domenica 14 maggio 2017

di tutto un po'st

Queste sono le mie Tazze:


e parlano dei miei 2 hobbies, quelli che se potessi ci camperei: la subacquea a la danza orientale.
Tra la fine della vacanza in Egitto e il ritorno a casa, ho preso delle decisioni che li riguardano entrambi e sono riassumibili in 2 migliorare e progredire in entrambi. Mi fanno stare bene, sono motivazioni forti anche per ottenere altri traguardi, uno tra i tanti la perdita di peso in eccesso ( a proposito ho perso quasi 5 kg nonostante davanti al mio percorso si sono parati pizze, tortellini, ravioli cinesi, e kebab, che hanno rallentato ma non fermato la discesa), l'altro la conclusione del nuovo diploma di lingue finalizzato al riconoscimento della mia Laurea e alla ricerca di un posto di lavoro da veterinario. Certo non disdegnerei nemmeno lavorare nel campo della subacquea o della danza sia come danzatrice che come costumista, ma non voglio fissarmi su obbiettivi nuovi e ignoti, come un lavoro in un campo che al momento è per pura passione.
Due sabati fa è stato un giorno piuttosto significativo. Alla mattina siamo andati all'inaugurazione di un negozio di subacquea, che di fatto frequentavamo già, e al pomeriggio mi sono esibita nel programma di contorno di un festival a circa 100 km da casa.
Detto così non ha alcun sapore.
Vediamo se riesco a rendere meglio la situazione. Vivete in un paese di cui non siete madrelingua, e immersi nel dolce aroma del Neoprene, vi cade l'occhio su un volantino, che parla guarda caso di quel corso PADI che pensavate di organizzare con un viaggio in Egitto, e che in quel caso avreste dovuto affrontare in inglese, che comunque non è lo stesso la vostra madrelingua, ma che vi suona più famigliare. Ecco il volantino recita DIVE MASTER PADI, il passo successivo al Rescue Diver. La data è accattivante: 20 Luglio sufficientemente dopo l'esame del B2 di tedesco, e dopo il ritorno di Luca dall'Egitto dove andrà a sostenere l'esame IDC, che è il passo successivo al dive master. l'unico dubbio? Il tedesco. Parlo con il responsabile che mi dice che non può offrirmi il servizio in italiano, ma che l'istruttore può spiegarmi eventualmente i concetti in inglese e che posso ordinare il materiale di studio nella lingua che voglio. La cosa  che mi rasserena di più è il bilinguismo. Comunque decido di prendermi un po' di tempo per pensarci e non dare subito la mia partecipazione. Ora che sono a casa ho già deciso di acquistare il manuale Open Water in tedesco per imparare la terminologia specifica. 
Al pomeriggio mi attende l'esibizione nel programma di contorno "im Zeichen des Orients" che credevo su di un palco, ed invece sarà nel Foyer, in mezzo alle persone, dove attendo coperta dal mio velo, che arrivi qualcuno per la musica ed un minimo di presentazione. Ci vado senza aver provato il pezzo, ci vado per fare esperienza, perchè dopo il contest mi è stato consigliato di prendere più confidenza col palco e quindi diventare più confidente con l'esibirmi. Porto la stessa coreografia orientale del contest e la re-invento seduta stante.



 Mi diverto un sacchissimo, mi sento una vera regina, nonostante l'inizio sia in mezzo alla gente senza avere sufficiente spazio, ma poi me lo lasciano. Il mio insegnante commenta il video dandomi delle preziose indicazioni, ed intanto penso già alla prossima occasione per danzare in pubblico, come ad esempio l'apertura dello shisha bar esattamente sotto casa mia o la festa dei pompieri.
La domenica passa tranquilla a ribaltare stoffe che verranno smistate in vari progetti tra cui un sacco di gonne che dovrò allestire per Bibì e Bibò e un paio di progetti veloci come 2 porta tovaglioli, uno per me ed uno per Luca che quelli di Marina e Valeria esistono già dai tempo della scuola materna italiana in cui venivano usati come porta bavaglie ( ma che dovrei riassemblare perchè li volevo trasformare in astucci porta penne)



Quello di Luca è stato assemblato con un ricamo ed un stoffa arrivati anni fa per uno swap a tema mare credo, se non ricordo male, da Tittiz. Il mio invece è una confezione veloce con un sacco di bottoni presi chi si ricorda più quando su un porta tovagliolo ricamabile che non ho per nulla voglia tempo di ricamare.
In pratica il mio cervello è un fermento di idee, pensieri e quant'altro tra subacquea, danza, costumi, creatività varia e corso di tedesco e la cosa mi fa sentire terribilmente bene e viva.
Lunedì, causa zip rotta sulla giacca di Valeria mi tocca andare al negozio di stoffe, dal quale ne eosco con lo chiffon per fare la gonna da abbinare a questo completo preso a Sharm


un pezzo di lycra spalmata in tinta perchè la cintura mi è corta, e un pezzo di ciniglia verde per fare un bolero da abbinare a questo costume


il cui reggiseno non solo non si chiude ma mi è dannatamente piccolo di coppa: mancano almeno 4 cm di coppa per parte.
Ovvio che non sono ancora riuscita a mettere mano a nulla, ma non dispero. Mi sento forte!
Martedì torno al negozio sub per cambiare un acquisto sbagliato, e torno a casa con: il manuale open water ed emergency first response in tedesco e l'iscrizione al corso e la prenotazione del Dive Master Crew Pack.
Ah e con l'acquisto sbagliato nuovamente sbagliato.
Facciamo che Mercoledì e giovedì passano incasinati per motivi connessi a lavandini da sturare e impegni da spostare e far coincidere, il tutto condito da " devo preparare qualcosa da danzare Venerdì sera all'apertura dello shisha bar". Penso tutto il tempo fino alle 17 di venerdì a qualcosa pieno di movimento nello spazio e di arabesque, ma poi vedo il locale e stramazzo! Non ho spazio per muovermi! Mi gioco il baladi, ma appena parte la musica capisco che a nessuno importerà vedere un baladi secondo criterio, e cerco di arrabbattare qualcosa di più orientale su una musica che non c'entra. L'esibizione non piace in primis a me, agli astanti non è importato un cazzo, tranne che ai vicini di casa, una signora iraniana che pratica anche lei danza orientale ma solo in casa perché il marito non vuole che balli in pubblico e a Luca, ma poco.
Però penso di non arrendermi. Anche se quest'esibizione non mi è piaciuta, il posto è comodo per ballare in pubblico, già che dista 20 gradini da casa, i proprietari mi sembrano più interessati al "gratis" che a una performance ben riuscita, e il gratis mi pare un buon compromesso se mi permette di ballare in pubblico una volta alla settimana. Di fatto sto già pensando a musiche che si sposano meglio con gli spazi a disposizione.
Sabato! cioè ieri, concretizzo la questione Dive Master e torno a casa con questo:


Il mio Dive Master Crew Pack! mi sento felice come Scrat con la sua Ghianda! La gioia del passo fatto è talmente grande che ho contattato tutte le persone nel mondo subacqueo a cui desideravo davvero far sapere la mia scelta. 
Non paga ho anche tagliato la stoffa per il kaftano in ciniglia che vorrei usare come copri costume prima delle esibizioni, ma non l'ho ancora cucito.
Ed oggi in una giornata di riposo, ho portato avanti il progetto di sottotitoli ita e deu per il filmati del Canale Sparkly Belly di Mao Murakami.
Si mi sento davvero bene.

sabato 6 maggio 2017

Ricordi di Famiglia

I miei primi 5 anni li ho passati con la nonna materna e la mia pro-pro-zia. In pratica due nonne, ma una era la Zizì, con la zeta morbida.
La Zizì era del 1903, conosciuta in famiglia come Zia Gina all'anagrafe si chiamava Regina, e quando era piccola, e c'era la monarchia si permise di scrivere alla Sovrana Maria Josè dicendo che si chiamava Regina proprio come lei. Questa lettera comportò l'arrivo a casa dei carabinieri, una sberla da sua mamma, e una lettera di riconoscimento da parte della Sovrana Maria Josè, di cui purtroppo non ne ho traccia.
Della Zizì ho tanti ricordi come fotografie, forse qualcuno di più di quelli di mia nonna, che all'epoca lavorava, ed io ero in laboratorio con loro tra macchine da cucire e stoffe sportive (mia nonna ha fatto le maglie di parecchie squadre di calcio di serie A negli anni 60 e 70). Per me era una donna alta e magra, con gli occhiali i capelli corti e ricci, ma ricci da bigodino. Tutte le sere andava a letto con una tazza di acqua per la notte ed io glie ne prendevo sempre un sorso. Fumava le nazionali senza filtro ed aveva 2 posaceneri: una conchiglia ed uno in bronzo con topino, che io amavo e che attualmente è a casa di mio padre. E con me aveva una pazienza infinita: potessi tornare indietro da adulta, mi darei un paio di sberle per come mi sono comportata con lei un paio di volte. La Zizì appena potè andare a lavorare venne assunta nella sartoria della Scala come Piccinina, e mia mamma ha raccontato più volte che in casa quando lei era piccola, non si poteva ascoltare l'opera lirica in radio o oin televisione senza che la Zizì non anticipasse le battute ( ma si potrà parlare di battute nel canto lirico?) .
Della Zizì mi ricordo ocmunque due cose più di ogni altra: la Saccarina, e il minestrone. La Zizì era diabetica e prendeva il caffè con la saccarina, che era in una piccola scatoletta di latta turchese: ho cercato l'immagine su google, ma non l'ho trovata. Il minestrone invece è una specie di segreto che si è portata nella tomba. Lei era la cuoca di famiglia e a quanto pare solo lei riusciva a farmi mangiare: ero una bambina capricciosa a tavola ed inappetente, ma del suo minetrone,il brodol le patate e quanche altra verdura le mangiavo volentieri.
Ieri alla ricerca di nuove ricette a base di verdure per la mia dieta ( che sì sta portando risultati) ho messo mano al libro di cucina tradizionale milanese ed ho tirato fuori la ricetta del Minestrone milanese classico, in cui ci va una marea di verdura.

foto tratta dalla mia copia di "La cucina Milanese" di Laura Rangoni, ed. Newton & Compton
Non ho potuto riprodurlo fedelmente per la mancanza di zucca, erbette ( vai a capire cosa si indica e come tradurla) zucca, rape, osso di prosciutto e lardo, ma il sapore era molto molto simile a quello del minestrone della Zizì.

E la saccarina? Ebbene, per quanto i primi tè senza zucchero sembravano essere interessanti e piacermi, nel giro di qualche giorno li ho abbandonati, per insapore. Così ieri ho ceduto: avendo scelto di eliminare quasi totalmente lo zucchero dalla mia alimentazione eccetto quello del caffè al mattino, ho azzardato 85 centesimi di saccarina da usare una tantum per il tè.

mercoledì 3 maggio 2017

Il bambino rompicoglioni 2

Il mio intento prosegue, non senza intoppi.
Ad esempio il bambino rompicoglioni è intelligente ed impara velocemente. Ha imparato che ormai è inutile frignare per chiedere il panino con la nutella, le patatine, o qualche cosa altamente appetibile. Però è intelligente e subdolo, così per due sere è riuscito ad abbindolarmi con "ma dai 2 pomodori ed una carota, che cosa vuoi che ti facciano?", perchè non ho bisogno di 2 pomodori ed una mela fuori pasto, ma ha capito quali leve usare. E' anche riuscito a farmi guardare intenet mentre mangio: il risultato è che poi mi alzo da tavola ed ho ancora fame. No, non è facile, il bambino rompicoglioni è un avversario tosto, e mi fa un po' paura perchè non mi è ben chiaro cosa possa concedergli senza averne poi uno scotto. Oggi ho letto un articolo e lo trovo interessante. Parla di un libro che spiega i meccanismi della fame nervosa dandone un piccolo assaggio, utile per dare un contorno più definito del bambino rompicoglioni. In attesa dell'appuntamenteo dal mio medico curante per parlare e definire meglio il mio intento, penso che cercherò e leggerò il libro in quesrionw, pernando sian ben scritti, perchè se c'è una cosa insoppotabile sono  i libri che girano attorno al problema senza mai arrivare al dunque.


p.s. se trovate errori di battitura scusatemi: ho cambiato pc, parla tedesco e non ho capito ancora come impostargli il dizionario italiano per il correttore automatico, perciò mi sottolinea tutto rosso e capita che perda qualche errore qui e là.



martedì 2 maggio 2017

Sogni

L'altra notte ho fatto un sogno bellissimo sulla danza. In questo sogno però mi è apparsa una persona che mi dava una brutta notizia sul suo conto.
Mi sono svegliata con un senso d'angoscia, perché non sono capace di considerare un sogno come una​ semplice rielaborazione mentale, anche a cazzo di cane, di pensieri ed avvenimenti, perciò in un caso come questo ti viene da chiederti se la persona in questione stia davvero bene. La conseguenza sarebbe informarsi appena possibile, ma non l'ho fatto. Perché? Perché nel dormiveglia ho riflettuto su quanto questa persona contasse ancora per me o no, e no nonostante le possa augurare tutto il bene di sto mondo, non ho più nulla da spartire.
Cosa c'è di importante in tutto questo? Capire quanto le proprie energie contino, e quando vale la pena spenderle per altri. Così al posto di svegliarmi angosciata per una persona di cui non ho nessuna notizia da tempo, mi sono svegliata serena per affrontare la mia vita.

lunedì 1 maggio 2017

una marea di cazzate

Poco meno di 2 anni fa il pc che uso tutt'ora e che era quello di mia mamma, iniziò a dare segni di cedimento: la tastiera in parte non funzionava più. Il problema era aggirabile tramite una tastiera esterna e così feci. Purtroppo le prese usb stanno cedendo e questo diventa sì un problema. Ho preso un nuovo pc ed ora mi sto imbattendo nella salvezza di tutto quello che ho sul disco fisso che sono...

...una marea di cazzate.

Ho raccolto files di ogni sorta con l'idea che prima o poi sarebbero tornati utili, ma non li ho più o non li ho mai guardati. Ed ora mi accingo a "salvare tutto" perchè " non ho tempo" per controllare e decidere cosa tenere e cosa buttare. Ecco, sarà effetto del libro di Francesca, o sarà quel che sarà, ma mi chiedo: quante cose ci portiamo dietro fisicamente e mentalmente, che sono del tutto inutili e che abbiamo preso con noi solo perchè in un determinato momento ci sembravano cose importanti? E' ora di liberarsene, sono inutili. Files già visti o letti che non rivedremo o rileggeremo, senza contare quelli che non sono mai stati nemmeno considerati; oggetti, e lavoro più difficile le "cose mentali" che sono quelle più brave a mascherarsi da "utili ad ogni costo".

giovedì 27 aprile 2017

Le persone tossiche.


Le persone tossiche purtroppo non portano un bollino arancione con una x nera sopra come le bottiglie di candeggina, sono un po' più come i pesci di Minamata apparentemente commestibili, ma hanno accumulato talmente tanto metilmercurio nei loro tessuti e sono tossici nel lungo andare. Ecco le persone tossiche sono così: sembrano simpatiche, carine, gentili e divertenti ma nel lungo andare diventano tossiche, perchè hanno accumulato le loro magagne, come il metilmercurio e ti avvelenano. Te ne accorgi quando nel frequentarle realmente o virtualmente ti lasciano addosso una sensazione sgradevole. Così ho detto basta: ho deciso di togliere del tutto o comunque di limitare l'accesso alla mia vita di queste persone. Non voglio parlare del mondo virtuale perché è un discorso conosciuto e facile da farsi ( due click e via), ma nella vita reale magari non è facile ma sicuramente più importante. La difficoltà più grande del farlo nella vita reale trovo sia la paura di rimanere soli, perciò tolleriamo e sopportiamo, consapevolmente o no, persone tossiche perché abbiamo pure di rimanere soli. 
Me ne sono accorta ieri.
Casualmente avevo evitato di passare a salutare una vicina di casa, anzi per la verità manco me ne ero accorta, ma ora riflettendoci forse è stato un meccanismo di difesa inconscio.
Ieri sono passata a salutarla e nella mezz'ora che ho passato con questa persona ho sentito nelle sue parole razzismo, invidia, insoddisfazione generale, qualunquismo. 
Sinceramente posso farne a meno.
Sebbene le sue parole e i suoi sentimenti non mi appartengano, mi sottraggono tempo, e lasciano comunque addosso una sorta di polvere che appesantisce l'anima. 
 e allora alleggeriamo anche quella oltre alle mie chiappe.
Ah oggi segnava 75, da 77,4 di domenica.

lunedì 24 aprile 2017

il bambino rompicoglioni

La bilancia si è spostata. Nel verso giusto. Ora fatte le debite esultanze, che qualsiasi polla come me farebbe, è necessario pensare anche che potrebbe non essere nulla di significativo. Ma vaffanculo: si è spostate nel verso giusto ed io per questo esulto! Significativissimo per l'umore!
No niente diete miracolose a base di beveroni o pasticcozzi.  Il fatto è che ci sto credendo veramente e non ho fatto nulla più che stare attenta. I nemici sono più che conosciuti: lo zucchero aggiunto, le bibite, le schifezze. Così semplicemente sto dicendo "no" a coca cola, zucchero in eccesso nel caffè (di fatto ne metto poco ma solo perchè non mi sento pronta ad affrontare il caffè amaro), zucchero nel tè ed ho pure scoperto che il tè completamente senza zucchero mi piace pure.
Ma ieri sera è arrivato "il bambino rompicoglioni". Ve lo presento: il bambino rompicoglioni è una specie di vocina insistente che vi dice: "dai, mangia qualcosa". Ogni tanto suggerisce anche cosa: un panino alla Nutella, le patatine, una fetta di formaggio, un qualcosa comunque goloso ed appetitoso. Sì potete immaginarvelo proprio come il classico bambino viziato che se non viene accontentato strilla, e sì strilla pure forte. Arriva addirittura a far venire l'acquolina in bocca pur di convincervi. Ecco io l'ho viziato, gli ho concesso tutto quello che voleva in termini di spuntini e schifezze. Ora vediamo di cambiare direzione.
Al momento cambio direzione un po' così, da sola, ma in settimana conto di andare dal mio medico curante e parlarne, perchè fare cazzate non ci si mette nulla.
Intanto mi sono presa la briga di leggere le etichette. "Light" o "leicht" davvero sono così? A quanto pare sì.
La cosa interessante è scoprire che i pregiudizi sono la cosa peggiore. Ho sempre pensato che tutto ciò che fosse "light" fosse insapore, che non fosse poi così tanto buono. Un classico esempio ne è la coca light che non è come la coca normale, e questo bastava a bollare tutto ciò che è light come inappetibile. Parliamo anche della coca zero come vessillo del "senza zucchero", dolcificata con aspartame: peggio che andar di notte, senza luna e coi fari spenti. Al momento salvo eccezioni, di cui dovrei effettivamente porre delle condizioni che le determinino, tutto ciò che è bibita gassata la tengo lontana, perciò sono solo esempi del passato. Oggi però mi sono presa la briga di leggere l'etichetta della coca Life: 50% di zucchero. Ho letto l'etichetta ed ho rimesso la bottiglia sullo scaffale. Il bambino rompicoglioni si è impivito, ma gli passa. Però una cosa gliel'ho concessa: la salsa hollandaise light circa un cucchiaino sugli asparagi.
Legato la pregiudizio Light = no buono, c'è anche quello del: mettersi a dieta è una punizione. E' stato un tarlo durante tutto il fare la spesa. Continuavo a pensare: "io ho deciso di fare questa cosa per me, ma il resto della mia famiglia non è in punizione". Loro non sono a dieta, ma nessuno è in punizione! Certo che se "stare attenti a ciò che si mangia" è visto come una sorta di "punizione privativa" allora sì che è difficile da affrontare, perchè ti assale il disagio, il terrore di soffrire.
Di fatto a pochi giorni dalla decisione inizio a ritrovare alcuni punti che Francesca ha così lucidamente descritto nel suo libro.
Ho anche deciso di non lasciarmi abbattere. Ci sono un sacco di cose che sono riuscite a destabilizzarmi e a far si che il bambino rompicoglioni ottenesse quello che voleva. In genere tutte quelle che intaccano l'ottimismo.
Ho detto a Luca che la bilancia si è spostata nel verso giusto. Il suo commento è stato " non è che per una cacca un po' più cospicua hai iniziato a dimagrire". Di per sè il commento farebbe anche ridere, ma è stato lì a gironzolarmi in testa, mi ha fatto cambiare l'inizio di questo post, ha preso l'aspetto di "stare coi piedi per terra" per poi diventare qualcosa che tira giù. E poi ho scritto "ma vaffanculo", ed ora sebbene sia lì a snervarmi e a preparare il terreno al bambino rompicoglioni, farò del mio meglio per non dargliela vinta. Così come non l'ho data vinta al vento al parchetto che mi ha reso difficile l'uso del velo per preparare la coreografia, ma non ce l'ha fatta e che quei 30 secondi che ho tirato in piedi mi paiono pure buoni ed originali.
Non sarà facile quando rientreranno tutti i ritmi quotidiani, che oggi post vacanza sono ricominciati in sordina, ma come ho già detto, farò del mio meglio.

giovedì 20 aprile 2017

2... 1... 78!

Due giorni fa ho letto “102 chili sull’anima” e lo trovo un libro stupendo. E visto che ora grazie ad internet un messaggio anche ad una perfetta sconosciuta lo si può mandare, hai deciso di scrivere a Francesca Danzo conosciuta anche come panzallaria, questa mail.

“Cara Francesca,

Sì lo so che sto scrivendo a te, ma probabilmente è un semplice stratagemma per scrivere a me stessa. Ho finito 102 chili sull’anima, e mi è piaciuto moltissimo. Grazie per aver reso pubblica una parte della tua vita piuttosto intimo. In un mondo dove scrivere “sono appena stata in bagno” sembra la notizia intima del secolo, serve proprio che qualcuno parli dell’esistenza delle Dexter e delle Mens Sana: Magari qualcun’altro decide di guardarsi allo specchio. Non parlo del corpo, o almeno credo che la presa di consapevolezza sia più adattabile a tanti casi diversi. Infatti penso a me che in vita mia ho superato gli 80 kg in gravidanza, ma ho da fare i conti con le mie paure e le mie insicurezze, e che non so se ho voglia di perdere i kg che ho di troppo e che mi permettono di galleggiare in modo rilassante e rilassato. Però grazie, perché come dici tu abbiamo tutti un punto debole, conti da fare con la nostra anima nera, e prima ancora riconoscerla conoscerla e amarla, non viziarla. “

Dopo aver letto la cosa che mi pareva più lampante era capire quali fossero le mie paure e come affrontarle. Ne ho e non una sola: devo dargli un nome una forma una dimensione e dargli un numerino per fare la fila. O forse no. Però mi tarlava anche il pensiero del peso, sebbene avessi già trovato una bella giustificazione per tenermeli: “mi fanno galleggiare così bene….” e poi tutto il corollario: “ se dimagrisco devo cambiare tutta l’attrezzatura subacquea e stringere i costumi da danza…..”
Ieri ero a Jackson Reef a fare la penultima immersione dalla barca di questa vacanza. L’immersione di per sè e stata bella, ma personalmente l’ho vissuta male. Tutto parte dal fatto che per andare giù i primi metri faccio molta fatica. Tecnicamente dipende dal fatto che sto usando una semistagna che oltre a far galleggiare molto di suo, trattiene molta aria e devo farla uscire. Poi ci aggiungiamo che andare giù in verticale, nonostante non sia alle prime immersioni, non mi viene facile e muovo i piedi in direzione opposta al risultato che vorrei ottenere. Ecco se vedi il gruppo 4 metri sotto di te e tu stai litigando per scendere diventa frustrante, e la conseguenza è che vai in iperventilazione e scendi solo se ti tirano giù. Cosa che é letteralmente accaduta. A fine immersione meditavo già l’acquisto di una muta umida e sono partite una serie di considerazioni a cascata. “Con la umida posso togliere forse un paio di kg dal GAV (scusate sistema integrato) perché mi fa galleggiare di me….”
E tutt'un tratto la ciccia che volevo tenermi “ perché mi fa galleggiare rilassata” diventa inutile e controproducente. Nemmeno la scusa dell’attrezzatura regge più, perché vorrei comprare un pezzo nuovo.
Stamattina mi sono svegliata e mi sono pesata. 78 kg. Non so quale sia il mio peso forma, e settimana prossima posso andare dal medico. Da oggi posso però stare attenta a me stessa.

P.s.scusate se é graficamente un po'diverso: da cellulare devo capire come fare.

martedì 27 dicembre 2016

Perchè festeggiare Capodanno?

Me lo chiedo da un po' Perchè? per quale motivo si festeggia il capodanno? No, non rispondetemi "Perchè è il primo giorno dell'anno!" perchè è una risposta facile, scontata e totalmente insignificante.
Io trovo totalmente senza senso ed inutile festeggiare il primo dell'anno come lo si festeggia normalmente  ed in generale: attendendo la mezzanotte, per fare un brindisi vedere i fuochi d'artificio già sicuramente mezzi sbronzi, e tirare le ore piccole, vivendo come amebe semicomatose per l'alcool e le poche ore di sonno il primo giorno dell'anno. Scusatemi, ma così è come la Corazzata Potiemkin secondo Fantozzi: una cagata pazzesca.
Parto dal fatto che secondo me 2 feste così ravvicinate non hanno senso: Natale e Capodanno ad una settimana di distanza. Non so voi ma sembrano fatte apposta per "festeggiare" una con la famiglia ed una con gli amici. Vista così non sarebbe nemmeno una cattiva idea, il capodanno VERO l'1 non il 31 sera-notte, con gli amici come se fosse un secondo Natale, mangiando e scambiandosi i regali che non abbiamo voluto dare in anticipo per il 25 da aprire senza essere insieme.
E' triste legare alla mezzanotte, anzi alle 00:00 d'orologio l'inizio del nuovo giorno: è una convenzione, vecchia di anni se volete, ma una convenzione. Il giorno incomincia da sempre all'alba, al sorgere del sole, e per gli ebrei al sorgere della prima stella della sera, non quando lo dice un orologio, che, sarà pur coordinato con il movimento della terra e aiuta le persone a ricordare scadenze temporali varie, ma fissa in un punto imprecisato della notte l'inizio di qualcosa: e scusate ma mi pare di festeggiare il compleanno di un bambino in un punto imprecisato tra il testi di gravidanza e il parto. Dopotutto si dice sempre per indicare il nuovo giorno "domani mattina" non " da mezzanotte", sia che si tratti dell' 1.1. che del 29.2. .
Ecco se dovessi festeggiare il capodanno allora farei in modo tale da svegliarmi col buio, in qualsiasi posto del mondo io mi trovi, per recarmi nel punto più alto che ci sia vicino a me, guardando verso est e aspettando il sorgere del sole, l'inizio del nuovo anno. Questo avrebbe un senso, un emozione.
Se mi fermo a ricordare i capodanni passati, sono pochi quelli che trovo belli. Sicuramente quello del 1997: da sola, sono andata a letto presto il 31, e mi sono alzata presto la mattina dell'1 e pattini alla mano mi sono recata alla pista di pattinaggio che avevano costruito in piazza duomo, che però ahimè era chiusa. Poco male, ho atteso il pomeriggio e sono andata al Piranesi. Totalmente contro corrente.
Il capodanno del 1998 ha anche lui il suo bel perchè, perchè per la prima volta in vita mia lo festeggiavo con la persona che amavo e mi amava: il primo capodanno a Berlino parlando pochissimo tedesco, il primo capodanno con Luca. il primo di una lunga serie. Oddio se mi fermo a ripensarci, a parte Luca e il bacio di mezzanotte, il resto di quel capodanno sarebbe da cancellare.
Anche il capodanno del 2009 è stato un bel capodanno: eravamo soli io e Luca, a casa nostra. Mi ricordo che nevicava e siamo usciti a fare 2 passi alle 21 sotto la neve, per recarci al solito bar, pensando fosse aperto per far veglione, ma così non era. io avevo fatto il turno in clinica la notte tra il 30 e il 31, e avrei fatto anche quella dell' 1-2 perciò, voglia di strapazzarmi non ne avevo poi molta. Anche il capodanno 2013 è stato bello: non mi ricordo come abbiamo passato al notte, ma alla mattina siamo andati al passo del Penice ed abbiamo pranzato lì con le nostre figlie.
Poi ci sono altri capodanno che ricordo, per diversi motivi: quello del 2012 ronfando con la Mimi e il mio pancione, quello del 2010 con l'influenza, o quello in cui realizzai il mio desiderio di andare in discoteca e rimanerne dannatamente delusa, o quello a Montecarlo dove la gente veniva a vedere i fuochi "perfino da Bordighera" e vedere in un ristorante la tristezza del " essere lì per essere lì". Da piccola ho sempre "subito" queste feste più che viverle. La mia famiglia non era numerosa e non aveva poi molto amici, anzi quasi nessuno, ed ovviamente quei pochi non avevano figli della mia età. e No non eravamo nemmeno ricchi da poterci permettere vacanze di capodanno sulla neve con veglione al ristorante fiaccolate o chissà quale altra cosa. Credo che l'unico capodanno sulla neve che abbia mai fatto in una situazione simile io avessi 4 anni, e non so nemmeno se si trattasse di capodanno o di dopo capodanno. Per qualche anno, quando mio nonno abitava sui colli piacentini, festeggiammo il capodanno lì e non era poi male: c'era la stufa a legna su cui si preparava la polenta  con cotechino e lenticchie il primo dell'anno, i prati gelati in cui giocare, sempre a sola ovviamente, ma se ero fortunata avevo qualche metro di neve in pendenza per giocare col bob, e qualcuno invitato, gli zii o parenti alla lontana, a passarlo con noi, perchè un paio di letti in più per dormire c'erano. Ecco forse quei 3 o 4 capodanni fatti a "Quattrocchio" ( nome della frazione sperduta sui colli piacentini) sono quelli della mia infanzia che più ho apprezzato. Poi ho un enorme buco di memoria per quello che va dai miei 12 ai 20 anni come capodanni: si vede che non sono stati poi sto granchè, e dopo alcuni capodanni che vorrei cancellare perchè davvero tristi.
Per me il capodanno significa mangiare il primo dell'anno polenta cotechino e lenticchie a pranzo e ascoltare il concerto di capodanno mentre si cucina: ma qui, a parte la difficoltà di recuperare un cotechino (ma forse so dove trovarlo), questi piatti li mangerei solo io, perchè mio marito è uno schizzinoso (lo sa e lo ammette pure lui) e le figlie li conoscono poco: se devo mettere in tavola qualcosa per cui si storce il naso va da se che voglia di cucinarli non ne ho poi molta.
Ieri sera ho osato dire che non capisco tutta questa smania di celebrare il capodanno. Mio marito l'ha presa sul personale, perchè lui ci tiene a festeggiarlo in compagnia, e credo l'abbia presa sul personale più per il fatto che la sua idea di capodanno gli è stata smontata 9 giorni prima ed ora è orfano di festa. Detto tra di noi: festeggiare il capodanno fuori al freddo attendendo una gulash suppe per mezzanotte, che sinceramente non so se fosse buona di suo o perchè faceva freddo, non mi ispira poi molto: è una cosa che fai quando hai 20 anni, non quando ne hai 40 e due figlie, perciò sono anche un po' più serena di non dovermi ghiacciare il culo attendendo mezzanotte e senza potermi levare dai piedi al più presto possibile. Forse era stato dato "per scontato" che anche questo capodanno sarebbe stato come quello dell'anno scorso.
Io davvero non vedo tutta questa smania di festeggiare il capodanno dovendo tirare tardi, dovendolo passare per forza "in compagnia", anche se la compagnia in questione sarebbe stata bella, ( la stessa con cui ho festeggiato il compleanno). Per non stare a soli e farlo in compagnia, si potrebbe sempre pensare di informarsi alla croce rossa ed offrirsi volontari per l'organizzazione e la gestione del veglione di capodanno per persone sole, povere, o immigrate, così anzichè passarlo ubriancandosi e facendo schiamazzo idiota, si fa qualcosa di utile, e personalmente gratificante perchè avrebbe un senso. Se invece il senso di farlo in compagnia è quello di fare schiamazzo ed ubriacarsi, beh, no preferisco allora farmelo da sola, andando a letto presto e uscendo di casa prima dell'alba per andare a vedere sorgere il sole sui Siebengebirge, con o senza famiglia, e rincasando per mettere su polenta cotechino e lenticchie, attentendo il concerto di capodanno.

martedì 29 novembre 2016

A secret Garden

Finalmente ho finito il nuovo costume: un esplosione di verde e viola in varie sfumature nato da una stoffa a fantasia floreale, con degli iris.
E' stato un lavoro che grazie al preziosi consigli di Mao Murakami e il suo sito sparklybelly mi ha dato la possibilità di imparare un po' di cose, velocizzare e migliorare  la resa del lavoro.
Questo costume è da molto tempo che girava per casa con una storia un po' sofferta: gonna che ho fatto tagliare da una tizia che si dichiarava "bravina", costume fatto completare da una ragazza in Sicilia, che a distanza e senza avermi mai visto, ha fatto un buon lavoro, ed infine sotto le mie mani. Comunque la "ripresa" di questo costume parte da qui, e poi non ne ho più parlato.
Comunque sono partita così:

Con questa idea qui


e sono finita così


In mezzo grattacapi e accidenti tirati.

del bozzetto fatto durante una noiosissima lezione di tedesco sono state cambiate un po' di cose. il fiore grande non è al ginocchio come previsto perché era troppo pesante e la stoffa non era in grado di reggerlo perciò è stato riportato in cintura, stravolgendo di nuovo l'idea che avevo in mente di una cintura non esageratamente lavorata, cosa che mi ha messo in non poca difficoltà perché non avevo più idea di come andare avanti. Dopo qualche tentativo fallimentare sfociato in "smonta e scolla" poichè le "pietre" usate non avevano per nulla luce come dovevano, (mai prendere roba da bricolage da 4 soldi cercate su internet e spendete per strass veri possibilmente facili da incollare o incastonati da cucire) sono approdata contemporaneamente da Bacatus e da Mao. Di Mao ve ne ho già accennato sorta, di Bacatus no. Per chi non è addetta a questo tipo di lavori, va detto che la qualità delle pietre strass, perline e pailllettes, fanno la parte del Leone, perché sono la "luce" sul costume sotto i riflettori, quindi usare materiale di scarsa luminosità vuol dire compromettere ore ed ore di lavoro e assicurarsi la gastrite. Bacatus è stata la mia salvezza in un giorno particolarmente creativo: il negozio che mi ha fornito ciò che si avvicina più a delle pietre fino a quel momento non è mai stato molto fornito oltre ad essere piuttosto caro, e non avevo voglia di andarci pensando sia alla strada che all'esborso. L'alternativa era comprare in internet, senza vedere la qualità dei materiali e dover aspettare qualche giorno prima della consegna. Poi cercando ( Sia fatto Google santo subito!) ho trovato Bacatus, a circa mezz'ora di macchina da qui, fuori da Bonn e dai parcheggi a pagamento, a prezzi umani. L'unico difetto che ha è che tratta per lo più materiale da collane che pietre o strass, ma mi ha offerto abbastanza materiale per fare un bel lavoro.



Questi sono 3 dei tanti bottini delle mie spedizioni da Bacatus. Ah per non parlare del fatto che questo posto ha fornito alla mia dolce metà l'idea regalo per il mio compleanno sfociato in ben 2 buoni acquisto.


Il frutto delle spedizioni a Oberkassel, dov'è Bacatus, (Kassel di sopra, io abito a Kassel di sotto) nel dettaglio risulta così:




Dicevo, contemporaneamente c'è anche lo zampino di Mao. Scoperto il suo blog e i suoi tutorial tramite un gruppo FB tramite il suo " how to make a mermaid skirt" mi sono iscritta al suo sito scoprendo un sacco di tutorial tra cui anche quello per fare gli applique, che mi ha permesso di fare i fiori viola per la cintura risparmiando tempo fatica ed accidenti. ma lo zampino o colpa di Mao non finisce qui! mi iscrivo anche sul gruppo FB sparklybelly e tramite una iscritta scopro che ho sempre acquistato la taglia di reggiseno sbagliata e mi spiego perché il reggiseno ricoperto di questo costume mi sta troppo stretto! per chi volesse sapere di più sui reggiseni trovate le spiegazioni in inglese qui e consiglio il calcolatore di taglie della triumph. Così ho preso il Bra totalmente finito,


E l'ho smontato tutto!

Quindi sono andata alla caccia di una nuova base che è stata tagliata seguendo l'idea fornita da Mao in uno dei sui primi tutorial (link datomi da lei direttamente) per creare un Dina Bra.


Purtroppo non sono molto brava col disegno e le coppe sono asimmetriche, cosa che ha comportato un cedimento della coppa sinistra a cui ho rimediato ponendo un tirante tra la coppa e la spallina. Consiglio a chi volesse cimentarsi nel creare un Dina Bra da sola, oltre a seguire i consigli di Mao sulla scelta della base, di usare una scodella o una tazza da tè (dipende da quant'è grosso il vostro seno) per tracciare a curvatura della coppa uguale su entrambe.
Io non ho seguito in toto il tutorial di Mao per il Dina Bra: tutta la parte anteriore e le spalline originali sono rimaste: ho solo tolto e creato la fascia giro busto, perché questa volta non c'è stato verso di ricoprire in modo elastico quella originale. Il mio consiglio è createla, poi fatevi aiutare per fissare 2 spilli che vi diano la corretta misura di dove mettere i ganci.
Smontare il vecchio Bra mi ha dato la possibilità di:

 rifare i decori usando più pietre e strass di qualità e meno schifezze,


e mettere una base paillettata sotto la stoffa fiorata che è, di fatto, trasparente aumentandone la luminosità.
Anche per la gonna ho usato lo stesso stratagemma di una base paillettata, creando una sotto gonna.

Il risultato, in un primo momento non mi è piaciuto: sarà stato per la stanchezza, sarà perché conoscendone i dettagli minuscoli a memoria, non vederli ti lascia un po' di delusione ( le api le libellule, il bruco!) ma poi indossato per ballare e visto " in azione" cambia tutto e capisci che quello che hai addosso è tuo, come se fosse una seconda pelle.

Piccola nota:
La foto in apertura del costume indossato, mostra anche orecchini e collana. A questo costume sono abbinati un paio di orecchini che mi ha creato a sorpresa ed apposta Mamigà Gattanera sorrisi in filo. Le avevo detto che li avrei indossati per lo spettacolo, ma non l'ho fatto perchè da pirla, li ho lasciati a casa! comunque il magnifico lavoro che mi è stato regalato sono orgogliosa di mostrarvelo ugualmente:


giovedì 27 ottobre 2016

I biscotti cacchina per Halloween della margarina tedesca

Partiamo da una doverosa premessa: la ricetta non è mia. E' una di quelle ricette che si trovano sulle pagine internet di prodotti quali , in questo caso una margarina, ed io la traduco per le me amiche italiane. Qui il link al post originale

Per i biscotti a cacchina servono:
  • 125 g di margarina (ma il burro è più naturale)
  • 70 g zucchero a velo
  • 1 pacchettitno di zucchero vanigliato ( quello tedesco in italia non esiste e vi consiglio caldamente di usare una bustina di vaniglina che fate prima)
  • 180 g farina
  • 30 g cacao amaro in polvere
  • 30 ml di latte di mandorle o di latte vaccino (3 cucchiai da tavola)
  • 30 gocce di cioccolato che reggano alla cottura in forno (spero le troviate!)
  • carta da forno
Preparazione:

1. Preriscaldare il forno a 190 °C (ventilato: 170 °C). Mettere la carta da forno sulla teglia. Lavorare con la frusta elettrica la margarina, lo zucchero a velo e la vanillina, fino ad ottenere un composto cremoso. Incorporare la farina. tenere da parte una quantità d'impasto grossa quanto un mandarino per fare gli occhi.

2. Aggiungere all'impasto il cacao e il latte (vaccino o di mandorla). Lavorare l'impasto con mani infarinate, per formare dei rotolini lunghi quanto un wurstel ( chiarissimo per un tedesco! ci sono wuerstel di qualsiasi forma e misura! n.d.t.) e girarli su se stessi per fargli " la forma desiderata". si dovrebbero ottenere circa 15 cacchine.

3. Con l'impasto chiaro tenuto precedentemente da parte, formare 30 palline con eventualmente l'aiuto di un po' di farina, da attaccare sulle cacchine. Aggiungere le gocce di cioccolato per formare le pupille. infornare le cacchine nel forno preriscaldato per 15-20 minuti. Lasciare raffreddare su  graticola da dolci.

sabato 22 ottobre 2016

Figli di una Shamandura

Sono rari i casi in cui rileggo un libro, e questa volta per rileggerlo ho pure dovuto ricomprarlo perchè la mia copia, non è mai tornata indietro. Ora a meno che non perda di nuovo l'e-book (il promo è rimasto sol volo Sharm-Malpensa), non me lo può più ciulare nessuno: peccato però che se mai incontrassi Di Manao, non potrei farmi autografare l'e-book. Pazienza mi farò autografare il log book.
Questo post voleva nascere come una mail personale e privata, ma poi ho pensato che non fosse il caso: tutto sommato essere subacquei e gattofili, non è che ci renda amici culo e camicia, anche se il messaggio di fondo è semplice: Grazie per aver scritto questo libro.
Per chi non lo avesse mai letto non si aspetti un pistolotto alla Eco. E' un libro più semplice, di piccoli racconti di vita vissuta, di persone conosciute, uno squarcio di vita in un epoca neanche troppo lontana, ma vivo. ecco è un libro vivo.
La prima volta che lo lessi ero stata una volta sola in Egitto e i nomi che mi riconoscevo mi ritornavano come immagini sfocate.
Questa volta invece ho riconosciuto più nomi, più situazioni e tutto molto molto più nitido, anche i segni della MDD. La prima volta che lo lessi ero una snorkelista italiana (mai in topless perchè non mi piace) che mise piede nel Mar Rosso per la prima volta a ras Katy con mutino giubbetto arancione e ciambella, ora sono una rescue diver PADI con un forte desiderio di diventare Divemaster (nonostante ogni tanto faccia lo yo-yo) che fa coraggio ad una prima stella CMAS in un laghetto d'acqua dolce con profondità massima di 4 metri.
Riconoscere i luoghi, anche se non sono mai stata al Pirate's Bar o al Camel Bar, perchè preferisco Shisha e thè egiziano Old Market, che a Na'ama Bay, in questo periodo lontana dall'acqua come la intendiamo noi, salata, mi ha fatto stare bene. Per qulache sera, mi sono immersa a Ras Mohammed, Ras Katy ( ci sono tornata anche con le bombole poi) Ras Umm sid, Temple, Tiran, facendo un salto pure a Ras Gamila, a Small Creek ed anche qui e là dalle parti di Marsa Alam.
Il mar Rosso se lo conosci sotto l'acqua ti entra dentro e non ti va più via.
Non sono ancora stata là, sul Thisltegorm. E sono combattuta, se andarci o no. La corrente mi preoccupa un po', ma mi preoccupa di più il mio buddy abituale: mio marito, che sott'acqua è una fonte di stress incredibile, però dopo l'ultima immersione e relativo invio, pare essersene reso conto che è un po' stressante.
Comunque Grazie Claudio per i libri che hai scritto (ora rileggerò "Cani salati nel profondo blu" che ho in cartaceo) e per i magnifici articoli che scrivi per il Dan per Scuba Portal  per imperialbulldog (dove ho letto la biografia del dr. Livingstone e sono in un brodo misto di amore ed ammirazione) e per il tuo blog: leggerti è come immergersi. 

giovedì 20 ottobre 2016

Vacanza

Ci serve una vacanza. Non una lunga dove andare a fare questo e quell'altro e stressarsi e tornare più stanchi di prima.
Ci vuole per tutti e 4 una vacanza breve, un fine settimana lungo per esempio, in un posto dove c'è poco da fare, tipo passeggiata in montagna o simile. Un posto dove le bimbe possano giocare tranquille, Luca staccare il naso dal cellulare per leggere un libro o dormire se non vuole stare con noi, ed io fare lo stesso, ed io avere la possibilità di tirare il fiato.
Serve.
Forse più a Luca che a me.  

mercoledì 19 ottobre 2016

Sai...

.... volevo scrivere un post per il giorno del tuo compleanno, ma lo sai, non sono  una così tradizionalista e commemorativa, come forse volevi.
Non so nemmeno se mi ricorderò di farti el castagne e lasciarti il bicchiere di rosso nella notte dei morti. magari ci lascio un caffè piciurla giusto per farti ricordare che io non te lo faccio mai buono come lo avresti voluto tu.
Il fatto è, mamma, che ultimamente ti sogno spesso e nel sogno non riesco più a realizzare che non ci sei più come facevo i primi tempi.
sento la tua mancanza ultimamente, in modo molto forte,
Mi manca la compagna di merende perfetta: quella con cui mi intendevo alla perfezione, quella con cui mi azzuffavo, quella con cui facevo le scorribande sul mercato, quella con cui se le facevo vendere un ricamo a punto croce, un lavoro a maglia o anche all'uncinetto, sebbene non fosse il suo campo, o le parlavo di danza, si entusiasmava.
Penso che la Germania ti sarebbe piaciuta, che ti saresti "innamorata" di Aladin e di Taha come li amo io, che saresti impazzita su pinterest perdendoti in mille "lo faccio".
Penso che la mia vita dopo di te e senza di te è stata una vera e propria sorpresa, a partire dal fatto che pare io riesca ad andare un po' d'accordo con papà, partendo da un rapporto piuttosto freddo e cordiale, siamo finiti a legarci.
so che mi manchi.
Penso a volte che tu ti sia lasciata morire per paura di affrontare i medici e gli ospedali quando potevi ancora salvarti.
Mamma penso sempre a quello che mi dicevi sulla parure della nonna che ti pare portare una maledizione. Ecco io ho deciso che la venderò: non so ancora ne come ne quando, ma la venderò.
Mi manchi.

lunedì 17 ottobre 2016

L'ho fatto

ho sfanculato la suocera dopo 19 anni di sopportazione dicendo senza meziz termini quello che pensavo.
Le comunicazioni si sono ridotte al minimo indispensabile.
e ne sono felicissima!!!!!

poi casualmente su Fb mi sono comparse condivise da amiche queste due immagini.


Di Open your Mind seguita da questa frase:

"Ogni cambiamento è positivo. Non esistono cambiamenti negativi. Tutti i cambiamenti avvengono per il tuo bene. (Neale Donald Walsch)"

Credo sia tratta da questo libro, e quest'altra immagine:


arrivata da una sorella di danza.

Insomma come dice il maestro Oogway, "il caso non esiste", ed io continuo a sentirmi addosso una sensazione di "vuoto caldo ", tipo quando svuoti l' armadio lo pulisci e butti via tutti i vestiti che non metterai mai. Poi una volta sistemato, lo apri e fai "ohhhh!", oltre ad una meravigliosa pace interiore.

domenica 9 ottobre 2016

cani salati in laghetto d'acqua dolce.

Riprendo l'espressione "cani salati" che no so chi l'abbia inventata, ma l'ho letta per la prima volta tra i racconti di Claudio Di Manao, perchè oggi, ho avuto la netta sensazione di essere un cane salato lontano dal suo elemento, l'acqua salata, e che si deve accontentare di un laghetto ex cava che offre una vegetazione di Alghe pari ad una foresta di Kelpie, però in Germania e , in acqua dolce con una temperatura odierna di 16 °C.
Sia lode alla semistagna!
Dicevo: io, cane salato.
Facciamo un passo indietro, anzi due.
Le opzioni per immergersi in Germani sono davvero limitate. forse ho fatto qualche accenno in qualche altro post, e sicuramente ne ho parlato qui  quasi un anno fa prima di conoscere il Zülpich See. Non fatevi trarre in inganno dalla parola "See" che ricorda "Sea": col caz... cavolo che si tratta di mare! Si tratta di lago, anzi nella fattispecie di laghetto ex cava, acqua dolce, una marea di alghe, poca fauna, cigni incazzosi più pericolosi dei natanti, visibilità che la nebbia in val padana è una giornata limpida, temperatura dell'acqua massima 20 °C nei giorni di buona.
Va beh non è proprio così tragico, ma mica ve lo posso dipingere roseo no? anche perchè l'acqua ha sfumature verdi-marroni.
Al Zulpich See c'è un diving club, a cui guarda caso siamo più o meno associati e che per botta di culo è prevalentemente frequentato da gente molto cordiale, molto alla mano, e con una densità di bambini ben educati che giocano tra di loro senza stracciare l'anima più del necessario, per far si che sia un posto rilassante dove andarci. Siamo circa una ventina comprese le 4 marmocchie ( due mie), e le rispettive mamme cioè io e la Kathy, che siamo in pratica le uniche 2 "Frauen". Per la verità ce n'è una terza, ma che è un po' presa e quindi non la vediamo mai.
Tutto il resto masculi, ma si comportano bene, anche se oggi, per altro motivi, ho ben compreso Biancaneve che arriva nella casetta dei sette nani, ed inizia a mettere a posto tutto.
Io e la Kathy ci troviamo molto bene tra di noi: donne pratiche, mica palle! Abbiamo iniziato una pratica tutta nostra la "Frauen Tauchen" cioè l'immersione delle signore. E' nata un po' per gioco, ma sta prendendo una piega interessante perchè Kathy ha voglia di andare in acqua rilassata ed affrontare le sue difficoltà, io ho voglia di andare in acqua senza Luca e questo vuol dire essere più rilassata e concentrarmi meglio su quello che so fare senza pensare in continuazione " cosa si aspetta da me Luca". Per la verità io mi ritrovo a fare una cosa che non mi compete, cioè dare consigli per l'attività subacquea: sono solo un Padi Rescue Diver, ma va detto che in questo club per questioni che non voglio discutere per rispetto, io sono la terza più alta di brevetto, dopo Luca e la terza signora del gruppo. Quindi penso alle mie difficoltà passate e presenti, perchè non è stato facile imparare a stare in acqua, e mi adeguo sperando di fare la cosa più giusta. Certo la perfetta sarebbe " troviamoci un istruttore" ma in mancanza d'altro, facciamo tesoro dell'esperienza altrui.
Quindi oggi eravamo lì ad aspettare la nostra immersione, guardando l'isoletta: profondità massima del sito d'immersione credo 5-6 metri, e raccontavo del mare, dei suoi metri, del suo panorama, della sua acqua. Salata. La Kathy mi dice che ha fatto una sola immersione in mare, in Olanda, ma che ha bevuto un po' d'acqua e le è venuto da vomitare per il sapore. E lì ho realizzato che senza quel sapore sulle labbra, quel profumo/puzzo di mare sull'attrezzatura sciacquata alla buona, senza il bruciore quando devi sciacquare la maschera perchè si è appannata o la devi rimettere perchè t'è arrivata la pinnata (era in notturna in un momento di luci spente, mica sono pirla da andare così vicino a qualcuno!) ecco, all'immersione manca davvero quel qualcosa e poi è il "senso" del tutto, ed ho contemporaneamente realizzato che osno un cane salato, lontano dal suo ambiente.

giovedì 29 settembre 2016

Lavatrice Horror Story, il finale.

Io appartengo alla generazione "c'è la lavatrice", mia mamma ha appartenuto alla stessa generazione, ma quella precendente. Mia nonna apparteneva alla generazione " stai attento a non sporcarti che hai il vestito buono! " o " se ti sporchi le prendi!" o "mettiti questo qui che se si macchia non importa!" Ed ora capisco la generazione di mia nonna.
Prendi figlia piccola, mandala all'asilo con una maglietta bianca, e valla a prendere con una maglietta melange beige, ma che guarda caso ha lo stesso taglio della maglietta bianca della mattina. Riscopri tutta la cultura ecclesiastica di santi e beati mentre la lavi a mano per tirarla il più possibilmente simile al colore originale. La stessa operazione va ripetuta per i calzini taglia 24 della suddetta, e per le mutande marroni di fango per i giochi d'acqua fatti all'asilo nelle giornate calde che ci sono state recentemente.
Però.. ah la poesia del bucato che sa di bucato! SEeee eccerto che sa di bucato, a sciacquarla ci va un eternità e non è detto che il sapone venga via tutto! Ma poi vuoi mettere il romantico fascino della mutanda di cartone e della maglietta di legno e dei calzini foderati in carta vetrata?

comunque.

Lunedì chiamo il centro assistenza alle 8.30 del mattino.
Spiego il problema, quello che è rimasto, alla signora dall'altra parte del telefono: la lavatrice non centrifuga. Mi dice di provare a pieno carico, che è una cazzo di lavatrice super intelligente e che se non rileva il carico non gira per nulla. Ecco ma una lavatrice ignorante come quella delle nonne 2 programmi e va dar via il culo, non ne fanno più? Va beh, vado e provvedo fiduciosa.
Parte, ma non c'è niente da fare: nemmeno la pazienza certosina sotto forma di sedia portata giù in lavanderia ed e-book a vedere che combina. il programma dono venti minuti si blocca e, sorpresa delle sorprese, non scalda nemmeno l'acqua.
Telefonata, descrizione dei problemi. appuntamento mercoledì tra le 8 e le 18: le verrà comunicato via sms una finestra di 3 ore in cui arriverà il tecnico.
Lunedì decido che se nota i graffi faccio la gnorri, ma poi il mio grillo parlante sotto forma di onestissimo mezzo tedesco marito ( cosa che ci ha portato più guai che benefici con l'agenzia delle entrate, ma questa è un altra storia) mi dice che non è il caso, così opto per un po' più onesto e un po' meno disonesto: "se non chiede io non dico".
E mercoledì il tecnico non chiede, e se ha notato qualcosa, è stato bravo a far finta di niente. Però la prima cosa che ha controllato è che i blocchi fossero stati rimossi.
"Signora quando ci sono così tanti problemi, centrifuga che non va acqua che non scalda e programmi che non procedono l'unica è cambiare la scheda".
Trapiantiamo il cervello, fa tutte le verifiche che deve fare e la lavatrice  E' VIVA!!!!!
Mi chiede se voglio metterla sul gradino e gli dico che lo farò più tardi col marito: prima voglio assicurarmi che non si muova. Come? contorno col gessetto sul pavimento: se si è mossa è stata brava a ritornare nei segni. Potrei avere una lavatrice Weeping Angel?

Ora sono preoccupata per l'Alicia de Longhi: sta dando segni di cedimento. dovrò ordinarne al più presto una su Amazon. 

domenica 25 settembre 2016

Lavatrice Orror Story ( con finale in sospeso)

Tutto è incominciato ad Agosto: la lavatrice non ce l'ho in casa ce l'ho nel locale lavanderia del palazzo, e a quanto apre, oltre all'inquilino del seminterrato sono l'unica ad usare il locale lavanderia. senza contare che i due bagni di casa sono troppo piccoli per poterne ospitare una.
Capita che arrivo mentre va in centrifuga ed odo un rumore simile ad un treno / tram che frena.
Spero sia la lavatrice del vicino. La lavatrice del vicino è del tutto spenta. So che non è un buon segno.
Soldi per un tecnico o per una nuova non ce ne sono: grazie all'agenzia delle entrate che i soldi li vuole il giorno prima di dirti quanto devi pagare, sono mesi tiratissimi a spaccare il capello. Quindi faccio finta di nulla sperando regga fino a tempi migliori, ma il 7 di settembre la mia amata lavatrice fa il canto del cigno e l'8 si rifiuta di partire del tutto. Il tecnico sentenzia l'acquisto di una nuova.
Così mi metto alla caccia sui siti di Mediamarkt e Saturn: trovo una Gorenje a 300 euro 6 kg 1400 giri tempo di consegna fino a 6 settimane.
Faccio di necessità virtù: vediamo quante settimane reggiamo lavando il minimo indispensabile, e la cosa funziona un po' lavando solo calze e mutante e forzandoci ad usare tutto l'abbigliamento che abbiamo: a parte il già citato intimo, e un paio di lavate delle bimbe, arriviamo a quasi 3 settimane con i vestiti che abbiamo.
Mercoledì mi chiama il negozio: la mia lavatrice nuova è pronta per la consegna!
Sprizzo gioia da tutti i pori, mi zampillano i tergicristalli dall'emozione, e Venerdì mattina alle 7:20 ( sì le 7:20 del mattino!) mi consegnano la lavatrice!
Il commesso mi dice" mi raccomando, tolga i blocchi!" Solo che capisco "tolga il blocco" e ne levo solo uno.
Guardo il manuale che è, ovviamente, tutto in tedesco. Ne trovo uno simile in italiano, e mi confermerà poi l'assistenza italiana che è il modello simile ma con la centrifuga solo fino a 1200, e che dovrebbe andare bene. dicevo, guardo il manuale per capirci qualcosa, ma ovviamente salto la pagina della rimozione dei blocchi, perchè " me l'ha detto il commesso di farlo".
Scopro che c'è un lavaggio auto pulente e decido di fare per primo quello.
Parte ci mette un eternità a caricare l'acqua, perchè completamente vuota.
Ah non ve l'ho ancora detto ma nel locale lavanderia c'è un rialzo di circa 50 cm per piazzarci le lavatrici e rendere più comodo il carico e scarico della stessa, ma la lavatrice lì ce la devi issare,e lo abbiamo fatto io e Luca prima che andasse al lavoro, dopo aver tolto IL blocco.
La lascio lì dopo essermi accertata che carichi l'acqua e torno un paio d'ore dopo con il primo carico di biancheria da lavare. Lampeggia: mah forse è normale, La carico la faccio partire il programma dura 2:39 ore: cavoli lungo. va beh sempre meglio di niente.
Dopo 4 scendo e trovo la lavatrice ribaltata per terra.
Vi lascio immaginare come mi sia sentita.
La tiro su senza troppo sforzo, provo ad accenderla e non va: ci metto un po' a realizzare che la corrente è proprio saltata nel locale lavanderia forse proprio per la caduta della lavatrice stessa.
Ripristino a corrente ma la lavatrice non si accende.
La desolazione: 300 euro buttati al cesso.
E l'oblo non si apre nemmeno per tirare fuori la biancheria!
dire che sto una merda è poco, informo Luca, cerco di contattare qualcuno, in lacrime, e il tecnico più vicino mi riattacca il telefono in faccia: cavoli quanta voglia ha di lavorare! Chiamo il negozio che me l'ha venduta e il tizio dall'altra parte mi dice provi a staccare la corrente del tutto per qualche minuto. Faccio, ma niente.
Ormai sono rassegnata al fatot che la lavatrice nuova sia da buttare, perciò rotta per rotta decido di aprirla: dopotutto se c'è la gente che si permette di curarsi cani e gatti da soli penso proprio di essere in grado di aprire e guardare una lavatrice, no?
Lo faccio e....
trovo che si è staccato un connettore, e gli altri sono un po' fuori posto: metot a posto tutti questo, richiudo la lavatirce e...
...si accende!
Riesco a farla partire, interrompo il programma di lavaggio che stava facendo ( è una di quelle lavatrice che una volta che parte il programma, non puoi più cambiarlo) e faccio partire solo lo scarico, perchè quando prova a girare fa un rumore terribile.
Termina, ma l'oblo non si apre. Riapro la lavatrice per vedere com'è la serratura, mi faccio una cultura sulle serrature da lavatrice su san google, ma niente non riesco a sbloccarla: Ci riesco Luca poggiandoci contro un ginocchio: l'oblò cadendo si era insaccato, ma nulla di grave. Bene il secondo problema è risolto: ora vediamo se va, usando il programma lavaggio corto.
Tutte le prove fatte risultano inefficaci: non parte. Non capiamo se ci sia un errore o no: sono triste, amareggiata.
Luca studia il manuale d'istruzione e scopre che i blocchi sono 2!
Va, provvede, torna col secondo blocco in mano, ma dice che la situazione è rimasta invariata.
Sono triste delusa e amareggiata perchè sono stata così pirla e presa dall'euforia che ho saltato a piè pari quella parte sul manuale.
Così si conclude il venerdì.
Sabato mattina non mi arrendo e decido di riprovare il ciclo auto pulente e parte!
Mi sento decisamente meglio, ma sono consapevole sia presto per cantar vittoria.
Termina il ciclo, le spie lampeggiano, ma giuro che non so se è un bene o un male. Provo a far partire un ciclo corto. Parte! allora voleva solo avere un carico! Mannaggia a queste lavatrici super intelligenti. Il ciclo dura, in teoria 17 minuti: torno dalla lavatrice e dichiara che ne mancano ancora 12 al termine: decisamente qualcosa non va. La lavatrice non va in centrifuga: la fa partire fa un paio di giri e poi si ferma.

Vi farò sapere come va a finire.

Lunedì alle 8 chiamo il centro d'assistenza: incrociate le dita, che non mi sfanculino e me la mettano a posto.

lunedì 29 agosto 2016

Non è un mio problema

Ieri ho passato la giornata a ripetermelo: "non è un mio problema".
Oggi ho passato 4 ore e mezza ad ascoltare il "non è un mio problema".
Forse vi chiederete se sono masochista, e forse me lo chiedo pure io, ma vi faccio una domanda: sapete che c'è una persona che conoscete, non potete definirla "amica" perchè vi conoscete da troppo poco tempo, ma vi è famigliare quanto la mamma dei compagni  di classe dei vostri figli che le ha ospitati da lei e voi avete ospitato i suoi, che ha un problema grosso che comprende casa, famiglia, lavoro e salute e questa persona non ha parenti o amici vicini, avendone il tempo, non prestereste la spalla per 2 chiacchiere ed un po' di pianto?
Ecco questa è la situazione del "non è un mio problema", ed io sinceramente non riesco proprio a voltare la testa dall'altra parte sopratutto se l'aiuto offerto e richiesto sono accompagnare e riprendere i figli che sono a scuola insieme e ascoltare problemi che comunque potrei risolvere solo se fossi miliardaria.
Ora devo solo stare attenta a far si che non diventi un mio problema, perchè a dare troppo, poi significa prendersi in carico il problema, una parte o tutto, e questo non è quello che cerco. 

lunedì 15 agosto 2016

Decoupage livello base

In camera delle bimbe la situazione matite pennarelli & co. è, come in tante altre camerette, sempre un po' criticamente disordinata. Avevo provato a prendere uno di quegli organizer porta penne con cassettini porta tutto, ma era troppo piccolo, così ne abbiamo creato uno noi con 8 cartoni del latte e una delle scatole porta cartoni: si ringrazia vivamente il supermercato per averci fornito il cartone base senza problemi. ovviamente visto che i cartoni del atte non son poi così tanto beli da vedere, allora abbiamo fatto decoupage livello base. I cartoni del latte sono tenuti insieme da punti metallici e fissati alla base con un po' di colla che non molla.






Per le immagini si ringraziano i supermercati della zona con tutte le loro riviste varie.
Questo è quello creato per le matite i pennarelli e altri oggetti simili, poi abbiamo fatto anche quello dove riporre acquarelli pennelli e colori speciali.





venerdì 12 agosto 2016

disagio

Sto vivendo nel disagio.
no non fisico nel senso del "trambusto di un trasloco": sto vivendo in un disagio mentale. Il perchè no lo so.
Mi sono convinta di questo per via dei sogni che sto facendo uguali e ripetutamente tutte le notti: sogno di rientrare a casa e trovare aperte le finestre che dovevano essere chiuse. La sensazione è quella di disagio in  una casa buia dove le luci anche se le accendi non fanno luce e il disagio di trovarci qualcuno di indesiderato, in genere un ladro. Alcune volte in questo disagio di una persona indesiderata al buio si manifesta una sagoma umana , un ombra che poi si spaventa e scappa perchè urlo e lo prendo a male parole.
Però se per 3 notti di fila sogno la stessa cosa qualcosa non va.
No ho intenzione di speculare in quel mondo a cavallo tra il pseudo magico e il fideistico che mi compete quanto ad un uomo competono i dolori del parto: però la mente è complessa e se la psicosomatizzazione dei problemi sfocia chi in insonnia chi in problemi dermatologici chi in problemi gastrici, non mi stupirebbe se il mio cervello di notte stia cercando di buttare fuori cose che non mi stanno bene a cui non riesco a dare un nome e una forma consapevole da fronteggiare di giorno nel quotidiano.
E tutto ciò si complica con questo dannato clima continentale che domenica ha permesso a marina di scottarsi perchè le ho messo male la crema solare, ed oggi sono in giro con pantaloni e t-shirt lunghi e poncho a ripararmi il collo e la schiena dal freddo.
E sono stanca di dire " ho bisogno di una vacanza" che non verrà sicuramente preso grazie alle tasse italiane che si sono prese i pochi risparmi che avevamo per le ferie, che non avrai mai per me il sapore di vacanza perchè tanto poi chi muove il culo e fa " girare la vacanza" sono io.
Voglio di più.
Voglio dare un nome ed un cognome a tutti i fattori che mi danno questo disagio, sistemarli uno ad uno e tornare ad essere la solita Laura.

mercoledì 10 agosto 2016

pensavo fosse semplice...

innanzitutto sappiate che la settimana con mio papà qui è andata bene oltre le più rosee aspettative: per farvela corta ha fatto il nonno, giocando e coccolandosi le nipoti, ed io non potevo avere di meglio.
Ma sono qui perchè c'ho la mia daily incazzatura.

Ieri sera, dopo aver ricevuto la mail della traduttrice giurata per completare la procedura di riconoscimento della mia laurea, mi sorge un dubbio: ma non è che il mio diploma di lingua non basta? Così stamattina scrivo alla responsabile per scoprire che le mie paure sono fondate: il B1 certificato di test per immigrati non basta, ci vuole il B2. fortunatamente o tragicamente basta quello " semplice". dico fortunatamente perchè costerebbe in linea teorica meno di quello medico, me contemporaneamente dico tragicamente siamo considerati medici di serie B se per noi non serve un certificato di competenza linguistica medica.
Mi deprimo: perchè comunque ho già mandato in giro CV, per ricevere risposte negative o non riceverne affatto e perchè non si tratta più di aspettare un pezzo di carta ma di prendere altro tempo per studiare un livello superiore di lingua. avevo già intenzione di farlo, ma speravo di poter lavorare ed in itinere studiare. così faccio un paio di telefonate una alla VHS ( volkshochschule, o univeristà della terza età o scuola civica) dove ho vissuto il mio calvario di corso Humbridge-style (Humbridge come Dolores Humbridge, non Cambridge), e l'altra ad Inlingua, la scuola privata dove ho fatto un mese di corso l'estate scorsa trovandomi davvero bene.
La domanda fatta ad entrambe le scuole è la stessa : ho un B1 appena preso vorrei fare il B2.

La risposta del VHS: "sono qui disponibile per un colloquio a riguardo tutti i venerdì dalle 9-12. No non so dirle quando è il corso e poi dobbiamo vedere in che corso metterla, per i costi non so dirle"

La risposta di Inlingua: abbiamo 2 corsi uno bisettimanale il lunedi e il mercoledì sera dalle 19.10 alle 20.30 che incomincia il 5 di settembre e uno monosettimanale il sabato dalle 9.10 alle 13. Il costo è di 225 euro al mese.

Ora non so voi ma per quello che riguarda la professionalità di una scuola che mi deve dare un certificato di lingua per poter lavorare, vince Inlingua. Tuttavia il costo, anche se non è proibitivo, è piuttosto alto, così devo valutare l'opzione scuola di me' il cui unico pregio è costare poco.

Tuttavia voglio provare la terza strada: quella privatista. Ho studiato all'università su tomi che vanno verso ed oltre le mille pagine: credo di poterci provare da sola se ho un buon libro di testo.
Ora attendo la risposta dall'ente di certificazione, e spero sia una buona risposta.

venerdì 29 luglio 2016

ieri e domani

Ieri mi ha chiamato mio padre chiedendomi se preferivo arrivasse sabato domenica o lunedì. No no se preferissi arrivasse DI sabato DI domenica o DI lunedì, ma questo sabato questa domenica o questo lunedì: stava andando in agenzia a fare il biglietto aereo che lui con i siti on line non ci si trova e allora preferisce pagare la commissione all'agenzia.
Mio padre arriva domani alle 8.10 e riparte sabato prossimo: partenza del volo alle 8:30, che significa secondo le regole aeroportuali di essere alle 6.30 in aeroporto: grazie al cielo l'aeroporto è a meno di mezz'ora di strada da casa mia.
Si vede che sprizzo felicità da tutti i pori?
La prima ed unica volta che è stato qui è stato a Natale: era partito euforico e poi ha portato un clima di piombo nel giro di 24 ore. E' stata una vera gioia averlo seduto al tavolo dalla mattina alla sera per tutto il resto della settimana a farsi i cazzi suoi con la settimana enigmistica.
Sta volta credo parta scazzato: l'ho sentito pronto a scatti di nervi martedì quando l'ho chiamato per un favore, lo era pure l'altro ieri quando mi ha detto degli orari assurdi dei voli che gli hanno dato ed aveva già le balle girate perchè da un giorno con l'altro il prezzo del biglietto gli è lievitato parecchio.
Partirò prevenuta, ma le premesse perchè sia una settimana serena non ci sono.
Ci sono anche gli episodi della volta scorsa: gli chiedi di tenere impegnate le nipoti, e anzichè giocare con loro passa il tempo a chattare con le sue donnine di meetic. Oppure già tutti noi a letto e lui in piedi a chiacchierare con le sue donnine di meetic e non bisbigliando. L'idea di essere ospite in casa altrui non ce l'ha poi tanto chiara, o forse crede che poichè è casa di parenti può comunque fare quel cazzo che gli pare.
Ho lo stomaco in fiamme e un goccio di birra mi fa venire il voltastomaco.
Se anche sta volta se ne va senza salutarmi, non mi ferirà come a Natale, anzi starò a guardare per essere sicura che se ne stia andando senza ripensamenti.

Poi andrò a festeggiare.


martedì 26 luglio 2016

Vacanze 2017

No no, non ho scritto male: se non ci sono botte di fortuna molto rapide, le vacanze slitteranno all'anno prossimo.
Stavamo progettando di andarcene via ad Ottobre una settimana, ma poi sono arrivate le tasse dall'Italia, e ciao 4 soldi che avevamo da parte per andare in vacanza.
Così stiamo vivendo l'illusione delle vacanze dell'anno prossimo.
Ora l'Egitto sembra sempre più fuori portata: non per i costi ma la preoccupazione che " possa accadere qualcosa" tant'è che il Regno Unito, che già ha abbastanza scazzi con la brexit, ha deciso di sospendere a tempo indeterminato i voli per Sharm el Sheik. Cosa abbia deciso di fare la Farnesina non lo so.
I tedeschi in genere per il caldo andavano in Turchia, ma i casini legati al golpe-non-golpe di 2 settimane fa la rendono una meta anche lei discutibile, se non per problemi di sicurezza, per problemi etico-morali almeno per la nostra famiglia.
Di mete valutabili ce ne sono parecchie, tipo Malta, Cipro, la Grecia, anche se quest'ultima non sembra appetibile per i subacquei. Però a noi è tornata in mente Levanto.
Ora se per me Levanto è appetibile come "tornare in un posto famigliare" come il Pian di Picche e il Punta Mesco, l'idea dell'andare in campeggio con 2 immersioni al giorno, mi fa più di lavoro che di vacanza.
Sinceramente in 4 anni di campeggio, non mi pare che noi si sia mai ritornati rilassati.
A me il campeggio non dispiace, ma correre perchè bisogna andare al diving per l'immersione, correre perchè è ora di pranzo, aspettare quella mezz'ora che poi diventano 2 ore ( ma sta volta corsi di mezzo non dovrebbero essercene), perdere l'immersione perchè c'è il mare grosso "e porca puttana mi sono alzata presto lo stesso cazzo", perdere o anticipare l'immersione perchè "non c'è nessuno per quella dopo, correre per fare la seconda immersione del giorno e darsi il cambio con le bimbe, mal vivere la voglia di gioco delle bimbe perchè sei troppo stanco dalle immersioni per poter aver voglia di svaccarti mezz'ora al parchetto, beh insomma guardando queste cose, non mi "fa/sa" di vacanza, ma di maratona per cambiare la routine quotidiana e massacrarsi per fare qualcosa di diverso.
Insomma se posso pregustare l'idea di caldo e il sapore di sale, tutto il resto mi crea ansia e basta.

L'ultima volta che siamo stati lì in campeggio le bimbe erano decisamente più piccole: Marina andava per i 5 e Valeria ne aveva appena 2 e mezzo, e tra tutte le esperienze là è stata la peggiore. Il tempo ha fatto schifo: di tutte le immersioni che dovevamo fare più della metà sono saltate per impraticabilità del mare. Inoltre la tenda ha preso talmente tanta acqua che ha fatto poi muffa e non l'abbiamo ancora sistemata in 2 anni. Io e Luca abbiamo fatto 3 brevetti: io deep e rescue, lui il dive master: una maratona tra immersioni, corso teorico, ed organizzazione con le bimbe. Io sono stata male: avevo ripreso con la pillola che mi ha dato più problemi di quanti non ne abbia mai avuto in 2 gravidanze.
Siamo rientrati per disperazione con 2 giorni d'anticipo, ma all'epoca erano appena poco più di 2 ore di strada; da qui so parla di almeno 12 ore se la Svizzera è in buona e non piena di cantieri.
All'epoca avevamo una passat e una polo, e riuscivo a fare stare tutto nella passat. Ora la passat vive in Sardegna e noi abbiamo solo la polo in cui riesco a far entrare l'attrezzatura subacquea e nulla più: questo significa che per andare in Liguria dovremmo noleggiare una station vagon o una monovolume o anche qualcosa di più grosso, o peggio far montare un gancio traino per un carrello con relativo cambio con maggiorazione dell'assicurazione.

Con questi presupposti organizzare il trasloco in Germania è stato più rilassante dell'organizzare la vacanza dell'anno prossimo, senza contare che vorremmo coinvolgere altri subacquei tedeschi per far conoscere loro la Liguria, e questo comporta nell'organizzazione il tenere presente che ci osno anche altre persone.

Insomma se si riuscisse ad andare in vacanza, chi si rilassa non lo so, ma non sono tanto sicura che mi rilasserò poi tanto, anzi mi sento già soffocare e spuntare gli spilli nelle spalle.

lunedì 25 luglio 2016

42 situazioni in cui fare pratica con la postura corretta insegnata nei corsi di danza orientale

Volevo scrivere 101 situazioni, ma arrivata a 15 ho iniziato a sentire la difficoltà di arrivarci a 101, così ho optato per 42.
Perchè 42? Perchè è la risposta alla domanda fondamentale alla vita all'universo e a tutto quanto il resto.

Pronte? via!

1 lavando i piatti
2 cucinando
3 stirando
4 aspettando i mezzi pubblici
5 in sala d'attesa dal medico
6 in fila in posta o in banca
7 lavandosi i denti
8 Spazzolandosi i capelli
9 facendosi la coda o la treccia
10 guardando nell'armadio nel dilemma del "non so cosa mettere"
11 mangiando di nascosto pane e Nutella
12 nella pausa caffè
13 al bancomat
14 guardando i figli che riordinano altrimenti non lo fanno
15 in fila al banco gastronomia
16 in coda in cassa
17 suonando in citofono
18 telefonando
19 fumando una sigaretta se fumate, altrimenti fate finta di farlo
20 sotto la doccia
21 in bagno all'autogrill (già che non ci si siede fatela acrobatica!)
22 truccandosi
23 struccandosi
24 contemplando la libreria
25 studiando l' orario dei treni
26 guardando le vetrine
27 innaffiando le piante
28 lavando le finestre
29 guardando il mare all'orizzonte con l'acqua appena sopra l'inguine ( sì nella tipica posa del piscione)
30 in coda da mc donald o da burger king o da KFC o da subway o dall'ortolano bio
31 mentre contate per non urlare dietro ai figli
32 mentre il cane espleta le sue funzioni biologiche
33 mentre vi fate un film mentale
34 leggendo la lista della spesa
35 spolverando
36 stendendo la lavatrice
37 piegando la roba che non si stira
38 facendo le bolle di sapone
39 tirando la tenda da sole
40 abbassando le tapparelle
41 leggendo questo post dal cellulare
42 "inviandomici" dopo aver letto il post via cellulare