domenica 27 gennaio 2019

Il momento da struzzo

Ho bisogno di una pausa mentale da quello che leggo, vedo, sento. Sarà l'effetto del famoso " blue Monday" il terzo Lunedì dal capodanno che si è esteso per tutta la settimana oppure no e vai a sapere che è. Una pausa mentale è un momento da struzzo: metti la testa sotto la sabbia e fai finta che non ci sia nulla di tutto ciò. E' e deve essere solo un momento. Mi serve per affrontare meglio il tutto: insomma capire ciò che non posso cambiare da ciò che posso cambiare e come farlo dalla vita quotidiana ai grandi problemi sociali mondiali.
Serve. Mi serve. 20 giorni fa ho fatto una lista dei buoni propositi. Alcuni, come il challenge di make up non sono manco partiti. Anzi per la verità solo questo. Altri come il mangiare in modo corretto zoppicano, ma vanno avanti, altri ancora procedono non senza difficoltà come la riduzione della plastica. Quando devi fare la spesa e devi scegliere tra un prosciutto confezionato a x euro al kilo e il prosciutto servito al banco nel contenitore che porti tu da casa ma venduto a 3x al kilo, o devi scegliere tra il balsamo in panetto di Lush a y euro a confezione e il balsamo in flacone di plastica da mezzo litro a y/16 euro, e il tuo contocorrente piange ecco la scelta plastica sì plastica no diventa difficile.
Quindi dovrei prendermi un momento da struzzo. Dovrei e non so se lo farò: potrebbe anche bastarmi chiudere un piccolo discorso per avere un minimo di soddisfazione che ti dà una spintarella di buon umore.



sabato 26 gennaio 2019

motivazioni

Quasi un anno fa, mi è stata posta la domanda: " perchè vuoi diventare Dive master? perchè vuoi fare il mio lavoro?"
Ecco avrei una buona ragione in più sta sera per farlo.
Ho studiato anni per laurearmi e sentirmi comunque non preparata al mio lavoro. Tralasciando il fattore psicopompico, ho studiato anni per arrivare al livello base del veterinario e anche sommando insieme tutti i giorni che servono per fare tutti i cazzo di brevetti possibili padi non arriverei alla stesso monte giorni. Quindi parliamoci chiaro: diventare DM è una vera cazzata rispetto al diventare veterinario, e in un anno di pratica continua puoi diventare un super DM, ma non un super veterinario. A malapena forse un veterinario in grado di cavarsela con successo nei casi più frequenti. Quindi sorry, sono professioni che proprio non possono essere paragonate.
Oltre a questo una buona ragione ce l'ho per volere fare la DM di professione anche se per la verità non l'avevo mai presa in considerazione.
Perchè non devi far firmare un modulo di scarico di responsabilità in cui il proprietario di un animale dichiara di essere stato informato che il suo animale è in pericolo di vita e che consapevolmente rifiuta le cure che lo farebbero sopravvivere. La ragione per cui rinunciano? Perchè nonostante la possibilità di ratealizzare a meno di 50 euro al mese non vogliono pagare se non hanno la garanzia che l'operazione va a buon fine al 100 %, e nessun' operazione la puoi garantire al 100% nemmeno la castrazione del gatto, che ha una invasività di poco superiore alla spremitura di un brufolo.
Quindi no, preferirei portare sott'acqua un gruppo di cazzari come il rogna e il suo buddy, che vedere uscire dalla clinica un gatto o un cane condannati a morte lenta e dolorosa perchè i padroni guardano il portafoglio, piangendo che vogliono davvero bene al loro animale.
Chi guarda il portafoglio non si immerge proprio o al massimo non fa la terza immersione, e sopratutto sott'acqua non si può parlare e non senti certe cazzate.

giovedì 24 gennaio 2019

Deprimente...

Quando ho iniziato a studiare con Aladin, vedevo il suo ensamble, come qualcosa di irraggiungibile di meraviglioso di sublime.
Ora faccio parte dell'ensamble e non è niente di tutto ciò.
Fossero tutte tutte appassionate, serene, semplici, sarebbe esattamente sublime. Il nuovo Ensamble, quello di quest'anno è formato dall'unione dello show gruppe del martedì con l'ensamble storico, di cui però sono in realtà rimaste in 4 e devo dire che la differenza si vede. Show gruppe vs. Ensamble: io appartengo allo show gruppe. Per riassumerla, noi 4 dello show gruppe, che dovremmo essere quelle meno brave, siamo sempre presenti o quasi, salvo malattie. Quelle dell'ensamble invece.... Per carità ci può stare che noi puoi per lavoro, ma fatti un esamino di coscienza e pensa che la tua assenza ritarda tutti nella preparazione delle coreografie, e soprattutto abbi la decenza di non chiedere " per favore non fate nulla di nuovo". Personalmente questa domanda, arrivata via whazzapp, mi è suonata come uno schiaffo all'impegno e alla costanza, di chi c'è, ed una totale mancanza di rispetto nei confronti del nostro insegnante.
E questo è uno.
Poi la gattamortaggine. Lo spettacolo è a inizio Aprile, i costumi vanno modificati perchè  troppo stretti (scelta del sarto sbagliato) perchè lo spacco è troppo "osè", perchè la galabya è moscetta a dir poco. Ci sarebbe da dire anche che ci sono ancora 2 coreografie e per una forse la si fa in jeans e bolero rosso, e per l'altra forse il costume turchese dell'anno scorso. In pratica sul palco porteremo solo 2 colori turchese per due pezzi e rosso per gli altri due, e questo vale per noi dello show gruppe, perchè le vecchie dell'ensamble ne hanno 3 in rosso e uno in turchese. E in tutto questo che fanno? assolutamente un bel di nulla. Il disinteresse TO TA LE!!!! Mi dispiace ammetterlo ma chi dovrebbe fare la differenza e guidare il gruppo, il nostro insegnante, se ne lava le mani dicendo " siete donne decidete voi cosa è meglio per i costumi".
E' deprimente. Perchè in tutto questo in un gruppo di 8 persone, 2 che vivono nel disinteresse e nella mancanza del rispetto per l'impegno degli altri e dell'insegnante, sono il 25% del gruppo, non " solo 2".
A danza ci vado col ginocchio che mi fa male, ci vado anche se sono stanca, anche se non ne ho voglia perchè la testa ce l'ho in ambulatorio e all'albo dei veterinari, o alle figlie: ho già detto che ognuno ha la sua vita, ma se non ce la fai a mantenere un impegno abbi il coraggio di mollare.
Andremo sul palco ognuna con il bra modificato come gli pare. un 12,5% ha già detto che non modifica nulla. Tanto vale la prossima volta non comprare un bel di niente e mettere i costumi che abbiamo già nell'armadio accozzati come capita. 

domenica 20 gennaio 2019

Io e i miei costumi

Sono partita per Sharm con l'intento di non comprare assolutamente nessun costume, e sono tornata a casa con 3 galabye nuove, che devono essere tutte sistemate, perciò non parlerò di cosa devo fare a queste tra accorciamenti, spostamenti e decorazioni aggiuntive, ma di un altro problema: come cavolo li metto via tutti i costumi che ho? Per chi non ha idea di come sia fatto un costume da danza va detto che bisogna fare i conti con reggiseni a coppa rigida, catene di perle e perline, pendenti catene di strass inserti o gonne in pizzo e tante altre cosucce che fanno brillare gli occhi, e che non sono facili da piegare. Ora i reggiseni sono fatti in modo molto rigido, e per fortuna aggiungerei, perché le precedenti coppe in gomma si potevano sì ripiegare invertendo la convessità di una, ma a lungo andare si sbriciolavano rovinando in modo irrecuperabile il reggiseno. Quindi come li metto via? nella mia disperazione ho scritto dapprima sul gruppo FB sparklybelly (grazie ragazze!), poi mi osno infilata in vasca da bagno con annessa tazza di thè, ed infine riordinati i pensieri grazie al magico potere dell'acqua calda, ho applicato i principi della Marie Kondo ai miei costumi, e no nessuno è stato ringraziato e dato via, o almeno non ancora. solo un paio di cinture e vestiario da studio che sono stanca di vedere è stato messo da parte. Perciò li ho ammucchiati tutti sul letto, comprese le 3 galabye nuove e la gonna che devo ancora finire.


Poi, ho messo in una scatola quelli da finire di sistemare, ed ho iniziato a piegare, cercando di portare tutto a un rettangolo. 

Sul momento ho usato dei sacchetti di plastica per indumenti che avevo in casa, ma nei commenti successivi al mio lavoro, sul post nel gruppo di FB alcune hanno consigliato l'uso di sacchetti in organza in modo tale che la stoffa non sia chiusa e possa prendere aria. Tra i consigli un altro che trovo molto utile è l'utilizzo, o meglio il riciclo, delle bustine di silica gel assorbi umidità. Prossimamente userò le tende che ho da parte e che non so cosa farne per creare sacchetti in misura sui reggiseni. Sono partira a piegare le galabye, mettendo insieme tutto ciò che riguarda il costume: leggins, cintura, fascia per capelli, bra. Nel caso di quella qua sopra il bra no è stato possibile inserirlo, ma rimedierò prossimamente. Piegare la galabya è facile: è come una mega maglietta lunga fino ai piedi.




Per la Galabya Saidi ho pensato di rigirarla per salvaguardare il lavoro in perline e paillettes


stesso discorso per il vestito da Oriental pezzo unico, ma in questo caso come piegarlo è stato "comandato" dal reggiseno rigido integrato, che ha dettato la larghezza massima del rettangolo finale




Poi sono passata alle gonne a ruota che per fortuna sono solo 4 (e tutte blu!) dapprima le ho stese cercando di capire se fossero ruota intera, mezza ruota una ruota e mezza, per quelle che ho comprato: quelle fatte da me lo so già :) , poi cercato un modo per farne un rettangolo ed ho usato come linea guida la lunghezza dell'elastico in vita. Infine le ho arrotolate partendo dal bordo arricciato (ovviamente le ho tutte così)




Fino a qui il lavoro l'ho trovato abbastanza facile, poi sono arrivati i costumi molto lavorati, per cui anche il rovesciarli non sarebbe bastato a preservare il decoro. Perciò ho usato del teli in cotone per separare i lavori con catene di strass che potrebbero agganciarsi a fili di perle pendenti o pizzi.


Alla fine è risultato un bel insieme di pacchettini tutti colorati che ho sistemato ordinatamente direttamente in una valigia creando quindi un vero armadio viaggiante! (che pesa pure uno sproposito)


Grazie a tutte le ragazze di Sparklybelly, a Mao Murakami e a Marie Kondo per avermi aiutata a raggiungere questo risultato. 

martedì 8 gennaio 2019

i buoni propositi per l'anno nuovo

C'è chi li fa e li mantiene, c'è chi li fa ogni anno e non va oltre perciò rinuncia a farli.
Io li faccio perchè mi mettono buon umore.
Il 2019 parte con lo sguardo rivolto verso un lavoro che no è ancora certo, ma che se lo diventasse mi complicherebbe un po' la vita, perciò i buoni propositi volgono verso la semplificazione della stessa. Forse.
Ecco la lista, che poi chissà come andrà a finire.

- Meno plastica nella mia vita. Non è facile perchè a meno che tu non voglia spendere un esagerazione per tutto ciò che è confezionato in modo "Bio". Senza contare che poi non si sa mai cosa significhi per bene bio, giacchè è un abbreviazione che fa tanto figo ma non spiega un bel di niente. Comunque incomincio ritornando al detersivo in polvere, alla saponetta per la doccia, e a spendere una cifra da capogiro, per un prodotto davvero valido come lo shampoo solido e il balsamo solido. Io ho capelli lunghi.

- Menù settimanale fisso. per non impazzire il menù settimanale sarà flessibile, ma non troppo. Siamo in 4 ed è sempre difficile mettere d'accordo tutti a meno che non si tratti di pizza o kebap. Quindi ci sarà 2 sere un minestrone/zuppa di verdure, 2 sere pasta o riso, 2 sere carne, domenica sera pizza. Lo so ci saranno discussioni perchè ho in famiglia 3 rognosi che non mangiano verdure e la carne non tutta.

- Organizzazione delle mie serate a figlie dormienti. Finchè dura, ed è legato alla possibile assunzione in clinica ed eventuali turni serali e notturni, vorrei dedicare una serata allo studio delle coreografie indipendente, una sera alle lezioni di danza che è il giovedì sera, 2 serate allo studio veterinario, 1 serata variabile tra approfondimento della lingua, cultura subacquea, cucito o altro. Sabati e domeniche non si contano.

- Tempo per la famiglia. Voglio dedicare più tempo a tutti e tre e non dovermi ridurre sempre a dire: "non posso perchè ho da mettere a posto" "non posso perchè sono stanca". Quindi si parla di una riorganizzazione generale di vecchie abitudini e l'adozione di nuovi metodi organizzativi, tra cui forzarmi ad essere un po' più ordinata, perchè sono una casinista caotica incredibile e forse perdo più tempo a mettere a posto le mie cose che a seguire l'andamento generale della casa.

- Non dimenticarsi di mangiare in modo corretto. Da metà novembre e per tutto il mese di dicembre ho mangiato in modo molto disordinato. Non voglio ritornare a pesare 80 kg, peso raggiunto mangiando in modo disordinato e senza limite. mi sento bene con me stessa alleggerita, ma devo stare attenta a non trascurare la mia alimentazione saltando o mangiando schifezze che tirano su il morale ma non nutrono nel modo giusto.

- Partecipare ad un challenge che ho trovato oggi su FB. E' un 30 challenge make up, ma per la verità sto pensando di ridimensionarlo un po' perchè a me di farmi un trucco gothic o super hero inspired non mi interessa. Potrebbe ricadere nella serata " miscellanea".

- Il sacco del "NO" permanente. ho capi d'abbigliamento che metto e trovo scomodi e con l'idea " li lavo e li metto nella raccolta dei vestiti usati" finisce che dopo il lavaggio me ne scordo e ritornano nel cassetto creando un circolo vizioso. Perciò creo un " sacco del NO" dove li metto sporchi e una volta pieno, viene lavato, asciugato e dato in beneficienza. Si potrebbe decidere di fare il lavoro una volta sola, ma so che finirebbe per non essere mai fatto per bene. Perciò passerò il tempo a decidere sentendomeli addosso per tutta una giornata i capi che finiscono in questo sacco. Cercherò di convincere anche il resto della famiglia, soprattutto il marito. Dovrei anche studiare un modo per capire cosa sono i capi che metto e quelli che semplicemente sedimentano nella cassettiera.

Ora che li raggiunga come obbiettivi o no, non importa: già averli scritti che funzioni da promemoria è un enorme passo avanti. E poi staremo a vedere: il 2018 più di qualsiasi altro anno mi ha insegnato l'imprevedibilità.

lunedì 7 gennaio 2019

La mia buddy Oxana

Questo è un post subacqueo Post vacanza, e lo è solo perchè è partito come bozza là e non ho voglia di buttarlo via.
Quest'anno ho avuto come Buddy per 2 immersioni Oxana, l'unica persona che con l'erogatore in bocca sembra sorridere in continuazione, anzichè avere una faccia da pirla.
La bellezza di Oxana non sta nel volto o nel corpo, ma nella sua dolcezza. La prima volta che abbiamo fatto buddy system insieme è stato per merito suo: la mia cesta era andata a farsi un giro per tutta Sharm perchè quel maledetto tagliandino "off" era andato disperso. Il tempo d'attesa si faceva sempre più lungo la mia preoccupazione pure e la fretta della guida anche. Dopo un ora circa d'attesa, La guida mi dice che gli dispiace ma deve andare. Oxana gli dice no che vuole aspettarmi. Non mi conosce, non sa chi sono e mi regala un gesto di una generosità enorme. E veniamo premiati tutti, perchè la mia cesta arriva pochi minuti dopo. 
In acqua capisco che è subacquea da poco. Non mi dispiace: in accordo con un altra guida che ha deciso di spostarsi dai Coralli di Sharm alle Foche in Inghilterra, immergersi coi neofiti è di gran lunga meglio: sono rigorosi alle regole del buddy System e seguono la guida. I veri pericoli li corrono solo i Coralli, non il buddy.
Non è solo neofita, ma è anche dannatamente entusiasta: si emoziona, senza pallonare, per un sacco di cose, vede di tutto: è lei che avvista la torpedine e che durante la safety stop si sbraccia per indicare l'oloturia  o cetriolo di mare che ammetto è la prima volta che vedo: lente e mimetiche come sono, è più facile essere distratti dalle castagnole bipartite, quelle rosse e dagli Anthias, che ci sono sempre. Mi ricorda un po' me quando mi emozionavo a vedere i coralli molli pulsanti (e mi ci incanto tutt'ora anche se da quest'ultimo viaggio il mio scopo è rimanere tanto ferma da convincere i cardinali ad uscire fuori dai coralli in cui si nascondono).
Alla seconda immersione che facciamo insieme la guida le fa cenno di non usare le mani. E' l'immersione con il Rogna e il suo buddy ( per la verità in acqua con loro ci andrò altre volte ma è un altra storia), quella in cui vengo promossa al ruolo di guida della mia buddy, e oltre a starle accanto passiamo le ricordo delle mani, anche facendo il gesto di tagliargliele: ride. alla fine di un immersione che mi ha dato pensieri e soddisfazioni ( era abbastanza incasinata), nella lunga camminata sul jetty per tornare al diving la mia buddy, rivolgendosi candidamente a me e all'aiuto guida dice:
"Vorrei tanto essere come voi in acqua: così rilassati..."
"Quante immersioni hai?"
"Dodici". 
Beh per avere solo 12 immersioni, davvero un buon assetto. Brava a gestire il GAV. Sinceramente a parità di immersioni non saprei dire se sapessi stare in acqua come lei.
Le braccia ferme, verranno.

domenica 6 gennaio 2019

ho fatto un cosa orribile...

...che purtroppo andava fatta.

Quest'anno figlia grande compirà 10 anni e a Settembre cambierà scuola, quella che frequenterà fino alla maturità. Le ho detto la verità su Babbo Natale. Le ho detto che la versione con la slitta e le renne e il tuffarsi nei camini portando i regali chiesti con una letterina non è vera.
Ho passato minuti orribili per me consapevole di averle ucciso una parte di se stessa, difficile da recuperare. Avrei potuto dirle che dai 10 anni Babbo Natale non viene più, ma già adesso i bambini che non festeggiano il Natale la prendevano in giro e lei forte delle sue convinzioni non si è fatta abbattere.
 Ora mi rimane di coltivare la magia di Babbo Natale quella in cui io a 45 anni credo ancora: quella che se desideri una cosa davvero forte forte la ottieni, o per lo meno ti si avvicina poi sta a te come andrà a finire la situazione. Quest'anno a Babbo Natale ho chiesto un lavoro che mi permetta di continuare ad occuparmi della famiglia e portare a casa qualcosa. Poche ore dopo ho ricevuto una mail con varie proposte di lavoro tra cui un home office veterinario da 20 ore settimanali. Qualche giorno dopo la clinica mi ha proposto una collaborazione occasionale in minijob ( si tratta di lavori con una paga massima mensile di 450 euro) che mi darebbe l'occasione di migliorare la lingua, riprendere il mio lavoro, pagare la benzina, nell'attesa di un contratto a tempo indeterminato.
Quindi per me, Babbo Natale esiste. In modo molto diverso da quanto fatto vedere nei libri e nei film.
Però mi rendo conto che ho distrutto un mondo di magia a cui partecipavo attivamente indicando alle figlie tutti i signori con la barba bianca e le giuste fattezze durante tutto l'anno come Babbo Natale "in vacanza" "a fare la spesa" etc.
Il castello di queste magie aveva già subito una breccia quest'estate, quando Luca si è fatto beccare a mettere i soldini da fatina dei denti. Ieri sera insieme a Babbo Natale sono crollati anche Nicolaus, Santa Lucia (che quest'anno in viaggio dall'Italia aveva fame e si è fermata da mc donald portando lasciando i libri dell'happy meal) La Befana e il Coniglietto Pasquale.
So che continuerà a vivere, ma mi sento come se le avessi strappato via con violenza qualcosa di importante, chiedendole di non dire niente alla sorella per i prossimi anni.