Si dice "non dire gatto finchè non ce l'hai nel sacco" ma se il gatto in questione è il gatto dagli stivali e il sacco è quello che usa per la caccia essere nel suo sacco con il gatto esattamente che significa? Blog di una "mi-faccio-i-fatti-miei blogger": blog fatto di pensieri, aneddoti, fatti di vita quotidiana e scazzi vari.
venerdì 4 maggio 2012
Tabi
Capita, ci sta: ha 12 anni ed è una delle cause di morte più comuni nei gatti anziani.
No non è ancora morta. é viva e vegeta, ma non mangia perchè uno dei sintomi dell'IRC è la formazione di ulcere in bocca, e lei ne ha una piuttosto grossa sotto la lingua.
Ha fame, lo si vede, perchè arriva insieme a tutti gli altri quando è ora della pappa, ma non riesco a mangiare perchè le fa male e solo lei lo sa quanto.
Non sono angosciata dal fatto che un giorno la vedrò e saprò cosa devo fare.
Sono angosciata dal fatto che so cosa posso fare ADESSO per lei per farla stare meglio e del fatto che devo letteralmente risicare il tempo per starle dietro, a partire dall'alimentazione forzata via siringa con cibo diluito, che è una lotta sia contro gli altri 3 bastardi che sono decisamente allettati da omogeneizzati e pappe specifiche molto aromatiche e stuzzicanti, sia con lei che scappa, si oppone contrastando la sua fame per il suo dolore.
Dovrei anche metterla sotto flebo costante in vena, ma non ho uno spazio riservato o riservabile in cui metterla senza essere disturbata dalla routine giornaliera ne tantomeno da Marina, troppo piccola per capire che la Tabi va lasciata in pace.
E' l'angoscia del padrone-veterinario quella che mi assale: quella in cui so cosa posso e devo fare, che cozza con la disponibilità in tempo di poter fare le cose: non mi posso ridurre sempre dopo le 21-22 di sera per darle le attenzioni che necessita.
E pur sapendo come andrà a finire, non ho nemmeno il coraggio di porre fine anticipatamente alla sua vita per evitare che ci arrivi trascurata.
Ecco questo mi angoscia. Mi angoscia il fatto di arrivare all'ultimo giorno e rimpiangere di non aver fatto tutto quello che potevo per farla stare meglio e felice fino all'ultimo.
giovedì 8 marzo 2012
domenica 8 maggio 2011
lunedì 2 maggio 2011
mercoledì 27 aprile 2011
E' proprio dietro casa e protetto da una sbarra con scritto " proprietà privata" ma da villani maleducati non abbiamo rispettato il divieto, scoprendo un posto meraviglioso.
E mi sei venuto in mente tu, Bu.
Mi sei tornato in mente quando ti caricavo in macchina e ce ne andavamo a passeggiare nel parco del ticino; quando siamo andati a vivere io e te e nessun'altro umano e la passeggiata era una lunga corsa alla mattina ed alla sera tra le risaie, inseguendo rane per farmi cadere in bicicletta.
Sono passati ormai 12 anni, Bu, ma nel mio cuore ci sei ancora solo tu, e non riesco a farci entrare nessun altro cane. Tu che sei arrivato quando avevo bisogno di un punto fermo, già grande, già con le tue esperienze, e ti sei rimesso in gioco per imparare tante cose " da cane" che non conoscevi. Tu che tolleravi solo me a vederti giocare con la pallina, e che se c'era qualcun'altro ti fermavi imbarazzato come se avessi fatto qualcosa di disdicevole.
Mi manchi tanto coso peloso che quando pioveva la passeggiata la facevi più corta possibile e sotto l'ombrello.
sabato 12 marzo 2011
venerdì 18 febbraio 2011
"Leggere un libro con un gatto accovacciato sulla pancia"
E' di Fefo, il papà italiano, cresciuto alla baia del Re, residente nel paradiso innevato della Svezia, che ha un blog delizioso (di blog di uomini non ne frequento molti: o sono pallosi o sono stucchevoli, quello di Fefo no, è spassoso e delicatamente dolce).
Perciò questa è una lettera aperta (ed inauguro pure un nuovo tag).
Caro Fefo,
Dal tuo blog deduco che di gatti in casa non ce ne siano, ma che ci sia il famoso Simon, il gatto dei nonni svedesi. Mi è ignoto se hai avuto gatti in precedenza, ma essendo io la domestica felina di quattro, no dico, qu-at-tr-oo felini domestici (esclusi i predecessori), mi permetto di confutare la felicità del momento gatto-panza.
Mi spiego meglio.
Immaginati la scena.
Letto, luce adeguata, cuscini piazzati strategicamente, libro chiuso in mano.
Ti guardi in giro furtivamente: nessuna coda in vista.
Ti rassereni pensando che puoi goderti un atitmo di relax a fine giornata, poco prima di addormentarti, quindi apri il libro ed inizi a leggere.
"Allora il presidente Gilligrass fece la voce grossa e url...."
non riesco a leggere bene cosa urla perchè il libro, come se fosse spiritato si sposta nello spazio in direzioni varie, e contemporaneamente senti, come dire, "un peso" sull'addome.
E' Manolo che ha deciso che anche il libro va bene per un grattone. anzi per una serie di grattoni.
Così cerchi un compromesso: lo inviti a sdraiarsi sul tuo petto, e sollevi sulla sua testa il libro.
umh... no. Il TUO padrone felino decide che tu domestico felino non puoi, non ti è consentito leggere in sua presenza e devi tributargli tutti gli omaggi che gli spettano ed anche qualcosa di più. Perciò nonostante tu ci provi a leggere, ma le parole saltellano tarantolate sotto le testate del suddetto padrone.
quindi metit via il libro e ti dedichi all'adulazione.
Ci sono casi in cui il libro non lo apri nemmeno.
Arriva Lenticchia prima ancora che tu possa appoggiare la testa sul cuscino e contemplare mentalmente la frase " mi leggo un paio di pa.." che ti mette le sue zampone sulle clavicole e mentalmente con lo sguardo ti dice " amami".
Oggi è il 18 febbraio: ieri era la vostra festa o felini domestici. Auguri anche per oggi piccole divinità pelose che venite a benedire le nostre case, o più semplicemente auguri, cari mangia croccantini a tradimento!
martedì 1 febbraio 2011
venerdì, sabato domenica e lunedì.
no no non parlo del film della Wertmuller, che sarebbe, tra l'altro "sabato domenica e lunedì", ma del mio fine ed inizio settimana.
Venerdì.
Tardo pomeriggio, mi arriva su FB tramite una collega questo appello:
Ugo* è un simpatico cane meticcio di taglia media cerca urgentemente casa. Non so cosa mi è preso, ma ho mandato l'appello a Luca. Non per noi, ma per mia mamma che comunque non si è arresa all'idea di non avere altri cani. Perchè lo voglia non lo so, ma ero riuscita a metterle il cuore in pace del tipo "lo prendi quando vai in pensione", quand'ecco che mi capita questo appello. Intanto chiamo il numero che c'è, qualche informazione in più e, soprattutto, "va d'accordo coi gatti?" Non si sa: o almeno la volontatia delle ENPA che ha creato l'appello non lo sa, c'è da chiederlo al padrone, che però è all'estero per lavoro, e bisogna attendere sabato.
Intanto la voglia di cane, mia, s'accresce e vorrei proprio saperne di più.
Sabato.
In tarda mattinata riesco a parlare con il proprietario che mi dice che Ugo ha avuto solo 2 contatti con dei gatti. Il primo in mezzo alla strada abbaiandogli, il secondo a casa di amici dove però "i padroni dic asa" erano stati chiusi in una stanza, ed Ugo, in quell'occasione, non ha dimostrato alcuna curiosità di andare a capire cosa fosse qull'odore nuovo e sconosciuto. Ci pare un buon inizio, così decidiamo di partire alla volta di città X. Già perchè Ugo sta là, a 180 km, impossibile per fare una prova di qualche ora, deve venire qui e starci per forza.
L'incontro con la Mimi è stato affettuosissimo: ci dicono che Ugo non ha mai avuto contatti ravvicinati con un bimbo, e così ha potuto lavarsela a modo e ricevere le Mimi carezze.
Decidiamo di caricarcelo in macchina e tornare a casa per una settimana di prova.
Il viaggio va meglio di quanto potessimo immaginare: non c'è stato bisogno di usare il sedativo che mi ero portata dietro. Solo qualche minuto di un contenuto e dignitoso piagnucolio.
A casa di mia mamma si è trovato da subito: c'era un invitantissimo odore di risotto con la salsiccia ed ha trovato la cosa interessante. Al primo incontro con uno dei gatti ha fatto il giro largo, al secondo naso-naso, al terzo gli ha abbaiato in segno di "facciamo conoscenza", al quarto si è acquattato per invitarlo a giocare. Tutti segnali positivi, ma obbiettivamente non basta per dire che è cosa fatta.
Anche a mio padre, che è il più indifferente ai cani in famiglia, ha fatto una buona impressione.
Forse è un po' troppo esuberante: dopotutto è un cucciolone di 19 mesi, e la Farfi era tutto il contrario. Temo che questa cosa non vada molto a genio.
Domenica.
Passo in po' di tempo al piano di sotto, mangiamo lì ed osservo. I gatti hanno deciso di non muoversi dalla camera da letto, Ugo può andarci quando vuole ed io ce lo accompagno un paio di volte per dirgli " gatti, non si abbaia". Però ci va del tempo, soprattutto se si è un po' zucconi, e lo è, o ci fa.
Vedo qualche muso lungo e un po' di scetticismo. Ugo è molto esuberante. Inoltre continua a salire sul divano, non sappiamo se gli è permesso e non vogliamo dargli vizi che magari poi non possiamo mantenere perchè torna casa sua, perciò è un continuare ad invitarlo a scendere dal divano.
Il pomeriggio passa più velocemente di quello che pensassi, forse anche troppo con tutto quello che avevo da fare.
Sul tardi vengono su entrambi i miei genitori, e sentiamo molto bene le proteste di Ugo per essere stato lasciato in casa da meno di un minuto. Va bene ansia da separazione ma questo è un po' troppo. Mio padre decide di scendere subito. E così scambiamo dubbi e perplessità com mia mamma, che si è già affezionata.
Non passano nemmeno 10 minuti che torna su mio padre, dicendo che quel cane non lo vuole più vedere in casa. Ugo sgridato perchè sul divano, gli è saltato addosso ed ha mostrato i denti.
Questo è sufficiente perchè l'avventura Lodigiana di Ugo si concluda alla svelta. Minacce, atto di dominanza, vattelapesca, non si sa cosa sia successo, sta di fatto che la fiducia tra Ugo e mio padre, che ci avrebbe passato la maggior parte del tempo, si è incrinata in modo irreparabile.
Porto su Ugo: non voglio avere altre storie. Dopotutto sono io l'artefice di questa situazione.
Luca mi guarda, so cosa vuole dirmi e purtroppo devo dire di no: non me la sento di tenerlo. Si mi piace, ma l'appartamento è piccolo per 4 gatti 2 adulti una bimba di 16 mesi ed un cane. Non credo fisicamente di farcela a correre dietro agli ultimi 2. Senza contare che vorrei riprendere a lavorare, cosa che vorrebbe dire lasciarlo solo in casa e non mi pare proprio il caso, se per meno di un minuto ha abbaiato piuttosto intensamente.
Lunedì.
Sono le 7.30, e mi trovo costretta a mandare questo SMS: "la situazione purtroppo è insostenibile fino a fine settimana: per chè ora tornate a casa sta sera?"
La prova gatti quassù è stata rapida e netta. I miei per nulla abituati ai cani non solo hanno fatto quello che qualsiasi gatto fa, gonfiarsi e soffiare, hanno iniziato una manovra di accerchiamento ai danni di Ugo. Stupefacente da vedere il comportamento di branco, ma per nulla confortante. Risultato: da abbaiare per giocare si è passati al ringhiare poco cordiale. Chiudo i gatti nella zona notte in modo da evitare spiacevoli incontri, ma al momento di andare a dormire la situazione diventa insostenibile. Non posso chiudere la porta sapendo che Ugo soffre di ansia da separazione, e sebbene possa vedere la camera da letto attraverso il cancelletto per bimbi chiuso, Ugo piange ugualmente. D'altra parte non posso buttare i miei gatti fuori dalla camera da letto per permettere a Ugo di dormire con noi, perchè insomma, è casa loro, e se lo facessi accrescerei solo le tensioni. Sta di fatto che Luca ha dormito sul divano per rasserenarlo.
Cerco alternative al tornare a Città X la sera, ma sono vane.
Inoltre la Mimi non da tregua a Ugo, ed io non mi sento serena. Non è il mio cane che conosco da una vita, che ha visto il mio pancione e nascere mia figlia, e di certo qualcosa di strano al piano di sotto lo ha fatto, come posso stare tranquilla? Forse sono troppo apprensiva, ma non sono un educatrice cinofila che sa riconoscere ogni minimo movimento del pelo, ma solo una veterinaria, ed ognuno ha le sue competenze. Ugo ci prova a fare dominanza sulla Mimi e più di una volta. inoltre volontariamente o no la chiude più volte in un angolo. No non mi sento affatto tranquilla.
ore 18: si parte. Ugo mi spiace ma torni a casa tua.
*nome di fantasia.
sabato 16 ottobre 2010
Ma stanca morta si.
Ovvio: è l'effetto cambio di stagione.
Intanto sono lieta di annunciare che non solo mi sono liberata dei gattini il 2 di ottobre, e che sia a men di 24 ore di distanza, che oggi, mi hanno chiamato per prendersene uno, e sono stati ampiamente dirottati sulla mia cliente che me li ha rifilati.
non ho nemmeno molto da scrivere. Spero solo che si avvicini il Natale: ho bisogno di quella certa magia delle luci, dei profumi, e del freddo.
Ah domani ho il not-turno in PS: magari ci scappa qualcosa che vale la pena raccontare, ma sarebbe meglio se ci scappasse una bella dormita.
Ah e anche auguri a me: oggi casualmente è l'anniversario di Laurea.
venerdì 24 settembre 2010
Anche se tra Mimi, gatti miei, gattini, casa e quel santo che è Luca (che comunque sta parecchio in disparte ed ha la sfortuna o la scarsa propensione ad osservare, che mi viene a chiedere la cosa meno importante delal mia vita metre sto facendo tutto quello che posso perchè la mimi è dalla nonna), riesco a respirare solo perchè sono uan donna e riescoa fare 2 cose contemporaneamente, sono viva, con la stessa sconnessione mentale di Trappattoni, perciò se vi sempbra che scriva un po' con le chiappe, sappiate che non è un apparenza ma uno stato di fatto.
I micetti cagano e pisciana da soli, putroppo un po' a giro, e cara grazia, stanno imparando a amngiare da soli facendo quel puttanaio tipico dei gattini. Per fortuna che non sanno ancora saltare e la vasca da bagno è un ottimo sistema di contenimento: largo a sufficienza per farli muovere e facile da pulire.
Purtroppo se da questo fronte vedo in lontananza uno spiraglio di luce, vedo avvicinarsi un bel problemone comportamentale con i miei: pipì e cacca fuori dalle sabbiette e so che non sono dei micetti. e la cosa mi angoscia e non poco se penso che tutti a dire " che belli! " e nessuno che abbia detto " appena sono pronti me ne porto a casa uno".
Domani è sabato e non so se riuscirò a rilassarmi, anzi, non credo proprio.
giovedì 16 settembre 2010
Again.....
Torno a casa dopo la lezione di danze medio-orientali e il sig Baule mi dice: "devi chiamare la V. che ha 3 gattini e non sa come fare: la mamma li rifiuta"
Sono le 11 di sera, prendo borsa e macchina e vado con un macigno sul cuore: penso di doverli sopprimere se sono troppo piccoli.
Arrivo, la signora, è una persona tanto simpatica quanto una sagoma, infestata dai gatti per errori di sterilizzazione (arrivate troppo tardi) e di " oh com'è carino/a questo/a non lo dò via". Giuro non so quanti gatti abbia, ma troppi per poter pensare di fare libretti e vaccinazioni a meno di aprire un mutuo.
E' in panico: ha un periodo intenso di lavoro e non sa come fare tra questi tre piccoli e tutti gli altri.
Me li fa vedere e la prima cosa che penso è: "beh sono grandicelli per essere soppressi e dannatamente piccoli perchè ce la possano fare da soli". Così si presenta il secondo problema: chi se ne prende cura?
Non pensate che abbia detto subito " via me li porto a casa": con una bimba piccola e sapendo l'impegno che mi richiedono tre cosi così ho dovuto pensarci un po' su. E poi me li sono portati a casa.
Pensavo il sig. Baule si risentisse, ed invece tira fuori la macchina fotografica e mi dice " beh che altro pensavi di fare?"
martedì 16 marzo 2010
Intanto Ego vobis annuntio che alcune pagine non verranno riportate e sono:
- A-mici, per lo più gatti di gente che non frequento più magari pure passati a miglior vita ( i gatti intendo) e gli altri sono famosi nei blogs dei loro servi;
- Per i bimbi, che il gatto che ci ho messo fa pena e nessuno mi ha mai mandato una scansione
- Cucina!: mai scritto niente
- Links, che potrebbero pure essere a siti altrettanto chiusi
Le pagine i miei gatti e il mondo a crocette sono fondamentale raccolte di foto dei miei gatti e di ricami miei e di RR che hanno già trovato posto sul mio album di picasa .
Le restanti, uncinettiamo, moto-racconti e riciclandia, piano piano verranno portate qui con tanto di foto.
Anzi uncinettiamo la portiamo subito di qui, senza racconto personale straccia lacrime, ma solo con un paio di foto.
Quadrato della nonna
Prendi un po' di lana dei colori che vuoi e un uncunetto adatto. Il mio è fatto a 3 giri, ma è facilissimo, anzi intuitivo, capire come farne molti di più.
Avvia uan catenella a 6 punti e chiudi ad anello. Iniziamo coi giri? ricordati di iniziare i giri sempre con 2 punti catenella.
1°giro: 4 punti alti e 1 punto catenella per 4 volte. Chiudi con un punto bassissimo (o piccolo punto a dir che si voglia) sulla seconda catenella ed avrai ottenuto le prime quattro foglioline. Taglia in filo e cambia colore.
2°giro: Nell'arco 2 divide due foglioline lavori i 2 punti catenella di cui ti avevo già parlato, 4 maglie alte, 1 catenella, 4 maglie alte e 1 catenella poi passi all'arco successivo e fai la stessa cosa, fino a chiudere come per il primo giro e tagli il filo. Ti si sono formati 4 cuori che stanno sugli angoli del quadrato.
Ora facciamo il punto della situazione: il "punto" base di tutta la lavorazione è 4 maglie alte e una catenella, giusto? questo ti servira per andare avanti a fare il 4°,5°,6°... e tutto gli altri giri che vorrai. Ma adesso passiamo al terzo.
3° giro: nuovo colore. parti da un cuore d'angolo, e così per tutti i giri successivi. I 2 punti catenella di cui ti ho parlato all'inizio e un "cuore" ( 4 magle alte 1 catenella 4 magle alte 1 catenella) passa all'archetto tra due cuori e lavora un "petalo" (4 magle alte 1 catenella). Lavora sempre un cuore, nell'archetto del cuore sottostante, e un petalo nell'archetto intermedio. fino a completare il giro da chiudere come per il primo e tagli poi il filo.
Dal giro successivo in poi farai da sola: ricordati di lavorare un cuore nell'archetto del cuore sottostante e un petalo per ogni archetto intermedio che troverai tra 2 cuori.
E così di foglioline in foglioline e di petali in petali ho realizzato questa:
giovedì 10 settembre 2009
Come l 'abbandonato "Marley and Me" c'è un po' troppa storia umana dentro, ma va detto che in questo caso, se non si è mai stati nell'Iowa o non si conosce Vicky Myron di persona, certi elementi servono per capire meglio come un pelosissimo gatto rosso abbia rivoluzionato non solo la vita di una persona ma di una intera cittadina. Per capire meglio quanto questo gatto abbia fatto basta andare sul sito della sua casa , la Libreria di Spencer, Iowa, per trovare la sua galleria fotografica, ed una breve biografia con tanto di "regole per il perfetto gatto da bibblioteca". Oppure fare una ricerca su you tube col il suo nome completo, Dewey Readmore Books, per trovare video, anche "intimi" come questo:
Si parla di un gatto veramente meraviglioso, purtroppo passato a miglior vita, uno di quei gatti che ti fanno ben pensare che gli angeli non sempre assumono forma umana, e che talvolta per far presa debbano assumere forme più pelose che pennute.
Questo Libro in casa mia è entrato in duplice copia entrambe provenienti da Genova: una la comprai io ad ottobre dell'anno scorso, l'altra come regalo di Natale da Krishel.
Non è romanzato come si potrebbe pensare: gatti col carattere e il comportamento di Dewey esistono, non sono rarissimi, forse eccezioni, ma come gli umani, i gatti (e tutti gli altri mammiferi) hanno un loro carattere più o meno introverso/estroverso. Mi ricordo la gatta nera della merciaia dietro casa, la lavandaia che ne aveva 4 o 5 che dormivano in giro per il negozio, il "rosso" della bottega etnica/libreria, che ti saltava in braccio per le coccole, e il gatto del negozio di articoli subacquei.
Certo è più facile magari trovare un cane in un negozio (il mio quartiere quando ero piccola e i negozi riuscivano ancora a vivere era pieno di "cani da marciapiede") che un gatto, ma sostengo che sia più un fatto di mentalità tipo "il gatto è legato a casa, il cane la padrone; il gatto scappa, il cane ritorna".
Il mio sogno è poter avere il "gatto da ambulatorio",peccato che non voglio un ambulatorio tutto mio.
martedì 18 agosto 2009
La sua padrona è un'idiota, ormai ne sono certa: una persona che non conosce il limite tra scherzo ed offesa, e pretende pure di avere ragione, non mi pare proprio essere una cima.
Auguro alla micetta ogni bene: vive in collina e quando avrà la "maggior età" felina so che sarà libera di andare a zonzo, cosa che potrebbe essere la sua fortuna: magari si trova degli umani migliori.
Le auguro inoltre di avere più cervello degli umani con cui andrà a vivere, e non venga trasformata in una di quelel gatte isteriche, intrattabili e diffidenti che ho visto più volte in ambulatorio. Il fatto che la prima gatta fosse uno spettacolo di socievolezza, non vuol dire che anche questa lo sarà.
venerdì 14 agosto 2009
Ormoni? Ottavo mese? Non lo so; magari ci mettono del loro, ma so che in questo momento se qualcuno mi dicesse una parola storta potrebbe ritrovarsi il corpo da una parte e la testa dall'altra.
Inanzitutto non si dorme.
Caldo, pancia, nervoso, Manolo che straccia le palle, Luca che si sveglia si riaddormenta male, russando...
Mi sveglio e i casi sono due: o mi alzo e faccio qualcosa finchè non crollo di nuovo, cosa attualmetne controproducente perchè finisco con lo svegliarmi più tardi del solito e fare ciò che è da fare col caldo che monta; oppure mi rigiro un po' nel letto e a quel punto mi vengono i pensieri del ca', che mi fanno montare i nervi.
Altra causa del non dormire e dei nervi è la gattina, quella messa on line un paio di post fa. Non è mia, e ci mancherebbe anche, è qui in pensione ed è di una persona cara, che però sono sempre più convinta che non ne sappia proprio nulla di come prendersi cura di un animale, e come se non bastasse, a peggiorare la situazione maschera la sua ignoranza e le sue mancanze, con atteggiamenti pagliacceschi ed irritanti, che la fanno sembrare una perfetta idiota, anzi due, perchè in tutto questo ci si mette pure suo marito. Ora finchè si ride e si scherza che facciano gli allegroni mi sta bene, ma non mi sta affatto bene che lo facciano quando si parla della gatta per 2 motivi: il primo è che la gatta non è un giocattolo ne un argomento pour parleé, il secondo è che io sono comunque una Veterinaria, inesperta, imprecisa, fallace quanto vuoi, ma pur sempre di una competenza maggiore, se non altro per tutti gli esami che mi sono sparata per diventarlo, ed essere presa per il c..o sulla mia professione non mi va proprio. Posso anche essere solo permalosa per questo, ma mi chiedo: qual'è il limite tra l'essere permalosa e il mancare di rispetto in questo caso?
Se non vuoi i miei consigli me lo dici, mi faccio gli affari miei, ma poi non venire a piangere se i tuoi cani e gatti precedenti sono tutti morti in poco tempo: forse non sono gli animali poco resistenti, ma tu che non sai affatto come prendertene cura. Se ti dico che "pane e latte" non sono l'alimento per una gattina di tre settimane e che sarebbe il caso di prenderle qualcosa di adeguato, non mi rispondi che "non c'hai voglia di andare al supermercato perchè sei stanca". Vero oppure no, non ti sto dicendo di andare a prendere un centrino blu da mettere sotto un vaso bianco, ti sto dicendo che la vita che ti sei portata a casa per non lasciarla in uno scatolone accanto ad un cassonetto ha bisogno di cure adeguate e subito.
La gattina è con me da quasi 2 settimane: le ho cambiato la dieta con un alimento per gattini (che non è il Friskies firmato Purina, che lascia il tempo che trova), ed ha messo su peso e stazza. Chissà come mai.
E quando ti/vi dico "non usare le mani per farla giocare, ma falla giocare con giochi in modo che impari la differenenza tra mano-rapporto con gli umani, e gioco", non mi rispondi, si va bene, poi fai quel ca77o che ti pare e concludere con la frase da clown " è ma noi vogliamo giocare on la gatta mica farle el carezze", perchè per giocare mi sa che puoi prenderti ben altre cose. Anche perchè quelli che tu ora vedi come atteggiamenti buffi di gattina io li vedo già come atteggiamenti di gatta che non si fa problemi ad aggredire se spaventata o perchè ha voglia di giocare, e ne riparliamo quando sono i denti di una gatta adulta che ti affondano nella mano o nel polpaccio. Intanto però i conti con la mal-educazione che hai dato in 2 settimane alla tua gatta e che hanno favorito lo sviluppo di questi atteggiamenti aggressivi me li sto pippando io e tentando di correggerli. Mi chiedo quanto poi serva tutto ciò che sto facendo se dall'altra parte ho persone intelligenti, ma assolutamente non recettive.
E questo è un motivo di nervosismo: vedere un animale trattato, spero solo in apparenza, con sufficienza e presunzione, mi sta sul c..o già quando me li portano in piena notte dei perfetti sconosciuti in ambulatorio, figurati se poi sono delle persone a cui voglio bene.
C'è un altro motivo che mi sta facendo innervosire e non poco, ma questo prima voglio vedere se lo risoòlvo senza uno sputtanamento pubblico....
sabato 8 agosto 2009
( GENESI 1:27-31 leggermente modificata)
Il settimo giorno egli vide che la donna si annoiava a morte, mentre l'uomo aveva già scoperto il calcio, la formula uno e il moto GP,e capiì che non era cosa buona. Così creò internet e Kaye Wood tv e la donna vide che era cosa buona.*
In principio era il Caos....
In cameretta ovviamente.
Ho fatto la luce, aprendo le persiane. Poi mi resi meglio conto del caos della cameretta. Così dal caos creai l'ordine....
... ed un paio di lavoretti patchwork...
.... con l'apprendista.
* vogliano perdornarmi i credenti per questa piccola dissacrazione comica.
domenica 31 maggio 2009
Ammetto che a volte ci s'impegnano parecchio per starti sul c..o.
Per lavoro ne vedo un po', ed alcuni sono così simpatici intelligenti e paciocconi che ti fanno venire una gran voglia di portartene a casa uno, altri invece che ti fanno pensare a quanto sia bello avere quattro miagolanti che ti attendono a casa.
Inanzitutto vorrei parlare, e faccio i nomi veri, dei cani "vicini di casa".
Partiamo dal "non cane", la Farfi.
Di questo ne sparlerò fino alla sua morte ed oltre, primo perchè la conosco molto bene, secondo perchè è il cane di mia mamma e la cosa più terribile è che non solo al canile le hanno rifilato il così detto "cane sòla" da intendersi nell'accezione romanesca del termine, ma che se lo è proprio scelto!
Partiamo dal fatto che le hanno detto che è stata maltrattata. Come vete sono sempre più convinta che sia una palla bella e buona. La farfi è, e rimane, un cane esageratamente timido e remissivo, che ovviamente in una famiglia di gente che non sa niente di cani e vuole il cane perfetto, viene denigrato e scherzato, abbassando il livello di autostima a sotto di zero. Quindi prendi un cane del genere, dallo ad un'iperprotettiva e il danno è definitivamente fatto. Un cane che non sa relazionarsi con la gente, che abbaia in modo "da guardia" a sproposito verso i famigliari, che se la guardi storto (ed intendo proprio guardarla) si nasconde dietro le gambe di mia madre o sotto il letto, ed obesa perchè la sua frustrazione la sfoga sulla ciotola.
Altro cane del cà, è Attila lo yorkshire della mia dirimpettaia. Partiamo da fatto che non brillo di simpatia ne per i cani piccoli ne per i terrier: per me il cane deve esere decisamente più grosso di un gatto, non in larghezza, ma in lunghezza della gamba, quindi uno yorkshire terrier, con me, parte decisamente svantaggiato. E' un cane "cagacaz' " dall'educazione completamente sbagliata che abbaia isterico con quella sua vocetta stridula ed acuta alla maggior parte delle persone che passano davanti a casa sua, e vi assicuro che ogni volta che lo sento, nonstante sia una veterinaria e certe cose non dovrei pernsare (o almeno così dovrebbe essere a detta di chi veterinario non è ! ), mi piacerebbe molto si strozzasse con la sua pallina, in modo da mettere fine alla sua inutile quanto fastidiosa presenza.
Poi c'è il Rocky, ma lui è un mio protetto. Il Rocky è incompreso dai vicini, che non sanno nulla di cani, amato, ma poco compreso, dai suoi padroni, ma tutto sommato nel trittico dei cani vicini di casa è il più "sano" di testa. E' un pastore tedesco, ma mica puro puro, e questa è la sua grande fortuna. E' affettuosissimo con la sua famiglia: vederlo con S. che ha poco meno di 3 anni è solo una delizia. E' intelligente: lui abbaia in modo diverso a seconda delle persone. Ha un abbaio per il postino, un abbaio per i distributori di volantini, un abbaio per salutare i vicini di casa, e se lo saluti a tua volta smette, e uggiola come uno scemo perchè vorrebbe stare in mezzo ai bambini a giocare.
Inoltre da quando lo corrompo (prima o poi dovrò fargli un vaccino e non è bello averlo nemico) sa che sono " quella del biscottino" e mi degna di un occhio di riguardo. Perchè mi dovrebbe essere nemico un cane così intelligente? No non perchè sono la vete, ma perchè fondamentalmente è un cane timido, che si fida della sua cerchia di umani e gli altri li tratta con diffidenza e se serve con morsi di difesa (e vai a spiegare al profano al differenza tra attacco e difesa in un cane). Quindi guadagnarmi l'ingresso nella sua cerchia per me è importante. Soffre anche di un po' di ansia da separazione, tanto da passare sotto i miei occhi come il tipico cane "grande grosso e ciula".
Questi sono i miei "vicini di casa", poi ci sono i pazienti.
Ho deciso che metto una pietra sopra ai Pointer. Sono cani decisamente stupidi. Buoni per l'amor del cielo, ti consumerebbero in baci, ma a parte la caccia non capiscono un belino di nient'altro. Venerdì notte ne ho ricoverato uno che doveva stare in flebo: nemmeno sofferente per la dilatazione gastrica stava fermo, figuaratevi poi quando il problema si è risolto spontaneamente quanto non sia stato possibile tenerlo calmo (e nel suo caso non potevo fargli sedativi) Nonostante il collare Elisabetta per evitare che si strappasse a morsi l'agocannula, è riuscito a strappare proprio il deflussore della flebo facendo uno schifo per terra tra una visita e l'altra.
Comunque il vero problema dei cani sono i padroni: li viziano, li coccolano, li iperproteggono, gli permettono di fare quello che vogliono (checchè ne dicano), facendo dei veri danni dal chihuahua (che non puoi tirargli una sberla se no lo disfi) al terranova (che per quanto razza mite ne ho visti di "rovinati dai padroni"). O peggio ancora quando si tratta di cani già mal visti dall'opinione pubblica come aggressivi teste calde, gestiti da ignoranti che non hanno capito che la forza fisica con cani come Rottweiler smette di essere efficace dopo i sei mesi di vita: e per i restanti anni che fai?
Dei gatti intrattabili ne parlerò un'altra volta: quelli per lo meno entrano col proprietario che dice " è intrattabile dottoressa: le conviene prendere i guanti o fagli direttamente una sedazione". Alcuni di questi "gatti intrattabili" li ho visitati senza fare nulla di ciò che mi è stato consigliato.
domenica 22 marzo 2009
Ammetto vado per i 36 anni, sto per diventare mamma, e non ho mai capito quando siamo in ora solare ed in ora legale, e solo da pochi anni mi ricordo che il cambio dell'ora avviene nell'ultimo finesettimana di marzoe di ottobre. Quando avanti e quando indietro mai che me lo ricordi: cara grazia esiste il pc che lo fa da solo e mi aiuta a farlo sugli altri orologi di casa.
Però c'è una cosa che non mi riesco a spiegare: se gli allevatori di bovini ovini caprini ed equini da latte hanno problemi a spiegare alle loro "produttrici" il cambio dell'orario, perchè i miei gatti decidono di anticiparmi il cambio dell'orario A ME di una settimana o due, svegliandomi sempre più presto in un caso e non svegliandomi a dovere nell'altro?
mercoledì 11 marzo 2009
Mi stanno portando in PSV Mistral!
Sono stanca, ma non per avere lavorato troppo, ma perchè alla sera crollo prestissimo dal sonno, tant'è che sta sera al lavoro mi sono abbioccata prima del solito.
Mi squilla il cellulare, quello personale, è mia mamma che contentissima mi dice "sto andando a recuperare Mistral". Io non posso fare a meno di chiedere "dove?" e mi dice " al quark hotel di via lampedusa a milano"
No non ci posso credere: da tutt'altra parte rispetto alla zona dove lo abbiamo cercato, attraversando tangenziale est di Milano e ferrovia? E non ci voglio credere: non voglio illudermi.
Ma è vero! dopo un oretta circa mi richiama e mi dice " ho qui Mistral te lo sto portando in pronto soccorso!"
Sta benissimo, un po' provato e zozzo. Tanta fame e tanta voglia di affetto. Non so cosa darei per potere entrare nel suo cervello e rivivere i ricordi che ha di questi giorni.
Però l'ho sempre detto: i pomodori (Mistral e Ghibli) li abbatti, forse, a fucilate.
mercoledì 25 febbraio 2009
Purtroppo Mistral non è ancora stato trovato.
L'altro ieri mi è arrivata una telefonata di una signora anziana. Mi voleva dire che non devo disperare e che lei insieme ad altre persone mi stanno aiutando cercando Mistral in giro.
Oggi finito il turno di notte al PSVSD sono andata a fare un giro per cercare Mistral. Mi sono fermata all'edicola e lì l'edicolante che mi ha riconosciuta, mi ha detto che uan signora ha visot non troppo distante da lì un gatto bianco e nero. Così sono andata in quella zona dove ho lasciato un botto di volantini sperando che non ci siano " quelli che non hanno niente di meglio da fare" che strapparli. Mentre tornavo a casa mi arriva una telefonata di una signora che dice fdi aver visto un gatto bianco e nero infilarsi in uno scantinato che viene lasciato aperto apposta per i gatti.
Intanto ho diffuso anche via internet l'appello.
Mi hanno incoraggiata a non mollare, che i primi giorni i gatti si nascondono rintanati e poi escono una volta ambientati ai rumori. Mi hanno anche detot che possono essere ritrovati anche parecchie settimane dopo lo smarrimento. La speranza in questo caso deve essere prorpio l'ultima a morire, ma va da se che serena non lo sono affatto.
Nota positiva di questi giorni: mi sono licenziata dal PSVL dove come ciliegina sulla torta dopo avermi fatto stare male dicendomi che non valgo niente, averci provato una seconda volta dicendo che sono inutile (in un contesto che è umanamente riprovevole), alla notizia del licenziamento hanno avuto la faccia tosta di dire che da quando sono stata assunta non ho fatto altro che combinare casini. Ora lo so: Alla terza nota demoralizzante senza valide spiegazioni e date con un tempo "così" troppo distante da fatti realmente o presunti accaduti, allora sai che la nota è falsa. Preferisco mille volte la Silvana (denigrata anche lei dal PSVL cone del resto denigrano tutta la struttura e staff del PSVSD) che di fronte a un mio errore non ha MAI lasciato passare mezza gironata per farmelo notare: così dopo il senso di colpa che giustamente mi sorge, ho avuto la possibilità di focalizzare l'errore e imparare da esso. Almeno così cresco come medico, ops come veterinario.