domenica 10 marzo 2019

Non era una semplice conoscenza

Nella testa ho un miscuglio di pensieri che non riesco ad organizzare. Partiamo dai fatti: giovedì vengo a sapere che una persona con cui non avevo più contatti sta così male da non poter rispondere a nessuno. Venerdì una cara amica comunque mi comunica che questa persona è venuta a mancare. È la seconda persona che conosco che nel giro di un mese passa a miglior vita. Della prima ne ho già scritto. Di questa seconda non so. "Non so" non perché non sappia cosa scrivere a riguardo, è che "non so" è la migliore descrizione di quello che provo in questo momento. Non mi sento triste, mi sento per lo più indifferente, e non è qualcuno con cui ho avuto poco o nulla a che fare. Siamo state amiche, abbiamo gestito insieme una mailing list prima ancora che esistesse facebook, sono stata più volte a casa sua e lei è stata qualche volta da me,  è stata l'artefice della coperte ricamate per entrambe le mie figlie, e non ultimo, la mia testimone alle nozze. Quindi non proprio una perfetta sconosciuta.
Era Maria Elena.
Poi ci siamo allontanate. Dal canto mio per via di nuove conoscenze che ho provato a farmi piacere, ma non c'è stato verso. A seguire una serie di sfortunate scelte o coincidenze, e messaggi che non lasciano il desiderio di continuare a tenere legami. Di fatto non ho più avuto sue notizie dirette da quando nell'ottobre del 2013 venne diagnosticato il cancro a mia madre. Venni a sapere per vie traverse che anche lei non stava bene, che subì una chirurgia interminabile, volevo andare a trovarla, ma mi venne impedito. Poi dopo un lungo silenzio ho avuto la scelta infelice di scriverle, ma se non l'avessi fatto sarebbe stato meglio. Forse non ho mai capito chi fosse veramente, e questo è stato alla base di questo allontanamento, che ora non mi fa sentire triste o sbigottita come lo sono stata per il Carletto, ma mi lascia semplicemente indifferente. Forse è questo il peggio: la dipartita diuna persona che per anni è stata importante nella mia vita, mi lascia questa sensazione di assoluto distacco. L'unica pensiero di commiato che ho, e mi suona pure di macabro, e che dove sei ora hai già trovato buona compagnia: Maria kfr con cui potrai di nuovo parlare di fumetti, gatti, ricami, e golosità varie.

mercoledì 6 marzo 2019

Vita con Claudio: lo spin off.

Come tutti i serial di successo prima o poi parte lo spin off, e il nostro si chiama " deco boys". Per sapere chi sono vi rimando a questo post di Claudio: ha sbloggato lui per primo, ma io l'idea di scrivere questo post ce l'ho da un po': più o meno da quando siamo tornati dalle vacanze di Natale. Ma prima dovevo aspettare.
Dovevo aspettare che spedissi ed arrivasse un pacchettino.
Poi mi sono successe un po' di cose e non avevo voglia di scrivere cose leggere.
Ma stasera mi è arrivato il link ad un post ed ora non ho scuse per attendere oltre.
Tutto inizia a Pasqua dell'anno scorso: Jilly la nostra adoratissima guida ci manda la foto di un testo di una canzone firmata " Deco Boys". Il nome ci è famigliare perchè l'abbiamo letto su " cani salati nel profondo blu" ma credevamo fosse ormai un discorso chiuso, magari disperso nel vento. Ed invece no! Un pezzo di quelle storie che adoro, tipo reliquia che "Indiana Jones scansati", ci si para davanti. Meglio ancora: possiamo acquistare i DVD del concerto e il ricavato andrà in beneficenza per un rifugio animali nella zona di Sharm.
I DVD li acquisiamo solo in queste ultime vacanze, in duplice copia:  una insieme ad un paio di lattine di Stella verranno spediti. Il famoso pacchettino.
Una volta casa, più o meno 10 minuti dopo aver chiuso la porta, abbiamo messo su i DVD curiosi di sentire quelle canzoni di cui ne abbiamo letto ma mai trovato tracce on line a parte 3 video. 
Da lì è incominciato lo spin off.
Qui ormai è prassi citare le Padi Drinking Table ogni volta che si stappa una birra " never drink alone", o pensare a quanto mi possa essere utile una muta Stagna soprattutto se volessi fare un tuffo nella piscina del Camel. Guardare i Gav e notare se ci sono più "clip che a Hollywood", o pensare nostalgicamente che sì, a Sharm puoi trovare facilmente hamburger pizza o pasta se ti va, ma falafel e shawarma non poi più di tanto.
Ora ho anche una foto delle Padi drinking table. Probabilmente finirà nel mio Log Book.

venerdì 22 febbraio 2019

Panico mode on.

Per la verità vivo in costante panico dalla fine di novembre: un continuo rimestamento di ritmi per tutta la famiglia che mi comporta un subdolo livello costante di ansia e panico. Non mi serve una vacanza, mi serve che si stabilizzino un po' di cose. Ho passato i mesi di dicembre e gennaio sperando in un posto da veterinaria: presente dalle 7 del mattino  alle 15.30 quando andava bene, a poco meno di 40 km da casa (per viaggio), per un rimborso spese che non ha coperto molto e un "non posso assumerti". 2 mesi in cui speri che vada tutto bene, che ti assumano e sperare di riuscire poi a gestire la tua vita con turni del mattino della sera della notte e finesettimana da 48 ore. All'umiliazione del "non posso assumerti detto da uno dei titolari, e all' umiliazione di sentirsi presi per il culo dall'altro titolare " vorrei assumerti come veterinaria di degenza, ma stiamo cercando di capire come farti il contratto", si contrappone la magra soddisfazione di non dovermi preoccupare di turni dalle ore improbabili per i quali non avrei saputo come gestire le figlie. Quel tierheim che speravo avesse ancora un posto libero mi ha assunta. Al momento si tratta di un contratto a tempo determinato, ma sempre meglio dell'andare in una clinica a gratis per una speranza. Questo di fatto è un punto di stabilità, ma anche fonte di incertezza: si lavora 5 giorni alla settimana, che va dal lunedì alla domenica, perciò si lavora anche il sabato e la domenica con 2 giorni infrasettimanali di riposo. L'incertezza è che i finesettimana lavorativi li sai da una settimana con l'altra: cioè oggi ho saputo che sabato 2 e domenica 3 marzo lavoro. Per la settimana successiva chi lo sa. Non sarebbe un problema se:
- Luca non avesse servizio e ausbildung the
- io non avessi il viaggio e lo spettacolo a Milano, le prove extra per lo spettacolo, lo spettacolo,  le due corsi per il contest e non ultimo l'ausbildung con Aladin. E il mio senso di impreparazione.
- Marina 4 sabati mattina di corso mermaiding.
Tutto da organizzare, incastrare, rendendo anche più indipendenti le nane combattendo con il mio senso di abbandono e tradimento nei loro confronti, senza ancora una babysitter, e con Marina che non va più d'accordo con la vicina di casa, perciò da portare con me.
Nuovi ritmi da prendere.
Mi manca l'acqua. Spero di potermi sparare 2 ore di piscina, che poi tutto cambia aspetto.

martedì 12 febbraio 2019

Carletto

Mish mumkin

Questo è quello che voglio continuare a pensare, fino a che non arrivano notizie inobiettabili. Mish mumkin significa "non è possibile".
Questa mattina apro FB e trovo in bacheca tre messaggi di persone che non conosco, ma che hanno taggato un mio amico, lo stesso in tutti e 3 i post.
Disperso in vacanza durante un immersione in un cenote nella Repubblica Domenicana.
Al Carletto devo molto. Purtroppo su nessuno dei miei brevetti c'è il suo nome, ma è grazie a lui alle 2 ore al porticciolo di Levanto se ora sono qui a pensare al dive master. E c'è il suo like sul post in cui pubblico la foto del mio dive master crew pack. Quel giorno al porticciolo ha strapazzato me e le mie paure che non erano mai state affrontate durante L'Open water: uno dei tanti rilasciato per fare cassa e gente con brevetto, ma non subacquei. Quel giorno ho rifatto l'ow in un crash course iperconcentrato. I'll giorno dopo mi ha portato al Canyon. Non posso dimenticare quell'immersione: la prima nel Ligure degna di essere chiamata tale. Avevo paura di andare a sbattere, rompere qualcosa o rimanere incastrata, ma l'immersione era più facile di quanto m'immaginassi. Mi sono anche tagliata con una conchiglia rotta: il mio assetto non era un granché e per impedirgli di uccidere un mollusco per attirare pesci da farmi vedere mi sono tenuta ad uno scoglio. Pungendomi. Da quell'immersione sono tornata con 2 consigli che mi hanno stravolto in meglio il mio stare in acqua: "cambia GAV che è piccolo, cambia le pinne che sono troppo grandi per te".
Il mio advance e il mio dry suit, dovrebbero avere il suo nome (e anche quello di Alberto per la verità), ed invece riportano quello del dive Center per cui lavorava allora. Mi ha seguita, aiutata, ed anche presa in giro durante i brevetti: alla prova di navigazione si è appeso alla mia bombola perché "pedalavo tanto". Poi le immersioni: canyon, spaccata, maniscalco. Sono tutte tra le mie prime 50 immersioni, un sacco di ricordi in cui bene o male c'è il Carletto. Mi ricordo ancora la prima volta che in superficie al termine di un immersione a Santa Rosolia, guardo Massimo sul gommone e gli dico "non mi si gonfia il GAV" e poi c'era lui dietro di me che mi teneva la valvola della spalla aperta. E non fu l'ultima volta che me lo fece. Anche la prima e l'ultima volta che io e Luca riuscimmo ad immergerci nell'amp e c'era una visibilità tipo "nebbia in val Padana" c'era il Carletto a guidare il gruppo. Era contento di noi che per non perderci, fedeli alle regole ow, ci tenevamo per mano, e ci poteva riconoscere facilmente.
Poi ha lasciato quel diving, e poco dopo noi ci siamo trasferiti qui in Germania. Sapevo che con tutti questi km diventa difficile incontrarsi di nuovo. Le notizie che ho è che lo danno disperso e le ricerche sono sospese per scarsa visibilità. Come altri voglio sperare in un miracolo, e che questo post faccia la stessa figuraccia del coccodrillo per il principe Filippo, pubblicato la scorsa estate. Ma se non dovesse accadere, voglio ricordarlo con le 2 bottiglie di vino sulle spalle a mo' di Bibo che Luca gli regalò perché aveva ritrovato e messo in salvo il suo computer abbandonato nel carrello delle bombole.

domenica 3 febbraio 2019

di ginocchia, sonno e umore.

Il ginocchio mi fa male.
Da mesi.
Dire che mi fa male non è corretto, ma ho un fastidio persistente, e non trovo una posizione antalgica. Ma non è questo il problema. Il ginocchio per la verità in questa storia, fa parte della ciliegina sulla torta.
Dormo male, perchè il riscaldamento a pavimento di casa non è regolabile nelle 24 ore, quindi di notte o sudo o ho freddo e in qualsiasi caso mi sveglio in continuazione.Aggiungo anche che il diciasettenne gatto Shami ha deciso di scambiare il giorno con la notte. E questa è la chantilly insieme alla ciliegina.
In Clinica non ha funzionato. Forse poteva, se avessi avuto 26 ore al giorno da dedicare a loro e soldi da investire per loro. Uno schema ben conosciuto in Italia e a quanto pare anche in Germania: periodi di prova a tempo indeterminato a gratis.
Fa male l'aver creduto di avere una possibilità noi tre: io, la mia scarsa autostima e le mie conoscenze andate a ramengo. Fa male perchè alle delusioni non ci ho ancora fatto il callo. Fa male perchè ti viene voglia di riprovarci e contemporaneamente ti vien da pensare " A che pro? vogliono il super veterinario che parla tedesco perfetto che faccia notti e fine settimana da 48 se non 72 ore"
Eppure sotto sotto mi piace l'idea di riprendere le mie conoscenze, di leggere gli esami del sangue e sapermi orientare.
Fa male perchè ti senti presa in giro dai responsabili di struttura se uno ti dice che non c'è un posto per te, e l'altro prima ti fa firmare un contratto da Aushilfe, poi ti dice che non si può fare ed infine ti dice che "sì posso darti un posto ma deve vedere come, perchè insomma non si sa con quale contratto..." senza contemplare quello che in tutto il mondo si chiama "part time".
Insomma rientriamo nella categoria " troppo bello per essere vero".
Ora sono qui che mestamente mi lecco le ferite, pensando che quattro soldini in più in casa non farebbero male e sperare che quel canile che mi aveva proposto un colloquio sia ancora interessato, nonostante abbia detto io di no per andare in clinica, l'unica che non si era formalizzata poi tanto per il mio tedesco e che alla fine è stata d'accordo con tutte le altre, che il mio tedesco è buono per parlare di fiori sorseggiando un caffè.
Spero di trovare alla svelta un lavoro. Al momento uno qualsiasi che mi permetta di rimpinguare il conto corrente.

domenica 27 gennaio 2019

Il momento da struzzo

Ho bisogno di una pausa mentale da quello che leggo, vedo, sento. Sarà l'effetto del famoso " blue Monday" il terzo Lunedì dal capodanno che si è esteso per tutta la settimana oppure no e vai a sapere che è. Una pausa mentale è un momento da struzzo: metti la testa sotto la sabbia e fai finta che non ci sia nulla di tutto ciò. E' e deve essere solo un momento. Mi serve per affrontare meglio il tutto: insomma capire ciò che non posso cambiare da ciò che posso cambiare e come farlo dalla vita quotidiana ai grandi problemi sociali mondiali.
Serve. Mi serve. 20 giorni fa ho fatto una lista dei buoni propositi. Alcuni, come il challenge di make up non sono manco partiti. Anzi per la verità solo questo. Altri come il mangiare in modo corretto zoppicano, ma vanno avanti, altri ancora procedono non senza difficoltà come la riduzione della plastica. Quando devi fare la spesa e devi scegliere tra un prosciutto confezionato a x euro al kilo e il prosciutto servito al banco nel contenitore che porti tu da casa ma venduto a 3x al kilo, o devi scegliere tra il balsamo in panetto di Lush a y euro a confezione e il balsamo in flacone di plastica da mezzo litro a y/16 euro, e il tuo contocorrente piange ecco la scelta plastica sì plastica no diventa difficile.
Quindi dovrei prendermi un momento da struzzo. Dovrei e non so se lo farò: potrebbe anche bastarmi chiudere un piccolo discorso per avere un minimo di soddisfazione che ti dà una spintarella di buon umore.



sabato 26 gennaio 2019

motivazioni

Quasi un anno fa, mi è stata posta la domanda: " perchè vuoi diventare Dive master? perchè vuoi fare il mio lavoro?"
Ecco avrei una buona ragione in più sta sera per farlo.
Ho studiato anni per laurearmi e sentirmi comunque non preparata al mio lavoro. Tralasciando il fattore psicopompico, ho studiato anni per arrivare al livello base del veterinario e anche sommando insieme tutti i giorni che servono per fare tutti i cazzo di brevetti possibili padi non arriverei alla stesso monte giorni. Quindi parliamoci chiaro: diventare DM è una vera cazzata rispetto al diventare veterinario, e in un anno di pratica continua puoi diventare un super DM, ma non un super veterinario. A malapena forse un veterinario in grado di cavarsela con successo nei casi più frequenti. Quindi sorry, sono professioni che proprio non possono essere paragonate.
Oltre a questo una buona ragione ce l'ho per volere fare la DM di professione anche se per la verità non l'avevo mai presa in considerazione.
Perchè non devi far firmare un modulo di scarico di responsabilità in cui il proprietario di un animale dichiara di essere stato informato che il suo animale è in pericolo di vita e che consapevolmente rifiuta le cure che lo farebbero sopravvivere. La ragione per cui rinunciano? Perchè nonostante la possibilità di ratealizzare a meno di 50 euro al mese non vogliono pagare se non hanno la garanzia che l'operazione va a buon fine al 100 %, e nessun' operazione la puoi garantire al 100% nemmeno la castrazione del gatto, che ha una invasività di poco superiore alla spremitura di un brufolo.
Quindi no, preferirei portare sott'acqua un gruppo di cazzari come il rogna e il suo buddy, che vedere uscire dalla clinica un gatto o un cane condannati a morte lenta e dolorosa perchè i padroni guardano il portafoglio, piangendo che vogliono davvero bene al loro animale.
Chi guarda il portafoglio non si immerge proprio o al massimo non fa la terza immersione, e sopratutto sott'acqua non si può parlare e non senti certe cazzate.

giovedì 24 gennaio 2019

Deprimente...

Quando ho iniziato a studiare con Aladin, vedevo il suo ensamble, come qualcosa di irraggiungibile di meraviglioso di sublime.
Ora faccio parte dell'ensamble e non è niente di tutto ciò.
Fossero tutte tutte appassionate, serene, semplici, sarebbe esattamente sublime. Il nuovo Ensamble, quello di quest'anno è formato dall'unione dello show gruppe del martedì con l'ensamble storico, di cui però sono in realtà rimaste in 4 e devo dire che la differenza si vede. Show gruppe vs. Ensamble: io appartengo allo show gruppe. Per riassumerla, noi 4 dello show gruppe, che dovremmo essere quelle meno brave, siamo sempre presenti o quasi, salvo malattie. Quelle dell'ensamble invece.... Per carità ci può stare che noi puoi per lavoro, ma fatti un esamino di coscienza e pensa che la tua assenza ritarda tutti nella preparazione delle coreografie, e soprattutto abbi la decenza di non chiedere " per favore non fate nulla di nuovo". Personalmente questa domanda, arrivata via whazzapp, mi è suonata come uno schiaffo all'impegno e alla costanza, di chi c'è, ed una totale mancanza di rispetto nei confronti del nostro insegnante.
E questo è uno.
Poi la gattamortaggine. Lo spettacolo è a inizio Aprile, i costumi vanno modificati perchè  troppo stretti (scelta del sarto sbagliato) perchè lo spacco è troppo "osè", perchè la galabya è moscetta a dir poco. Ci sarebbe da dire anche che ci sono ancora 2 coreografie e per una forse la si fa in jeans e bolero rosso, e per l'altra forse il costume turchese dell'anno scorso. In pratica sul palco porteremo solo 2 colori turchese per due pezzi e rosso per gli altri due, e questo vale per noi dello show gruppe, perchè le vecchie dell'ensamble ne hanno 3 in rosso e uno in turchese. E in tutto questo che fanno? assolutamente un bel di nulla. Il disinteresse TO TA LE!!!! Mi dispiace ammetterlo ma chi dovrebbe fare la differenza e guidare il gruppo, il nostro insegnante, se ne lava le mani dicendo " siete donne decidete voi cosa è meglio per i costumi".
E' deprimente. Perchè in tutto questo in un gruppo di 8 persone, 2 che vivono nel disinteresse e nella mancanza del rispetto per l'impegno degli altri e dell'insegnante, sono il 25% del gruppo, non " solo 2".
A danza ci vado col ginocchio che mi fa male, ci vado anche se sono stanca, anche se non ne ho voglia perchè la testa ce l'ho in ambulatorio e all'albo dei veterinari, o alle figlie: ho già detto che ognuno ha la sua vita, ma se non ce la fai a mantenere un impegno abbi il coraggio di mollare.
Andremo sul palco ognuna con il bra modificato come gli pare. un 12,5% ha già detto che non modifica nulla. Tanto vale la prossima volta non comprare un bel di niente e mettere i costumi che abbiamo già nell'armadio accozzati come capita. 

domenica 20 gennaio 2019

Io e i miei costumi

Sono partita per Sharm con l'intento di non comprare assolutamente nessun costume, e sono tornata a casa con 3 galabye nuove, che devono essere tutte sistemate, perciò non parlerò di cosa devo fare a queste tra accorciamenti, spostamenti e decorazioni aggiuntive, ma di un altro problema: come cavolo li metto via tutti i costumi che ho? Per chi non ha idea di come sia fatto un costume da danza va detto che bisogna fare i conti con reggiseni a coppa rigida, catene di perle e perline, pendenti catene di strass inserti o gonne in pizzo e tante altre cosucce che fanno brillare gli occhi, e che non sono facili da piegare. Ora i reggiseni sono fatti in modo molto rigido, e per fortuna aggiungerei, perché le precedenti coppe in gomma si potevano sì ripiegare invertendo la convessità di una, ma a lungo andare si sbriciolavano rovinando in modo irrecuperabile il reggiseno. Quindi come li metto via? nella mia disperazione ho scritto dapprima sul gruppo FB sparklybelly (grazie ragazze!), poi mi osno infilata in vasca da bagno con annessa tazza di thè, ed infine riordinati i pensieri grazie al magico potere dell'acqua calda, ho applicato i principi della Marie Kondo ai miei costumi, e no nessuno è stato ringraziato e dato via, o almeno non ancora. solo un paio di cinture e vestiario da studio che sono stanca di vedere è stato messo da parte. Perciò li ho ammucchiati tutti sul letto, comprese le 3 galabye nuove e la gonna che devo ancora finire.


Poi, ho messo in una scatola quelli da finire di sistemare, ed ho iniziato a piegare, cercando di portare tutto a un rettangolo. 

Sul momento ho usato dei sacchetti di plastica per indumenti che avevo in casa, ma nei commenti successivi al mio lavoro, sul post nel gruppo di FB alcune hanno consigliato l'uso di sacchetti in organza in modo tale che la stoffa non sia chiusa e possa prendere aria. Tra i consigli un altro che trovo molto utile è l'utilizzo, o meglio il riciclo, delle bustine di silica gel assorbi umidità. Prossimamente userò le tende che ho da parte e che non so cosa farne per creare sacchetti in misura sui reggiseni. Sono partira a piegare le galabye, mettendo insieme tutto ciò che riguarda il costume: leggins, cintura, fascia per capelli, bra. Nel caso di quella qua sopra il bra no è stato possibile inserirlo, ma rimedierò prossimamente. Piegare la galabya è facile: è come una mega maglietta lunga fino ai piedi.




Per la Galabya Saidi ho pensato di rigirarla per salvaguardare il lavoro in perline e paillettes


stesso discorso per il vestito da Oriental pezzo unico, ma in questo caso come piegarlo è stato "comandato" dal reggiseno rigido integrato, che ha dettato la larghezza massima del rettangolo finale




Poi sono passata alle gonne a ruota che per fortuna sono solo 4 (e tutte blu!) dapprima le ho stese cercando di capire se fossero ruota intera, mezza ruota una ruota e mezza, per quelle che ho comprato: quelle fatte da me lo so già :) , poi cercato un modo per farne un rettangolo ed ho usato come linea guida la lunghezza dell'elastico in vita. Infine le ho arrotolate partendo dal bordo arricciato (ovviamente le ho tutte così)




Fino a qui il lavoro l'ho trovato abbastanza facile, poi sono arrivati i costumi molto lavorati, per cui anche il rovesciarli non sarebbe bastato a preservare il decoro. Perciò ho usato del teli in cotone per separare i lavori con catene di strass che potrebbero agganciarsi a fili di perle pendenti o pizzi.


Alla fine è risultato un bel insieme di pacchettini tutti colorati che ho sistemato ordinatamente direttamente in una valigia creando quindi un vero armadio viaggiante! (che pesa pure uno sproposito)


Grazie a tutte le ragazze di Sparklybelly, a Mao Murakami e a Marie Kondo per avermi aiutata a raggiungere questo risultato. 

martedì 8 gennaio 2019

i buoni propositi per l'anno nuovo

C'è chi li fa e li mantiene, c'è chi li fa ogni anno e non va oltre perciò rinuncia a farli.
Io li faccio perchè mi mettono buon umore.
Il 2019 parte con lo sguardo rivolto verso un lavoro che no è ancora certo, ma che se lo diventasse mi complicherebbe un po' la vita, perciò i buoni propositi volgono verso la semplificazione della stessa. Forse.
Ecco la lista, che poi chissà come andrà a finire.

- Meno plastica nella mia vita. Non è facile perchè a meno che tu non voglia spendere un esagerazione per tutto ciò che è confezionato in modo "Bio". Senza contare che poi non si sa mai cosa significhi per bene bio, giacchè è un abbreviazione che fa tanto figo ma non spiega un bel di niente. Comunque incomincio ritornando al detersivo in polvere, alla saponetta per la doccia, e a spendere una cifra da capogiro, per un prodotto davvero valido come lo shampoo solido e il balsamo solido. Io ho capelli lunghi.

- Menù settimanale fisso. per non impazzire il menù settimanale sarà flessibile, ma non troppo. Siamo in 4 ed è sempre difficile mettere d'accordo tutti a meno che non si tratti di pizza o kebap. Quindi ci sarà 2 sere un minestrone/zuppa di verdure, 2 sere pasta o riso, 2 sere carne, domenica sera pizza. Lo so ci saranno discussioni perchè ho in famiglia 3 rognosi che non mangiano verdure e la carne non tutta.

- Organizzazione delle mie serate a figlie dormienti. Finchè dura, ed è legato alla possibile assunzione in clinica ed eventuali turni serali e notturni, vorrei dedicare una serata allo studio delle coreografie indipendente, una sera alle lezioni di danza che è il giovedì sera, 2 serate allo studio veterinario, 1 serata variabile tra approfondimento della lingua, cultura subacquea, cucito o altro. Sabati e domeniche non si contano.

- Tempo per la famiglia. Voglio dedicare più tempo a tutti e tre e non dovermi ridurre sempre a dire: "non posso perchè ho da mettere a posto" "non posso perchè sono stanca". Quindi si parla di una riorganizzazione generale di vecchie abitudini e l'adozione di nuovi metodi organizzativi, tra cui forzarmi ad essere un po' più ordinata, perchè sono una casinista caotica incredibile e forse perdo più tempo a mettere a posto le mie cose che a seguire l'andamento generale della casa.

- Non dimenticarsi di mangiare in modo corretto. Da metà novembre e per tutto il mese di dicembre ho mangiato in modo molto disordinato. Non voglio ritornare a pesare 80 kg, peso raggiunto mangiando in modo disordinato e senza limite. mi sento bene con me stessa alleggerita, ma devo stare attenta a non trascurare la mia alimentazione saltando o mangiando schifezze che tirano su il morale ma non nutrono nel modo giusto.

- Partecipare ad un challenge che ho trovato oggi su FB. E' un 30 challenge make up, ma per la verità sto pensando di ridimensionarlo un po' perchè a me di farmi un trucco gothic o super hero inspired non mi interessa. Potrebbe ricadere nella serata " miscellanea".

- Il sacco del "NO" permanente. ho capi d'abbigliamento che metto e trovo scomodi e con l'idea " li lavo e li metto nella raccolta dei vestiti usati" finisce che dopo il lavaggio me ne scordo e ritornano nel cassetto creando un circolo vizioso. Perciò creo un " sacco del NO" dove li metto sporchi e una volta pieno, viene lavato, asciugato e dato in beneficienza. Si potrebbe decidere di fare il lavoro una volta sola, ma so che finirebbe per non essere mai fatto per bene. Perciò passerò il tempo a decidere sentendomeli addosso per tutta una giornata i capi che finiscono in questo sacco. Cercherò di convincere anche il resto della famiglia, soprattutto il marito. Dovrei anche studiare un modo per capire cosa sono i capi che metto e quelli che semplicemente sedimentano nella cassettiera.

Ora che li raggiunga come obbiettivi o no, non importa: già averli scritti che funzioni da promemoria è un enorme passo avanti. E poi staremo a vedere: il 2018 più di qualsiasi altro anno mi ha insegnato l'imprevedibilità.

lunedì 7 gennaio 2019

La mia buddy Oxana

Questo è un post subacqueo Post vacanza, e lo è solo perchè è partito come bozza là e non ho voglia di buttarlo via.
Quest'anno ho avuto come Buddy per 2 immersioni Oxana, l'unica persona che con l'erogatore in bocca sembra sorridere in continuazione, anzichè avere una faccia da pirla.
La bellezza di Oxana non sta nel volto o nel corpo, ma nella sua dolcezza. La prima volta che abbiamo fatto buddy system insieme è stato per merito suo: la mia cesta era andata a farsi un giro per tutta Sharm perchè quel maledetto tagliandino "off" era andato disperso. Il tempo d'attesa si faceva sempre più lungo la mia preoccupazione pure e la fretta della guida anche. Dopo un ora circa d'attesa, La guida mi dice che gli dispiace ma deve andare. Oxana gli dice no che vuole aspettarmi. Non mi conosce, non sa chi sono e mi regala un gesto di una generosità enorme. E veniamo premiati tutti, perchè la mia cesta arriva pochi minuti dopo. 
In acqua capisco che è subacquea da poco. Non mi dispiace: in accordo con un altra guida che ha deciso di spostarsi dai Coralli di Sharm alle Foche in Inghilterra, immergersi coi neofiti è di gran lunga meglio: sono rigorosi alle regole del buddy System e seguono la guida. I veri pericoli li corrono solo i Coralli, non il buddy.
Non è solo neofita, ma è anche dannatamente entusiasta: si emoziona, senza pallonare, per un sacco di cose, vede di tutto: è lei che avvista la torpedine e che durante la safety stop si sbraccia per indicare l'oloturia  o cetriolo di mare che ammetto è la prima volta che vedo: lente e mimetiche come sono, è più facile essere distratti dalle castagnole bipartite, quelle rosse e dagli Anthias, che ci sono sempre. Mi ricorda un po' me quando mi emozionavo a vedere i coralli molli pulsanti (e mi ci incanto tutt'ora anche se da quest'ultimo viaggio il mio scopo è rimanere tanto ferma da convincere i cardinali ad uscire fuori dai coralli in cui si nascondono).
Alla seconda immersione che facciamo insieme la guida le fa cenno di non usare le mani. E' l'immersione con il Rogna e il suo buddy ( per la verità in acqua con loro ci andrò altre volte ma è un altra storia), quella in cui vengo promossa al ruolo di guida della mia buddy, e oltre a starle accanto passiamo le ricordo delle mani, anche facendo il gesto di tagliargliele: ride. alla fine di un immersione che mi ha dato pensieri e soddisfazioni ( era abbastanza incasinata), nella lunga camminata sul jetty per tornare al diving la mia buddy, rivolgendosi candidamente a me e all'aiuto guida dice:
"Vorrei tanto essere come voi in acqua: così rilassati..."
"Quante immersioni hai?"
"Dodici". 
Beh per avere solo 12 immersioni, davvero un buon assetto. Brava a gestire il GAV. Sinceramente a parità di immersioni non saprei dire se sapessi stare in acqua come lei.
Le braccia ferme, verranno.

domenica 6 gennaio 2019

ho fatto un cosa orribile...

...che purtroppo andava fatta.

Quest'anno figlia grande compirà 10 anni e a Settembre cambierà scuola, quella che frequenterà fino alla maturità. Le ho detto la verità su Babbo Natale. Le ho detto che la versione con la slitta e le renne e il tuffarsi nei camini portando i regali chiesti con una letterina non è vera.
Ho passato minuti orribili per me consapevole di averle ucciso una parte di se stessa, difficile da recuperare. Avrei potuto dirle che dai 10 anni Babbo Natale non viene più, ma già adesso i bambini che non festeggiano il Natale la prendevano in giro e lei forte delle sue convinzioni non si è fatta abbattere.
 Ora mi rimane di coltivare la magia di Babbo Natale quella in cui io a 45 anni credo ancora: quella che se desideri una cosa davvero forte forte la ottieni, o per lo meno ti si avvicina poi sta a te come andrà a finire la situazione. Quest'anno a Babbo Natale ho chiesto un lavoro che mi permetta di continuare ad occuparmi della famiglia e portare a casa qualcosa. Poche ore dopo ho ricevuto una mail con varie proposte di lavoro tra cui un home office veterinario da 20 ore settimanali. Qualche giorno dopo la clinica mi ha proposto una collaborazione occasionale in minijob ( si tratta di lavori con una paga massima mensile di 450 euro) che mi darebbe l'occasione di migliorare la lingua, riprendere il mio lavoro, pagare la benzina, nell'attesa di un contratto a tempo indeterminato.
Quindi per me, Babbo Natale esiste. In modo molto diverso da quanto fatto vedere nei libri e nei film.
Però mi rendo conto che ho distrutto un mondo di magia a cui partecipavo attivamente indicando alle figlie tutti i signori con la barba bianca e le giuste fattezze durante tutto l'anno come Babbo Natale "in vacanza" "a fare la spesa" etc.
Il castello di queste magie aveva già subito una breccia quest'estate, quando Luca si è fatto beccare a mettere i soldini da fatina dei denti. Ieri sera insieme a Babbo Natale sono crollati anche Nicolaus, Santa Lucia (che quest'anno in viaggio dall'Italia aveva fame e si è fermata da mc donald portando lasciando i libri dell'happy meal) La Befana e il Coniglietto Pasquale.
So che continuerà a vivere, ma mi sento come se le avessi strappato via con violenza qualcosa di importante, chiedendole di non dire niente alla sorella per i prossimi anni.

domenica 30 dicembre 2018

Mi ci sono volute 140 immersioni...

...per trovarlo.

Purtroppo non parlo del relitto che mi consacrerà nelle storie subacquee di Sharm, ne di un nuovo reef a cui dare il mio nome, ma LUI: il subacqueo che nessuna guida vorrebbe mai avere E IL SUO BUDDY.
Arrivano al diving e vogliono fare immersioni.
Ovviamente a parte l'italiano con forte accento regionale, non parlano una parola di inglese.
E qui entro in gioco io. Io, cliente seriale del diving, rescue Diver con ambizione a diventare DM, madrelingua italiana. No n chiedetemi come ma uno dei due mi puzza di rogna. Sarà forse per la faccia stufita che fanno quando gli chiedo quale brevetto abbiano?
Sì presentano senza attrezzatura, senza brevetti e senza passaporto. Cioè ci sono, ma in camera. Quindi mentre gli Open freschi di brevetto o da brevettare si preparano, loro vanno in camera a recuperare ovviamente solo l'attrezzatura. Il Rogna non ha gav ne muta, che vengono portati giù mentre compilano il modulo di registrazione. "Ma qui dove c'è scritto Adresse devo scrivere l'indirizzo di casa o PADI?" Capirete che è stato un lavoro di pazienza fargli compilare il modulo. Mentre scrivono, si rendono conto che non hanno chiesto quanto costa. Io sinceramente non lo so. Prendiamo a pacchetti, quindi non ho idea del costo della singola immersione, ne tantomeno del costo dell'attrezzatura, da cui segue una lunga spiegazione degli stessi condita dall'incredulità del Rogna di dover pagare xx Euro al giorno per l'attrezzatura. Forse pensava che gliela fornissero gratis. Per quanto ne so in Italia nessuno da qualcosa gratis ad uno sconosciuto.
L'ultima cosa che dice il Rogna è : " da dove si parte per l'immersione, dal pontile?"
Io rimango con la guida, che chiude sempre il gruppo e si accerta dei buddy check, e il suo Buddy, che mi racconta di quando Sharm era solo 3 alberghi nel lontano 1900 e voltes indré. Di immersioni ne ha parecchie sulle spalle, e credo anche brevetti. Insomma potrebbe essere ascrivibile nel registro dei sommozzatori. Arriviamo in fondo al pontile e il Rogna non c'è. La guida viene da me e mi dice che è già partito in immersione. Mi preparo e salto in acqua. Conosco le regole e le procedure del posto, perciò so che avvisando posso aspettare il gruppo in acqua, anche se sappiamo io e la guida che salto per tenere d'occhio il Rogna. È lì a 5 metri, alza lo sguardo gli faccio segno di risalire per 3 volte. Mi ignora per 3 volte. Salta il resto del gruppo, guida e aiuto guida compresi. Il gruppo è davvero eterogeneo: ci siamo io, l'aiuto e la guida, la buddy che avevo l'altro giorno sicuramente ow e altri due che se non sono ow freschi di brevetto, lo staranno facendo. E quei due là, che non si sa dove siano. A 5 metri faccio cenno io alla guida che faccio buddy con la tizia della volta precedente. Poco dopo vedo la guida quasi in superficie con uno dei due open e l'aiuto che tiene per la rubinetteria l'altro. Io ho per fortuna quella che muove un po' le braccia e basta. Così seguo da - 5 metri la guida e conduco la mia Buddy entro il perimetro dell' area di snorkeling, che non sarà la prima volta che faccio ras Gamila, ma non posso dire di conoscerlo così bene da poter condurre un immersione serenamente. L'Open in superficie risolve i suoi problemi con la maschera e scende, l'altro viene lasciato libero di fare lo yo-yo. Ora pare un immersione normale, solo non si vedono "i due liocorni". Che però 2 liocorni non sono e di lì a poco sbucano da non si sa dove. Il Rogna manco ci guarda, il Buddy quantomeno manda i soliti ok di rito. L'aiuto guida va cenno di stare in gruppo, il Rogna che ormai è andato oltre non li vede ma il Buddy é ancora abbastanza vicino a me per attirarne l'attenzione e spiegargli la situazione. Non mi chiedete come ma in superficie ci arriviamo tutti insieme. La guida fa uscire per primi i due open, io rimango con l'aiuto e la mia Buddy. Gli italiani, boh. Li rivedo al diving. Scambio 2 parole con la guida, che senza problemi conferma quello che immaginavo: non li vuole più avere in immersione. Vado a togliermi la mia attrezzatura e ce li ho lì davanti. Potrei farmi i cazzi miei, ma so anche che nessuno ha la competenza linguistica per spiegare come stanno le cose.
"Ragazzi io non sono nessuno ma qui non ci si immerge così. Ci sono delle regole nazionali per cui voi senza guida in acqua non ci potete andare."
" E ma figurati anni fa..."
"Anni fa. Ora la situazione è cambiata: non vai nemmeno a fare snorkeling senza la guida. L'immersione si fa di gruppo."
"Eh ma io vi ho aspettato in acqua"
"Si aspetta in superficie, non 5 metri sotto"
"Sai è che io sono un solitario, e poi ho visto che erano tutti un po' impediti".
"Non hai capito allora: qui ci sono delle regole e vanno rispettate. Non le rispetti? Allora una guida o un diving può rifiutarsi di farti scendere. Inizi con uno, lo fai con un altro, si passano parola ed hai finito di immergerti a Sharm. E no l'immersione non la inizi come ti pare a te. Il gruppo si trova in superficie, ci si scambiano i Segnali di rito, si prende il Tempo di inizio immersione, ci si Orienta, si mette l'eRogatore in bocca, si compensano le orecchie prima di iniziare la discesa e poi si inizia a scenDere. Questa è la prassi in qualsiasi parte del mondo, non come fai tu, e se esiste il buddy system un motivo c'è ed è quello della tua sicurezza."

So che il giorno dopo sarebbero stati in barca: tutta la mia stima alla guida.

Aggiornamento. A due giorni di distanza dall'accaduto, ho incontrato il Rogna al ristorante che mi ha ringraziato per quello che gli ho detto.

domenica 23 dicembre 2018

La cucina di barca sharmese

Facendo una rapida considerazione, il blog si anima quando sono in vacanza. Lontana dalle migliaia di cose da fare a casa, sono piena di tempi morti da riempire: il tempo di attesa transfer albergo-porto, porto - imbarco, imbarco-permesso di salpare, attrezzatura montata- briefing, pranzo- ritorno in porto, transfer porto- albergo. Insomma un sacco di tempo morto. Perciò scrivo. Oggi tocca alla cucina di barca sharmese. Sia chiaro: io parlo di questa non perchè abbia qualcosa di speciale, ma perché conosco solo questa. La cucina di barca sharmese è sempre buona secondo lo stesso principio della cambusa scout, lupetti o reparto è indifferente: tutto è buono perché hai fame. Anche quel coso che sembra un limone mignon uscito dalla spazzatura e dannatamente piccante. Nel pranzo di barca sharmese puoi trovare tanti piatti diversi,a seconda del cuoco ci sono: pasta al pomodoro, riso pilaf, wuerstel Al pomodoro, fagioli, ma sempre trovi 3 cose:
- il pane arabo
- le verdure condite
- le cotolette tagliate a striscioline.
Ecco direi che queste ultime sono proprio il piatto per eccellenza della cucina di barca sharmese.
Accompagnare tutto con una tazza di tè El Arosa.

martedì 20 novembre 2018

Alfa ed Omega e il dopo

Mi sono resa conto che sul blog ho scritto dell' Alfa e dell'Omega della mia parentesi al Tierheim, il rifugio per animali per dare una traduzione pertinente, ma non ho mai parlato di tutto quello che c'è stato in mezzo.
Vorrei dire che non c'è stato nulla di significativo, ma non è stato così. Ho vissuto giorni intensi ed appaganti, sia coi colleghi che con gli animali di cui mi sono presa cura. Il team delle principesse Disney, non lo è poi tanto.
Ho lavorato tanto e sodo facendomi apprezzare da tutti e tutti sono rimasti basiti alla notizia del mio licenziamento. Sono concorde con quello che mi hanno detto più persone: se stai sul cazzo al capo non c'è niente da fare, e credo che sia più o meno andata così, o che fosse premeditato fin dall'inizio che non rimanessi oltre il periodo di prova.
Mi sono fatta apprezzare dai pappagalli amazzonici temuti da tutti perchè aggredirono tempo addietro una dipendente. Mi sono fatta apprezzare da un cane ritenuto pericoloso, ma non c'è più tempo per lavorare al fine di entrare nelle sue grazie. Ho stabilito un rapporto di reciproca utilità con il gatto più stronzo di tutto il tierheim, e scusatemi ma non è poco.
Porto a casa una vagonata di sorrisi di pelo e di piume, porto a casa la stima dei colleghi.

Ho già iniziato a mandare cv a destra e a manca: mi hanno già risposto una clinica che non ha posizioni aperte da offrirmi, una collega che è in vacanza e si occuperà di me al rientro, un altra clinica che vorrebbe conoscermi meglio e mi ha offerto un hospitation (vai a gratis quando vuoi e forse ottieni un lavoro non si sa quando) e un altro tierheim, che a scatola chiusa mi ha offerto tre giorni di prova per 8 ore al giorno. E continuo comunque a cercare. Sono contenta di avere già avuto una proposta come i 3 giorni di prova, ma il posto non è vicinissimo, dall'altra parte del Reno, non in centro Colonia, ma i ponti si sa sono un delirio alla mattina. La cosa buffa ed interessante allo stesso tempo è che il tierheim e la clinica sopracitati collaborano tra di loro e mi hanno contattata in modo indipendente l'uno dall'altra. Non so ma lo vedo come una bellissima opportunità per partire da un punto ed arrivare all'altro più di quanto non potesse accadere a Bonn. Ora aspetto di vedere cosa succede tra oggi e il 3 dicembre il primo dei tre giorni di prova: il lavoro a questo nuovo tierheim mi preoccupa per la posizione in cui si trova e per l'orario di lavoro. dovrò organizzarmi parecchio bene con le bimbe per gestire le attività extra scolastiche, oppure sperare che arrivi un opportunità migliore. Intanto un opportunità c'è, e fa bene quanto meno all'umore.

venerdì 16 novembre 2018

Che ne sanno loro degli Anthias e delle Gorgonie a Tiran?

Mi hanno licenziato.
Preavviso come da contratto, 2 settimane. Motivazione? Non si sa, e nessuno dei colleghi si capacita di cosa possa essere successo. Mai un giorno di Malattia, mai un lavoro lasciato a metà, mai lasciato nessuno nelle canne. Forse dovevo solo tenere per me l'idea di cambiare le coperte di certi cani in una certa stanza almeno una volta alla settimana, detta ad una persona che forse è il nodo focale di un conflitto di interessi.
Ma questo è successo ieri.
Oggi sono forte del fatto che troverò altro, e magari di meglio. E che ci sarà solo una sorta di vacanza tra l'uno e l'altro.
Stamattina me ne sono andata a nuotare. Il Dive Master è lì che attende. Ho perso il conto delle vasche delle pause del tutto, finchè l'acqua ha fatto la sua magia, mi ha riportato un po' di pace, mi ha fatto vedere le cose da una prospettiva diversa.

"Che ne sanno loro degli Anthias e delle Gorgonie a Tiran?"

Io non avrò idea di come ottenere una macchinona di prestigio facendo la presidente di una associazione onlus, ma so quanto è dannatamente prezioso vedere un pesce falco tra le gorgonie a Jackson Reef. Pensavo fosse una frase fatta e finita di Claudio ed invece non è proprio così: l'idea di fondo è la stessa, " che ne sanno loro (per me) lei (come scritto in figli di una Shamandura)....? "
Sorvolo su fatto che non posso prendere il primo biglietto per Sharm, presentarmi in un diving e dire "fatemi diventare Dive master e lavorerò per voi", ma il succo è che se ti accontenti di vedere solo la superficie delle cose allora ti perdi tutto ciò che c'è di prezioso. 

lunedì 4 giugno 2018

Vi fo' il dito medio a tutti!!!! - Ultimo saluto di un gatto che ha fatto la sua vita.

Domenica mattina: Manolo esce dalla camera da letto, dove l'ho comodamente sistemato a 2 metri circa di distanza sabbietta- cuccia cibo acqua, sbanda in curva, cade, fa spaventare tutti, si spaventa pure lui da morire, si riprende in 3 minuti e fa il dito medio a tutti.Si alza e si sposta solo per venire a dire che ha fame o che vuole l'acqua pulita. Mi sa che più che Matusalemme devo chiamarlo Macleod. Lo tengo in braccio e ammetto che i segnali che manda e l'aritmia non mi fanno pensare bene, ma sono cose che non vuoi dargli il peso che meritano, o magari glielo is dà in virtè delle condizioni fisiche che ha. Mangia come un dannato per tutto il giorno, ocme se non ci fisse un domani. La domanda è sempre la stessa: "quanti giorni ancora? " e la risposta è: "ci piglierà per il culo tutti e camperà ancora un mese".
Ma questa volta no.
Ho trovato il mio gatto speciale, in quelle condizioni che avevo posto come limite stamattina. Inutile aggiungere altro, tranne che per il momento non ho intenzione dopo 18 anni di vita insieme di rimpiazzarlo con un altro peloso: c'è comunque ancora Shami.

giovedì 31 maggio 2018

Giorno 4

Sono le 7.57 del quarto giorno al Tierheim, che per darne la migliore traduzione in italiano è un rifugio degli animali, non un semplice canile. C'è pure una voliera per i piccioni che sono guariti.
Primo giorno gatti: ordinarie coccole, sabbiette, cibo: ho apprezzato molto la cura nella disinfezione tra uno stallo e l'altro.
Secondo giorno cani: letteralmente un lavoro demmerda. Cagano come elefanti: lavoro pesante, ma appagante. Obbligatoria la doccia post lavoro, e comunque la pizza te la senti addosso uguale.
Terzo giorno e seguenti, piccoli animali. Quando ero in università la divisione grandi e piccoli era semplicemente cani gatti e cavalli vacche e maiali. Ecco i piccoli sono quei cosi pelosi, pennuti o squamati che devono per forza stare in gabbia.
A questo seguono le persone che ho seguito. Per i gatti sono stata affiancata ad un azubo (tirocinante) debosciatissimo, che mi ha fatto cadere le palle per terra. Coi cani che di lavoro ce n'è da fare, sono stata con una energica a cui non dovevo chiedere cosa fare, me lo diceva poco prima che glielo chiedessi. Coi piccoli sto col team Delle principesse Disney: vi prego salvatemi.
In tutto questo guardo le personeche sono qua, e mi sembrano più normali di tante altre. Alcune con delle storie da raccontare, o almeno cosi sembrano. Magari anche le persone che lavorano qui sono quelle che nessuno voleva. Magari c'è posto anche per una vet che nessuno vuole. Spero domani di avere una bella sorpresa, non intesa in senso ironico.

lunedì 28 maggio 2018

Non ho il coraggio

Ho avuto poca esitazione con la Pindy, la Tabi, Lenticchia, la Farfi, il Micione, il Bu, (anche se questi due sono solo state decisioni il cui atto è stato svolto da un collega) e quelli passati in ambulatorio per "lavoro", ma con Manolo, no non ci riesco. Sono 18 anni che stiamo insieme. E ogni giorno che passa è sempre più pelle ed ossa. Da qualche giorno non salta più, non ha la forza di miagolare come ha sempre fatto, e cammina a stento. Avrei pagine da riempire di ricordi, intese, ed incazzature. So che mi rimarrà il rimorso del "che cosa avrei potuto fare che non ho fatto". L'ho dato per spacciato già un paio di volte: al ritorno dalle vacanze era bello itterico. Gli ho dato una settimana: sono passati quasi 2 mesi. Però qui credo che altri 2 mesi non li farà, perché è vero che oggi non ho il coraggio, ma vedo che si sta spegnendo.

venerdì 25 maggio 2018

Una famiglia di creative


Buon sangue non mente, anche se per la verità, questa quasi totale immersione tra paillettes perline strass e stoffe glitterate stimola la fantasia e la voglia di decorare. Funziona così: loro creano, io cucio. Ma talvolta cuciono anche loro come nel caso dei fiori abbastanza semplici da fare. Vero che nel tempo in cui loro ne fanno uno io li finisco tutti, ma almeno imparano a tenere in mano un ago, che male non fa.
Partiamo dai costumi da bagno. Semplici, anonimi, economicissimi: quindi che si fa? Si personalizzano! Marina non ci ha messo molto, trovata un idea ha deciso che andava bene, fissata con una foto (che cosa meravigliosa la tecnologia che ora ti permette di fissare un idea con una foto immediatamente riguardabile) e via: costume e decorazioni messi da parte in attesa di ago, filo e mamma.

 Poi Valeria, che non mi è chiaro se è più creativa o più confusionaria, anche se considerando me stessa, le due cose sono strettamente connesse ha sfagiolato una serie di idee, che ha dovuto poi riguardare per 5 minuti buoni per decidere quale.

I fiori di cui dicevo sopra invece glieli ho fatti creare per i costumini da danza che hanno voluto.


Ovvio che mi occupo io del taglio e del cucito delle parti grosse, ma un decoro che si fa sulla base di un semplice punto filza lo possono fare da sole.

 

 Poi i corpetti. Stessa metodologia: appoggio dei decori, piccoli aggiustamenti da parte mia, foto, da parte in attesa di cucitura. Tutto sommato un lavoro gratificante per me sotto tutti i punti di vista.

sabato 19 maggio 2018

Nuovo vicino di casa

Probabilmente è già da un po' di tempo "nuovo vicino di casa" o forse era già lì prima che arrivassimo noi, ma l'ho " incontrato" solo ieri sera. E più che incontrato, l'ho visto attraverso una finestra del mio balcone.
Ieri sera stavo tirando giù la tapparella di questa finestra, che è in un rientro, e vedo sotto una sedia una macchia marrone grossa poco più di una pallina da ping pong. La guardo un po' meglio e la macchia-pallina ha grosse orecchie e occhietti.

E'
UN
TO-PO!

Se la cosa può fare orrore e raccapriccio grazie ai cartoni animati di Tom E Gerry dove la Mami in ciabatte urlava spaventatissima, a me suscita meraviglia e stupore, perchè in un ambiente urbano come quello dove vivo io non me lo aspetto affatto, e poi dopo essere passata per le illustrazioni della Beatrix Potter, i topini come quello diventano esserini carini. Di fatto lo sono. In ambulatorio ne ho visti pochi e per lo più bianchi o maculati figli di stirpi di topi da laboratorio, e sono carini con questi lunghissimi baffi perennemente in movimento. E fanno pure il solletico in mano. Ora va da sè che un topino che se ne vive selvatico nel muro sotto la copertura esterna in finti mattoni, non è proprio la stessa cosa, sia per relazione uomo-animale, sia per sa "l'iddio che cosa si porta dietro" a parte la leptospirosi (mi tocca fare un ripassino di zoonosi e malattie infettive). E sono anche perplessa: è qui per aiutarmi a cucire i miei costumi sarebbe il benvenuto e gli lascerei tanta di quella stoffa per panciotti, o per prelevare il mio cervello per poter completare la formulazione della domanda universale ( e potrebbe andarsene afff) ? E per fortuna che assomiglia più a questo topo qui:

Immagine prelevata dal web, diritti d'autore riservati alla casa editrice.

Che a questo altro tipo di topo:

Immagine prelevata dal web, diritti d'autore riservati Disney

Che con la sua faccia bianco cadavere-scheletro è decisamente inquietante.
Preciso che ho 2 gatti. Su matusalemme non ci faccio nemmeno conto: non capisco se sta in piedi perchè tirano i 4 venti o perchè non ci sono. L'altro invece, Alzheimer, oggi è stranamente fissato a guardare da dietro la finestra l'esatto punto dove ieri sera ho visto il topo.
Comunque, per vedere se si fosse trattato di un abituè o di un tizio di passaggio ( ma credo siano animali stanziali, devo farmi una cultura) gli ho lasciato un bel pezzo di pane secco in un punto ben distante dall'ingresso della sua tana. Ecco dove ho trovato il pezzo di pane stamattina.


Nella grondaia, incastrato all'ingresso della sua "porta di casa".

Sinceramente non so che fare. Mi chiedo prima di tutto in che misura sia un problema, al di là del possibile veicolo di patologie, ma vive sul balcone, non in casa. Sicuramente non mi metterò a dargli la caccia con metodi cruenti. Magari ricorrerò a quelle trappole non cruente e a gite in riva al Reno dove la zona è tranquilla e di campagna per essere rilasciato.

Certo che il mio balcone si sta trasformando in uno zoo: domenica scorsa la lumachina. l'altro ieri la cincia a mangiare, ieri sera il topo e stamattina anche la gazza.
Che si destinata a diventare come il dottor Dolittle? ( quello vero non la cazzata cinematografica con Eddie Murphy)

AGGIORNAMENTO: visto dove abita, cioè in un muro, lo chiamerò Malìo Teleso. SE non sapete chi è chiedete a Elastigirl

venerdì 18 maggio 2018

67.8

Oggi la mia bilancia segnava questo, e no non mi piace.

Ho detto " va beh dai andiamo in vacanza non ci sto attenta (a novembre) poi è Natale, poi mi ricordo id aver letto un 62 ed esserne stata felice, ma ai 60 che mi ero proposta come traguardo non ci sono ami arrivata. Poi ho dato retta prima allo stress pre- spettacolo e pre- vacanze, alle vacanze e poi ad un malumore silente che ha spalleggiato il " bambino rompicoglioni" mettendo in un angolo la forza di volontà, e dando ampio spazio di gioco a birra, cioccolato e sopratutto, spuntini fuori orario.
Non sono diventata una fanatica del peso forma, ma mi sentivo bene e non voglio ritornare a pesare quasi 80 kg , sembrare una massa a balze quando mi siedo, e sopratutto dover riacquistare il guardaroba, ora che ho preso cose nuove carine perchè ho un culo sufficientemente piccolo da permettermi di indossarle!
Quindi da oggi, forte del fatto che ho una settimana di prova retribuita con eventuale passaggio a 6 mesi di contratto prova e poi contratto a tempo indeterminato, riprendo a tenere controllato il regime alimentare.

martedì 15 maggio 2018

Una settimana di prova

Avevo già scritto che avevo un colloquio per un posto di lavoro, no?
Ecco il colloquio si è svolto con i seguenti temi toccati: Salario mensile lordo ( più di quanto abbia mai guadagnato come veterinaria mensilmente), contributo per il trasporto casa-lavoro, "soldi per le vacanze", " soldi del Natale" ( non so se siano esattamente una tredicesima ed una quattordicesima), ore settimanali lavorative, niente turni di notte eventuale turno lungo in un altro "tierheim" un po' più lontano da casa.
E' tanto bello che non credo ancora sia vero.
Farò la Tierpflegerin.
No non lavorerò come veterinaria, ma mi curerò dei bisogni degli animali.
In questo momento credo che lavoro più bello non potessi trovarlo.
E' un lavoro, è pagato bene per quanto mi riguarda, è con gli animali.

domenica 13 maggio 2018

Lo stabilimento balneare é aperto


Quello che vedete in foto è il mio balcone.
Sotto la pioggia.
In realtà è così anche con il sole: non ho una tenda, e non ho intenzione di metterla a mie spese per la gioia di un padrone di casa che da agosto dell'anno scorso mi deve mandare un tecnico per un finestra che non si chiude. Il tecnico poi l'ho chiamato io.
Quindi il mio balcone è uno stabilimento balneare un po' naif come il ristorante di Vernazza, con ombrelloni diversi. Nel mio caso anche con un ombrello: si intravede il manico nella foto se ci fate caso.
Ed è uno stabilimento balneare aperto anche con la pioggia leggera: tra il mio giardino in vasi e la grossa aiuola con noce ippocastano ed un altro albero che non riconosco, c'è un buon profumo. E un bel suono: quello della pioggia. Per la verità mi piace anche il suono Delle gomme sull'asfalto bagnato.
Insomma a me l'acqua piace. Un po' meno se si tratta di quella di rigurgito dei tombini, ecco.
E poi fai incontri a sorpresa in posti insospettabili.



(lunghezza testa coda. = 1 centesimo)

giovedì 10 maggio 2018

acqua

Oggi sono stata in acqua.

Ho nuotato in apnea, per pochi metri: circa metà vasca, perchè non mi sono mai esercitata prima.
Sto bene.
Non vedo l'ora di rifarlo.
Se le cose gireranno come vorrei, potrei anche prender l'impegno di andare in piscina una volta alla settimana e continuare a nuotare sul fondo. Le piastrelle non sono il massimo, ma meglio di niente e meglio dei laghetti melmosi.
E ti dimentichi delle cose che ti fanno stare male.
E non vedi l'ora di ritornare in acqua.

martedì 8 maggio 2018

Piccole perle di positività

Ho passato, ma non sono sicura di esserne uscita del tutto, un periodo molto giù di umore post vacanze. No non è disperazione da rientro, ma cose che erano lì ad aspettarmi, cose come avere tanti progetti in testa e nessun lavoro che mi faccia sentire un po' meno merda. All'assenza di lavoro poi si allacciano come una sorta di catena magnetica, l'autostima veterinaria sempre più a terra perchè il lavoro che hai sempre fatto in Italia come veterinario qui è svolto al 90% dalle infermiere veterinarie, l'autostima danzante che nonostante un terzo posto al Contest di Aladin ti fa dubitare di essere all'altezza per provare a guadagnarci 2 soldini. Rimane stranamente alta l'autostima subacquea, nonostante lo smontaggio selettivo che ha fatto Jilly: forse perchè infondo infondo in acqua, nonostante io non sappia nuotare poi tanto bene, ci sto bene e a mio agio, anche se ho dei confini ristretti. A parte l'acqua, che come ho sempre detto mi dà serenità e peccato averci messo oltre 30 anni a realizzarlo, tutto il resto era fonte di mogezza. Ma poi ho avuto un paio di perle di positività e questo effetto me lo voglio godere finchè dura.
Sabato ho portato le nane in piscina, che non saranno grandi nuotatrici ancora, ma si difendono in acqua senza grosse ansie. Questo perchè se ci si riesce faremo il corso da sirenetta tutte e tre insieme. come ho già scritto ho provato la pinnata a delfino con mia enorme soddisfazione: ora attendo solo di mettere le mani, ops i piedi in una monopinna. Sabato sera notturna in laghetto ( ricordatevi che per me " laghetto" equivale a "posto deprimente dove immergersi peggio di una piscina") con un mio personale bilancio positivo da aspirante dive master.
Domenica poi sono andata a Düsseldorf, sotto personale auto-costrizione, per provare a vendere alcuni costumi al bazar e perchè no danzare. Ammetto che se non fosse stato per Mojgan e la sua enorme dolcezza non sarei andata. Non ho venduto niente, ma i costumi fatti da me che erano lì solo a scopo danzante hanno ricevuto enorme attenzione, ed un paio di richieste di prezzo. Mi ha fatto piacere perchè vuol dire che i miei lavori piacciono. Ed ho anche danzato, presentato prima l'eskandarani senza melaya (scandalizzatevi danzatrici, ma SI PUÒ FA-RE! e me lo hanno detto maestri egiziani) e poi un tarab, credo, perchè ormai non ci sto capendo più un cazzo, su cosa è cosa, comunque una canzone infarcita di " tesoro tesoro, amore mio amore mio", che mi ha fruttato  un giudizio positivo di Mojgan e la sua richiesta, se dovessi andare alla festa dell'estate che organizza, di danzarlo nuovamente. Peccato non aver fatto un video.
Lunedì ricevo una telefonata dal canile ( riduttivo: il tierheim sarebbe più un rifugio per animali) che incomincia con " signora lei purtroppo è troppo qualificata per il posto che abbiamo vacante". Non mi sono persa d'animo ed ho fatto presente che si lo so, che ho mandato molti cv per un posto per cui sarei qualificata ed ho ricevuto solo un offerta come "osservatrice senza retribuzione" e che a casa senza un lavoro sto impazzendo e se non ha ancora preso in considerazione nessuno per favore di tenermi presente. Mi ha fissato un appuntamento per martedì prossimo.
Ora unite queste cose con il sole che finalmente c'è ma che giovedì non sarà poi così caldo, mi tengo stretta questa sensazione di benessere.

domenica 6 maggio 2018

Gelsomina, Sirena e Cane Salato

Prima sempre e comunque Cane Salato!!!
Diventerò istruttrice OW, istruttrice mermaiding e poi mi specializzo in bubble maker, seal team e mermaiding.
Ok a parte le fantasie che fanno comunque bene, e solo la determinazione le rendono realtà, passiamo ai fatti.
Settimana scorsa Apnea. Va bene non è andata come volevo, ma non è nemmeno andata uno schifo. Da allora ho cercato per mari e per monti un corso mermaiding anche per adulti, e vi assicuro che non è facilissimo: il business lo fai sui bambini per nuotare con un culo di pesce addosso che nasconde una mono pinna. Ma l'ho trovato! E no non devo andare fino a Lecce ( che peccato,  mi scappa la vacanzina in cui magari piazzavo 2 brevetti Padi). Ad inizio Luglio a mezz'ora di macchina da casa, ed è un corso misto per età, che significa che potrebbero venire anche le bimbe, e per questo motivo ieri eravamo in piscina. Non sono istruttrice di nuoto, ma solo mamma subba e c'è molto da fare se vogliono essere pronte per fare il corso con me. Però, mai dire mai. Io così per provarci, senza mai avere avuto spiegazioni da nessuno ho provato la pinneggiata a delfino in apnea e devo dire dà enormi soddisfazioni.
Non paga anche "immersione notturna" qui.


O voi gente di terra, smettetela di pensare " wow che bello!" perchè è come l'uovo di Pasqua da cinc ghei ( espressione dialettale milanese per dire " di poco valore"): bell'incarto da vedere ma poi...
Ma poi l'acqua è così torbida che le tue pinne bianche e rosa ( si io ho delle fichissime pinne bianche e rosa) non le vedi. Ah e già che ci siamo aggiungiamoci il dettaglio acqua a 18°C: non ho mai amato così tanto la mia semistagna e il cappuccio!
Se vi state chiedendo " ma chi te l'ha fatto fare" la risposta è semplice. Io. Sono condizioni acquatiche che non mi piacciono la profondità massima di 3 metri il fondo melmoso e la perenne sospensione (poco fondo pessimo assetto e il gioco è fatto), ma è il tuo essere cane salato che ti richiama all'acqua, anche se non è "salata" e sai che ci vanno ancora mesi prima che si possa " tornare a casa".

lunedì 30 aprile 2018

Mi chiamo Gelsomina Blabla e sono...

....la sorella zoppa di Adelina e Guendalina Blabla, perchè io "l'immersione" non ci riesco proprio a farla.

Se non avete capito la citazione guardate gli Aristogatti e fatevi una cultura. Per chi invece una cultura de l'ha e vuole saperne di più ecco fatto: sabato ho fatto il corso di apnea, primo livello, stella grado o come cazzo si dice. Il perchè è semplice: curiosità e la convinzione come tanti che possa migliorare la permanenza in acqua. A me dell'apnea non interessa la profondità senza bombole, ma il potermi immergere senza attrezzatura, nuotare, giocare, danzare nell'acqua senza peso ed ingombri. Il difficile è tutto nella testa: rendersi conto che si può fare, che ce la puoi fare, e dare il senso corretto alle sensazioni che si hanno che sono davvero altre rispetto all'immersione con le bombole.
Di diverso dalle immersioni con le bombole c'è che non ti fai tirare giù dai pesi sgonfiando il gav ed espirando, ma ti tiri giù ad una cima o ti spingi giù nuotando con un colpo di pinne ed una bracciata ( la faccio semplice non me ne vogliano gli apneisti che la sanno bene). Di diverso con le bombole c'è che per scendere l'aria la butti fuori, mentre nell'apnea la tieni dentro. Di diverso c'è che con le bombole non senti mai mancarti l'aria, mentre in apnea ti senti mancare l'aria a pochi metri dalla superficie, e quello a me m'ha fregato.
" Ti senti mancare l'aria", ma il nome corretto è "senti che i tuoi polmoni vengono compressi dalla pressione dell'acqua" e la sensazione fisica è la stessa che si ha con una profonda espirazione, la stessa che faccio quando mi immergo con le bombole per scendere, e che immancabilmente mi porta a inspirare velocemente dall'erogatore, che però in apnea non ho, e le due cosa non funziona. Assomiglia molto anche alla stessa sensazione che si ha quando devi rispondere a domande ed esigenze di continuo senza avere il tempo di farle, di fermarti un attimo per te stessa, e la pausa pipì o bere un sorso d'acqua diventano un sorta di regalo concesso e nemmeno rispettato. Poi ti giri per tornare in superficie, e in pochi centimetri la sensazione cambia completamente, anche se la testa ce l'hai ancora sott'acqua, ma la reazione di tornare in superficie per respirare è più forte della presa di coscienza che stai bene. Nonostante tutto ciò non mi sono arresa al primo tentativo. Anzi mi sono pure divertita a sentirmi la sorella zoppa di Adelina e Guendalina Blabla. come ci si fa a sentire così? E' semplicissimo: basta incartarsi nel fare la manovra di discesa senza la cima. Con la cima è facile: ti trascini giù con le mani. Senza devi fare un certo movimento da combinare con la spinta delle gambe, una bracciata a rana e di nuovo la spinta delle gambe. Sbaglia la sequenza e ti trovi col culo per aria a sgambettare a vuoto con delle pinne lunge quanto te, e il gioco è fatto. Posso assicurare che i miei tentativi sono stati coronati da grassa risata ( che tra l'altro facilita la ventilazione a parer mio) perchè mi sentivo davvero pirla.
Di certo non desisto: ci va esercizio e presa di consapevolezza di tutto ciò che mi succede. E magari leggere anche qualche blog di apneisti italiani così capisco un po' più velocemente e forse descrivono un po' di più cosa accade di un succintissimo libretto di una decina di pagine in tedesco.

giovedì 26 aprile 2018

In ogni bambino si cela un bambino prodigio

Dai da non facciamola più lunga del dovuto, sono qui per fare la ruota da pavone a causa di figlia piccola.
Figlia piccola 6 anni, a breve in prima elementare, oggi è rimasta a casa accusando mal di pancia. Mal di pancia per nulla grave, forse voglia di rimanere un po' a casa e basta, e per chieder a mezzogiorno la pasta fina-fina,  ai più conosciuta come capelli d'angelo. Entrambe adoriamo i capelli d'angelo al burro.
Metto su l'acqua e le dico che vado in lavanderia.
qualche piccola precisazione: La prima è che abbiamo i fornelli ad induzione, quindi mi fido sia dei fornelli che scaldano ma non sono caldi quanto gas, piastra elettrica o vetroceramica, e del fatto che sa che l'acqua scotta, e che se dovesse bollire fuori il fornello si spegne automaticamente, e soprattutto che ci mette almeno 10 minuti per bollire. Altra precisazione quando dico " vado in lavanderia" intendo che scendo in cantina perchè la mia lavatrice purtroppo (o per fortuna) sta lì non avendo la possibilità di tenerla in casa. andare e tornare dalla lavanderia ci metto 5 minuti.
Se non fosse che ce ne ho messi più di dieci per un piccolo inconveniente tra lavatrice ed asciugatrice.
Mentre risalgo mi immagino figlia piccola in lacrime, perchè l'acqua bolle , lei non sa che fare e io non sono in casa.
Ed infatti è così, la trovo in lacrime ma.....

" mamma io mi sono spaventata perchè ho messo la pasta dentro, ma poi l'acqua è venuta fuori ed io ho tirato fuori la pasta, ma non so cosa fare!"

Scusate ma senza pensare a tutto quello che sarebbe potuto andare storto, vorrei fare la ruota di pavone per figlia piccola che prima pensa di portare avanti la preparazione del pranzo da sola, poi di fronte ad un problema inatteso trova comunque una soluzione, ed infine si preoccupa di non sapere come portare a termine la missione che aveva deciso da sola di compiere.
Non so voi ma io una così la premio, per l'intraprendenza e il coraggio di risolvere un problema da sola con le sue competenze. E così è stato.
Dopo pranzo capita che figlia piccola nota che il papà ha una medaglia (riconoscimento del carnevale) io ho una medaglia ( terzo posto al Marhaba 2017) e figlia grande ne ha una per aver partecipato ad una corsa di beneficenza, ma lei non ne ha. Mi viene in mente che ho la medaglia perfetta per lei con una fragola che nelle cose di cucina ci sta bene, così facciamo la proclamazione e la consegna:

" per l'intraprendenza di cuocere la pasta da sola e il coraggio di risolvere un problema inaspettato ricevi questa medaglia"


e detto tra noi per fortuna che ha tolto la pasta dall'acqua altrimenti benvenuta colla!

mercoledì 18 aprile 2018

Jackson, Gordon, Shark, Jolanda

Questo post l'ho iniziato a scrivere in vacanza, ma dal cellulare mettere i link non è facilissimo.
Non ho molta voglia di spiegare che sono 4 siti d'immersione 2 a Tiran e 2 a Ras Mohammed. ma l'ho appena fatto. Si tratta sempre di Sharm. L'ho già scritto " non avrai altro mare all'infuori di me", che poi per estensione, fatta eccezione per il mar morto che non ha contatti con altri mari, sono tutti i mari e gli oceani un unica grande pozza. Comunque Il post originale diceva: 

"E niente, ti senti in dovere di rileggere "certi" libri.

 Oggi aggiungo: " in questa precisa sequenza se siete subacquei, altrimenti non ci capirete nulla". Se non siete subacquei leggete solo l'ultimo, augurandomi che vi si apra un mondo.