giovedì 20 aprile 2017

2... 1... 78!

Due giorni fa ho letto “102 chili sull’anima” e lo trovo un libro stupendo. E visto che ora grazie ad internet un messaggio anche ad una perfetta sconosciuta lo si può mandare, hai deciso di scrivere a Francesca Danzo conosciuta anche come panzallaria, questa mail.

“Cara Francesca,

Sì lo so che sto scrivendo a te, ma probabilmente è un semplice stratagemma per scrivere a me stessa. Ho finito 102 chili sull’anima, e mi è piaciuto moltissimo. Grazie per aver reso pubblica una parte della tua vita piuttosto intimo. In un mondo dove scrivere “sono appena stata in bagno” sembra la notizia intima del secolo, serve proprio che qualcuno parli dell’esistenza delle Dexter e delle Mens Sana: Magari qualcun’altro decide di guardarsi allo specchio. Non parlo del corpo, o almeno credo che la presa di consapevolezza sia più adattabile a tanti casi diversi. Infatti penso a me che in vita mia ho superato gli 80 kg in gravidanza, ma ho da fare i conti con le mie paure e le mie insicurezze, e che non so se ho voglia di perdere i kg che ho di troppo e che mi permettono di galleggiare in modo rilassante e rilassato. Però grazie, perché come dici tu abbiamo tutti un punto debole, conti da fare con la nostra anima nera, e prima ancora riconoscerla conoscerla e amarla, non viziarla. “

Dopo aver letto la cosa che mi pareva più lampante era capire quali fossero le mie paure e come affrontarle. Ne ho e non una sola: devo dargli un nome una forma una dimensione e dargli un numerino per fare la fila. O forse no. Però mi tarlava anche il pensiero del peso, sebbene avessi già trovato una bella giustificazione per tenermeli: “mi fanno galleggiare così bene….” e poi tutto il corollario: “ se dimagrisco devo cambiare tutta l’attrezzatura subacquea e stringere i costumi da danza…..”
Ieri ero a Jackson Reef a fare la penultima immersione dalla barca di questa vacanza. L’immersione di per sè e stata bella, ma personalmente l’ho vissuta male. Tutto parte dal fatto che per andare giù i primi metri faccio molta fatica. Tecnicamente dipende dal fatto che sto usando una semistagna che oltre a far galleggiare molto di suo, trattiene molta aria e devo farla uscire. Poi ci aggiungiamo che andare giù in verticale, nonostante non sia alle prime immersioni, non mi viene facile e muovo i piedi in direzione opposta al risultato che vorrei ottenere. Ecco se vedi il gruppo 4 metri sotto di te e tu stai litigando per scendere diventa frustrante, e la conseguenza è che vai in iperventilazione e scendi solo se ti tirano giù. Cosa che é letteralmente accaduta. A fine immersione meditavo già l’acquisto di una muta umida e sono partite una serie di considerazioni a cascata. “Con la umida posso togliere forse un paio di kg dal GAV (scusate sistema integrato) perché mi fa galleggiare di me….”
E tutt'un tratto la ciccia che volevo tenermi “ perché mi fa galleggiare rilassata” diventa inutile e controproducente. Nemmeno la scusa dell’attrezzatura regge più, perché vorrei comprare un pezzo nuovo.
Stamattina mi sono svegliata e mi sono pesata. 78 kg. Non so quale sia il mio peso forma, e settimana prossima posso andare dal medico. Da oggi posso però stare attenta a me stessa.

P.s.scusate se é graficamente un po'diverso: da cellulare devo capire come fare.

1 commento:

  1. ok, mi sa che me lo leggo anche io il libro... :)
    Bianca

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