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giovedì 16 agosto 2012

Seee, magari!!!

Accidenti a me e ai miei attacchi di cervicale da nervoso.
Se ne dicono tante suglia ttacchi di cervicale da cosa siano dovuti e come combatterli. Io ci ho messo poco a capire l'origine dei miei: al 95% sono di natura emotiva, ed un esiguo 5% di pirlaggine da capelli bagnati.
Però ierisera una minima incazzatura dopo una giornata serena e a me è partito un attacco, leggero, ma quel tanto fastidioso per rovinare i progetti di oggi.

Ieri sera siamo andati a dormire pensado di andarci a fare un motogiro anche oggi. Entusiasti del mio passo della volta socrsa pensavamo di spingerci un po' più in là e tornare al Penice, scollinare verso Bobbio e poi si sarebbe visot il da farsi. giocando con Google Maps ero arrivata a costruirmi questo giro:

Si ringrazia Google Maps per la cartina
A farlo tutto sarebbero stati 270 km.
Al Penice non ci sono arrivata. Ho guidato tal,ente tanto male da diventare pericolosa e perciò decidere di tornare indietro.
Solo che adesso sono pure arrabbiata: ci tenevo davvero tanto ad uscire in moto e farmi un altro bel giro. Di fatto ho sfidato la mia cervicale e l'irrigidimento delle spalle e del collo, ma l'effetto benefico che speravo mi facesse la moto non c'è stato, ed ho dovuto rinunciare. Solo che non ho idea di quando riuscirò ad avere il tempo per farlo un giro del genere, soprattutto tenendo in considerazione che per la nostra sicurezza di sabato e domenica in moto ci usciamo mal volentieri sapendo che ci sono in giro anche quelli che scambiano la strada per una pista.

venerdì 22 giugno 2012

Il relax...

... si manifesta sotto varie forme.
A volte di poltrona con libro o ricamo;
A volte di cuscino;
e
A volte
su 2 ruote.

L'avevo premeditato martedì, quando i sintomi dello sclero stavano iniziando, ed oggio l'ho fatto.
Volevo andare in un posto a 40 km da qui nell'oltrepo pavese, farmi una bibita in un bar e tornare indietro ma ho cambiato meta in iitnere, come è giusto che sia.
Perchè la moto per me è un piacere, un giocattolo, un divertimento, con i suoi rischi, sia ben chiaro. Rischi intrinseci ed estrinseci, altrimenti detti "quelli che ti sei andato a cercare", e che personalmente, volendola vivere come un piacere, mi evito, e che spesso mi fruttano gesti di stima dai 4 ruotisti che incrocio: se non sorpassi tutti quelli fermi al semaforo, sono tutti disposti a lasciarti poi lo spazio per farlo in sicurezza, ed è una bella cosa.
Nell'oltrepo non ci sono andata, ed ho pure percorso la metà dei km, maturando vari pensieri.
" mi sa che mi conviene venderla: non c'è possibilità di migliorare"
" no no non ne vale davero la pena pensare di prendere un cbr: non ne vengo fuori dal mio stile troppo bicicletta ( per le velocità)"
" beh però, qualcosa da darmi questa moto ce l'ha eccome. Proprio inutile pensare di cambiarla"

Poi ho smesso.

Ho smesso quando mi sono accorta di essere piuttosto inclinata con la moto in rotonda e di averla piegata dall'altra parte senza problemi per uscirne, dando quel gas ( non propriamente un pelo) per sentire che mi rispondesse senza incertezze.

Il problema è lì: vado piano perchè ho paura di fare cazzate, ma sotto una certa velocità la moto è titubante, e sentirla instabile è facilissimo, aumentendo la sensazione di instabilità. Sopra invece si fa un pochino più decisa e ti segue, almeno la mia, amorevolmente. Solo che finchè non osi, un pelo di più di quanto hai fatto il km prima (sempre in sicurezza ovviamente) non lo capisci. E se poi non ci vai te lo dimentichi pure.

Tolta un po' di  ruggine, strappata via un po' di tensione, recuperato un sorriso.

Quasi quasi cerco di ritagliarmi 2 ore alla settimana per farmi queste 4 curve larghe ampie molto visibili, che male non  mi fanno. In più sensi.

martedì 15 maggio 2012

Festa della Mamma

Ponna, domenica mattina, interno giorno.

Luca: "Quando torniamo a casa devo mettermi lì a tirar fuori qualche foto delle bimbe e mandarle ai Vicini di casa di mia mamma così se le scarica"
Laura: "Possiamo anche fare come prima che le facciamo stampare e gliele spediamo"
Luca: (Con fare seccato tipo devo spiegati tutto io?!?!?!) "Oggi è la festa della mamma vorrei mandarle qualcosa, sai?"
Laura: (con la Iaia in braccio) " beh cosa aspetti a farmi gli auguri?"
 Luca: ( con faccia da "che diavolo stai dicendo Willis? ma un po' meno negher e poi seguito da faccia "doh, nuts!" ) .... (poi con faccia da paraculo) "auguri!"

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Ecco è una festa a cui mi ci devo abituare. Ed è una festa che mi piace. Mi piace un po' meno quando il lavoretto del nido, che non è proprio stato fatto da Marina (e vabbeh!) è stato distrutto dalla stessa in meno di mezz'ora. Non in modo irrimediabile, però ci tengo, ecco. Magari quando sarà più grande e li farà lei avrà un po' più di accortezza.
Mi sono fatta anche un ricamo, che non nasceva esattamente per questo scopo, ma che ci si adatta alla perfezione. Ho creato lo strofinaccio della mamma:


Un golden retriever con un cesto di cuccioli misti? Fa molto di Femmina di golden che fa da mamma adotitva: di immagini di questo genere ne è pieno il web, tra cui una hakita inu che adotta dei paperotti e una gatta che adotta conigli. Poi ammetitamo che la faccia un po' sfatta ma felice il golden in uqestione ce l'ha e qual mamma non ha mai avuto una faccia così? Ed infine una frase emblematica, di quasi tutte le mamme (tranne quelle che hanno uno stuolo di babysitter, colf e quant'altro) ma non solo loro.

Il là me lo ha dato Roberta che in fatto di "Mazzi"  è una che se ne intende. Ed un'altra che se ne intende è la mia consuocera, che abbastanza cose in comune in comune con Roberta, ma non di certo il ricamo, cosìm gliel'ho fatto io per il suo compleanno.

Con una piccola variazione: a parte il colore dello strofinaccio in sé, ho fatto i fiori in azzurro anzichè in bluette.


 Non tanto per sfizio, ma perchè ero a Ponna ed avevo finito il filo! Fortunatamente avevo dietro anche un altro lavoro e lì c'era questo azzurro che è molto vicino come tonalità a quello dello strofinaccio (dicesi gran botta di culo). Ammetto che a me questa variazione piace parecchio.


E se vi state chiedendo come sono andate a finire certe divagazioni il test è risultato negativo, ma l'assicurazione moto è arrivata! Ed ora sono un consapevole tronchettodella felicità motociclistica.

venerdì 4 novembre 2011

A quanto pare il fenomeno Simoncelli non si è ancora spento, mentre penso che sto povero ragazzo vorrebbe essere lasciato finalmente in pace.

Leggo via FB che vogliono intitolare il circuito di Misano a Marco Simoncelli. Chi ha interesse può trovare la notizia
qui. E chi riporta la notizia chiede " che ne pensate".

Leggo il primo commento e mi trovo d'accordo con l'altro utente sul fatto che si stia cavalcando un po' troppo il clamore del momento, ma non solo. Sono pure disgustata del fatto che una morte tragica ed inaspettata (come molte altre del resto) sia stata trasformata senza alcun rispetto in un fenomeno mediatico per imbambolare la gente e non farla pensare alle calamità di Liguria e Toscana o ad altre problematiche, senza contare che, è vero, muoiono ogni giorno moltissime persone di cui non si saprà mai nome e cognome per ignobiltà varie, ma rimaniamo nel mondo delel due ruote, altrimenti non se ne esce più
Mi ripeterò, ma non ero una fan di Simoncelli, per quanto sia qui a parlarne per la seconda volta ( e per i meno attenti non si tratta ne di commiato ne di commemorazione, ma pure e semplici considerazioni pour parleè) e sul suo conto potrei dire solo delle ovvietà, come" era uno che aveva ancora molto da dire e da dare". Però non sono d'accordo sul volergli intitolare un circuito. Non perchè non se lo meriti, non sono di certo io, una con una ninja 250 che non tocca da 3 stagioni a poter parlare di meriti, ma semplicemente preferirei che un circuito come quello di Misano, fosse intitolato al " motociclista ignoto" che sicuramente è stato amico di molte persone e che ha perso la vita vuoi per le inclassificabili condizioni delle strade italiane, vuoi per l'irresponsabilità di altre persone alla guida di altri veicoli. Per quanto possa essere vero il detto dice " la moto cercherà di ammazzarti", non credo sia solo colpa del motociclista il palo del guardrail non protetto o l'ubriaco in automobile.

Ecco così come nelle scuole elementari più vecchie c'era l'aula intitolata al milite ignoto, vorrei che ci fosse, nell'ambito dei motori, qualcosa per il motociclista ignoto, che non avrà vinto gare, ne avuto fans, ma come tutti ha avuto amici e famiglia.

domenica 23 ottobre 2011

E' inutile negare che l'argomento del giorno, per molte persone che conosco, è la dipartita di Marco Simoncelli.

Non ero una sua fan, e in tutta sincerità sono almeno 2 o 3 anni che non seguo più il moto GP: certe cose se non si ha una grande passione prima o poi ci si stanca nel seguirle, e visto che a me la mnoto piace più guidarla che vederla guidata da altri, ovviamente lo spettacolo televisivo mi ha stancato.

Di Simoncelli la cosa che mi ha sempre colpito era la massa di capelli: mi sono sempre chiesta come cavolo facesse a farcela stare sotto il casco.

Non ho visto l'incidente in diretta, ho visto uno dei tanti video messi poi sul web, e non commento, perchè per capire bene cosa sia accaduto ci vorrebbero tante di quelli inquadrature che a noi comuni, non faranno mai vedere. Però è uno dei tanti incidenti che ha portato via un pilota. Non voglio spendere parole vuote come "passione", perchè non era mio amico e non so cosa pensasse, perchè per riuscire in certi campi serve anche quella oltre ai soldi, il tempo, la determinazione e la caparbietà per arrivare. però ci sono due considerazioni, amare, che mi sono passate per la mente pensando a Simoncelli.

Simoncelli era uno che in moto GP c'è arrivato facendo la sua gavetta, facendo parlare di sè ogni tanto, ma non costellando di grandi traguardi la sua carriera, forse perchè iniziata da poco. E questo mi lascia l'amaro, perchè lui diventerà semplicemente "uno dei tanti piloti" morti per un incidente in gara. Non esisteranno memorial, se non cittadini, a nome suo. Insomma non era un Joey Dunlop per intenderci.

E poi mi viene da pensare, per sommi capi, senza fare i conti in tasca a nessuno, che cent'anni fa, i piloti automobilistici e motociclistici, erano dei veri temerari che andavano contro tutto e tutti pur di realizzare un sogno e che quando succedevano questo genere di incidenti "se l'erano andato a cercare". Insomma erano completamente responsabili delle loro scelte. Oggi invece come ci sono le bambine spinte sulle passerelle a fare da mimi modelle in tenerissima età per la gloria dei genitori, ci sono bambini spinti nello sport, calcio prima di tutti, per lo stesso motivo. Non posso parlare per la famiglia Simoncelli, anzi sarebbe una vera porcheria parlare (o sproloquiare) di qualcuno che non si conosce affatto in un momento così orrendo, ma il dubbio me lo pongo sia per Marco che per tutti gli altri che non si sa nemmeno che nome abbiano: quanto queste persone sono state frutto delle loro scelte e non di scelte condizionate da altri?

Per il resto, mi rimane solo quella tristezza che viene un po' a chiunque, quando sente di qualcuno che, conoscendolo a malapena, viene a morire non in tarda età, come ci si aspetta per chiunque.

giovedì 12 maggio 2011

Si fa prepotente, difificlmente contenibile, la mia voglia di moto.

Spero solo di avere ancora poco da attendere.

domenica 10 aprile 2011

certi tipi di "zainetto" in moto servono solo al casello se non hai il telepass.

giovedì 27 gennaio 2011

Occhei ho deciso.

C
i dò un taglio con la subacquea.

I motivi sono tanti. Dai "conti che non mi tornano" con i miei istruttori ( o meglio con quelli che si sono intascati un po' di neuri per rialsciarmi una targhetta di plastica) al tempo che manca per mettere a posto questi conti con qualcun'altro, all'andare a fare immersioni, etc, etci, etc...
Di hobbies e passatempi ne ho, e se devo pensare ad un passatempo impegnativo che mi tenga fuori di casa allora voglio la mia moto, già che ci ho messo beh 3 corsi di guida sicura per prendere quella sicurezza di cui avevo bisogno per poter vivere bene la passione che c'era dietro.

quindi inizio col vendere la muta:


muta
Cressi Atlantis Lady taglia 2/S semistagna con cappuccio separato. Usata SOLO DUE VOLTE IN PISCINA!!!

Per il prezzo contattatemi in pvt, grazie.

martedì 27 luglio 2010

Questione di Restyling

già che ho scassato abbastanza i maroni col restyling della camera da letto, raccolgo il giochino di
Julez, che anche se non vinco è ugguale dato che tempo per guardare film non ce n'ho.

Cosa vorresti cambiare della tua vita?

le regole:   

1- Devono essere cose realizzabili (magari non subito, magari non da soli, ma tendenzialmente realizzabili)

2- Non valgono robe da Miss tipo "voglio la pace nel mondo, voglio che i bambini dell'Africa possano mangiare... etc"  
3- Sono ammessi al massimo 10 "sogni" di restyling   
4- Liberate tutta la fantasia che avete e fatevi sotto

Quindi le mie 10 cose.

1- Sterminare la muffa da casa mia, che c'hai voglia ad " arieggiare" come dice il costruttore, ma qui più che viverci ci si stagionerebbero perfettaletne i taleggi
2- Cambiare la camera da letto con un bell'armadio su misura, bianco ad ante lavorate ma non troppo, pomellini in ceramica e testiera del letto in ferro battuto color avorio ( esattamente quella vista al mercatino dell'usato)
3- Perdere i chili di troppo arrivati più con l'allattamento che con la gravidanza e non ritrovarli più
4- Fare l'assicurazione alla mia moto
5- Trovare una tata per mia figlia di cui potersi fidare ( esclusa la nonna e la omi)
6- Ritagliarmi 2 ore al giono per me e che non siano necessariamente SOLO la sera dopo aver messo a letto la mimi che ormai sono più che bollita
7- Riuscire la vendere la chitarra gli archi ed altre cose del genere che mi ballano in giro
8- Decidermi se acquistare o no quella bici da 50 neuri al mercatino dell'usato e metterla a posto riverniciandola e mettendogli una cassetta dietro per farci stare la mia borsa medica
9- Terminare il puzzle da 1000 della grande onda di Hokusai di cui è rimasto solo tutto il cielo monocromatico rosa
10- Convincere la mia dolce metà che se si radesse più spesso a me farebbe solo piacere, che il look "spazzola di ferro" in faccia non mi piace un granchè.

Ecco fatto.

niente rotture del tipo "adesso passo il testimone a" tanto non attacca, quindi chi vuole farlo lo faccia e chi no cavoli suoi!


venerdì 16 aprile 2010

E così dopo 2 anni di annunci e 3 possibili acquirenti rivelatisi poi inconcludenti, oggi Blue Belle ha conosciuto il suo nuovo papà ed è partita sulle sue ruote per andare nella sua nuova casa.
Non ho da dire molto sul fatto: purtroppo tra me e Blue Belle non c'è mai stato feeling, non quanto che ne sia stato con Bastet, che talvolta me la sogno di notte sia in versione tutta verde, sia in versione serbatoio rosso.
Posso dire che suo nuovo papà le vuole un mondo di bene: non gli importava che fosse euro 1, lui voleva una ZZR 600, e ha trovato Blue. Ha pure ammesso, con Luca, che tra tante ha scelto proprio lei perchè una donna in genere tratta meglio le cose e quindi avrebbe trovato un buon mezzo. E così e stato. Certo dopo più di un anno ferma in box il tagliando è da fare, ci sarebbe anche la revisione, e un cambio gomme, ma sono tutte cose che sono state dette ed accettate e presa così com'è, tanto da far pensare ad un amore a prima vista e a scatola chiusa.

Così sei nella tua nuova casa Blue, e sono sicura che farai tanti, ma tanti chilometri ora.

bluebelleuf

martedì 16 giugno 2009

Dio, quanto mi manca....

Questa è una delle poche volte in cui vedrete quella parola scritta in maiuscolo, ma solo perchè è la prima del periodo e la grammatica si rispetta, tutto il resto, beh ognuno ha le sue opinioni. Purtroppo anche la grammatica e l'ortografia stanno diventando sempre di più un opinione.
Ma non sono qui per fare una filippica su questioni religiose e regole grammaticali, ma per parlare delal mia motina!

Mi manca da impazzire: nonostante ad aprile sia riuscita a togliermi lo sfizio di farmi un giro prima che fosse troppo tardi, cioè prima che fossi troppo larga per entrare nella tuta, ne sento una mancanza spaventosa.
Me ne accorgo da come guido in macchina buttando lo sguardo così avanti che vedo il traffico dell'indomani, nella sensazione ricorrente di volermi sentire in sella (l'avrei descritto in altro modo, ma era poco poetico e decisamente fraintendibile da farci una bella risata), nelle critiche feroci che faccio a quelli che guidano coi "pied'appapera"  o che buttano le spalle dalla parte opposta alla curva e si credono fighi, o nella lettera che ho scirtto al vicino di casa col CBR vecchio spiegandogli che il suo atteggiamento da tamarro scanna prima aveva bell'e che stufito e non solo me.

Paradossalmente questa mancanza sembra capirla meglio chi non ha una moto ne tantomeno è moticiclista invece di chi lo è e ci può andare in giro, eppure ogni motociclista sa quanto è pesante la sindrome due-ruote-priva.

Non si può dire che oggi ho fatto un mini giro, ma l'ho tirata fuori dal box e messa in strada che serve a Luca oggi pomeriggio: ci credete che mi si è stertto il cuore quando il tappo della benzina si è messo a fischiare come al suo solito?

Però questo è un piccolo dettaglio che in genere conosce bene solo un kawasakista...

giovedì 14 maggio 2009

Assicurazioni on line col ca'!

Oggi scade l'assicurazione della mia amata P-chan, e mi pare ieri di esserla andata a ritirarla dal concessionario, nuova fiammante, col tappo della benzina fischiante perchè il serbatoio era vuoto (una caratteristica che a quanto pare ce l'anno solo le Kawasaki)

Complice il fatto che sono incinta penso che provare con un'assicurazione on-line possa farmi risparmiare qualcosa tanto più che non penso di usarla e la cosa che m'importa di più su una moto di un anno di età è la furto incendio. Solo che non ti assicurano nessun veicolo per furto ed incendio se non ahia anche la RC.

Così passo un po' di tempo tra le 6 e le 8 del matitno mentre luca dorme a girovagare tra i siti delle polizze on line per capire chi mi offre il prezoz migiore: insomma se i miei clienti fanno il giro di telefonate per sapere chi gli sterilizza la cagna al miglior prezzo (senza pensare alal qualità) perchè mi devo far problemi a cercare la compagnia assicurativa che mi fa il miglior prezzo per una moto che per un anno rimarrà ferma?

Perciò parti: un po' di memoria su nomi sentiti in pubblicità, un aiuto da goolge con " assicurazioni on line" e trovi un po' di compagnie. Di cui farò nomi e cognomi: tutto sommato riporto le mie esperienze e pareri, dati che se vogliono a fini statistici me li possono venire a chiedere con nome e cognome (come se non li avessero di già)

Partiamo da Quixa. Bocciata prima ancora di arrivare alla fine del preventivo. Perchè? beh le cause possono essere due: 1 - incompatibilità sito quixa - mozzilla firefox ( se fosse così complimenti al web master per l'immensa ca77ata); 2 - loro server impiantato.

Poi si boccia geniaLloyd: si basa sul database di due ruote per la valutazione furto ed incendio e su quel database ( che non so a quando sia aggiornato) la mia moto non c'è.

Segue Direct line: sono preventivo on line mi costa appena 30 euro meno di quello che ho pagato l'anno scorso.

Infine Genertel: bellissimo prezzo, 200 euro in meno della precendente polizza, e mi hanno accettato la furto incendio!

Quindi chiamo per essere sicura di un po' di cose, tra cui aver capito quale sia la mia classe di merito.
Spiego alla centralinista di turno che essendo incinta mi interessarebbe coprire più la mia moto per la furto incendio che per altro, ma tipo disco pre-registrato mi parla di mini-kasko se faccio incidente con torto, di "tutela" se esco e bevo una birra di troppo.... Non chiedetemi come ho fatto a non sbranarla, ma alla terza opzione legata a "moto che va in giro" le ho detto: " Signora senta, sono al quinto mese di gravidanza, la mia moto se ne resterà in box fino all'anno prossimo, ed io sto soffrendo come un cane a non poterci andare in giro. Cosa vuole che me ne importi di una tutela se bevo una birra in più tanto più che da incinta non posso bere alcolo? M'importa che sia tutelata dal furto perchè non si può mai sapere"

Così la tizia si rassegna all'idea che non riuscirà a vendermi servizi accessori (nemmeno il carro attrezzi!) e s'informa per il furto incendio, mettendomi in attesa.

Torna e mi dice che il preventivo per la mia moto è di ben 50 euro in più di quello che ho pagato l'anno scorso, cioè 250 euro in più di quello che è risultato al servizio on line.

Bella mia non è colpa tua e lo capisco, ma il mio scopo è risparmiare e così non risparmio affatto, me ne sto dove sono se il risparmio che pososno offrire le assicurazioni on line sono solo sulla RC!

mercoledì 6 maggio 2009

Che facce come il cyulo......

E' ormai da un anno che sto cercando di vendere Blue Belle Kawasaki ZZR 600 acquistata per errore,  troppo cara per essere ritirata dal concessionario quando ho preso P-chan, ed ho messo di nuovo l'inserzione su www.moto.it canale tramite il quale abbiamo venduto Fanny e Bastet.

Questa volta mi è andata "meglio" nel senso che fino ad oggi mi hanno già contattata in 3 per la moto, ma che facce come il cyulo!

Il primo mi tempesta di domande, non tecniche ma tipo: "perchè dovrei prendere una moto concepita 15 anni fa?" Per poi saltarsene su col fatto che luiè alto un metro e novanta, ha problemi di schiena e vuole sapere da me alta 1,59 se la mia moto ha una posizione scomoda di guida. E concludere che siccome viene da Palermo 3000 euro sono tantini, e c'è il tizio di Roma che gliene vende un'altra a 2000... e allora che ca77o mi fai perdere tempo a fare?!?!?!
Segue a ruota il tizio di Cantù che ha già una ZZR 600 ma ci ha fatto oltre 100.000 km e vorrebbe cambiarla con una più giovane e meno kilometrata. Perfetto! Blue Belle è la moto che fa per te: peccato che la vuoi euro 2. Anch'io la volevo euro 2, e l'ho comprata per una euro 2 per scoprire l'anno dopo che quel bastardo del concessionario di Rho ha mentito. Però Lodi è distante da Cantù (oddio 81 km! E allora che doveva dire quello di Palermo?) e che c'è un'altro vicino a lui che gliela vende a meno. Ah si?!?!?!? Memore del trattamento siciliano, a questo brianzolo gli ho detto chiaro e tondo che non è di certo perchè sono una donna ed hai uno che te la vende a meno che ti abbasso il prezzo! La moto ne vale 3500 e non scendo sotto i 3000! A questa dichiarazione il brianzolo, un passo indietro e delle scuse le ha fatte.

E stamattina il super faccia da cyulo.

"Ciao sono un concessionario, me la vendi per 2300 €?"

Scusa grandissima faccia da cyulo, ma tu a chi la devi rivendere a 3500 per cercare di fottere a me 700 euro?

Così non solo gli ho risposto che col cazzo che scendo di prezzo (avesse detto 2900, 2800 magari ci pensavo) ma ho pure modificato l'annuncio specificando che il prezzo non è trattabile, astenersi perditempo e che il valore è di 3500.

Mai indispettire il Gatto.....

giovedì 4 settembre 2008

Al GSSS, uno dei paretecipanti mi disse che gli piacevo molto perchè si vedeva che io avevo una grnade passione per la moto...

Alle parole di big bear, dette con un meraviglioso accento fiorentino, non volli credere, perchè la mia autostima da motociclista  era a livello della " polvere sotto lo zerbino", se non più in basso.

Dopo il GSSS la moto l'ho usata poco semplicemente perchè mi sono buttata a capofitto nel "lavoro" e di andare nei vari PSV con p-chan non me la sentivo primo perchè non è possibile tenerla in vista secondo perchè so a che ora entro ma non so mai quando esco e soprattutto come. Perciò P-chan ha poltrito un po' in box.

Poi è arrivato martedì questo, con una carica di adrenalina addosso e la voglia di scappare dal PSVL. Tornando a casa in macchina non desideravo altro che mettere il culo su p-chan.
Sono andata a letto desiderando p-chan; mi sono svegliata pensando al mercoledì pomeriggio libero e alle mie ragnatele motociclistiche.
Ieri sono uscita, ed anche oggi. Ho fatto qualcosa di più di 100 km, non molto, ma sufficienti perchè le mie tensioni svanissero e togliesis le ragnatele tanto da poter prendere anche Blue Belle e portarla a lavare: ora mi sembra di guidare una moto completamente diversa più leggera.

Certo i problemi che mi creano le tensioni rimangono, ma senza ho quel po' più di serenità che mi permettono di affrontarli al meglio e soprattutto di uscirne vincitrice.

Altra cosa: settimana scorsa ho tagliato i capelli. se vi chiedete quanto vi rispondo tanto da permettermi di lavarli ogni volta che voglio senza avere l'incubo del tempo che ci va per asciugarli. Ed è una gran cosa.

lunedì 18 agosto 2008

Come tutte le mattine, faccio il giro dei blog che leggo tutti i giorni.

Apro il blog di Mamigà e leggo che un suo conoscente è in coma per trauma cranico (credo: il termine che viene usato è ben altro) in seguito ad incidente in motorino nonostante avesse su il casco.

Avesse su il casco.

L'argomento, come è noto, mi tocca abbastanza perciò ne è venuto fuori un commento chilometrico, che conoscendo Mamigà  e la sua sensibilità, non sarebbe stato esattamente adatto al sul blog oggi, perciò l'ho tramutato in un post qui.

Le mie riflessioni sono tutte concentrate sul:
"Ma il casco era integrale o di quelli aperti, magari a scodella?"
"Ma era allacciato bene?"
"Ma lo aveva preso al discount per spendere poco ed essere al riparo dalle multe, o aveva speso il giusto comprandolo in un negozio di articoli per la moto serio che non si permetta di dire "beh ma per lo scooter va bene il casco jet " (scena vista accadere con i miei occhi) ?"

Queste sono le riflessioni che quando le fai a qualcuno che sta bene, che è ancora vivo e non vegetale in un letto, ti risponde il più delle volte "Uff, ma quante paranoie ti fai! vado SOLO in motorino, mica in pista!" perchè la sicurezza è un noioso obbligo di legge non un dovere di rispetto verso se stessi e gli altri. Già perchè i 100 euro che hai risparmiato comprando il casco al discount sono i 5000 euro che tu e il resto degli italiani tirano fuori per te che hai comprato il casco al discount quando ti pagano le cure mediche. E le cifre le butto lì a caso.

Mi sono fatta ben tre corsi di guida sicura per imparare a portare bene la moto, perchè al mondo non si nasce "imparati" in nulla, nemmeno nel camminare, e in tutti e tre i corsi dopo il "benvenuti a tutti" segue almeno un ora sull'importanza dell'abbigliamento protettivo, dal casco obbligatorio per legge a tutto il resto, che la maggior parte delle persone che vanno in moto scooter e motorino ignorano, volontariamente o no, perchè " tanto non vado forte, tanto non vado in pista, ma è solo uno scooter, ma è solo un motorino". Tuttavia quando cadi da fermo, quando cadi a 5 km orari perchè ti sbuca il bambino mal custodito dai genitori che insegue la palla, ti fai male lo stesso e se avete qualcuno che lavora in un pronto soccorso ortopedico fatevi raccontare quante ossa rotte per motorino arrivano perchè "ero fermo e..." "mi stavo fermando e.." ... e scemo tu che pensi di essere invincibile.

Vedo troppe schifezze in giro. Gente che va in giro con le infradito, bermuda e canottiera anche su moto grosse come quella del signor baule o come la mia, dove avere una buona calzatura che non scivoli se metti giù il piede male, o sullo sporco al semaforo, non fa cadere te con addosso 200 kg di moto o anche scooter, e poi vienimi a raccontare che "sei prudente"o " che 2 vai in mopto da una vita".

 Magari questa persona è stata VERAMENTE sfortunata con un buon casco, ma mi viene difficile pensarlo vedendo quanta gente vive il casco come un obbligo di legge e non come uno strumento per proteggersi se non per salvarsi la vita. Senza contare poi la VERA TRISTEZZA che la legge omologa caschi che non sono per nulla protettivi, purchè in 5 punti (e solo in quei cinque) resista a determinate botte, ma per la restante struttura chissenefrega.

C'è un progetto di legge che vuole far passare obbligatorio l'uso del paraschiena: credo che al posto di pensare a questo nuovo obbligo dovrebbero rivedere i criteri di omologazione dei caschi e magari spiegare a partire dai ragazzini che fanno il patentino, il senso di "sicurezza attiva e passiva" in moto, concetto che in questa Italia di cazzoni che si credono dio in terra sembra importare a troppo pochi.

martedì 22 luglio 2008

Post Polcanto.

Post nel senso latinissimo di "dopo", mica nel senso anglosassone di "posta". Quindi "dopo" Polcanto, ieri ho preso la mia motina per fare un giro "giro" che non fossero le commissioni nel paese accanto disperso nella terra dei Baluba, e sono salita al Passo Penice!

Una classicissima meta motociclistica, uno di quei posti che se ci passi di domenica, ed anche di sabato, è pieno di moto, tant'è che il bar del passo, ha una mensola apposta sopra i tavoli con scritto "appoggia caschi" e una freccia verso un rubinetto esterno con scritto " acqua per lavare i caschi".

Una di quelle mete che di sabato o di domenica in moto non ci andrò MAI: non ho intenzione di trovarmi il pirla che ha una moto che non sa gestire e che la curva la prende in contromano. Non è necessario: se al GSSS c'è un gruppo rosso che va forte e sta all'interno della propria corsia vuol dire che si può fare, quindi oh tu pirla, vai un po' più piano ed impara a gestire la tua moto.

Ma a parte queste discussioni di filosofia motociclistica, la notizia è che sono salita al passo bene per quello che era il mio stile "pre" Polcanto, con una velocità decorosa, con qualche titubanza su alcune curve mal "lette" (se non concludo quella prima e sono nella posizione sbagliata la curva dopo la faccio uno schifo), ma cercando di mantenere la fluidità di movimento e ritmo che rendono la guida piacevole, rilassata, divertente, dinamica e sopratutto pronta a reagire di fronte all'imprevisto "signora in bicicletta" o "cassette farmaceutiche disperse".

Poi avevo con me il mio "candidato al corso istruttori" che ha di nuovo trovato qualcosa per cui lamentarsi. Alcune lamentele più che giuste (effettivamente potrei stare più attenta al tachimetro entrando nei paesi),  altre che invece... beh lasciamo perdere glielo spiegherò a quatt'occhi sperando la capisca senza uno sputtanamento pubblico.

Ero così felice che non avesse più da lamentarsi.... Credo si trattasse di un rimasuglio tipo "fondo del tubetto di dentifricio" delle scorte di "lamentele motociclistiche", perciò in fase di migioramento, perchè alla resa dei conti mi ha fatto più complimenti che critiche.

Nel tornare a casa ho anche portato P-chan in autostrada: non so di certo quale sia la velocità massima, ma so che già in fase di rilascio era sui 140 km/h  quindi posso permettermi spostamenti rapidi senza  grossi problemi  con un margine di velocità extra per un sorpasso.

lunedì 7 luglio 2008

Polcanto, il ritorno.

L'anno scorso quando ho fatto il primo GSSS non dissi molto di più che esserne venuta fuori moralmente distrutta, per la messa in evidenza che Blue Belle non mi avrebbe aiutata ad imparare ad andare in moto, e, ammetto, finchè non ho poggiato le chiappe sul CBR 125 non ero poi tanto convinta che le cose sarebbero andate meglio con una moto più piccola.
Andare in moto non è un obbligo prescritto dal medico o dettato dalla legge: è un divertimento e per divertirsi bisogna avere la giusta compagnia che sappia darti ciò di cui hai bisogno e non che pretenda da te di più di quello che puoi dare. Questa è la differenza tra P-chan che mi dà quello di cui ho bisogno senza pretendere di più e Blue Belle che aveva bisogno di qualcosa di di più da me e che non ero in grado di darle.
Il GSSS va vissuto come un bel gioco a squadre in cui la regola fondamentale è divertirsi in sicurezza. Le squadre sono costituite da 2 elementi: tu e la tua moto. Tu comandi e lei obbedisce, ma devi saperla comandare e non temerla altrimenti il gioco non gira. Terreno di gioco la strada. Strade bellissime che non sto a descrivere: le si possono trovare sui libri di curve e tornanti che poi sono gli organizzatori del GSSS. Alcune strade sono tanto belle a vedersi e bruttine a farsi che essere lenti ti dà il vantaggio di goderne il panorama, senza pensare alla discesa ripida per i miei gusti, che è ovviamente in ombra (mentre hai su gli occhiali da sole) e con la curva nascosta tra due muri (stradina che passa alla storia per “ che strada di me'” seguita da impropero immeritato all'insegnante del giorno, che però mi ha attesa pochi metri più in là della curva e con classico gesto a pollice in su si congratula perché ci sono passata). Avversario in campo: per me le mie paure ansie incertezze che si riflettevano in moto con una guida troppo lenta incerta ed insicura, per gli altri non saprei. Intendiamoci: non che io sia perfetta nella guida, ma il primo obbiettivo per me erano le mie paure che, affrontate con un cambio radicale nell'impostazione di guida, sono state in buona parte minimizzate se non vinte.
Già dal primo istante, la discesa dal centro federale, ho riscosso il primo complimento da Leonardo, che era l'unico degli istruttori presente anche a settembre e sapeva com'ero con Blue Belle e poteva apprezzare la differenza di “stile” con P-chan. Carlo e Raffaele non c'erano, ma c'erano Roberto e Gianni che per simpatia e competenza non sono da meno. Mi è spiaciuto un po' che non ci fosse Raffaele: fu in effetti l'unico a seguirmi per un intera giornata di corso e, per un puro discorso affettivo, se così si può dire, mi avrebbe fatto piacere se avesse potuto vedere la differenza. Tuttavia, come l'anno scorso, la fascia bianca mi è stata affidata dal benzinaio, prima dell'effettiva sosta lungo il lago di Bilancino (che la mia amica Bussolina chiama lago di Moriano) per la divisione in gruppi...Pazienza: per lo meno dal benzinaio non ci sono arrivata terrorizzata come l'anno scorso, e anche il resto del tragitto è stato vissuto con uno spirito completamente diverso tanto da esclamare verso fine giornata “ma è più corta dell'anno scorso!”
Quest'anno ho affrontato anche il secondo e terzo giorno di corso a differenza della precedente esperienza. Non mi sarei mai aspettata un bilancio così positivo da parte degli istruttori: consapevole dei miei limiti e del fiasco personale dell'anno scorso, non mi sarei mai aspettata tanti complimenti per tante piccole cose giuste che facevo e consigli che più che rimodellare ciò che facevo erano come delle limatine delle dritte per fare “quei cinque Km/h in più che non avrebbero guastato e che invece mi avrebbero aiutata parecchio”. Ammetto che pur avendo saltato due delle tre prove pratiche, avevo fatto tesoro degli insegnamenti teorici, quindi la posizione in sella la metto in pratica tutte le volte che prendo la moto, a maggior ragione con Blue Belle, quindi “qualcosina” dal corso precedente me l'ero portata a casa.
A fine corso il bilancio non è positivo, è stra positivo: come al solito la discesa verso la foresteria non è la cosa più semplice: quello sterrato non mi garba affatto ( ne tantomeno quello che porta al ristorante della seconda giornata e che ha fatto si che Gianni venisse a recuperarmi in panico) tant'è che Leonardo, sabato, giorno in cui ero decisa ad affrontarlo come si deve e non “a modo mio”, mi ha portato giù la motina con me dietro perché mi aspettavano per questo:



ma credo che una foto sia meglio di mille parole per spiegare come ne sono veramente uscita quest'anno dal GSSS che consiglio vivamente a tutti i motociclisti che hanno desiderio di migliorarsi e che non credono di saper andare in moto solo perché sono tanti anni che ci vanno o perché vanno veloci o che vanno in pista. Tra andare e saper andare c'è una bella differenza.

giovedì 29 maggio 2008

Voglia di coccole....

Questa è la voglia che ho oggi: voglia di coccole.
E' grigio, Piove, non mi sto dannando l'anima per il rodaggio dopo che ho scoperto che se c'è un po' di sole mi sparo anche 100 km senza problemi divertendomi, così eventualmente recupero un po' appena c'è un po' di sole.
Non mi preoccupo nemmeno dell'esame di stato, ripasso qualcosa, studicchio... sono ignorante, lo so  non sono di certo i sei mesi tra capre, radiografie, vetrini e  tiraacqua per pulire i box in canile, che mi hanno inseganto qualcosa. Anzi... non mi hanno insegnato proprio un cazzo.
Fino alle quattro del pomeriggio sono rimasta in balia di vertigini che mi colpivano anche stando seduta, poi sono andata dalla dottoressa che mi ha tastata un po' e mi ha detto che è un problema posturale: 10 minuti di passeggiata per tornare a casa mi hanno rimesso in sesto. Intanto però mi ha prescritto esami del sangue a gogò per un possibile ipotiroidismo di natura probabilmente infettiva, batterica o virale: minchia che culo!
Scopro poi il blog di un insospettabile e leggo di lui parole magnifiche, che ti fanno affezionare di più ad una persona che comunque era bella anche prima di leggere questi pensieri un po' più personali del solito cazzeggio che si fa quando si è in compagnia.
Gigi cresce ha quasi due mesi. Argento vivo: di colore e di carattere, ma quale micetto non lo è alla sua età? Sta fermo solo quando dorme, mi ruba l'acqua dalla mia tazza, s'interessa al mio yogurth, al mio piatto, ad ogni mio movimento nei pressi della dispensa, del frigo e della zona "prepara pappa" e di tanto in tanto si abbiocca sulla mia nuca che finchè è così piccino si fa, ma quando si allarga non so come andrà a finire. E nonostante cresca mi viene sempre voglia di mordicchiarlo e sbaciucchiarlo, se non fosse che mi morde (ma morde morde!) prima lui, a meno che io non abbia mangiato qualcosa di interessante allora si lasica sbaciucchiare....

E così mi tengo la mia voglia di coccole da grigiume piovoso spernado che finisca alla svelta....

lunedì 26 maggio 2008

Ho approfittato della clemenza "no acqua dal cielo per oggi" per fare un giretto qui attorno stamattina. Solo 110 km, ma in paesaggi che secondo me non hanno nulla da invidiare ne alla blasonatissima Toscana, ne tanto meno all'Irlanda.
Mi spiace di non avere foto. Ho preparato la borsa serbatoio dicendo: " devo mettere la macchina fotografica dentro" e guarda caso me la sono scordata. Potrebbe essere un buon prestesto per passarci di nuovo.
Mi spiace anche per l'immagine tratta da google maps che non è abbastanza chiara( e che per questo non allegherò) per spiegare dove sono passata, ma assicuro che mi sono trovata in un battibaleno in Francia, Spagna e subito dopo nelle Filippine. Per capire, bisogna passare di qui.
Comunque poichè l'immagine allegata non è un granchè, elencherò i paesi per cui sono passata in modo che si possa ricostruire il giro. Ah il giro non l'ho progettato a tavolino, cioè l'unica cosa che ho deciso prima di uscire di casa è che sarei andata a Rovescala passando per Gerenzago e Genzone  i paesi del muro d'acqua di venerdì.
Quindi da Castiraga Vidardo, Sant'Angelo, Villanterio, Gerenzago, Genzone, Corteolona, Spessa, Ripaldina, San Damiano al colle, Rovescala, dove mi fermo per una pausa bar.
Il bar conta una barista e sei astanti di età non inferiore ai 65 anni, che ovivamente mi guardano come se fossi un alieno con il mio casoc e la mia tuta in pelle.
Cartina alla mano decido di spingermi a sud verso Santa Maria della Versa, un sud fatto di sali e scendi a curve, esattamente quello di cui ho bisogno. Di curve ce ne sono e su molte, se non tutte, l'impressione che ho è che "cavoli ci potevo entrare più decisa e ne sarei uscita ugualmente!" Passo per Torrone per arirvare a Santa Maria e al grande bivio  "torni vero casa o vai oltre" cioè "Stradella - Zavattarello", svolto verso Zavatterello, faccio 4 tornanti e mi trovo a Montecalvo dove mi fermo ad uno di quei classici bar sulla curva che sabato e domenica sono circondati da moto come se fossero vasi di gerani, meglio ancora quando ci sono un poì di ninja verdi (per fortuna che la mia è nera!), ed ovviamente è chiuso: ma quale motociclista va in giro il lunedì! io no? Decido per evitare uno scontro bvutale con i tornanti, di dirigermi verso casa, ma mica ripercorrendo la strada che ho appena fatto, scelgo l'altra, quella col cartello "Broni 14 km"  che alla faccia del ca' i tornanti ce li aveva pure lei più stretti ma meno trafficati.
A Broni la scelta per tornare a casa è semplice: le strade facili e larghe lasciale agli altri, tranne per i tratti obbligati tipo "strada per raggiungere il ponte sul Po visto che le moto non nuotano". Quindi da Broni verso Pavia, passaggio del ponte a Spessa e poi si gira per Cipriano Po, San Zenone po, Corteolona. Si allunga un pochino  verso Miradolo poi si rientra per Monteleone, Ranera Sant'angelo facendo al circonvallazione dall'altra parte ;)

E finalmente un moto giro senza ansia, divertendomi e sentondomi sicura di ciò che facevo.

venerdì 23 maggio 2008

nuvoletta e me'....

Ieri mi chiama una cliente che abita non troppo distante da me nell'oltrepo e mi chiede se posso andare a trattarle il cane a casa. Ovvio che si! e ci colgo 2 piccioni ocn una fava: trattamento chiropratico e motogita pro-kilometri da rodaggio in una bella zona. Così googolo per capire la strada per arrivare a San Damiano, mi pregusto il panorama che più o meno conosco e che non ha nullòa da invidiare alla toscana, e prego se non nel sole splendente almeno, nella non pioggia.

Venerdì mattina ore 7.

Gongolo vedendo al strada asciutta. Il fatto che il cielo è più grigio del gatto Gigi poco m'importa: per ogni evenienza borsa serbatoio con antiacqua e via. Luca mi propone di venir accompagnata dal tom-tomme. Lo porto con me senza batter ciglio, anche perchè non mi sono studiata poi tanto bene la strada. Parto per fare un primo trattamento a due km da qua. Tutto bene il grigio pare essere stabile quindi via alla volta dell'oltrepo. Ancora a Sant'Angelo mi feromop erp accendere il tom-tomme consultare la mappa e capire da che parte girarmi e... plin plok plak: le tre goccioline. mi scazzo da subito e giro la moto verso casa per prendere la macchina. faccio meno di un km e di acqua manco una goccia. le interpreto come tre goccette buttate per fare un po' dispetto  un po' panico, perciò non mi scoraggio, e ritorno verso l'oltrepo. Passo Villanterio, giro per Gerenzago e mentre ad un incrocio mi ocnsulto col tom-tomme, le tre goccioline malefiche si rirpesentano col palese intento di scroggiarmi. No sta volta no! tiro dirtot smetterete per bene no?
tra Gerenzago e Genzone ( che fantasia i nomi da queste parti, eh? D'altronde siamo nella terra dei Baluba) un vero muro d'acqua. A Genzone ci arrivo per strade che se buchi col cavolo che ti trovano, oppure ti trovano quando l'edera si è ormai ben arrampicata, mi fermo imposto la rotta verso casa, mi infilo l'antiacqua e riparto.  A Copiano nemmeno il navigatore sa dove andare e un cartello stradale manco a pensarci, perchè ovviamente i Baluba hanno la bussola nel cervello come i piccioni, o più semplicemente conoscono le strade della loro terra che sanno sempre perfettamente bene dove sono, quindi inutile mettere indicazioni per gli stranieri come me. Devo ammettere che ho pure pensato si trattasse una sporca manovra per far si che lo straniero si perda per poi essere messo in pentola. Quindi mi interfaccio con gesti e parole lente ben scandite con 2 baluba femmina della zona, che non automobile dotate paiono di intelligenza superiore, parlano italiano e sanno spiegare una strada. Prese le indicazioni in un batitbaleno, passando su laghi d'acqua e non su strade, mi ritrovo sulla provinciale Lodi Pavia alla volta id casa. Arrivo con la beffa che mi mancano quattrocento metri per aver concluso il programma giornalieri do rodaggio, mi cambio e prendo la macchina.

Giro al semaforo di Vidardo e....

Un sole da fare invidia al gestore di qualsiasi impianto balneare che mi accompagna fino a destinazione e ritorno.....