho più di 40 anni, che non ho esperienza come venditrice in panetteria, averne parlato troppo carica di entusiasmo....
Eppure delle 5 persone che dovevano essere intervistate quel giorno io ero la quarta nella scaletta degli appuntamenti e sono stata la prima ad essere intervistata.

venerdì 3 giugno 2016

Meglio tardi che mai

Ecco ripensando alla mia vita " meglio tardi che mai" è una frase che riassume parecchi punti salienti.

Diploma del liceo: 2 anni di ritardo
Laurea: ho perso il conto degli anni fuori corso
Patente per la moto: a 30 anni
Figlie: più verso i 40 che verso i 30
Trucco: Sto imparando a 42 anni suonati.

Senza contare la miriade di cose che in genere ci metto più tempo della media a concludere.

Ecco direi che meglio tardi che mai !

sabato 21 maggio 2016

Lo spoilerone

Ecco, mi sono sparata in una settimana la prima ed attualmente unica serie di Lucifer: in pratica dopo un eternità agli inferi per volere del padre "Daddy" Lucifero (si si proprio quello!) si prende una vacanza ed apre un night club a... Los Angels.
Prima serie 13, puntate: non vi dico nulla su chi c'è e chi non c'è a parte che Tom Ellis nella parte di Lucifero Stella del mattino ( nome letterale biblico per chi abbia fatto il catechismo solo a metà) che dire che è sexy da morire è limitato, si conclude con una parola che lascerà chiunque sbalorditi. La parola è .. No no ve la dico, è più bello lasciarvi soffrire per le 13 puntate e arrivare come me, ad attendere la seconda serie, se al faranno.

post constest

Ad un mese e mezzo dal contest sono riuscita a parlare con la giudice italiana (gran botta di culo) del contest e a farmi raccontare un po' di cose. In realtà volevo sapere se ero l'ultima in classifica, ma non ho avuto il coraggio di chiederglielo., comunque....
Comunque ne ho ottenuto una disamina del mio pezzo con l'elenco piuttosto dettagliato di tutti gli errori. E' bello sentirsi dire "sei bravissima" dalla mia curva degli ultrà, è bello sentire tuo marito che all'esibizione della quarta concorrente ti dice: "per quello che ho visto fino ad ora il secondo posto dopo Gori non te lo toglie nessuno (poi Gori ha preso il terzo, magari a me hanno dato il quarto, ma ne dubito, e non so se ho il coraggio di chiederlo), ma se queste cose sono balsamo per le orecchie e per i patimenti d'animo, sono poco utili per crescere come danzatrice.
Mi è stato consigliato di curare ed allenare di più l'espressione, perchè la paura è inespressività, di è stato consigliato di curare di più il movimento nella coreografia per far sì che non sembri un esercizio ( di riscaldamento e tecnica, aggiungo io ;) ), di non saltellare di migliorare la conoscenza del ritmo ( ed interpretazione) zar, di curare meglio il trucco.
Io dal canto mio aggiungo che ogni volta che mi vedo non mi vedo energica. Vedo le mie braccia deboli indeterminate e ed indefinite, e le mani sono ancora un po' "appuntite".
E mi è stato consigliato di non lavorare da auto didatta. Non ho chiesto precisamente di spiegarmi cosa intendesse, ma io l'ho preso come un :"fatti controllare durante la preparazione, non fare tutto da sola", cosa che invece ho fatto questa volta per paura che venisse stravolto il mio lavoro, per paura di sentirmi dire "lascia perdere".
Ora sono in dubbio: cambio musica e ne prendo una nuova, o disfo, in toto o in parte, quello che ho già fatto?

venerdì 20 maggio 2016

Finalmente ora....

..... posso rispondere "sì" quando mi chiedono se per essere così prendo la pillolina tutte le mattine.

2 settimane fa sono andata per la prima volta dal medico generico perchè sono quasi 2 mesi che mi fa male il piede destro. Ci cammino, ma ho qualche problema a danzare, e no scordatevi di scrivermi " beh perchè ci danzi sopra se ti fa male, stai ferma no?" è più o meno come dire alla terra di smettere di girare. Poichè era la prima volta che mi vedevano, mi hanno anche fatto un prelievo di sangue tanto per gradire.
Ora non so se in Germania hanno parametri valutativi diversi ( non intendo i valori ma il modo in cui interpretarli), ma il motivo per cui più di una volta mi hanno fatto le analisi in Italia senza ottenere una risposta significativa, la tiroide, qui ha avuto come conseguenza una chiachcierata con la dottoressa, che è sortito in un "niente di allarmante ma facciamo questo ciclo di terapia di 6 settimane di ormoni tiroidei, eco tiroide a metà e alla fine di nuovo esami del sangue".

Ebbene è poco più di una settimana che prendo la mia pillolina a stomaco vuoto mezz'ora prima della colazione e mi sento benissimo. Non mi sento sempre stanca come prima, no mi sento svogliata, il mio umore è migliorato, dormo meglio. Ora ci manca che mi vada a posto il ciclo tornando a 4 settimane e direi che sono a cavallo.

Ecco l'unico effetto che questa magica pillolina non mi sortisce e che il piede mi fa ancora male, ma per quello ho appuntamento dall'ortopedico lunedì, sperando che non mi dica di smettere di ballare. 

mercoledì 11 maggio 2016

Le streghe di Eastwick. libro vs. film

E' risaputo che il libro è sempre migliore del film.
Raramente capita che il film sia migliore del libro.
Talvolta capita che film e libro siano identici, perchè il libro è stato tratto dal film e non ne esisteva una storia a priori.
Ma che si dice di quando tra libro e film, gli unici punti in comune sono i nomi dei personaggi?

E quando dico nomi dico nomi e basta.

Sukie, fa la giornalista ma non è bionda, Jane è musicista ma non è rossa, Alex è artista ma non è mora. E tutte sanno di essere streghe fin dalla prima pagina, e no, non rimangono incinte alla fine del libro.
Darryl Van Horne?
Nicholson è fantastico, ma non è squallido fisicamente e mentalmente come il Darryl del libro: Nicholson è soltanto rozzamente sexy.

Se vi è piaciuto il film, non leggete il libro.
Se vi è piaciuto il libro non guardate il film.

Io non riuscirò più a guardare il film sapendo cosa ha scritto John Updike.

E' stato scritto un seguito "le vedove di Eastwick", ma dubito abbia a che fare col film , giacchè il libro è di pochi anni fa.

sabato 30 aprile 2016

E se diventassi vegetariana?

Davvero ci sto pensando, se non totalmente ridurre drasticamente il consumo di carne.
Lo faccio per una scelta etica?
NO
Non lo faccio perchè " no... gli animali..... poverini...", lo faccio perchè se devo mangiare carne che non sa di niente allora non la compro e basta, tanto non sarà di certo il mio pensare che stai allevando un animale da carne male facendogli sviluppare muscolo che sa di cartongesso che fermerà l'industria della carne. E non mi pulisco nemmeno la coscienza dicendo " toh almeno per me non sarà ucciso nessun animale" perchè mi pare una sciocchezza filo-ipocrita.
La carne qui in Germania, non mi piace.
Sarà la metodologia di allevamento, la razza di manzo o maiale allevato, sarà la dieta che gli forniscono ma qui la carne è asciutta quanto un rotolo di carta igienica.Fai andare per ore lo spezzatino e la carne la tagli, la mangi e sembra di mangiare un cubetto di gesso. Sono a malapena passabili gli hamburger! E anche lì devi stare attenta, perchè col fatto che la carne è insapore, te li vendono già speziati.
Non vi dico la tristezza della carne per grigliata!
Intanto la salamella come la nostra non esiste: sì c'è qualcosa che di faccia gli assomiglia, ma di sapore... i croccantini per gatto forse sono meglio e gli spiedini non hanno di simile nemmeno lo stecchino di legno che qui si curva come se fosse fatto dall'albero della gomma!
Poi la braciola e la costina non esistono. Però hanno una varietà di fettine di carne di manzo maiale pollo o tacchino, e spiedino-simili senza verdure, variegatamente marinate. Ma non marinate come da noi con olio ed aromi vari, o nel vino: non marinate in salse dai colori improbabili, che a me sono sempre sembrate (da che sono stata in Germania la prima volta ormai 19 anni fa) il miglior modo per mascherare la carne un po' vecchia che ha iniziato a"profumare" diversamente.
Poi i wursteln.
Sono la prima ad ammetterlo che il wurstel è il miglior modo per commercializzare una carne di merda: gli cambi le dimensioni, il nome, lo fai solo di volatile o di misto ed hai trovato il modo per vendere il cartongesso, in forma appetibile. Al di là del processo lavorativo del wurstel che incomincia con "carni strappate meccanicamente", mi pare quasi ovvio che, se hai una carne insipida, tutti si buttano su un prodotto altamente lavorato come il wurstel come "surrogato" di carne, anche se ha una componente acquosa di circa il 50% ( per dati più precisi andateveli a cercare, io campo dei ricordi dell'università) e la restante parte sono grassi, aromi e poche proteine, ma davvero poche.

Anche sui salumi avrei da ridire.
qui sono tutti "speziati", "affumicati", larghi come una braga da cesso. Oh, comodi come larghezza perchè sono giusti per farci il panino (precisione ed efficienza tedesca!) ma sono tutti uguali. non c'è quella sublime poesia di guardare un felino, o uno strolghino di culatello, ed iniziare a commuoverti ad "eroticizzarti" all'idea di gustartelo con pane fragrante. Per non parlare poi della totale mancanza di qualcosa di simile al Crudo, e forse è pure un bene. Per la verità c'è anche quale salume tipico ed interessante, ma ti devi fossilizzare lì, su quello che è il " mai visto in Italia", altrimenti il paragone è schiacciante. Anche il cotto, sempre tagliato spessissimo, più o meno come la suola di un anfibio, talvolta sembra più spalla che cotto, ma è l'unico ad avere un sapore accettabile.
Bologna (o mortadella a dir che si voglia) di quella tagliata sottile come la brezza primaverile col pistacchio che ti fa l'occhiolino, nemmeno l'ombra, a meno che non hai culo a trovarla alla Lidl nella settimana italiana. idem per la poesia di un salame Milano, o 2 fettine di bresaola. La mancanza dei salumi non mi era nemmeno pesata così tanto in gravidanza.

A me la carne e i salumi piacciono, ma buoni, quelli che quando li mangi danno soddisfazione, perciò una carne che non sa di niente, che qui annegano in salse piene di aromi artificiali  o la marinano in "bava di Alien" pur di riuscire a mangiarla, o e un salame che sa solo di affumicato, possono tranquillamente essere messi a margine della mia dieta.

martedì 19 aprile 2016

Preoccuparsi, arrabbiarsi...

Ieri, scherzando, ho detto a Luca che la nostra grande preoccupazione sono gli stronzi. Poi se vogliamo possiamo dare una scala di priorità agli stronzi di cui dobbiamo preoccuparci ed effettivamente i miei stronzi, la prof sclerata che ci tratta come delle merde ignoranti e fannullone o il fotografo "gna gna gna peggio per te se non compri le mie foto", sono infondo alla scala delle preoccupazioni o addirittura fuori.
Però mi sento pirla, mi sento pirla perchè so che entro il 9 maggio la prof sclerata non la vedo più ( e volendo finisco pure prima) e il fotografo è decisamente acqua passata, ma continuo ad averli in testa; che sia sintomo di:

A- una vita troppo vuota
B- fragilità emotiva
C- sindrome dello struzzo che metto la testa sotto la sabbia per non vedere problemi più grossi e che guarda caso assillano più mio marito che me?

Non ho voglia della solita retorica "sei una donna forte e bla bla bla": vorrei trovare soluzioni che mi diano forza, convinzione e determinazione, altro che!

Stare qui a lamentarmi delle cose che avranno un termine certo (leggasi corso di lingua ed integrazione per immigrati) è una cazzata: prendiamoci sto pezzo di carta alla cazzo di cane e vaffanculo.

poi andiamo a preoccuparci seriamente di mandare di nuovo il CV a Trivago: anche se si tratta di un contratto a tempo determinato, in questo momento se trovassi un lavoro ci sentiremmo meglio tutti quanti.

lunedì 18 aprile 2016

da 1 a 10

Come ad ogni manifestazione danzante che si rispetti, c'è un fotografo professionista.

Sappiate che non acquisterò scatti ufficiali. C'è una galleria pubblica con tanto di watermark ma non starò qui a postarne il link.

Solo a me ha fatto 40 scatti. Per la verità li vende anche a poco 1 euro a scatto se compri tutti gli scatti che ti riguardano in breve termine, solo che tra tasse italiane ed altre spese forti questo mese ed anche il prossimo, quei 40 euro non me li posso permettere, e se le li avessi da scialacquare, beh magari li scialacquerei "in cose per la famiglia".
Quando gli ho mandato una mail chiedendogli informazioni sui costi, mi ha risposto una una mail così caotica che mi è parsa un listino generico. ho addirittura capito che sul prezzo c'era un ulteriore sconto da tanto che era caotica!
Però l'ulteriore sconto non c'era, e non era nemmeno chiaro il concetto " solo se le prendi TUTTE te le metto a 1 euro al pezzo". Così mi sono messa a "scremare", perchè l'unica cosa che era chiaro era che l'ordine minimo dovesse essere di 30 euro, cercando 30 scatti decenti, (che non ci sono, se va bene saranno circa 10).
Ieri sera gli ho mandato l'elenco dei 30 scatti e stamattina mi risponde che per quei 30 scatti vuole 300 euro: eh già ogni scatto 10 euro.

Mi sono scusata per non aver capito assolutamente nulla delle sue mail e gli ho detto che non avrei acquistato nessuna foto.

Ora io rispetto il lavoro di chiunque, anche l'espressione artistica se vogliamo, ( ma scusa tu mi hai fatto una serie di foto a raffica quale cazzo ci arte ci hai messo di tuo!?!!?!?!) ma 10 euro per una foto che posso usare  solo sul mio blog, su fb, o  appendermi in casa ma solo in formato 10 x 15, perchè se volessi una definizione maggiore per fare una stampa un po' più grossa la devo pagare a parte, e non posso usarla per fini commerciali, altrimenti vuole essere pagato un tot l'anno mi pare un po' tanto.

Come ho detto rispetto il lavoro altrui, ma il rispetto lo perdo quando tratti il cliente, o possibile tale, uno schifo. Poi sarò troppo selettiva, ma una mail copia incollata con tutte le informazioni possibili (ed inutili al caso) già mi parla di poca attenzione e di fatto apposta per fregare la gente: ti abbindolo con 1 euro al pezzo, poi se ne vuoi di meno ti decuplo il prezzo finale con o senza sconti, e per concludere quando mi scuso per non aver capito nulla e che non acquisto più foto da te, mi rispondi con "peggio per te"?

La foto bella è un ricordo, certo, ma nulla più con le restrizioni che ci mette. Spenderei i 40 euro per i 3, 15 minuti di ripresa del mio pezzo, che almeno posso usare per studiare il movimento, gli errori fatti, per migliorarmi. Ma di una serie di foto fatte a raffica di cui alcune pure mosse e fuori fuoco, ne faccio volentieri a meno.


sabato 16 aprile 2016

ieri oggi e domani

 sono le 7.46 di sAbato mattina: l'uca è usciro er andare al corso di formazione per la protezioen civile ed io mi sono preparata il caffè e em lo sono portat a letto, pregustandomi caffè e pc in santa pace il sabato mattina: insomma sfido le m ie marmocchie a doermire a lunco, ma nana grande è già qui accanto ame. conil suo tablet.
Io però scrivo lo stesso dei mie costumi.
sono al terzo costume che metto insieme. I primi due li ho fatti completamente io.il terzo no, ma solo perchè non avevo tempo.

IERI era questo:


Correva l'anno della pietr... ok era il 1995 e praticavo danza già da un anno: il mio battesimo? un WS sabato e domenica con un insegnate egiziano, che parlava solo Arabo o francese, e non mi ricordo come si chiama.  Comunque in quell'epoca buia, i costumi li andavi a comprare in Egitto, oppure te li facevi fare da una sarta o te li facevi, e se la gonna si riusciva ancora ancora a fare, i reggiseni quasi sempre erano costumi da bagno con qualche paillettes. Io che già con la macchian da cucire e l'ago me la cavavo meglio, ne ricoprii uno, ma al posto di ottenere un effetot push up in quell'epoca il cui il wonderbra era appena nato, ottenni l'effetto " san giuseppe e la sua pialla sono passati di qui". Di quel costume taglia 42 ( e mi vedevo grassa grazie alla gente cogliona che avevo attorno!) non ne rimane più niente: cintura e corpetto sono stati smontati e le perline tutte provenienti da Venezia (il mio orgoglio!) e le file di paillettes recuperate. la gonna l'ho venduta e spero torni a danzare al più presto, (capito Bianca?!?!? se non sai da chi andare ti mando da Sabrina che ti piacerà come persona!)

OGGI, beh lo conoscete.

Una gestazione piuttosto lunga con Claudia che continuava a dire " mettici più pietre!!!! ",  "A trovarle" aggiungo io! E pensare che con questa stoffa volevo farci una galabeya... Il tempo, 22 anni, mi hanno regalato un notevole effetto push up naturale e 3 taglie in più.

DOMANI sarà questo:


E il domani è già arrivato! Il bozzetto lo avete già visto e dall'altro ieri sono già partita a tagliare e assemblare le  stoffe e le decorazioni che avevo già in casa, e con dovizia di spilli ho approntato le prime decorazioni sul bra.


I fiori sono in organza lilla che però sul fonod verde scuro un po' perdevano così, gli no creato una base luminosa e l'idea me l'hanno data i fiori di Mamigà che abbiamo ampiamente fatto poi anche noi!


mentre per quelli più piccoli sulla spallina ho semplicemente ricoperto la spallina stessa.


Attualmente il bra risulta così:




Intanto impazzisco a cercare dove ho messo gli aghi per perline, quelli buoni, perchè al momento ho trovato quelli vecchi sguinci che si piegano solo a guardarli e nemmeno storto!