lunedì 11 gennaio 2016

numero 2001

Oggi è domenica 10 gennaio 2015. Il post qua sotto è stato scritto giovedì 7. Da allora ad oggi sono cambiate alcune cose. Per esempio il post che occupa la posizione 2000 parla dei fatti di Colonia e non è più quello con gli spoilers di Star Wars che sarà pubblicato martedì ed è stato scritto giovedì 7 insieme al testo che segue. Questo perchè non ne potevo più degli sproloqui che ho letto sulla vicenda.




Ho appena finito di scrivere il post numero 2000, quello che verrà pubblicato domenica.

Oggi in realtà è giovedì 7 gennaio, ma gioco talvolta d'anticipo e scrivo 2 o 3 post poi ne programmo la pubblicazione, perciò quello che state leggendo non è fresco delle 6.30 del lunedì mattina: mentre blogger pubblica a me suona la sveglia.

Dal primo post del 2 gennaio 2006 su Splinder ad oggi, ho pubblicato 2000 post di vario genere. A volte sfoghi, a volte racconti di vita vissuta, a volte cose che ho creato, insomma pezzi sparsi della mia vita, magari senza averci messo pensieri profondissimi, perchè tutto sommato questo è la mia vetrina sul modo e perciò vi faccio vedere quello che voglio, e magari alcune cose le voglio tenere per me.

Ho incontrato persone magnifiche e stronzi che non avevano niente di meglio nella vita da fare che leggere un blog e darmi noia in vario modo (sono perfino venuti a dirmi che il mio era un blog di corrente politica opposta a quella del comune di residenza dove abitavo!) e così come ho incontrato ho perso persone per quello che ho scritto, ma sinceramente senza rancore perchè se sono arrivata a scriverne qualcosa per cui le ho perse vuol dire che ero già in quella direzione.

Ho scritto di tutto e di niente, e tutto sommato ne sono felice. 10 anni di blog tra l'altro e 2000 e un post, questo. Non so quante bozze siano state cancellate perchè inglobate in altri post o semplicemente perchè non corrispondevano più ai miei stati d'animo.

Ho pensato a volte di chiudere perchè non appagava il mio esibizionismo.
Ora non mi preoccupo di questo, perchè da che ho ripreso a scrivere qualche mese fa lo faccio solo per una persona, me stessa. Si potrebbe dire inutile, ma mi piace scrivere pensando che qualcuno legga, perciò scrivo e mi diverto a cercare un mio stile.

Perciò tanti auguri blog e grazie di esistere!

domenica 10 gennaio 2016

Colonia e capodanno

Stamattina alle 8 mi suona il cellulare: è mio padre che mi chiede informazioni su quello che è accaduto a Capodanno qui, perchè secondo i telegiornali italiani siamo sull'orlo di una guerra tra tedeschi ed immigrati.

Ora mio padre ha la sua età e i suoi limiti, ma è l'esempio migliore di come le notizie in Italia arrivino filtrate e manipolate per un pubblico che talvolta capisce quello che gli pare o può.

Non sono una giornalista, perciò oltre a riportare quello che ho già scritto per i miei contatti di fb con alcuni aggiornamenti, metterò le mie considerazioni su cosa penso più che sul'accaduto, su cosa sta succedendo attorno a tutto ciò. Io abito a 18 km da quella stazione e parlo tedesco ( non perfetto ma abbastanza per capire il telegiornale e soprattutto leggerli i giornali) e posso fare a meno di giornalisti ed intellettuali italiani che infarciscono un episodio di contenuti e risvolti che non sono consoni. 

Una lista di domande che ho visto girare su Fb è questa: 

- È un atto organizzato e predeterminato o l'effetto secondario del trovarsi assieme di tanta gente sotto i fumi dell'alcool?
- L'obiettivo era il furto o le molestie sessuali? O c'è una matrice politica?
- Le vittime erano tutte solo donne o ci sono stati episodi di furti e intimidazioni a uomini (magari anziani o per altri motivi deboli?)
- Di che numeri (come vittime e come aggressori) si parla?
- Perché la notizia è uscita giorni dopo?
- Come è uscita la notizia? (Quale è la prima fonte?)
Le analisi che sto leggendo (immigrazione/integrazione/sicurezza;
Violenza/donna/provocazione/società;
Donna/religione/libertà;
Scontro di civiltà;
Razzismo/sessismo/denuncia;Europa/imbarbarimento/legge;)

Quelle che ci si pone qua sono diverse. Qui non ci si interroga attualmente sul chi e sul perchè sia accaduto tutto, ci si interroga su:


  • Perchè il primo resoconto del capodanno era un " tutto nella normalità"?
  • Perchè le prime denunce sono arrivate tardi?
  • Perchè la polizia ( 2 forze di polizia con competenze diverse: la Landespolizei e la Bundespolizei - polizia federale con responsabilità sui confini e su alcuni punti nevralgici come aeroporti e , appunto, stazioni principali) è stata inefficace?
  • Cosa si può e si deve fare per prevenire altri episodi di questo genere?

La notizia sui telegiornali tedeschi è arrivata la sera del primo Gennaio.

Venerdì 8 gennaio 2015 il capo della polizia di Colonia è stato licenziato per i gravi fatti accaduti la notte di san Silvestro: la sua responsabilità aver rilasciato un comunicato stampa sulla "tranquillità" della notte quando le prime denunce di molestie sono arrivate nella mattinata del primo Gennaio e non aver fornito indicazioni circa la nazionalità dei primi sospettati. Inoltre è stato fatto il punto che i tagli ai finanziamenti destinati alla sicurezza hanno probabilmente influito nella misura di rinforzi da chiamare e personale da mettere in servizio a priori.
Nella zona della stazione erano stanziati poco più di 200 agenti delle 2 forze di polizia sopracitate: secondo le stime del ministro, una forza più che sufficiente per gestire le emergenze di un normale capodanno.
Ho visto le immagini del capodanno in centro: una ressa così l'ho vista solo alla fiera degli "oh bej oh bej" quando era a S. Ambrogio. Quindi non è che si trattasse di una notte proprio deserta.
Le denunce a ieri sera sono 375, di cui solo il 40% per molestie sessuali. Un numero alto per carità,
ma una bella differenza tra tutte e meno della metà. Qui una palpatina o un "ciao bella mi dai un bacino" é considerata molestia sessuale.
Dalle testimonianze delle vittime emerge che le molestie ricevute fossero un diversivo per lo scippo ed il furto. C'è solo una denuncia per stupro di cui non è ancora stato divulgato se accertata o no.
Ci sono 32 indagati di varia nazionalità: Algerini, Marocchini, Siriani, e tedeschi di cui 22 sono richiedenti asilo, e tra i restanti anche immigrati clandestini.
In mano a due di questi indagati è stato trovato un foglietto con frasi tradotte in tedesco dall'arabo dal tenore di "ti voglio baciare", "ti voglio scopare" e "ti uccido".

Ieri, sabato 9 gennaio 2015, a Colonia ci sono state 2 manifestazioni a riguardo.
Una promossa dall'associazione di estrema destra PEGIDA, (Patriotische Europäer gegen die Islamisierung des Abendlandes che significa “Europei patriottici contro l’islamizzazione dell’Occidente tratto da qui) a cui si sono uniti gli Hooligans che sappiamo non essere gente tranquilla, l'altra un flashmob nella piazza tra la stazione e il duomo a cui hanno partecipato centinaia di donne per manifestare contro il sessismo alla base degli avvenimenti accaduti.
I partecipanti dell'associazione presenti erano 1700 che hanno trovato ad accoglierli 1200 poliziotti in tenuta antisommossa ed 1300 antifascisti. I petardi e le bottiglie lanciate dagli appartenenti a PEGIDA contro gli esponenti delle forze dell'ordine sono stati "amorevolmente" corrisposti a manganellate ed idranti e spray urticanti. Niente vetrine rotte e auto in fiamme come invece è accaduto in corso Buenos Aires a Milano.
Ora i movimenti di estrema destra sono molto mal visti in Germania. 
Per informare correttamente chi, come mio padre, crede che qui si sia sull'orlo di una guerra tra tedeschi e immigrati, la guerra ci potrebbe essere, ma tra tedeschi e fascisti. 

Le signore non appartenenti a nessuna associazione che si sono ritrovate spontaneamente nella piazza tra il Duomo e la stazione per reclamare il loro diritto ad andare in giro liberamente e senza paura, hanno dato il loro contributo dicendo che loro, la piazza, a quelli di PEGIDA non l'avrebbero lasciata. Hanno inoltre dichiarato che non hanno intenzione di seguire il consiglio di "prendere un taxi"

Facciamo un piccolo punto Germania vs Italia. Qui si pensa ad un gruppo di stronzi sessisti a prescindere dalla nazionalità,  non ad extracomunitari malavitosi, messaggio che invece, mi pare essere quello che passano le testate giornalistiche italiane, e che grazie al forte atteggiamento sociale degli italiani, di diffidenza contro "il nuovo arrivato" trova fin troppo facile terreno fertile per far attecchire ideologie razziste. 
Per gli standard di vita tedesca questo é un fatto inaudito, ma non é che si sta lí a subire. Ci si sta già lavorando su, non si perde tempo chiacchierando sperando che la gente dimentichi fino al prossimo episodio. Stanno già lavorando in parlamento sull'inasprimento delle pene per le molestie sessuali e sulla restrizione delle norme per l'espulsione per reati commessi da immigrati. E non si parla di donne mie e donne tue, si parla di sicurezza pubblica.

Le molestie sessuali non sono un fatto legato solo a questo capodanno ne tanto meno ad un problema culturale o razziale. Ho letto un articolo che parla di Oktober fest, maschi europei ubriachi, molestie sessuali e stupri. Il problema viene affrontato come "dinamiche sociali sessiste", non come "problema razziale".

Spesso non si conosce ne la situazione geografica ne socio-culturale.
La stazione centrale di Colonia, per chi non lo sapesse, è in pieno centro città. Non esagerei a dirvi che la distanza tra il Duomo di Colonia e la stazione è la stessa che passa tra il Duomo di Milano e Palazzo Reale. Anche qui si fa il capodanno in centro. Inoltre la stazione centrale non è solo ferroviaria ma anche metropolitana: sui binari 11 e 12 passano quelle che a Milano sarebbero la verde la gialla e la rossa. Muoversi in macchina è sopratutto dispendioso (fino a 2,50 €/ora nei parcheggi a silos e spesso non sono aperti h 24), perciò è normale usare i mezzi, soprattutto se hai già l'abbonamento per andare in ufficio tutti i giorni. Questo per spiegare perchè si prendono i mezzi pubblici la notte di Capodanno. 

Della questione della notte di capodanno di Colonia c'è una cosa che mi urta soprattutto: l' enorme sproloquio e strumentalizzazione che CHIUNQUE si ritiene in diritto di dire e fare.

Io vivo nel comune di Niederkassel, che ospita nelle palestre delle scuole delle frazioni che lo compongono circa 300 rifugiati, 120 nella palestra dietro casa mia.
Qui non sento parlare di "quelli là" con diffidenza e disprezzo. Qui sento genitori chiedersi " chi è quel coglione che va a dire a suo figlio che i rifugiati vengono qui per rubare e fare danni".  Qui il telegiornale dei bambini ha parlato dei fatti di capodanno. Qui si fa tam-tam per raccogliere vestiti e suppellettili per i rifugiati, qui  chi si occupa di gestire la questione ti guarda sorridendo se contribuisci anche solo con un paio di tazze e ti dice "grazie".

Qui un mio collega del corso di tedesco per stranieri ha scritto un bellissimo messaggio dichiarandosi profondamente dispiaciuto per i fatti accaduti, e nessuno gli ha chiesto o peggio imposto di farlo.

Qui il problema si sta affrontando con serietà e senza creare schiamazzo, con serena consapevolezza e preoccupazione che qualcosa è andato storto e che quello che è rotto non si può riparare, ma che si può prevenire. Non si urla che i buoi sono scappati, mentre non si fa nulla per riparare la serratura.

sabato 9 gennaio 2016

Brutte persone

una settimana fa abbiamo fatto vedere Harry Potter e la camera dei segreti alle bimbe.

Presto? forse sì, forse no.... di certo non è il Signore degli Anelli fatto vedere ad un anno di età, e poi le mie poco ci manca che sappiano Guerre Stellari a memoria, perciò cosa può mai fare a loro un Basilisco?

Ed infatti, il basilisco grande e grosso com'è non gli ha fatto nulla, ma Mirtilla Malcontenta gli è rimasta impressa.

E allora noi cosa abbiamo fatto?

Cioè io cosa ho fatto?

ho creato un fantasma volante.

Sì sì davvero, e visto che sono una brutta persona l'ho usato per fare uno scherzo alla Mimi in bagno mentre si lavava le mani.

Così la tovaglia bianca coi fiori messa sul manico della scopa si è levato e mostrato in tutto il suo candido e floreal splendore nello specchio del bagno, con tanto di commento sonoro " uhuhuhuhuhuh!!!"""

La reazione condensata in uan manciati di secondi è stata questa:

"Eh!" (suono di sorpresa/spavento)
"..."
"Mamma!" ( da leggersi con tono di sgamo e rimprovero)
"..."
pianto a dirotto per qualche minuto.

Ok, sono corsa a consolarla, ma è stato difficile perchè mentre sapevamo tutte e due che non c'era nulla da piangere, lei piangeva ed io ridevo come una pazza pensando che lo scherzo era riuscito benissimo.

Lo scherzo l'ho ripetuto  con la Mimi già a letto illuminando il fantasma Fiorello con la torcia.

Riuscito bene anche la seconda volta.

Ho una figlia polla ed io sono una brutta persona.

venerdì 8 gennaio 2016

Perchè sprecare carta?

Martedì Marina aveva un irrefrenabile voglia di giocare con me, dopo che mi sono ritrovata con una nuova rogna tra capo e collo grazie ai ritardi dello stato italiano che mi/ci perseguita a 900 km di distanza.

La sua voglia l'ha esternata preparando un bellissimo e coloratissimo schema per giocare a tris usato poi per impacchettare 2 pennarelli neri che servivano allo scopo. Lo schema era a tema natalizio secondo la Mimi e la partita è stata giocata a palline di natale e stelle. Era così bello, che mi spiaceva usarlo per giocare, ma la partita è stata fatta, piena di palline e stelle.

Così ho pensato a quanto spreco di carta crea questo gioco. Certo se ne possono fare di piccoli, ma ci arrivi con l'età a capirlo mentre ora usi in tutta la sua dimensione un foglio A4 per una partita, e se sei che ne so al ristorante, non è detto che hai carta e penna per farlo, così.....

... così abbiamo recuperato un pezzo di panolenci, un pennarello casualmente per stoffa, 12 bottoni 6 per tipo, e un ritaglio di cotone.



la cucitura l'ha fatta la Mimi.

Terzo lavoro creativo "detto, fatto" in meno di 6 giorni: come inizio di anno creativo a basso costo direi che è proprio un belll'inizio!

giovedì 7 gennaio 2016

Riciclo creativo? a quanto pare...

... non mi sono fermata ai fermaporta!

Ho creato la parete attrezzata sulla colonna della cucina senza chiodi puntine o gangi adesivi, che per la verità ho acquistato per un euro 6 pezzi, e dopo non aver tenuto su il calendario per nemmeno 10 minuti ho ben capito perchè costassero così. Appendino, buco già presente nel mobile, nastri tenuti da parte perchè " non si sa mai" gancetti per tende e vualà!



Se vado avanti così potrebbe essere un anno creativo! Già che il costume per il contest di creatività anche riciclata, me ne sta tirando fuori parecchia.

mercoledì 6 gennaio 2016

La befana vien di notte....

... ed è pure solidale con la mamma.

Stamattina nelle calze la Mimi e la Iaia come prima cosa troveranno un pacco di carbone a testa.

Parliamoci chiaro: sono entrambe due bimbe deliziose, che fanno saltare i nervi come tutti i bambini, ma la batosta morale del carbone prima di qualunque altra cosa serve.

Primo perchè non puoi passare il 5 di gennaio pensando ai giochi e ai dolcetti che ti lascerà la Befana.
Secondo perchè sul conto corrente della mimi per la Befana ci sono tutte le volte che le viene detto di mangiare ( circa 50 ogni sera) e tutte quelle in cui le viene detto di non perdere tempo in sciocchezze alla mattina prima di andare a scuola e la sera prima di andare a dormire.
Nel conto di Valeria invece ci sono testardaggini di una bambina dalla testa dura nel senso buon del termine, e capricci da bebè con frignistei inutili di chi sta crescendo e si sente in bilico tra ciò che era e ciò che sta diventando, le sfide e le pretese. Non vi sto manco a dire che mi sta tirando scema con la sua festa di compleanno: niente pretese esagerate per carità, fondamentalmente che lei sia la festeggiata con gli amici e i muffin con le principesse,  ma sta dando per scontato che qualsiasi cosa accada si farà, e no non posso accettarlo, quando a volte si comporta apposta male facendo esattamente il contrario di quello che le viene chiesto con quel tipico sguardo di sfida che ti titilla l'ugola o fa venire prurito alle mani.

Ordinarissima amministrazione per l'amor del cielo per un normale bambino di 6 e di quasi 4 anni, ma facciamo il punto, col carbone, che queste cose proprio non vanno bene.

E' un po' come quando le cose che ti dice la mamma che non vanno bene e che entrano da un orecchio ed escono dall'altro, te le dice pari pari un altro adulto estraneo: ci rimani di merda e inizia a riflettere.

La Befana fa pure differenze, o meglio applica lo stesso metro: riconosco che Marina tutto sommato è la sorella paziente buona attenta 9 volte su 10, perciò sotto il carbone un paio di cioccolatini e gli orsetti gommosi li trova, ma Valeria no. No perchè vive troppo spesso nel " mi è dovuto anche a me perchè ce l'ha Marina", ma così non è. Non lo è perchè, comunque, Valeria fa apposta a comportarsi male da bebè frignona e lo sappiamo benissimo sia io che lei.

C'è anche un regalo per tutte e due, uguale, impacchettato con carta appositamente brutta e riciclata e nascosto: una caterinetta e 2 pacchetti di orsetti gommosi.

La befana ha deciso di portare comunque un regalo che insegni un po' di pazienza, e di nascondere la dolcezza ed il regalo in una carta brutta perchè così come Marina e Valeria nascondono la loro bellezza dietro i capricci e le testardaggini che sono cose brutte allora lo possono essere anche i regali.

Si meriterebbero comunque tutto sommato bei giocattoli nella calza, perchè sono effettivamente brave bambine, ma no pretendere e dare per scontato non sono begli atteggiamenti, e se facessi trovare loro dei bei pacchetti accanto al carbone o nella calza si dimenticherebbero troppo velocemente del "rimprovero" carbonesco in virtù del premio.

Sono troppo severa? Forse, ma so anche di avere tra le mani del materiale umano in grado di capire il discorso. Se così non fosse avrei riempito le calze di dolcetti e ne riparliamo l'anno prossimo.

martedì 5 gennaio 2016

riciclo creativo subacqueo facile e veloce

oh, mica bisogna essere subacquei a tutti i costi per poterlo fare, eh?

Anche perché, parliamoci chiaro quello che ho realizzato, è funzionale allo scopo, ma di per se una cagata pazzesca da farsi!

Allora: io e Luca, siamo, eccezion fatta per el bombole (e difficilmente il subacqueo ricreativo le ha) completamente autonomi per una attrezzatura standard: vuol dire che a noleggio non  dobbiamo prendere nulla. Questo vuol dire che siamo anche dotati di cinture dei pesi e pesi.

Ecco proprio di questi attualmente possiamo farne molto ma molto a meno.

Qui in Germania fare immersioni come in Italia, è un po' più complicato: o ti accontenti di laghetti con temperature che s'aggirano da un massimo di 15°C andando verso lo ZERO, oppure piscine specializzate. Va da se che non essendo tipi calorosi, prediligiamo le piscine, ma queste per motivi sia di sicurezza, che di "conservazione " della struttura, ti forniscono la zavorra loro, che è del tipo fichissimo in sacchettini di tela.

Così i nostri bei kg di piombo pagati quanto l'oro e preziosi quanto platino, giacevano inerti in una scatola di cartone sotto il letto finchè Manolo non ha deciso di vomitarci sopra.
Scatola da buttare, fortunatamente scatola nuova da usare!

Non chiedetemi come mi sia venuto in mente, ma dall'idea iniziale che prevedeva la cucitura ad hoc di sacchettini con feltro, decorazioni e velcro di chiusura, sono arrivata alla riciclo creativo facile e veloce di:

Piombi subacquei


Calzini pronti per la pattumiera


Messi insieme


E ripiegati per essere un fermaporta.


Non sananno eleganti come quelli in vetro di Murano, ma, sicuramente sanno fare il loro lavoro! 

lunedì 4 gennaio 2016

a proposito di buoni propositi

Avevo detto che l'unico tra i buoni propositi ad andare avanti era stato il costume.

Ne ho approfittato dei " film di Natale" che poco m'importavano: dei vari "Barbie la principessa de sticazzi" e delle varie fiabe di produzione "patto di Varsavia, compagni, avanti!" degli anni 50, più che le riprese mi poteva interessare l'audio, e così armata di ago e filo sono andata avanti arricchendo il mio costume.
Per arricchirlo, come avevo già detto in un altro post, ho riciclato cose che avevo in casa e ceh no mi interessavano, ma poi  anche ho investito in 2 bustine di strass, che ammetto hanno fatto il loro s-Porco lavoro. Ho anche investito in una collana da 5 euro che potete vedere montata sulla gonna parte davanti. Il progresso, non risultato finale, perchè secondo me ho ancora da lavorarci un po', è questo.




Al corpetto, coppa verde, probabilmente aggiungo ancora qualche strass, e un pendente, o comunque qualcosa nella congiunzione tra le due coppe.


Quando ho iniziato a lavorare al costume pensavo di aver sbagliato ad acquistare la fila di paillettes in verde, che invece sono risultate il giusto ton sur ton per dare movimento alla cintura. Il motivo è volutamente irregolare ed asimmetrico. Conto di aggiungere qualche strass della stessa tonalità di quelli presenti sul bra, e creare dei pendenti con le perline, anzi perlone che non ho ancora cucito, e che ho acquistato insieme agli strass per fare il gioco sul fianco destro che poi ho fatto con la collana da 5 euro ( Livia forse il tuo consiglio dei mercatini dell'usato non è poi tanto male).



Sul davanti voglio metterci gli strass uguali a quelli del bra che mi sono avanzati, ma avevo voglia di fotografare il progresso del costume e dovevo scegliere tra cucire ed indosssare. Potete notare in foto anche le smagliature che andranno ricoperte in oro come ho dichiarato in questo post.

In realtà non sto seguendo un progetto per creare questo costume, sto andando, come direbbe il gatto Romeo, " così, a braccio", ma mi piace e mi diverte perchè lo sento molto mio.
Prendo un materiale, una decorazione, l'appoggio e mi lascio ispirare. Non sempre è buona, come una terza collana acquistata oltre 20 anni fa e perfettamente in tono con i fintissimi swarovski già presenti e smontati dalla prima collana, ma di lavorazione troppo particolare per essere inserita comodamente, o come la spilla swarovski vera che nonostante brilli di luce propria non c'azzecca.

Cintura e corpetto vanno arricchiti: spesso mi fermo a pensare di valorizzare i fiori della parte alta della gonna con paillettes e perline: vediamo come va avanti e poi si vedrà.

Intanto ho anche ripreso un improvvisazione con idee della coreografia: ora va strutturata e arricchita in alcuni punti, prima di essere presentata a Febbraio ad una festa di compleanno.

domenica 3 gennaio 2016

I "buoni" propositi delle vacanze natalizie.

Oggi è l' ultimo giorno di vacanza per metà della famiglia: domani Luca e Valeria torneranno rispettivamente al lavoro e al kita lasciando me e Marina 3 giorni ancora di vacanza.

Io tiro le somme si queste vacanze di Natale e... penso che Sharm sia una valida alternativa per sottrarsi a tutti quei "si deve fare così " e ai "ma no facciamo cosá " che rendono le feste un calvario anziché un momento di gioia. Ma al di là di queste considerazioni un po' comuni a tanti altri,  penso ai miei buoni propositi per le vacanze natalizie e sono dannatamente triste.

I miei propositi erano:

- Studiare le 2 nuove coreografie di Aladin 
- creare la coreo per il contest
-creare il costume per il contest 
- studiare per l'esame di tedesco.

Non rimpiango il tempo passato a giocare ad uno, lotti karotti o ad elefun, ne le partite a bowling famigliare con la wii, ma dei miei propositi non ne aono riiscita a fare molto.

Per l' esame di tedesco il libro l'ho toccato eccome! Per spostarlo dal tavolo allo zaino. In queste 2 settimane ho parlato principalmente italiano. No non sono felice di questo e non necessito dare spiegazioni.
Le coreografie di Aladin le ho viste forse un paio di volte appena mentre litigavo col pc per convertirle.
Della mia coreo ho definito nella mia mente solo qualche punto un po' meglio ma é tutto scollegato.
Sono contenta del costume che sta andando avanti. Purtroppo non ho idea se sta andando bene o male perché procedo creandolo sul momento.

Forse mi sono posta troppi obbiettivi ed alcuni grossi per una mamma che non ricoglionisce le figlie davanti alla tv per avere del tempo per sé, per poter gestire la casa che naviga in un caos post atomico.

P.S. per scrivere questo post ho scaricato l' app per il cell, che tempo per tirare fuori il pc e scrivere in santa pace non ne ho.

giovedì 31 dicembre 2015

come le crepe dei vasi giapponesi

gira su FB di tanto in tanto quest' immagine con questa didascalia:


Link originale dell'immagine: http://wasterpiece.altervista.org/wp-content/uploads/2014/04/kk.jpg

“Quando i giapponesi riparano un oggetto rotto, ne valorizzano ogni singola crepa”

Cercando l'immagine su google ho trovato in un altro blog la spiegazione che si tratta di una vera e propria filosofia giapponese. Io ho letto solo le prime righe del post, trovando ciò che cercavo, e non mi sono addentrata nel resto. Se volete lo trovate qui.

Ogig mi guardavo allo specchio nei miei 42 anni suonati e nelle mie due gravidanze, e notabo le smagliature su quel sofifcie cusicno panciottoso che piano piano va via, ma che nongli metto di certo fretta, e mi è venuta in mente quella lettera di protesta arirvata 2 settimane dopo lo spettacolo di bonn in cui l'insegnate di allora si lamentava con me perchè non avevo messo un body in rete sulla mia pancia.

Ora, personalmente non ritengo di averne bisogno.
Non mi vergogno di avere forme generose.
E mi chiedo perchè dovessi essere l'unica a mettere un body che tra l'altro è troppo scuro per la mia carnagione e che avevo acquistato in emergenza (accontentandomi di un colore troppo scuro) quanto ero ben più generosa  di panciotta e il costume che avevo allora mi faceva un brutto effetto, perciò era necessario coprire la pancia.

Così guardavo la mia panciotta e le smagliature delle gravidanze e del parto.
Io non mi vergogno di questi segni sulla ma pelle, perchè sono legati ad eventi bellissimi della mia vita: non sono come il nome "dell'amore della tua vita" tatuato ben visibile sul braccio che poi devi far coprire un un " qualchecosa" perchè ti ha mollato per un'altra.
Sono le mie smagliature da parto.
L'unico difetto è che qualche idiota ha deciso che le smagliature , tutte, sono antiestetiche.

Le ho guardate, ho pensato a cosa sono e a cosa rapprensentano per me, e che al prossimo spettacolo le riempirò di glitter dorato o addirittura andrò in un centro per l'henne ( che ho già trovato!) e le farò valorizzare, perchè per me valgono, così come lo sono per tutte le altre mamme con un minimo di cervello, e non ho intenzione di coprile perchè qualcuno pensa che siano antiestetiche!

mercoledì 30 dicembre 2015

caro 2015,

domani sarà il tuo ultimo giorno e vorrei dirti che sei stato un anno meraviglioso per me.

Carico di tante cose, di nervi, di frustrazioni, di preoccupazioni, di cose fa fare, di tante cose nuove, e di tante cose vecchie lasciate andare: insomma sei stato un anno in cui mi sono sentita viva, vivissima, come non mi accadeva più da tanto tempo.

Ti ho vissuto quasi tutto in Germania e non mi par vero.

Climaticamente parlando, non hai avuto nulla che vedere con tutti i tuoi predecessori della mia vita: insomma non hai voluto farti sentire pesante con i cambi.

Mi hai riservato risvolti inaspettati nella mia vita e nel mio giro di amicizie, che tutto sommato si sono rivelate tutte positive: amici allontanati per sempre per divergenze d'opinione e Amici Veri che se ne fanno un baffo della distanza e del non avere i soldi per prendere l'aereo perchè l'Amicizia Vera passa i confini e se ne infischia delle distanze.

Mi hai anche ricordato che i miracoli non esistono e che chi vive in un mondo tutto suo, difficilmente mette il naso fuori per rendersi conto della realtà che li circonda.

Mi hai donato il potermi relazionare con altre culture altre civiltà, senza andare a più di 20 km dalla casa dove vivo, e mi hai regalato tutti i " 'morgen,  hallo, 'tag, aufwiedersen, e tschuss" di non so più quanti estranei incontrati per strada, e i sorrisi e le chiacchiere di altri genitori conosciuti meno di 8 mesi fa.

Grazie 2015, sei stato un anno meraviglioso.

venerdì 18 dicembre 2015

Biscotti, secondo giro.

Dopo la prima produzione andata in regali di cui solo una parte mimina è rimasta a me e alle mie aiutanti, ho deciso di fare una seconda produzione stando attenta a non mettere quei 200 grammi di farina di troppo ed usare la pistola sparabiscotti presa l'anno scorso coi punti della Bennett e mai usata.

Ecco, o quella pistola sparabiscotti fa cagare oppure sono io impedita nell'uso: per ogni biscotto saltava via la parte pulsante e anche a perderci del gran tempo a girarla la ghiera saltava via e non faceva presa.

Quindi o sono impedita io o fa cagare quella che ho preso: quella svedese di mia mamma, tutta in metallo se ciccava era perchè sbagliava la pressione mia mamma.

Così fin da subito ho rinunciato alla pistola sparabiscotti e..... deliriooooooooooo!!!!!

L'impasto più morbido era difficile da lavorare con gli stampini, tant'è che all'ultimo mi sono arresa ed ho infornato un maxi biscotto pretagliato e ritagliato caldo, altrimenti sarei ancora lì a metter formine su formine.

Perciò, se volete usare la ricetta dell'altro post con gli stampini tradizionali  NON FATELO!!!! aggiungeteci da subito quei 200 grammi di farina in più e non vene pentirete.

Io continuo a farli col burro per un semplice motivo: senza ricadere nella attualissima fobia dell'olio di palma, che sinceramente "mi ci sciacquetto la cicciabaffa" per fare una citazione colta da Paolo di Leonix, la margarina, che è fatta ANCHE con quello, è innaturale. si prender un olio con i sui bei doppi legami e lo si sottopone ad un processo chimico di idrogenazione per far si che da liquido qual'è diventi solido. In pratica è un po' come se prendessi un cavallo e gli innestassi chirurgicamente in fronte un corno per farlo diventare un unicorno.

quindi evviva il burro.

Sta volta però ho modificato lo zucchero mettendone la metà a velo e aggiungendolo come prima cosa alle uova. E poi ho aggiunto la scorza d'arancia grattuggiata, che qui si trova comodamente in bustina.

Lo sentite il profumo, vero?

giovedì 17 dicembre 2015

non ho nulla da temere

In modo altalenante, a volte penso che iscrivermi al contest di aprile sia stato un fare il passo più lungo della gamba.
Lunedì sera al corso c'era anche Goretti, che fino alla festa di Natale per me era solo l'insegnante del corso principianti. Poi l'ho vista ballare: incanto allo stato puro.
Domenica le avevo scritto per chiederle informazioni sui 2 WS che terrà a gennaio, così ci siamo contattate e lunedì sera ho potuto presentarmi di persona. Ragazze, poca miseria senza trucco parrucco e costume siamo irriconoscibili!
Con mia enorme sorpresa e somma gioia parla italiano! Così ho potuto chiacchierare con lei un po', scoprendo che molto probabilmente si iscriverà al contest.

Ebbene non ho nulla da temere.

La sua bravura è indiscutibile, tra me e lei c'è un abisso di competenza ed arte per me impossibile da colmare in pochi mesi, ma la cosa non mi demoralizza affatto. Sono così distante che so che non posso competere ne con lei ne con altre di pari o poco distante livello, e proprio per questo non ho nulla da temere.

Sarà una bella esperienza da cui potrò imparare molto.

Spero ci sia il premio "grazie per averci provato" perchè per quello posso sicuramente concorrere!

mercoledì 16 dicembre 2015

Riaprtiamo, ma non da zero

Il post sul mio costume ha ottenuto ( non sul blog, ma su faccialibro) un sacco di commenti e di spunti perciò ho deciso di cambiare rotta.

Più luce.

Ho acquistato i materiali sbagliati e per questo non ne avevo un buon ritorno.
Come enfatizzano in quei reality sugli abiti da sposa, devi fare " awwwww...." ed impazzire di felicità, altrimenti ti stai accontentando e quello che stai acquistando è sbagliato non è TUO. Idem in questo caso, a maggior ragione perchè questa stoffa e questa idea sono mie e non copiate (ok qualche idea tipo le coppe di diverso colore l'ho presa da altri costumi).

Ora non sono uscita a comperare cose nuove primo perchè oggi soffro di culo di piombite,  e secondo (forse più importante) perchè non avendo un idea precisa di cosa prendere finirei per accontentarmi di nuovo e sputtanare soldi (che non ho) per niente, o girare come una trottola impazzita alla ricerca di un ispirazione che potrebbe non venire, finendo poi, per accontentarmi. Aggiungiamoci che non conosco bene tutti i negozi specializzati e non ho nemmeno amiche che possano aiutarmi.
Quindi mi arrangio con quello che ho in casa ed ho smontato 2 reggiseni intimissimi all'outlet l'anno scorso e una collana presa sul mercato  pagati 10 euro cad. E scateno la fantasia! E' vero non saranno materiali " Awww..." da amore a prima vista, ma è "più mio" perchè ci va quella dose di riciclo creativo che è mio.

Quindi partendo da qua (per le foto ho seguito il consiglio di Livia ed ho tirato fuori la macchina fotografica " quella buona")





Vediamo cpsa riesco a combinare.

martedì 15 dicembre 2015

angolino di sconforto

Per aprile mi sono iscritta ad un contest di danza  come solita per classico- medioorientale o meglio, per le addette raq sharki.
La musica c'è la Coreo, a parte qualche idea qui e là, no.
Per l'occasione mi sto facendo un completo da sola con una stoffa il cui amore non finisce mai.
Ora sto facendo delle decorazioni in perline, ma.....
....

.... ma ieri ho fatto una prova foto col cellulare e a parte notare con mia gioia che la mia sofficiosa pancia sta rientrando piano piano, le mie decorazioni in perline non si vedono per nulla!


Sono un po' giù di morale: si sta insinuando il dubbio di aver fatto il passo più lungo della gamba. Sia per la coreo che per la realizzazione dell'abito: eppure non mi pare che siano cosi pieni di perline & co, i modelli più recenti.

Quasi quasi rimuovo la cintura verde dal gusto molto baladi e piuttosto gonfia, e lavoro dei ricami perline e stoffa sbrilluccicante direttamente sulla gonna. 

lunedì 14 dicembre 2015

Regali di Natale

Per il momento per quest'anno, non ho fatto alcun regalo di Natale per le persone che posso chiamare Amici.
Se avevo fiducia nei corrieri on-line in Italia, ho perso fiducia completamente nelle poste quando ho saputo non essere mai state recapitate cartoline, pacchetti con ricami. Per non parlare poi del fatto che una raccomandata ci ha messo più di 2 settimane per arrivare a destinazione. 

Colpa delle Deutsche Post? Colpa delle Poste Italiane? Onestamente non lo so, ma voglia di fare brigare e spedire con il terrore di aver perso soldi tempo e regalo per le persone a cui voglio bene non ne ho poi molta.

Però qui il Natale è una cosa seria e voglia di fare anche un semplice pensierino te ne viene. Così ho deciso che le mie " vittime" natalizie saranno i miei compagni del corso di tedesco.

No non siamo "amici" anzi c'è pure chi mi sta sulle palle perchè al posto di studiare e fare i compiti copia. Sarebbero solo cazzi suoi se non impara, ma chi non studia si vede quando si fanno gli esercizi in classe perchè è lento.

Comunque ho deciso di fregarmene un po' di chi mi sta sulle palle e chi no e per l'ultima lezione prima del corso ho preparato biscotti e vasetti decorati per, beh più o meno tutti. Purtroppo nono ho barattoli per tutti: ho sbagliato i conti.

L'idea è quella di regalare un piccolo barattolo della felicità come quello di questo post: tutto sommato la cosa che ci accomuna è che tutti siamo andati via dal paese in cui siamo nati e cresciuti perchè non ci andava più bene. Non importa se io ed altri abbiamo potuto farlo con serenità e l'opportunità di tornarci tutte le volte che vogliamo, e chi invece è scappato dalla guerra, siamo tutti andati via.
Ma regalare un barattolo vuoto sta male, così sabato ho preparato i biscotti con la ricetta che mia madre ebbe dalla sua amica Franca di Strigno per la pistola spara biscotti,



A parte aver volutamente sostituito margarina e fecola con burro e maizena, ho sbagliato la ricetta (200 gr di farina in più) e la pistola spara biscotti, non so se perchè montata male o perchè l'impasto era troppo duro è esplosa. Cosi sono ricorsa a mattarello e formine standard, coinvolgendo la Mimi e la Iaia che si sono divertite moltissimo e che hanno FINALMENTE seguito le mie istruzioni. Il risultato vi assicuro che non è venuto affatto male!



Domenica mattina invece stoffa, forbici e colla a caldo alla mano ho completato il lavoro.



Ora in consegna! 

domenica 13 dicembre 2015

Blu e Oro

Questa mattina mi sono svegliata con l'idea id fare l'albero blu ed oro.

Va da sè che ormai fare l'albero è una questione di Famiglia: non sono  più io da sola a farlo: dall'anno scorso si fa tutti insieme ed è una cosa bellissima perché si vedono gli "stili" partendo dal basso verso l'alto.

Quindi chiamata a raccolta la truppa ho incaricato  la Mimi di prendere tutto il materiale blu ( perchè ci sono delle palline di vetro) e la Iaia quelle dorate che sono tutte di plastica.

Poi è arrivata la terza scatola: quella con "le decorazioni che, mamma, vorremmo mettere".

La terza pallina non era ne blu ne oro.

Blu e oro c'è ma ci sono anche i cuori rossi rosa e verdi le palline viola quelle con Tom e Jerry ed altro ancora.


Però non è "solo colpa" delle bimbe, perchè alcune decorazioni le ho volute io come il pupazzo di neve e il sig. Rudolf e gentile signora: oltre a queste ci sono anche loro le decorazioni che hanno un legame.
Negli anni quando mi dedicavo molto al ricamo ed ad altre arti creative ho incontrato tanta gente. Alcune di queste persone le sento ancora, altre no per svariati motivi che sinceramente non ricordo più  nemmeno io (una volta davo molta più importanza, ora mi rendo conto che spesso si smette di avere a che fare con qualcuno solo perchè capita). Ecco con lacune di queste persone per gioco o per affetti ci siamo spedite nel tempo regali tra cui anche decorazioni natalizie.
Queste ci tengo a metterle sull'albero, anche se non sempre riesco a metterle tutte.
Sara mi ha riempito di decorazioni: infatti (o purtroppo) le sue non riesco mai a metterle tutte. Questa è la più vecchia:


Poi di anno in anno arrivarono sacchettini (quest'anno non li ho messi) da appendere e palline e stelle rivestite:



Ci sono anche gli angioletti- segnaposto che fecero mia Zia Carla e mia Cugina Sara non mi ricordo più per quale capodanno, ma di tanti anni fa e che tutti gli anni tornano sul mio albero.


L'angioletto di Daniela per la comunione di suo figlio,


l'albero di Maria Elena


Il gufo e il Babbo natale di Sonia


Il cuscino di Lina


E l'orsetto di Roberta di Como


A me piace metterli, perchè anche se con alcune di queste persone ho perso i contatti, sono passate nella mia vita condividendo con loro dei momenti più o meno brevi più o meno piacevoli. Sto sempre più facendo mia la teoria che s'incontra gente perchè in quel preciso istante della tua vita vanno incontrate, abbandonando così il rancore delle cose non dette delle sparizioni senza un motivo. Non muoio dalla voglia di riallacciare rapporti con gente che non sento più ma sicuramente se passassero di qua vorrei far sapere loro che le ringrazio di essere passate e che ogni anno per quanto possibile le ricordo.

lunedì 7 dicembre 2015

Seminario di percussioni

Fedele ai consigli dati sia da Dina che da Jamila, ieri sono andata a fare un seminario di percussioni arabe presso il mio attuale insegnate: Aladin El Kholi.

(foto proprietà di Tanzstudio Aladin)


E ci è venuto anche Luca, che si è alquanto divertito ed intrippato.

Ovviamente ero l'unica mancina, ma tanto ormai so che "destra" in realtà vuol dire " sinistra".

Dunque ieri in tre ore, sono stati più che toccati, letteralmente battuti in Dum, tak, es: le 3 variazioni saidi, melfuf, gulf, zahr, maqsum, masmudi sagir, masmudi kibir e variazione, samai.
Chi volesse capire di più sui ritmi arabi clicchi qui : attenzione sono 2 pagine.

La cosa che mi ha spiazzato più di tutte è stato il battere l'es, che talvolta, per lo spirito di arricchimento/riempimento arabo diventa forte come un tak. Talvolta viene battuto così forte che tanto che la conclusione di un ritmo s-tak-s non è mai un tak semplice e finito, ma una sorta di  "ra-ka-tak" .

Prima di ieri ho fatto un solo seminario teorico e  pratico di percussioni, ma l'es
"lo respiravamo" perciò per me il grosso problema è stato usare la mano destra per tutti gli es.

C'è una bella differenza tra sentirli e tradurli in un movimento di piedi e sentirli riconoscerli e riprodurli sulla darbouka. Luca che non li balla è stato decisamente più bravo di me. Io su buona parte non sono stata poi tanto brillante. Dò la colpa alla mano destra, che però alla fine ha capito che doveva fare la sua parte e mi è venuta un po' meglio dietro.

Mi piacerebbe andare avanti a praticarli, ma l'unica cosa che mi frena un po' è che è una pratica "rumorosa" e non so come la prenderebbero i miei vicini di casa, non abitando in una sperduta radura in mezzo alla foresta.

Beh magari prima di preoccuparmi del rumore, mi preoccupo di trovare una se non 2 darbouka.

venerdì 4 dicembre 2015

Caro Babbo Natale,

se mi chiedi se sono stata brava, lo sai già che ti rispondo "no non lo sono stata" perciò non giriamoci troppo attorno.

Per quest'anno non voglio nulla sotto l'albero.
Lo so, ci rimarrò male, ma sono stanca di pensare che qualsiasi regalo costi. Durante l'anno di soldi per me ne spendo, fosse anche il caffè fuori quando me lo potrei fare a casa, perciò direi che di regalini ne ho tutto l'anno.

Lo so che ad Ottobre ti scrissi: "Caro Babbo Natale, per quest'anno non desidero "la borsa Kelly di Hermes in coccodril" ma sono dibattuta tra il manichino da sartoria da 80 euri della lidl e una bella spada ben bilanciata e dalla buona impugnatura. In color acciaio niente vaccate in ottone: deve sembrare una vera spada."
Ma i tempi cambiano, e nonostante abbia cambiato nazione le tasse italiane ci perseguitano.

Vorrei solo avere un po' di serenità durante le feste. Andare d'accordo con le bimbe, non avere Luca stressato che mi risponde piccato senza un motivo apparente. Per la suocera il miracolo lo hai già fatto su tutti e due i fronti: il mio e il suo.

Eventualmente se ci mandassi degli acquirenti per le case italiane, non mi dispiacerebbe.


giovedì 3 dicembre 2015

Considerazioni

Ieri mi sono imbattuta in questa immagine.



Ecco il mio blog talvolta è il mio cestino.
I malevoli che passano di qua, penseranno che lo è perchè non ho amici.

Per quello che mi riguarda, il mio blog è ANCHE il mio cestino, perchè non mi va di ammorbare la gente con problemi inconsistenti. Chi passa di qua è libero di leggere fino in fondo oppure levare le tende, e mi pare più gentile che sfruttare l'occasione di un invito a pranzo per lamentarmi di famigliari e amici che fanno, o NON fanno, questo o quell'altro.
A quattr'occhi o per telefono parlo di problemi seri.



mercoledì 2 dicembre 2015

Sugaring!

Ho scoperto lo sugaring nella primavera del 2014 e da allora per me non esiste altro metodo depilatorio, tranne il rasoio, ma lo riservo solo alle gambe.

Da che sono in Germania con lo sugaring ho avuto sorti alterne: a maggio ho trovato una davvero brava ma che purtroppo riesca a darmi appuntamento solo mese per mese o se va male ogni due.
Un provato un altro centro estetico a Colonia e mi sono fatta infinocchiare con una tessera fedeltà: se i primi 2 appuntamenti li ho avuti con una che lo sapeva fare davvero, gli altri li ho fatti con un altra tizia ( e l'ultimo con una terza) che suppliva alla scarsa manualità con la simpatia. Risultato? peli incarniti con lo sugaring, e depilazione inefficiente perchè veniva usata come una ceretta e non come dovrebbe essere fatta.

Così ho pensato di fare da me.

ho cercato un po' di ricette in internet, ma attenzione: sono spesso mal spiegate. Non puoi dare come indicazione  "fino a quando non diventa un bel colore ambrato tipo miele" perchè esistono vari tipi di miele con colori propri: già solo il miele mille fiori ha mille sfumature di "colore ambrato"! Figuriamoci poi se dovessimo paragonarlo al miele di castagno.

Comunque preparo la mia pasta di zucchero, ma non funziona: non riesco a strapparla se non usando la stoffa, e non è così che deve andare.

Penso di fare un giro di crema perchè di andare dall'estetista non ne ho voglia, abbandonato il vecchio centro di cui sopra il timore di ritrovarmi da un incapace è troppo e visto che non vanno depilate le gambe ma quella zona che se ci batte il sole è perchè ce lo faccio battere io, non mi va di avere rogne di peli incarniti che ne ho già avuti abbastanza. Così oggi vado nel "negozio di detersivi". In Italia non esiste un vero corrispondente, perciò fatevi l'idea di un negozio che vende prodotti per l'igiene della casa, della persona, della biancheria, articoli per animali domestici, alimenti bio e fa pure stampe foto.
dicevo?
Ah già vado in quella che qui chiamano "drogheria" e davanti mi si materializza il barattolo della "cera orientale" che altro non è che pasta di zucchero!

Tutta contenta me la porto a casa e noto che:

1 è colore cocacola altro che ambrata
2 non è per niente liquida ma è molto più consistente

salto a piè pari la spiegazione del bagno maria che la vuole più liquida per essere usata come la ceretta, perchè non è quello che voglio, e la prendo su con 2 dita ed inizio a tirarla contro pelo, come vuole che sia fatto lo sugaring e....

...meraviglia!

Funziona come lo sugaring che conosco! Via tutto senza arrossamenti o picocle emorragie come con la ceretta!

Però regge pochi strappi perchè poi si scalda e ciao: va cambiata. Se l'hai stesa ed è molle come la nutella la tiri via con una pezza. e se priovi a fare lo strappo con la pasta in quelle condizioni l'ematoma è dietro l'angolo.

Tutto sommato non ho fatto tutto quello che dovevo, ma quel poco che ho fatto è venuto bene e mi è servito a capire un po' meglio come fare lo strappo, gestire la pasta di zucchero e farla in casa.

Consigli pratici, se mai qualcuno passasse di qua e leggesse.

- Fatela in bagno: si pulisce meglio della cera perchè lo strappo a mano senza pezze fa partire lapilli zuccherosi che fortunatamente vengono via con l'acqua.
- Tenete a portata di mano comunque delle pezze di cotone liscio non esageratamente grosse: se si scalda la potete rimuovere come cera, e vi vengono utili per pulirvi le mani. Le pezze poi possono andare in lavatrice e tornano riutilizzabili.
- Cimentatevi dopo aver fatto almeno una seduta da un estetista giusto per vedere dal vivo come si stende e si fa lo strappo. Manco ve lo sto a dire dove ho provato io. Se sbagliate lo strappo si formano degli ematomi, ma sono meno problematici dei peli incarniti.
- Prima di crearla in casa partendo da zucchero acqua e succo di limone, compratene un barattolo già fatta, almeno avrete l'idea di come deve essere.
- quando ci provate prima lavatevi poi dopo esservi asciugate passate del borotalco sulla zona da depilare: se siete sudate lo zucchero non fa la presa giusta.

domenica 22 novembre 2015

vorrei andare in vacanza

Ieri ho fatto un couscous con verdure e il solo aroma delel spezie mi ha trasportato a migliaia di km di distanza da qui, per un istante, facendomi sentire in vacanza.
Sarà il cambio di stagione, sarà il ciclo,  sarà il cambio dei ritmi con la scuola di tedesco 4 giorni alla settimana tutta la mattina, sarà che Valeria continua a comportarsi una merda dopo che i bambini "senza genitori" sono stati qui, sarà quel che sarà ma io ho voglia di andare in vacanza.
Lasciando l'attrezzatura da sub a casa.
Già perchè a me piace fare immersioni, mi stacca la testa, ma sono così stanca ora che l'idea di sobbarcarmi ANCHE l'incombenza di dovermi immergere a tutti i costi, no grazie.
Vacanza: vorrei riposarmi, non fare un beneamato cazzo, non inventarmi qualcosa perchè se no non so come riempire il tempo.

lunedì 16 novembre 2015

Vaso della felicità

La settimana la faccio cominciare da domenica mattina.

Mentre attendevo Luca di ritorno dall'aeroporto ( leggasi post precedente) mi capita di leggere del " vaso della felicità". si tratta di una specie di gioco promemoria personale senza coinvolgere chissà che: ogni giorno prima di andare a dormire si prende un foglio di carta piccolo e qualsiasi e si scrive un momento della giornata che ci ha reso felici.
Trovo l'idea geniale, e penso che se l'avessi fatto incominciare domenica il momento felice sarebbe stata la partenza degli amici.
Poi leggo oltre e l'inventrice inizia a sbrodolarsi addosso che: "si è resa conto che i momenti che la rendono felice sono i più semplici".
 Diiiiooo che carie!
 Sarò acida ma se la tua felicità dipende da un "raggio di sole" devi avere una vita talmente di merda per aggrapparti a qualsiasi cosa: per me le piccole cose della vita come un raggio di sole, una tazza di caffè o altro che sono lo stato base di felicità quotidiana!
Ma le cose cambiano: sarà che a me tutto lo scrivere smieloso mi sta alquanto sulle palle, ma il senso de " la felicità sta nelle cose semplici" lo conosco bene eccome. Perchè di fatto una passeggiata in bici tutti insieme non è qualcosa di straordinario, è una cosa semplice e bella se fatta con serenità. Passare la domenica sul divano (dopo 8 km di pedalata) non è una cosa complicata, (anche se per me straordinaria, visto che corro sempre).
Così penso proprio che lo farò il vaso della felicità, già che mi è rimasto appiccicato nel pensiero fino ad oggi.


domenica 15 novembre 2015

Deutsch als fremdsprache

Disclaimer: Questo post, come quello di venerdì e di domani li ho scritti venerdì, prima dei fatti di Parigi. Oggi, domenica 15 novembre, sinceramente non avrei voglia di raccontare di frivolezze, ma la vita va avanti e deve andare avanti cercando soluzioni, anche nel piccolo personale.

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Lunedì ho iniziato il corso di tedesco: dael 8 alle 12.15 4 giorni la settimana.
Il corso è eterogeneo, forse fin troppo: per essere in cammino verso il B1 c'è gente che fa troppa fatica a leggere l'insegnante pur di portarli avanti si fa un culo a capannello, ma se non fanno personalmente nel tempo libero quello sforzo in più per migliorare non ne vengono fuori. Il risultato è che le lezioni sono più indietro di quello che dovrebbero.
Personalmente non mi lamento, perchè non avendo praticamente mai studiato tedesco, per me tutto ciò che è la grammatica mi è sconosciuta ed imparare, come è accaduto, che il verbo nella costruzione della frase viene sempre in seconda posizione ( cosa che significa talvolta spostare il soggetto dopo il verbo), mi fa solo piacere.
L'insegnante è tostissima e ci riempie di compiti: se non fosse per i 42 anni che mi ritrovo la odierei, mentre ora a quanto pare riesco a comprendere l'importanza di certe cose. Chissà se riuscirò a spiegarla bene anche alle mie figlie.
Venerdì ci ha fornito anche un elenco di 4 pagine di verbi da imparare a memoria in vista dell'esame di certificazione: non mi ricordo fosse stato così duro imparare l'inglese.
Sempre venerdì, complice forse la pioggia, sono tornata a casa un po' immogita ( non esiste ! deriva da "essere mogia"): nonostante riesca a cavarmela piuttosto bene nella conversazione spiccia, mi rendo conto che l'hoch deutsch che t'insegnano nei corsi di lingue spesso non è di così facile comprensione.
così mi sono detta che è meglio non soffermarsi sul sentirmi mogia, perchè non porta nulla di buono: fa perdere fiducia speranza capacità di comprensione e conduce alla via di quel "*** ce la faccio" che ti auto-convince per il peggio.

mi sa che mi servono solo un altro paio di penne colorate e "sterminare" tutti i quaderni quadernini e quadernotti che ho in giro a furia di scrivere e ripetere le cose che sono da imparare. Intanto so quali preposizioni vogliono l'accusativo e quali il dativo, ed è già una buona cosa.

sabato 14 novembre 2015

niente frivolezze per oggi

Per oggi era in pubblicazione un altro post, uno di quelli personali che parlano di frivolezze tutto sommato.
Poi sono successi fatti tragici di quelli che vengono riportati dai nostri giornali perchè vicini, perchè collegati, perchè.... e non me la sono più sentita di lasciare le mie frivolezze. Domani forse.

Ho letto di stolti più o meno famosi che inneggiano alla chiusura delle frontiere.

Questa è la notizia che mi sconvolge più dell'attentato terroristico di Parigi.

Sinceramente chiudere le frontiere è un po' come tirare lo sciacquone per spegnere l'incendio in cucina: non serve ad un beneamato cazzo.

Iniziamo a fare i distinguo tra persone per bene e pezzi di merda, che per entrambi non esiste una religione, una nazionalità, un colore della faccia prestabilito.
Iniziamo ad usare la testa autonomamente e non lasciandoci inebetire da una classe politica corrotta che governa la maggior parte delle testate giornalistiche, tv e radio, e che come strumento di governo usa fomentare paura ed odio pur di non dare la possibilità di pensare ad un popolo mediamente ignorante (4 libri l'anno a persona non è indice di cultura, scusate).

Se vi sentite offesi dalle mie parole, riflettete.
Se pensate che sia io la stolta, prego siete liberi di scrivere la vostra opinione. In italiano corretto, e citando fonti autorevoli. se non siete in grado di farlo riflettete.

venerdì 13 novembre 2015

sassi nelle scarpe

L'ultimo post, l'ho scritto settimana scorsa per buttare fuori una situazione che riguarda più mia figlia che me.
Ora tocca a me, con un po' di ritardo.
Una settimana fa sono venuti a trovarci cari amici dall' Italia, I primi. Certo l'avvenimenot ci ha fatto piacere, ma noi quattro siamo rimasti del tutto spiazzati.
Anche loro sono in 4, con 2 maschi con la stessa distanza delle nostre con un anno e pèoco più in meno delle nostre: in pratica loro figlio maggiore è alla materna.
dicevo siamo rimasti spiazzati, perchè di fatto, non ostante frequentarsi era piuttosto frequente non ci eravamo mai resi più di tanto conto di come fossero i loro bambini: per comodità di tutti andavamo sempre noi da loro, approfittando del giardino, così i 4 marmocchi in genere giocavano in sintonia e noi verso le 18-19 levavamo sempre le tende.
E' vero che ogni genitore cresce i figli come meglio crede, ma noi 4 ci siamo ritrovati schiavi dei capricci di due bambini che non muovono passo se la mamma non gli solleva il piede e l'unico modo per avere del tempo per sè, è ipnotizzandoli davanti alla tv.
Ora non che per le mie sia un evento raro guardare un dvd o KIKA ( corrispondente italiano dei vari canali per bambini, ma assolutamente privo di pubblicità e strutturato in modo più intelligente) ma dover mettere su un film alle 20 ed uno subito dopo per avere il tempo di chiacchierare tra adulti perchè nessuno dei 2 (quasi 5 e 2 anni) si addormenta senza la mamma o il papà nel letto...
Se a leggere questo siete rimasti basiti quanto lo siamo stati noi, capirete quanto la candida ammissione " ma a me va bene così mio figlio andrà a dormire nel suo letto quando sarà pronto" faccia pensare che abbiano sottovalutato il problema e che siano completamente servi dei figli.
Quattro anni fa la invidiavo/ammiravo perchè riusciva ad avere ancora una sua vita di cene o pranzi con gli amici a casa sua, o addirittura era riuscita a ritagliarsi 3 giorni per andare a fare un corso di guida sicura in moto, ma ora sto rivalutando la mia posizione vedendo che i sacrifici che ho fatto nei primi anni di vita delle mie figlie e l'impegno che metto per renderle indipendenti mi stanno ripagando: ho 2 bambine che al ristorante, senza giochi o matite per colorare, riescono ad intrattenere conversazione su temi a loro accessibili o fare giochini mentali senza disturbare gli altri commensali.
Vi lascio immaginare come si siano comportati gli altri due se la cameriera è dovuta venire a chiederci di fare meno rumore. Vi lascio immaginare anche il senso di vergogna infinito che è caduto su me e su Luca, mentre sui di loro genitori è continuato imperterrito il totale menefreghismo.

Vi prego non venite a dirmi che " eh le bambine sono più tranquille, i maschi sono più vivaci": tutte stronzate, è solo questione di educazione data ed attenzione fornita.
Perchè non è "Anarchia" rimpinzare di salatini tuo figlio che ha fame mentre guarda la tv, al posto di chiedermi "a che ora si mangia": è menefreghismo nei sui confronti, ed anche nei miei/nostri che mentre preparo la cena mi dici " ah non preparare anche per loro perchè tanto non mangiano".

In ultima analisi, per risparmiare se ti dico che "venire in macchina è meglio", credimi. Così magari anzichè prendere il volo delle 7 del mattino costringendo Luca ad alzarsi alle 5.30 per portarvi in aeroporto parti un po' dopo magari alzandosi alle 7 della domenica che per molti è inconcepibile, ma che sicuramente è più accettabile. Anzi fate prima, ci rivediamo quando i tuoi figli saranno sufficientemente indipendenti da non aver voglia di venire a trovare gente per lo più sconosciuta.

sabato 7 novembre 2015

Preoccupazioni?

Alle elementari é arrivato un bambino dall'Italia che non sa nemmeno dire "Trinken Essen e Toilette", parole che abbiamo insegnato alle nostre subito per poter andare all'asilo quando avevano 5 anni abbondanti l'una e 3 e qualcosa l'altra.

Ieri al ritiro dall'OGS (leggi doposcuola) a Luca hanno detto che Marina si è messa a piangere urlando " non sono mica sua mamma!"

io sto cercando di capire la situazione del vissuto di Marina.

Va da sè che un bambino che non spiccica nemmeno una parola d'Italiano che viene messo in classe con Marina sia alla mattina che al pomeriggio le si appiccica come una cozza, come un naufrago del Titanic ad un salvagente, ma mi chiedo: " è corretto per Marina?"

Io ho avuto modo di parlare coi genitori. Disperati come noi per la situazione lavorativa italiana, mi paiono brave persone che stringono i denti per cercare qualcosa di meglio, e li capisco: d'altronde abbiamo fatto la stessa scelta, ma.... Ma sarò una schifo di classista, ma quando sento cose tipo " eh il tedesco mo' me lo insegno", Scusate mi viene solo da dire, beh prima dovresti quanto meno imparare l'italiano.

Poi ho avuto modo di scambiare 2 parole con il bambino. Sinceramente non so se sembra intontito per "il cambio d'aria" o se lo è, ma conoscendomi per come "ti taglio giù una persona con 2 colpi di falcetto" propenderei per la seconda. Peggio è che mi sembra un po' il classico finto tonto, quello che finge di stare sulle nuvole per scantonare un problema. Episodio successo l'altro giorno nel cortile della scuola:
"Jonathan*, dov'è il tuo zaino?"
"Eh l'ho dimenticato a casa."
La sua risposta dopo averglielo visto la mattina all'ingresso della scuola per dire che lo zaino era ancora in classe"
Il dialogo è avvenuto in italiano quindi se mi dici "casa" al posto di "classe", insomma qualcosa mi pare non girare nel verso giusto.

Da quel poco che ho capito, il bambino J. le sta appiccicato e Marina che è quel troppo buona da essere Cogliona (e sì lo dico io che sono la sua mamma) non solo le fa da interprete, ma si prende la briga di fare cose che non le competono come allacciargli le scarpe.

Domani mi prenderò il tempo di mettermi lì con Marina e farmi raccontare un po' di cose. Intanto penso che un pomeriggio alla settimana Marina non andrà al doposcuola per prendersi il suo tempo, e se dovesse servire mi renderò disponibile per assistere il bimbo direttamente a scuola per un paio d'ore.



* Il nome è di fantasia: l'unica cosa di attinente con la realtà è che rispecchia quell'attitudine italiana di usare nomi anglosassoni, al posto dei corrispettivi italiani.

giovedì 5 novembre 2015

two lost souls "d(l)iving" in a fish bowl

Certo la citazione è dei Pink Floid, ma non c'entra nulla col post, però mi piaceva come titolo.

La Germania è un posto magnifico, ma di tanto in tanto qualcosa manca, come il mare caldo. Il mare c'è e non sarebbe neppure lontanissimo da Köln, ma anche in piena estate, non ci s'avvicina manco per sbaglio ai 20 °C, e la semistagna potrebbe non bastare.
Perciò che hanno fatto i tedeschi, che comunque hanno una buona popolazione subaqquia?
Si sono inventati piscine da 18 metri, e una, guarda che culo sta a mezz'ora di macchina da casa nostra.
Quindi in mancanza del mare, che è volubile come una donna capricciosa, ci si rivolge alla piscina.
Noi si va qui: Dive 4 live, Siegburg.

Le comodità di un diving center, unite alla comodità di una piscina. Poi rimane la scomodità di tornare a casa con la roba bagnata ed averla appesa in giro per casa per una settimana in attesa che asciughi per benino.

Un posto così è letteralmente una palestra con panorama, rispetto ad una qualsiasi altra piscina. E soprattutto ti dà l'idea di cosa possa voler dire "essere un pesce che vive in un acquario": per quanto l'ambiente sia arricchito, lo spazio è limitato e alla lunga noioso. Certo queste sono riflessioni che può fare un umano, non riusciamo ad entrare nei pensieri di altri umani ne di altri mammiferi che ci vivono a fianco, figuriamoci nella mente di un pesce, ma posso garantire che 40 minuti d'immersione lì, hai visto tutto o quasi.

Le foto alla prossima volta: tutte quelle che abbiamo fatto sono venute inguardabili. No no non voglio fare la modesta, ma abbiamo sbagliato qualcosa nelle impostazioni della macchina fotografica e sono talmente scure che non si vede nulla!

lunedì 2 novembre 2015

altre lezioni

Settimana scorsa c'è stato lo spettacolo della scuola di danza di Yasmin di Bonn, scuola che per problemi oggettivi, primario di parcheggio, secondario di aria pesantemente muffosa nella sala danza, non frequento più.
Sull'insegnante, sul metodo, non posso esprimermi: in 3 mesi abbiamo solo studiato le 2 coreografie per lo spettacolo, senza tecnica o che altro, però da questa esperienza ho imparato qualcosa.

Ho imparato, che se hai a che fare con una persona straniera, che può avere difficoltà di comprensione, è meglio usare poche parole semplici che tante cercando di spiegare il concetto.

Ho imparato che per migliorare bisogna mettersi molto in gioco, anche fosse una coreografia principianti che trovi fin troppo lenta, a maggior ragione se il tuo, cioè mio, difetto DA SEMPRE è quello di anticipare. Ho capito solo all'ultimo, sul palco, la musica.

Ho capito che la mia tecnica non mi è bastata per essere all'altezza della situazione.

Ho imparato che gli errori che hanno fatto altri puoi farli anche tu (cioè sempre io) in forma diversa, ma concettualmente uguali.
Ho sempre criticato quell'episodio in cui 3 su sei si presentarono con il costume uguale, che non era quello richiesto dall'insegnante, lasciando le altre 3 tra cui c'ero io, vestite in modo completamente diverso che invece avevano seguito le direttive.
Ecco ho fatto lo stesso errore. Mi era stato chiesto di mettermi un body in rete sulla mia mozzarellica panza bianca per lo spettacolo. So che per  difetto di postura ( non ci sto attenta) accentuo la panza, ed effettivamente non è bellissima da vedere: coprendola sparisce un po'. Tuttavia il mio body è molto più scuro della mia carnagione. Così ho pensato di lavorare meglio sulla postura, controllandomi meglio per non mettere un capo d'abbigliamento che si vedeva fin troppo coprire volendo dare un effetto " nudo" che non c'era. Quello che volevo l'ho ottenuto: una figura migliore di quella di partenza, ma evidentemente non era abbastanza o non era ciò che l'insegnante volesse da me, così la sera dello spettacolo convinta di potermela cavare con una mano di fondotinta sulla pelle bianchissima, e senza un body troppo scuro, mi sono presentata sul palco così.

Oggi ad una settimana di distanza mi arriva una lettera di lamentela perchè non ho messo il body come concordato. Io ho pensato e agito di testa mia senza parlarne con l'insegnante, ed ho sbagliato. Lei ha ammesso di essere troppo presa dallo spettacolo e dalla sua influenza per poter prestare attenzione a tutto. Ai fini del rapporto di fiducia insegnante-allievo, non ha importanza il fatto che comunque ero presentabilissima anche senza, ma la mancanza di comunicazione che c'è stata. Vorrei tralasciare il fatto di "aver fatto una cattiva pubblicità" a me e a lei perchè non ho messo la retina a coprire la mia pancia bianca, ma proprio non riesco. Non riesco a pensare che la mia pancia bianca sia più cattiva pubblicità, della mancanza di sorriso (sempre mia colpa e non solo mia), o delle allieve di gruppi più esperti che non sapevano stare a tempo e che avevano l'espressività di un muro di mattoni.
Mi hanno detto che non devo fare paragoni, e non voglio farne, ma se vuoi darmi la colpa di avermi/ti fatto cattiva pubblicità dimmi che avrei dovuto sorridere, che da me ti saresti aspettata questo non che il mio corpo mi/ti fa cattiva pubblicità. Io col mio corpo ci vivo bene e voglio mostrarlo così com'è perchè chi non è perfetta per la copertina di Vogue (e anche lì la perfezione la si fa con photoshop e con la denutrizione, sai che roba!) possa credere di poter star bene con se stessa anche con 2 gravidanze, anche con la pelle chiara, anche con quei 3-4 chili di troppo.

Quindi sì ho sbagliato perchè non mi sono attenuta agli accordi della rete sulla pancia, pensando che lavorando sulla postura potessi tenerla a bada e così ho fatto ed ho ottenuto, ma evidentemente questo non era sufficiente ne desiderato e non l'ho capito.


Si noti nella foto la piega cicciottosa, lo sguardo per terra, un abbozzo di sorriso (e non un sorriso vero), e l'accenno di smagliature da parto.

Scusate ho ricevuto lamentele fortissime dal body: vuole essere mostrato anche lui.


Questa foto ha un anno e mezzo di distanza da quella sopra ed avevo una panza più prorompente. Vorrei far notare il salto di colore tra la rete e il mio braccio, salto che con l'altro costume, più scoperto, sarebbe stato infinitamente evidente.